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Archivio storico del Comune di Verucchio 14 aprile 1431 - 1984
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fondo
registri 1793, fascicoli 2101, volumi 30, unità documentarie 28, mazzi 237, bollettari 12, mappe 47

L'archivio comprende una ricca documentazione testimoniante la vita della comunità verucchiese dal XV secolo fino agli anni '70 del secolo scorso. Il materiale conservato si sviluppa senza sostanziali soluzioni di continuità nei passaggi istituzionali che hanno accompagnato le vicende storiche del paese dallo Stato Pontificio alla Repubblica Cisalpina (1797-1801), poi Repubblica Italiana (1802-1805) (1) e Regno d'Italia (1805-1814), alla successiva restaurazione (1815-1859) ed all'annessione al Regno d'Italia (1860).
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L'archivio è costituito dagli atti normativi che regolamentavano la vita sociale della comunità, a partire dallo statuto del 1463 per giungere agli atti dei moderni organi collegiali (Giunta e Consiglio con l'importante intermezzo costituito dall'istituto podestarile negli anni del Fascismo), dalla ricca raccolta di lettere che testimoniano i rapporti della comunità di Verucchio con le autorità con le istituzioni locali e statali, dal carteggio amministrativo che nelle sue articolazioni fornisce un quadro di quelle che erano le competenze dell'ente e del loro mutare nel tempo e relativi protocolli, dalla documentazione contabile e da numerosa documentazione che permette di ricostruire un preciso quadro della situazione demografica. Oltre a conservare precise testimonianze della storia del paese l'archivio costituisce una ricca fonte per la ricostruzione delle vicende minute della vita quotidiana della comunità e delle sue strutture sociali ed economiche.

(1) Con l'eccezione dell'importante lacuna costituita dall'assenza dei registri delle deliberazioni del Consiglio comunale per gli anni del dominio napoleonico edd i primi anni della Restaurazione (1801-1823)

criteri di ordinamento
Il lavoro di riordino ed inventariazione ha preso le mosse dal primo inventario analitico dell'archivio storico del Comune di Verucchio realizzato nel 1996 dalla cooperativa C.R.E.C.S. il cui impianto è stato sostanzialmente mantenuto anche se su alcuni aspetti è stato necessario intervenire ulteriormente. Rispetto al precedente inventario si è operato sul livello descrittivo delle unità archivistiche intervenendo sulla descrizione inventariale pregressa ed assumendo come elemento di descrizione elementare l'unità archivistica (fascicoli, registri, volumi ecc.). Solo quando la documentazione non consentiva di fare diversamente sono state descritte le unità di condizionamento (cioè le buste) che costituivano il livello descrittivo dell'inventariazione svolta nel corso del precedente riordino. La documentazione che costituisce il fondo dell'archivio storico comunale è stata integrata con ulteriore materiale, prodotto dall'amministrazione per gli anni dal 1955 al 1970. Pertanto è stato necessario giungere ad una integrazione tra la descrizione del materiale già inventariato e quella - da svolgere secondo lo standard ISAD(G) (General International Standard Archival Description) - della documentazione destinata ad integrarlo, evitando da un lato l'ipotesi di un'inventariazione solo parziale di alcune serie e, dall'altro, la possibilità di una disomogeneità descrittiva tra i due inventari che avrebbe reso non praticabile l'ipotesi di limitarsi a svolgere una semplice integrazione delle descrizioni svolte nei due interventi.
In merito all'organizzazione dei livelli descrittivi "alti" a livello di fondo è stata eliminata la precedente partizione nelle due sezioni "fondo antico comunale" e "fondo moderno comunale" organizzando le serie sotto un'unica radice.
Alla luce di una revisione complessiva di tutto il fondo è stata riesaminata l'organizzazione e l'articolazione delle serie archivistiche con lo scopo di meglio precisare le relazioni tra la documentazione. In quest'ottica, ad esempio, sono stati raccolti in un'unica serie (articolata in sottoserie) i documenti che costituiscono il "registro di popolazione" oppure i registri dello stato civile unitario, anch'essi prodotti e disciplinati sin dall'origine dalla stessa legislazione statale.
Contestualmente sono state riviste anche a livello di contenuto le descrizioni di alcune serie del precedente inventario. Si è, quindi, riorganizzata la serie del carteggio dell'ufficio di stato civile all'interno della quale erano presenti fascicoli riconducibili a serie documentarie diverse, alcune delle quali costituite ex novo: è stata separata la documentazione riguardante l'ufficio comunale di leva, le immigrazioni ed emigrazioni, i certificati di assistenza al parto, le pubblicazioni di matrimonio, i permessi di seppellimento, l'assistenza militare ed una parte di carteggio relativo agli affari militari che è andato ad integrare la serie già esistente. Allo stesso modo un intervento analogo è stato svolto sulla serie precedentemente indicata come "Carteggio ordinato per materia" costituta da buste originarie che raccoglievano documentazione diversa organizzata per singole pratiche o oggetti e non suddivisa in base ai titolari, parte della quale è stata ricondotta ad una nuova serie relativa interventi su edifici pubblici o privati (che coinvolgevano, però, anche il Comune), strade, infrastrutture etc. (serie "Lavori pubblici").
Per maggiori dettagli in merito ad interventi di riordino su specifiche serie si rimanda alle descrizioni contenute nelle relative schede.
Le unità archivistiche sono state rinumerate a partire da "1" per ogni serie o sottoserie, mantenendo, quando presenti, le segnature assegnate alle unità al termine del precedente riordino integrate dall'indicazione "Inventario 1996".

storia archivistica
L'archivio antico (che conservava il materiale napoleonico e di antico regime) era collocato presso la Biblioteca comunale ed era stato oggetto di interventi di riordino e di studio, da parte del segretario comunale Federico Piattelletti intorno alla metà del secolo scorso e, successivamente, da parte di Alfonso Pecci, mentre l'archivio moderno (a cui afferivano i documenti successivi) giaceva nel palazzo del Comune "disordinatamente disposto in buste. Dal 1810 ad oggi" .

Ancora nei primi anni ‘60 del nostro secolo Giuseppe Pecci, nella sua Guida storico-artistica di Verucchio (1), segnala la presenza dell'archivio storico comunale in un locale attiguo alla biblioteca al piano superiore dell'attuale palazzo comunale, citando che in esso "tra l'altro, si conservano, in un codice membranaceo del secolo XV, gli Statuti del comune, parecchie pergamene (di Sisto IV, Leone X a firma del Bembo etc.) ed un copioso carteggio (notevoli le lettere dei principi: Medici, Comneno, Pio)." Purtroppo dopo quegli anni l'archivio ha subito diversi traslochi ed è stato spesso collocato in locali non completamente idonei alla conservazione e soprattutto alla consultazione dei documenti.

Tale situazione proseguì fino alla metà degli anni '90 al punto che, in una sua deliberazione del 14 ottobre 1994, il Consiglio comunale sottolinea la necessità di individuare locali idonei per interventi di "catalogazione" (sic) del materiale d'archivio in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna in quanto l'archivio storico era "ospitato in locali fatiscenti ed impropri". Tali locali vennero individuati presso la sede delle ex scuole, a fianco della residenza municipale.

Già nel 1990 il Comune aveva affidato alla cooperativa C.A.R. l'incarico di riordinare l'archivio storico, incarico che aveva portato alla redazione di un inventario sommario del fondo.

Nel 1995 un intervento curato dalla cooperativa C.R.E.C.S. portò ad una prima individuazione della documentazione di pertinenza dell'archivio storico e nel trasferimento del materiale dai locali delle ex scuole (anch'essi inadatti alla conservazione del materiale) ai nuovi locali predisposti nell'edificio della "ex filanda", presso l'ex convento dei monaci Agostiniani di Verucchio. In quell'occasione venne stato redatto (a cura di Gabriele Bezzi e Cecilia Antoni) un primo elenco di consistenza, utilizzando, per le definizioni della documentazione e per il raffronto delle consistenze presenti, la scheda realizzata da Giuseppe Rabotti nel 1968 e pubblicata nel suo volume Archivi storici in Emilia-Romagna. Guida generale degli archivi storici comunali. Partendo quindi da questa prima individuazione del materiale da trattare si è poi sviluppato l'intervento di lavoro di riordino ed inventariazione che portò nel 1996 alla redazione (a cura di Gabriele Bezzi e Marco Degli Esposti) del primo inventario analitico della documentazione che costituisce il fondo dell'archivio storico del Comune per gli anni fino al 1954.

Note:
(1) G.Pecci, Guida storico-artistica di Verucchio, Verucchio, 1950.
(2) Archivi storici in Emilia-Romagna. Guida generale degli archivi storici comunali, a cura di G.Rabotti, Bologna, Analisi, 1991, pp. 908-910


codice interno: 057 - 001

informazioni redazionali
Revisione e integrazione dell'inventario Archivio storico del Comune di Verucchio (1431-1953), (a cura di Gabriele Bezzi, Marco Degli Esposti - CRECS , realizzato per IBC, 1996)
a cura di Marco Degli Esposti, Silvia Crociati (Hyperborea), 2013

realizzato per
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna [L.R. 18/2000. Piano bibliotecario 2008. Intervento diretto]

Intervento redazionale
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2013