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Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra - Sezione di Modena
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Archivio dell'Associazione nazionale fra mutilati e invalidi di guerra - Sezione di Modena 1918 - 1995
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con antecedenti dal 1913
fondo
fascicoli 915, registri 252, buste 114, cassette 2

L'archivio della Sezione di Modena dell'ANMIG appare chiaramente come il risultato della accumulazione progressiva della documentazione prodotta dall'ente nel corso del tempo per il perseguimento delle sue finalità preminenti, e quindi a opera dei sui organi direttivi - con i loro atti deliberativi - e del suo personale tecnico-amministrativo, con la gestione delle vere e proprie pratiche assistenziali dei soci (domande per riconoscimento di invalidità, visite mediche collegiali davanti alle apposite commissioni per il riconoscimento dei successivi aggravamenti, ricorsi), delle documentazioni relative a tutte le altre attività gestite ai fini di autofinanziamento e delle più consuete serie di documentazione contabile.
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criteri di ordinamento
La sedimentazione delle carte legata all'attività dell'ente si riflette coerentemente in un ordinamento archivistico e in una struttura d'archivio caratterizzati da una pressochè sistematica organizzazione della documentazione per serie di natura deliberativa, amministrativa e contabile che si sono andate incrementando per accumulazione cronologica. A ciò costituiscono però conseguenti eccezioni logiche e materiali le serie dei fascicoli personali dei soci titolari di trattamenti pensionistici diretti o dei loro familiari superstiti titolari di trattamenti pensionistici diretti («Schede dei soci» e «Schede delle vedove dei soci») e le diverse serie di corrispondenza.
Le serie dei fascicoli personali degli associati alla Sezione modenese dell'ANMIG, infatti, constano di pratiche aperte per ciascun socio all'atto dell'iscrizione e ovviamente destinate ad accrescersi nel corso del tempo con tutta l'ulteriore documentazione relativa alla situazione personale di ciascun associato; tali pratiche si vedevano assegnare alla loro creazione il numero di posizione progressivo che esse conservano tuttora, che è quello che le rende reperibili attraverso il sistematico riscontro con gli schedari della serie appunto degli «Schedario alfabetico dei soci» e che ha costituito il criterio univoco per il loro riordinamento.
Ben più articolata si è mostrata invece la vicenda della produzione e dell'organizzazione della corrispondenza amministrativa prodotta in minuta e ricevuta in originale dalla Sezione di Modena dell'ANMIG, vicenda che ha conosciuto diverse fasi ancor oggi ben ricostruibili. Fin dall'atto della sua istituzione, infatti, l'ente adottò la pratica della protocollazione della corrispondenza in arrivo e in partenza, senza però fare ricorso ad alcuna forma di classificazione degli atti, che venivano perciò sedimentandosi in maniera naturale rispetto alla prassi d'ufficio in una serie principale di fascicoli per singole pratiche d'affari, poi raccolti a formare in stretto ordine cronologico la serie del «Carteggio protocollato». In assoluto parallelismo a questa serie appare manifesto che fin quasi dall'inizio dell'attività dell'ente si adottò pure la prassi di conservare separatamente (sempre organizzato per fascicoli) il carteggio protocollato della medesima natura di quello della sopracitata sottoserie generale ma relativo specificamente ai rapporti con le altre sezioni, sottosezioni e fiduciariati della provincia di Modena e con le altre sezioni consorelle del resto d'Italia.
Tale prassi proseguì fino alla cesura indotta dall'adozione, comune a livello nazionale a tutte le Sezioni dell'ANMIG, del primo titolario per la classificazione degli atti amministrativi, entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 1956, strutturato su due livelli e finalizzato in maniera sostanzialmente adeguata a dar conto dell'attività di ciascuna sezione nei campi del patronato, dell'assistenza, del collocamento e dell'organizzazione, in rapporto gerarchico tanto verso l'alto (Delegazione regionale e Comitato Centrale) quando verso le sezioni consorelle e le sottosezioni e fiduciariati dipendenti, con alcuni evidenti adattamenti alla realtà locale (dall'elenco delle sottosezioni ai rapporti con le singole organizzazioni attive sul territorio fino alla gestione condominale).
A questo titolario fu poi sostituito, a partire dal 1° gennaio 1975, quello tuttora in vigore, sempre articolato su due livelli e in buona parte ricalcato sul precedente, però modernizzato per certi aspetti nel rispetto del mutato quadro di riferimento normativo e, nel caso specifico, più volte interpolato a livello locale per adattarlo a esigenze particolari della Sezione modenese dell'ANMIG.

storia archivistica
Non si hanno notizie sulle vicende della documentazione archivistica della Sezione di Modena dell'ANMIG, a parte la constatazione che essa si deve essere progressivamente accumulata nel corso del tempo presso le differenti sedi dell'ente (diversi uffici in affitto nel primo decennio di vita della Sezione, poi dal 1931 la sede della «Casa del Mutilato» di Modena dove tuttora si trovano gli uffici e l'archivio), senza che si sia conservata traccia o memoria di alcun intervento di riordino compiuto su di essa in passato, bensì soltanto di sicuri, ripetuti scarti del tutto ufficiosi della documentazione di natura soprattutto contabile ritenuta accessoria e non destinata alla conservazione a tempo indeterminato, con particolare riguardo ai mandati e alle reversali (per cui però almeno dal 1966 sono state conservate sistematicamente le riassuntive «Schede di bilancio delle entrate e delle uscite») e ai bollettari delle ricevute delle quote d'iscrizione annuale dei soci.
A parte questo, si può desumere che la documentazione divenuta progressivamente non più immediatamente utile per la propria attività pratica sia stata via via accantonata e conservata in stato di pressoché completo disordine, così come fu censita sommariamente ancora il 30 settembre 2006 quando, nell'ambito di un primo rilevamento promosso dall'Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Modena, furono individuati circa 30 metri lineari di documentazione del tutto disordinata e frammista a materiali librari e ad altri stampati nei locali di deposito seminterrati della già ricordata «Casa del Mutilato». A partire da quella situazione, negli anni 2009-2010 è stato condotto l'intervento di riordino e di inventariazione analitica della documentazione archivistica superstite, con la ricostituzione per quanto possibile dell'ordinamento originario delle serie documentarie e con la loro descrizione inventariale su strumenti cartacei e informatici nel rispetto degli standards internazionali di descrizione archivistica ISAD (G) e ISAAR (CPF).


codice interno: 107 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Enrico Angiolini (CSR), 2011

Revisione a cura di
Laura Cristina Niero, 2011

realizzati per
Progetto ArchiviaMo

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2011