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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

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Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia
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Archivio del Partito comunista italiano - Federazione provinciale di Reggio Emilia -- 1945 - 1991
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con antecedenti dal sec. XIX e seguiti al 1993
fondo
buste 1100, registri 14, fascicoli 19, volumi 51, album 1

Si tratta della documentazione prodotta e conservata dalla Federazione reggiana del Partito comunista durante la sua attività dall'immediato dopoguerra fino al momento dello scioglimento nel febbraio del 1991. La struttura d'archivio ipotizzata presenta dapprima i documenti prodotti dall'attività degli organi direttivi, con la raccolta quasi integra dei verbali delle riunioni dei principali comitati e i documenti relativi all'organizzazione a allo svolgimento dei congressi (di sezione, provinciali, regionali e nazionali). Seguono le serie inerenti l'attività della segreteria, con la carte più trasversali, la rassegna stampa e alcune raccolte riconducibili a singoli dirigenti.
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Le carte risultate dall'attività delle singole commissioni di lavoro (organizzazione; quadri, scuole di partito, educazione ideologica; elettorale; femminile; lavoro; esteri; cultura; amministrazione; agraria; enti locali; scuola; sanità e sicurezza sociale; problemi dello Stato) offrono uno sguardo a tutto campo sull'area di interesse del partito e, soprattutto per alcune commissioni, la ricchezza del materiale e la continuità cronologica permettono di cogliere ed esaminare i mutamenti nell'azione politica.
Quantitativamente più modeste le serie relative all'operato degli uffici studi, stampa e archivio-biblioteca, anche se fra le carte di quest'ultimo sono state rinvenute interessanti riflessioni sull'originaria "costruzione" dell'archivio del PCI reggiano.
Sono stati poi enucleati i documenti attinenti ai rapporti con il Comitato regionale del Partito, e all'attività del Comitato cittadino e della Federazione giovanile comunista.
Del complesso documentario fanno parte anche le raccolte di fotografie e audivisivi, che documentano con supporti diversi gli eventi testimoniati dalle carte, e quelle, piuttosto consistenti, di volumi e opuscoli, nonché una ricca emeroteca.
Fra le carte dell'archivio sono state trovate inoltre testimonianze dell'attività di enti giuridicamente autonomi rispetto al PCI, ma fortemente incardinati: si tratta in particolare delle società immobiliari costituite dal partito per la gestione del proprio patrimonio; di Solidarietà democratica e dell'Associazione pionieri d'Italia, oltreche dell'Istituto Gramsci reggiano. Non mancano infine le raccolte di carte relative all'attività di alcune sezioni cittadine.

criteri di ordinamento
A seguito della prima ricognizione e della constatazione delle manomissioni subite dalle carte, si è optato per una scelta descrittiva che prendesse ispirazione sia dai raggruppamenti suggeriti dalle carte superstiti (argomenti, tipologie documentarie, nominativi di funzionari, ecc.) sia dalla ricostruzione delle partizioni organizzative del partito (Commissioni, Uffici, ecc.). In particolare per molte delle Commissioni di lavoro sono presenti sia i fascicoli relativi alle attività ordinarie, sia quelli relativi alle tematiche più specifiche - e quindi spesso più riccamente documentate - oggetto dell'attività della commissione stessa.
Ove possibile sono stati descritti i singoli fascicoli, cercando di ovviare alla genericità di alcuni titoli con la descrizione degli argomenti trattati, senza rinunciare alla segnalazione di materiali ritenuti particolarmente rappresentativi del potenziale informativo delle singole unità archivistiche.
Molti dei fascicoli descritti contengono documenti relativi ad un arco cronologico piuttosto ampio oppure, al contrario, senza data: questa peculiarità ha reso problematica (e in certi casi "rumorosa") l'elencazione degli stessi in ordine cronologico.
Sono state individuate durante questo intervento anche carte prodotte da enti giuridicamente autonomi rispetto al PCI. In considerazione della lacunosità di queste raccolte e delle scarse informazioni relative al motivo della loro sedimentazione presso l'archivio del PCI reggiano (condivisione di sede, locali o operato di singoli funzionari ?) si è scelto, al momento, di descrivere queste carte nella stessa struttura archivistica.

incrementi previsti
Non si può escludere che altra documentazione afferente il PCI reggiano possa emergere dalla ricostituzione e riordino dell'archivio del Partito democratico della sinistra PDS - Federazione provinciale di di Reggio Emilia

storia archivistica
Sulla documentazione è stata realizzata dapprima un'operazione di ricognizione, che ha permesso di ipotizzare una struttura organizzativa, ma che ha anche evidenziato alcune peculiarità confermate nella successiva fase di descrizione. In particolare:
- l'archivio non è integro: da più parti sono giunte testimonianze, solo parzialmente confermabili, di dispersioni avvenute nel corso del tempo (1) e di documentazione trattenuta presso il proprio domicilio da ex funzionari del partito. L'osmosi fra le carte "prodotte" nell'ambito del ruolo politico ricoperto e le "carte personali", tipica degli archivi dei movimenti (2), è ampiamente confermata anche nella realtà dell'archivio del PCI reggiano;
- l'archivio ha subito diversi trasferimenti di sede precedenti all'attuale collocazione (e questo potrebbe essere uno dei motivi della mancanza di ordine riscontrata) (3);
- l'archivio ha subito degli interventi parziali di riordino, che hanno verosimilmente alterato in modo irrevocabile l'ordinamento originario. Un tentativo di riordino si è verificato quando (fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta ?) si è tentato, con l'ausilio di personale interno del partito, di applicare a posteriori il titolario di classificazione utilizzato sin dai primi anni Ottanta sulle carte dell'archivio nazionale del PCI (4). Questa operazione, condotta anche in altre realtà come quella dell'archivio del Partito democratico della sinistra di Modena e quello della Federazione bolognese (5), a Reggio ha comportato l'attribuzione ex post di titoli e argomenti a fascicoli che venivano poi collocati in scatole, sulle quali venivano poste etichette scritte in modo tale (con una vecchia macchina per scrivere) da sembrare coeve alla documentazione più antica. Disambiguata l'originarietà delle etichette, ci si è dovuti scontrare con l'esito di un successivo, e più recente, intervento durante il quale i fascicoli sono stati estratti dalle scatole, dove si trovavano originariamente, e collocati in buste poste sugli scaffali senza un criterio intelleggibile. Questa operazione, di cui resta ignota la ratio, ha spezzato irrimediabilmente i vincoli fra i fascicoli stessi. Nei pochi scatoloni superstiti, infatti, è stato possibile individuare qualche vincolo, come ad esempio un comune argomento o, più spesso, il nome del funzionario che aveva posto in essere quelle carte (6).
Ma al di là delle sventure conservative capitate a questo complesso documentario, la peculiarità che preme di più sottolineare è che nel periodo di attività della Federazione, l'archivio era vissuto come un luogo dove concentrare la documentazione che si riteneva utile conservare per trasmettere la memoria dell'operato politico del partito: ne deriva che veniva inviata "all'archivio" la mozione conclusiva, ossia il documento politico, estrapolandolo dal contesto documentario in cui era stato creato. Perciò una parte dell'archivio conservato attualmente si configura come il pieno raggiungimento del progetto di costituzione di un "Centro di documentazione del movimento operaio e democratico reggiano", progetto in merito al quale sono state reperite relazioni risalenti al 1976 e anche precedenti (7). Un'altra parte dell'archivio è costituita, invece, da fascicoli miscellanei riconducibili a volte ad un nominativo, a volte ad una partizione interna dell'organizzazione della Federazione.

Note
1) L'8 ottobre 1974 il responsabile dell'Archivio-biblioteca, Antonio Rangoni, scriveva a tutti i compagni della Federazione una nota avente per oggetto "Rammarico sull'inconsapevole distruzione di materiale riguardante la storia del PCI". Alcuni passaggi sono significativi:
"Cari compagni, in questi giorni di ristrutturazione uffici e anche di cariche, da parte di molti compagni, in modo inconsapevole, viene effettuato - come sempre è successo in passato - un vero e proprio stillicidio, meglio dire dispersione di materiale importante per la storia del Partito comunista di Reggio Emilia: per recuperare parte del materiale il sottocritto già più volte ha dovuto rintracciare detto materiale dentro il cartone dei rifiuti. [...] Questa mattina [ho trovato] documenti di tutta una commissione, ritenuti non importanti deposti in un cartone per essere eliminati. [...] Noi valutiamo criticamente tutti gli errori commessi in passato: migliaia di libri scomparsi, pubblicazioni, giornali, documenti delle singole commissioni sono tutt'ora introvabili. [...]"
Archivio PCI RE, Ufficio Archivio-biblioteca, busta 1
2) L'argomento è stato trattato anche nel corso del convegno "Gli archivi della politica" i cui atti sono disponibili all'indirizzo
http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/eda/pubblicazioni/pub4045.pdf
Fra gli altri, sostiene Linda Giuva: "Il più noto di questi intrecci è quello esistente tra la documentazione dei singoli (siano essi dirigenti, rappresentanti negli organismi elettivi, militanti o semplici simpatizzanti) e quella delle strutture politiche di riferimento (siano esse partito, movimenti, associazioni, gruppi politici in ambiti istituzionali). La commistione in questione si riferisce non al normale scambio di documentazione, frutto dell'attività del soggetto produttore e dei legami che esso ha con l'esterno, ma alla presenza di pezzi di archivio (serie incomplete, fascicoli, documentazione organica) il cui posto naturale dovrebbe essere presso gli archivi di altri soggetti produttori: pensiamo a uomini e donne che hanno conservato presso di sé la documentazione storica della formazione politica di cui hanno fatto parte, oppure che hanno portato con sé carte dell'istituzione presso la quale svolgevano un ruolo di rappresentanza politica. Così come si verifica il processo contrario: documenti relativi alla sfera privata lasciati nelle stanze del potere pubblico. Qui si vuole solo far notare che, al di là di disfunzioni organizzative che spesso possono alimentare confusione ed alterare le fisionomie documentarie, l'intreccio di documentazione di diversa provenienza e natura può essere inteso come il riflesso documentale delle complesse dinamiche che caratterizzano la relazione tra individuo e politica, tra sfera privata e sfera pubblica. [...]"
L. Giuva, "Natura degli archivi politici: considerazioni e problematiche" in Gli archivi della politica: atti del convegno (Firenze, 11 aprile 2012) a cura di Monica Valentini, Firenze, Consiglio regionale della Toscana, 2016, pag. 15.
Nello stesso volume Emilio Capannelli delinea una sintesi delle principali casistiche di dispersioni e conservazione di materiali degli archivi di partiti.
3) In una nota del luglio 1988 Giannetto Magnanini relaziona alla segreteria della Federazione sul "Progetto archivio", allegando la bozza di un progetto di sistemazione dell'archivio di deposito del PCI di RE. Nella bozza, oltre alla frase "gli attuali locali che ospitano l'archivio sono inadeguati", si legge che i materiali sono divisi in tre sezioni: biblioteca; emeroteca; materiale d'archivio. Quest'ultimo, in particolare è così descritto:
"a) oltre un centinaio di cassette indicanti sul dorso il contenuto (quasi sempre anche gli anni). Questo materiale, che ha trovato una sistemazione almeno provvisoria, costituisce la minor parte della documentazione d'archivio.
b) buste, carpette, fotografie, pacchi di altro materiale accatastato senza ordine alcuno e depositato in parte negli stessi locali d'archivio, in parte in armadi adiacenti a questa zona, in parte in uffici, depositi, ripostigli presenti nelle sedi attuali e passate delle varie commissioni. [...]"
Archivio PCI RE, Ufficio Archivio-biblioteca, busta 1.
L'archivio è stato conservato a Palazzo Masdoni (sede del PCI reggiano) fino alla sua dismissione (1992 circa), quando è stato (parzialmente?) trasferito in scatoloni in una sede del PCI a San Maurizio (sezione Venezia), prima di essere depositato presso la sede del neonato Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia, nel 2001.
4) Nella stessa relazione citata nella nota 3 si accenna all'opportunità che sul materiale documentario venga applicato un "riordinamento sulla base degli stessi criteri operanti nell'archivio nazionale del PCI".
Per un'analisi del titolario adottato per l'archivio nazionale del PCI si veda L. Giuva, "L'archivio del Partito comunista italiano" in Gli archivi dei partiti politici. Atti dei seminari di Roma, 30 giugno 1994, e di Perugia, 25-26 ottobre 1994, Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma 1996.
"L'ordinamento che ancora attualmente presentano le carte risale alla fine degli anni Sessanta quando, per la prima volta, si pose il problema della costituzione e dell'organizzazione di un vero e proprio archivio di deposito e storico. Negli anni precedenti, esisteva soltanto l'archivio corrente, che giaceva frammentato presso le varie strutture della direzione del Pci. Il materiale, raccolto da Giovanni Aglietto e Ivano Sabatini, fu riorganizzato cronologicamente. All'interno di ogni anno le carte furono disposte sulla base di un titolario che prevedeva due tipi di categorie: una di natura strutturale con riferimento agli organismi centrali e periferici che producevano e inviavano i documenti (direzione, sezioni e commissioni di lavoro, federazioni e comitati regionali, istituti culturali, organi di stampa); l'altra relativa al contenuto dei documenti (organi dello Stato ed enti pubblici, partiti politici, paesi esteri, organizzazioni internazionali, associazioni e istituti vari). Con queste ultime categorie venivano classificati prevalentemente documentazione grigia, informazioni varie, ritagli stampa, pubblicazioni ecc. Questo titolario fu applicato sia per la documentazione precedente al 1969, sia per quella successiva. [...]" (pag. 76). Una copia del Titolario applicato a Reggio Emilia è conservata nella buste n. 3 della serie Ufficio Archivio e biblioteca
5) Si veda in particolare: Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della provincia di Modena, Archivio del Partito democratico della sinistra - Federazione di Modena; Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Archivio del Partito comunista italiano - Federazione provinciale di Bologna, serie Documentazione organizzata secondo un piano di classificazione originale.
6) Nella busta n. 2 della serie Ufficio Archivio - Biblioteca sono conservati gli elenchi dattiloscritti rinvenuti negli scatoloni in cui erano collocati fascicoli sciolti.
7) A tal proposito significative sono le parole della Presentazione che si può leggere nel "Catalogo n. 1-1964 del Movimento operaio e democratico reggiano": "La Federazione provinciale del PCI è lieta di comunicare l'avvenuta costituzione, presso i suoi uffici, della Biblioteca-Archivio Movimento operaio reggiano. Lo scopo fondamentale di essa è quello di raccogliere tutto il materiale, le pubblicazioni, gli atti delle organizzazioni politiche e di massa della provincia di Reggio Emilia. [...] La Biblioteca-Archivio sarà composta da 4 sezioni:
I sezione  - movimento operaio reggiano
II sezione - periodici, giornali e riviste
III sezione - i classici del marxismo-leninismo. Congressi nazionali
IV sezione - pubblicazioni statistiche e studi economici. [...]
Saremo profondamente grati - e ne daremo pubblica notizia - a quanti vorranno fare dono alla Biblioteca-Archivio di materiale e pubblicazioni del passato riguardanti la storia del movimento operaio reggiano e che sollecitamente vorranno inviarci copia dei loro documenti pubblici."
Copia del Catalogo è conservata nella busta 2 della serie Ufficio Archivio-Biblioteca.
Con queste premesse non stupisce quindi di aver trovato molti fascicoli (cfr. busta 3) contenenti carte - di argomento diverso e di un arco cronologico molto ampio - accompagnate da una lettera indirizzata al responsabile dell'Ufficio Archivio in cui si leggevano frasi del tipo: "Riordinando i cassetti della mia scrivania in Federazione ho trovato queste carte 'vecchie'. Te le invio perchè tu possa conservarle in archivio".

Il lavoro di riordino e descrizione dell'archivio è stato compiuto nella sede di conservazione presso il Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia. Per una parte delle descrizioni delle unità archivistiche (ad esempio: Rassegna stampa e archivio fotografico) ci si è avvalsi della collaborazione di Serena Davoli, nell'ambito del servizio civile presso ISTORECO Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia.

modalità di acquisizione
L'archivio è stato depositato dalla Fondazione Reggio Tricolore presso il Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia con una convenzione perfezionata nell'aprile 2012. Il Polo archivistico è gestito da Istoreco - Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Reggio Emilia.

condizioni che regolano l'accesso
Parte della documentazione potrebbe essere sottratta alla consultazione in base alla vigente normativa in materia di privacy

strumenti di ricerca
Titolario
quadro di classificazione in uso negli archivi del PCI
http://ibc.xdams.net/media/IBC/IBCCMSPortale/simpleUpload/IBC/000/000/293/IBC.000.000293.0001.pdf

bibliografia

Gli archivi dei partiti politici. Atti dei seminari di Roma, 30 giugno 1994, e di Perugia, 25-26 ottobre 1994, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 1996
http://www.archivi.beniculturali.it/dga/uploads/documents/Saggi/Saggi_39.pdf (consultato il  24 gennaio 2017)

Gli archivi storici dei partiti politici europei. Atti del convegno
Roma 13-14 dicembre 1996
, a cura di Linda Giuva, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 2001
http://151.12.58.123/dgagaeta/dga/uploads/documents/Quaderni/Quaderno_94.pdf (consultato il  24 gennaio 2017)

Guida agli archivi della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, a cura di Linda Giuva, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 1994
http://178.32.143.54/bibliola/fa9c76b5ff7153fcc8203e00bea67cd6.pdf (consultato il  24 gennaio 2017)

Guida agli archivi degli Istituti Gramsci, a cura di Patrizia Gabrielli e Valeria Vitale, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 2004
http://178.32.143.54/bibliola/fa9c76b5ff7153fcc8203e00bea67cd6.pdf (consultato il  24 gennaio 2017)
Gli archivi della politica. Atti del Convegno, Firenze, 11 aprile 2012, a cura di Monica Valentini, Firenze, Consiglio regionale della Toscana, 2016
http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/eda/pubblicazioni/pub4045.pdf (consultato il  24 gennaio 2017)

Rossi a palazzo: memoria e cronaca della Federazione reggiana del PCI-PDS in Palazzo Masdoni (1954-1991), Reggio Emilia, Comma, 1999
Testimonianze di Jone Bartoli, Ugo Benassi, Antonio Bernardi, Eletta Bertani, Vincenzo Bertolini, Alessandro Carri, Fausto Giovanelli, Giannetto Magnanini, Otello Montanari, Rino Serri


codice interno: 080 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Mirella M. Plazzi (IBC) in collaborazione con Laura Cristina Niero (Cosmos), 2017

realizzato per
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna
[L.R. 18/2000. Piani bibliotecari 2009-2011. Intervento diretto]

Intervento redazionale a cura di
Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Servizio biblioteche archivi musei e beni culturali, 2017