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Archivio storico del Comune di Imola 1084 - 1969
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pezzi 19317

L'archivio del Comune di Imola comprende la documentazione prodotta dal Comune di Imola a partire dall’XI secolo.
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Per il periodo medievale (1084-1504) sono presenti carte e pergamene prodotte dalle magistrature cittadine, dalla prima attestazione della concessione alla comunità imolese di alcuni importanti diritti da parte del vescovo nel 1084, che sancisce la nascita del Comune, fino alla diretta soggezione della città allo Stato pontificio nel 1504.
Il periodo della Legazione pontificia (1504-1797) comprende la documentazione prodotta dagli organi del Comune di Imola dall'inizio del governo pontificio, sancito dalla Bolla d'oro di Papa Giulio II del 4 novembre 1504, fino alla presa di possesso della città da parte delle truppe francesi nel febbraio del 1797.
Il periodo contemporaneo si compone della documentazione prodotta dagli organi del Comune di Imola dall'inizio della dominazione francese (febbraio 1797).

criteri di ordinamento
Il lavoro è tuttora in corso di svolgimento, con l'obiettivo di mettere a sistema gli strumenti eleborati negli ultimi anni utilizzando il sofware di descrizione archivistica Sesamo: le banche dati sono state migrate da Sesamo nella piattaforma IBC-xDams, ed è in corso un'operazione di revisione e integrazione per giungere alla pubblicazione on line anche delle schede descrittive delle unità archivistiche.
Le informazioni relative agli interventi di riordinamento e inventariazione riguardanti nuclei documentari e/o serie sono indicate nelle schede serie specifiche.
Si avverte che per alcune parti del periodo contemporaneo dell'archivio storico del Comune non sono ancora stati completati i relativi strumenti d'accesso e/o non sono ancora state ricomprese in questo strumento (1).

Note
(1) Si rinvia alla pagina Archivio storico del Comune di Imola

informazioni sul contesto di produzione
Nei primi due secoli di autonomia comunale la città di Imola, retta prima da consoli (primo Comune 1084-1187) e poi da podestà (Comune podestarile 1209-1253), affermò le prime forme di autogoverno cittadino. Dopo un ventennio di soggezione alla giurisdizione bolognese (dal 1254 al 1274), attraverso il governo di un vicario del podestà di Bologna, la città passò ad un vero e proprio dominio signorile (la signoria Alidosiana 1334-1423), che determinò un riordino istituzionale e amministrativo, la cui principale attestazione documentaria è data dalla redazione degli statuti del 1334. L'ultima fase prima della soggezione allo Stato pontificio vide le signorie dei Manfredi e dei Riario Sforza (1424-1503). Dopo un periodo di disordini, seguito al fallito tentativo di Cesare Borgia di assoggettare l'intera Romagna, Giovanni Sassatelli fu nominato dal pontefice capitano generale di Santa Chiesa e primo cittadino di Imola. Tale riconoscimento, compreso nel testo della Bolla d'Oro di papa Giulio II del 4 novembre 1504, determinò l'inizio del dominio diretto della Santa Sede su Imola.
A Imola, come nelle altre città di Romagna, si stabilì una diretta dipendenza della comunità dalla Sede Apostolica, tramite l'istituzione di un governatore nominato ogni anno direttamente da Roma e residente in città, con la funzione di supervisore politico amministrativo della comunità. Governatore e consiglio ebbero l'incarico di redigere nuovi statuti. Le nuove disposizioni furono approvate dal pontefice il 1° marzo 1507.
Le edizioni a stampa degli statuti (1587-1751) permettono di riscontrare come non siano mai intervenute modifiche istituzionali nel governo della comunità prima della dominazione francese.
La prima municipalità repubblicana venne istituita a Imola il 3 febbraio 1797. Durante il primo periodo repubblicano (Repubblica cispadana 1797; Repubblica cisalpina 1798-1799) la città fu capoluogo del dipartimento del Santerno fino al maggio del 1798, poi passò a quello del Lamone (con capoluogo Faenza) e successivamente, dal settembre dello stesso anno, a quello del Reno (con capoluogo Bologna).
Nel breve periodo della reggenza provvisoria austriaca (giugno 1799-luglio 1800), a Imola si insediò una deputazione aulica provvisoria e successivamente una cesarea reggenza provvisoria.
Nel secondo periodo repubblicano (seconda Repubblica cisalpina 1800-1802; Repubblica italiana 1802-1805), Imola, nuovamente retta da una municipalità, divenne sede di viceprefettura, all'interno del dipartimento del Reno (con capoluogo Bologna).
Con la proclamazione del Regno d'Italia, nel 18 marzo 1805, la municipalità cittadina venne sostituita da un podestà, all'interno di un generale processo di centralizzazione politica e amministrativa.
Seguì la parentesi austriaca e murattiana (dicembre 1813-luglio 1815), le cui vicende politiche e militari non modificarono la struttura amministrativa imolese.
Con la Restaurazione, Imola e il suo territorio vennero aggregati alla delegazione di Ravenna e retti da un governatore, avente funzioni di supervisione politica e amministrativa. Durante il periodo di governo pontificio la città fu retta da governi provvisori nel febbraio-marzo del 1831 (governo provvisorio delle province unite) e nel febbraio-luglio 1849 (repubblica romana).
Il 24 settembre 1859 l'assemblea delle Romagne con voto unanime chiese l’annessione al Regno di Sardegna. Dopo la caduta del governo pontificio a Imola, come in altre parti d’Italia, si estende la legge comunale e provinciale sarda del 23 ottobre 1859. A seguito dei risultati del plebiscito di annessione dell’11 marzo 1860 il re Vittorio Emanuele II promulga, in data 18 marzo 1860, il regio decreto sancì l’annessione delle province dell’Emilia al Regno di Sardegna. Con legge 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia. Durante il Regno d'Italia (1859-1922) vennero fissate le norme per la designazione di sindaco e giunta municipale, vennero istituite le province e Imola venne compresa nella circoscrizione di Bologna.
Nel periodo fascista (1922-1944), gli organi elettivi del comune furono aboliti e sostituiti dal podestà che riunì funzioni e poteri precedentemente attribuiti al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale. Dopo la liberazione, il Comitato di liberazione nazionale nominò il consiglio comunale, che designò poi la nuova giunta e il sindaco.

storia archivistica
L’archivio del Comune di Imola è attestato esplicitamente solo nell’ultimo decennio del Duecento: due notai imolesi chiedono al massaro la corresponsione del salario loro dovuto per il servizio reso presso la “sacrestia”(1). Sede dell’archivio del comune è nel 1334 la sacrestia dei frati minori (2).
In seguito all'abbandono e alla distruzione del primo convento francescano, situato fuori le mura, probabilmente la documentazione viene trasferita presso i Domenicani, dove è attestata nel XV secolo.
Nella prima metà del Cinquecento l’archivio viene trasferito nel palazzo del comune, in un primo tempo in una soffitta sopra le vecchie carceri, in seguito in stanze al secondo piano (3).
Nel corso del XVII secolo sono numerose le disposizioni registrate nei Campioni comunali riguardanti l'intenzione di provvedere a un riordino dell’archivio della Segreteria magistrale, dove si conservano i documenti più antichi che attestano proprietà e diritti della comunità. La prima disposizione volta a provvedere al riordino del patrimonio archivistico comunale risale al 27 novembre 1636 (4). Nel 1695 il segretario Antonio Maria Faella redige l’Inventario di tutti li campioni, protocolli, libri di lettere, scritture brevi et altro che si trovano nella segreteria dell’illustrissima comunità di Imola. La segreteria è ubicata nella stanza all'ultimo piano che sta in faccia alla porta del Piolo. (5)
I primi decenni del Settecento vedono un’accentuata attenzione della comunità nei confronti della propria documentazione. Nei primi anni del secolo si decide un primo lavoro di riorganizzazione dell’archivio pubblico, affidando all’abate Antonio Ferri l’incarico di riordinarne la parte più antica. Nel 1713 Ferri porta a compimento parte del lavoro creando con la documentazione della segreteria una serie detta Pergamene che raccoglie in ordine cronologico non solo atti e membranacei come il titolo assegnato alla serie farebbe presumere, ma pure registri, vacchette, quaderni, anche in materiale cartaceo, e compilandone un Sommario che include anche menzione negli atti redatti nel Libro Rosso, il duecentesco liber iurium della comunità che Ferri ha ricomposto, rilegato e indicizzato (6).
Il 3 settembre 1727 muore Antonio Maria Faella segretario, il consiglio ordina la redazione di un nuovo inventario da sostituire al precedente del 1695: Seguita la morte del fu signor Antonio Maria Faella, segretario di questa illustrissima comunità nel 3 settembre 1727, fu dal generale consiglio di S. Tomaso, 20 decembre, ordinato si faccia un nuovo inventario di tutte le scritture d’ogni altra cosa esistente nella medesima segreteria, confrontando in tal occasione l’altro fatto di suo carattere dal precedente segretario Faella e sottoscritto dai signori conte Ciro Taroni e Girolamo Papotti, nel 1695 (7).
Nel 1740 viene effettuato un controllo della documentazione presente in archivio e una revisione dell’inventario del 1728. Viene redatto un nuovo inventario che viene allegato al precedente: Inventario della segretaria formato 1728 da 5 gennaio. E altro inventario qui unito fatto dell’anno 1740 per la consegna della segretaria fatta a me Vincenzo Cattani primo segretario e al reverendo signor Giovanni Vanedola pro-segretario (8).
Vincenzo Cattani da Toranello è segretario comunale dal 1740 al 1778 e durante il suo servizio realizza alcuni importanti strumenti di corredo, quali: "Nota delle bolle, brevi, chirografi apostolici (…)" e il "Sommario delle conferme de' privilegi"; inoltre compila strumenti di lavoro e copie di documenti utili alla sua attività di segretario. A lui si devono anche i due inventari della documentazione conservata nella segreteria magistrale datati 1740 e 1769. E' sua la mano sulle camicie di gran parte della documentazione di Antico regime.
Il clima culturale dei primi decenni del Settecento, caratterizzato da un rinnovato interesse per la documentazione, non più intesa unicamente come strumento per attestare diritti ma anche come fonte storica, giustifica in larga misura l’insieme di queste attività di riordino e di ampliamento degli archivi pubblici imolesi. E’ necessario peraltro affiancare a tali motivazioni di ordine culturale anche esigenze più concrete: nel corso dei secoli XVI e XVII non vi erano stati interventi edilizi di rilievo nel palazzo pubblico, nonostante se ne avvertisse chiaramente l’esigenza. Agli inizi del Settecento molti spazi interni al palazzo erano ormai inagibili e la stabilità complessiva dell’edificio appariva compromessa: in previsione di interventi di ristrutturazione complessiva dell’edificio, attuati poi nella seconda metà del secolo, doveva apparire sempre più improcrastinabile un riordino dei materiali dell’archivio pubblico (9).
Nella seduta del Consiglio del 15 aprile 1769 si legge che i segretari li quali anno operato nel dar ordine migliore alli pubblici docomenti in occasione del trasporto della segreteria dal sito ove era a quello nel quale di presente ritrovasi. Il segretario annota: L’antico sito era in una stanza all’ultimo piano del palazzo, la quale guarda verso la piccola piazza detta la piazzetta dei signori” (10). Quando viene redatto un nuovo inventario, a cura dei segretari Cattani e Valeriani: Inventario della segretaria magistrale fatto in occasione del trasporto della medesima dell’anno 1769 dall’antico sito ov’era al piano superiore del palazzo a quello ove di presente ritrovasi (11).
Nel 1782 viene trasferito un nucleo di documenti dall’archivio notarile alla segreteria magistrale, in seguito alle indicazione del commissario degli archivi della provincia di Romagna, i documenti in questione sono indicati nelle Memorie appartenenti alla segreteria magistrale di questa illustrissima comunità d’Imola rivedute dal nobil uomo sig. Vincenzo Cattani di Toranello (12).
A partire dal 1788 viene effettuato un riordino della documentazione conservata presso la pubblica segreteria  dai segretari Giuseppe Pasetti e Giuseppe Montanari; in quegli anni infatti si vengono a costituire le principali serie di Antico regime e vengono redatti, o predisposti, i principali strumenti di corredo ad esse (indici e sommari “storici”). 
L'intervento viene intrapreso sulla base della perizia di Francesco Antonio Traversari (13), segretario di Ravenna, redatta su richiesta del gonfaloniere e dei conservatori della città di Imola. Nella relazione del 29 luglio 1816 firmata dal Pasetti, egli testimonia come procede il riordino: inizialmente vien affiancato dal Montanari (fino al novembre del 1796), poi da Giuseppe Castrucci (per pochi mesi, fino all'arrivo dei Francesi), poi continua da solo. Pasetti afferma di aver seguito la perizia di Traversari ma di aver apportato alcune modifiche al progetto iniziale (non specificando quali), illustra il lavoro effettuato (purtroppo senza entrare nei dettagli) e indica il compenso ricevuto (14).
Nel 1792 i deputati al riordino intendono ristrutturare i locali della segreteria, i falegnami Bagnara e Canè presentano le perizie per la riforma degli armadi che contengono la documentazione (15).
Nel novembre del 1797 Giuseppe Pasetti si dimette dalla carica di segretario, per motivi di salute, ma non rinuncia all’incarico di riordino. Due anni dopo dichiara di aver praticamente terminato il lavoro di riordino. A causa delle sue condizioni di salute deve pagare un amanuense per la ricopiatura dell’indice dei campioni.
Nella Memoria riguardante l’ordinazione della secreteria, ovvero archivio della comunità d’Imola dal suo principio sino all’anno 1797, dove, dopo aver descritto il suo lavoro di riordino sulla documentazione antica Pasetti aggiunge questa nota: N.B. se si troverà ch’io abbia nell’anno 1806 avuto un mandato di scudi cento, sappiate bene che questo fu per una riordinazione ben diversa dalla sopradescritta, ma che fu per la riordinazione delle carte della segretaria nuova municipale, dalla prima epoca repubblicana, fino al reingresso delle armi francesi, che erano state ammonticchiate, travolte, confuse e rendute di niun profitto alla cosa pubblica. Come appare in parte dalle lettere del signor podestà Andrea Costa dal 6.9 e 15 luglio 1806 e delle mie risposte. Onde questa somma non accresca punto il ritratto per l’opera intorno alla riordinazione dell’antico archivio. Pasetti era stato nominato il 23 aprile 1804 custode dell’antico archivio comunale (16).
Nel 1863 il Comune di Imola incarica Luigi Marchi, protocollista municipale, della ristaurazione dell’Archivio comunale conservato presso il palazzo pubblico. Occorre un anno di lavoro al Marchi per compilare l’inventario articolato in tre grandi classificazioni: Archivio antico (1084-1796), Archivio corrente (1797-1863), Archivio della Vice Prefettura. In coda alla descrizione di quest’ultimo archivio, il Marchi annota la presenza di carte di Amministrazioni ed uffici diversi (17).
Dopo un trentennio, nel 1898, Romeo Galli, direttore della Biblioteca comunale, manifesta l’opportunità di individuare per l’archivio comunale spazi più adeguati alle esigenze burocratico-amministrative, che per l’incremento della produzione cartacea avevano bisogno di uno spazio maggiore, e al contempo più rispondenti alle richieste di studiosi e storici. Egli sostiene la realizzazione della progettata divisione della parte storico-antica (fino a tutto il sec. XVIII) da quella amministrativa recente, concentrando la prima nei locali della biblioteca del Comune, dove le ricerche, in seguito ad un breve ed efficace riordinamento, riescirebbero [sic] senza alcun dubbio più agevoli e proficue (18).
Di lì a pochi anni il consiglio comunale con delibera del 13 dicembre 1902 sancì l’attuazione del progetto, assegnando alla biblioteca l’archivio storico comunale sino al periodo preunitario (19).
Nel 1938 viene redatto l’Inventario dell’archivio storico del Comune di Imola (1084-1900), a cura di Romeo Galli, 1933 in ottemperanza all’articolo 73 del regolamento del 2 ottobre 1911, n. 1163, che stabiliva l’obbligo per ogni ente che possedeva un archivio di trasmettere l’inventario all’Archivio di Stato competente per territorio e all’Archivio del Regno (20).
A partire dalla seconda metà degli anni '90 del secolo scorso sono stati effettuati diversi interventi descrittivi su porzioni d'archivio (21). Si tratta di ricognizioni e/o di inventari, realizzati da archiviste incaricate direttamente dall'Amministrazione comunale oppure tramite interventi diretti dell'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna.


Note:
(1) ASCI, Pergamene, XIII, n. 1.
(2) Statuti di Imola, libro I rub. XXXI.
(3) Sezione di Archivio di Stato di Imola (SASI), Archivio notarile, Girolamo Cappucci, rogito del notaio Girolamo Cappucci che attesta l’appalto dei lavori del nuovo archivio, concesso il 17 ottobre 1576 dai rappresentanti della comunità ai maestri carpentieri Fabrizio Ghini e Giacomo Galiani, i quali dovevano costruire, in base a disegni dati, scansie in legno di betulla o di abete. 
ASCI, Lettere dei procuratori ed agenti di Roma, vol. 8, lettera n. 193: la lettera dell’agente provinciale di Romagna del 1576 parla della volontà di realizzare un archivio pubblico over si trovasse modo et forma qual fosse comoda et utile per conservare le scritture pubbliche.
(4) ASCI, Campioni, n. XXXVII (1634-1643), c. 46r-v.
(5) ASCI, Cause e affari pubblici, n. 59.
(6) Su Ferri si veda M.E. Bombardelli, Antonio Ferri, storico di Imola, in "Pagine di vita e storie imolesi", 8 (2001).
(7) ASCI, Cause e affari pubblici, n. 59.
(8) ASCI, Cause e affari pubblici, n. 59.
(9) Si vedano i progetti degli architetti Trifogl e Morelli, conservati in ASCI, Piante e disegni di fabbricati, Palazzo comunale.
(10) ASCI, Campioni, n. 62, c. 300.
(11) ASCI, Cause e affari pubblici, n. 59.
(12) ASCI, Cause e affari pubblici, n. 14.
(13) Relazione agl’illustrissimi signori gonfaloniere e conservatori della città d’Imola ed illustrissimi signori deputati alla sopraintendenza della riordinazione de’ documenti di quella pubblica segretaria (letta nella congregazione economica del 26 febbraio 1788, in ASCI, Congregazioni, Congregazioni economiche).
(14) ASCI, Campioni, n. 67, fascicolo cucito fra le cc. 2-3.
(15) ASCI, Congregazioni, Congregazioni economiche, c. 28.
(16) ASCI, Campioni, n. 67, fascicolo cucito fra le cc. 2-3.
(17) Cfr. due lettere di Luigi Marchi al sindaco di Imola in data 23 gennaio 1863 e 7 febbraio 1863 (Bim, ASCI, Carteggio amministrativo, 1864, b. 671, titolo 11, rubrica 6, posizione 8) e Inventario dell’archivio comunale di Imola dall’anno 1084 a tutto il 1863, a cura di Luigi Marchi, [1864], pp. 52-53.
(18) Cfr. il contributo di Romeo Galli sugli archivi imolesi nella pubblicazione curata da Giuseppe Mazzatinti Gli archivi della storia d’Italia (Rocca S. Casciano, Licinio Cappelli, 1898, vol. I, p. 155).
(19) Bim, ASCI, Delibere del Consiglio, 1902, p. 260.
(20) Cfr. Inventario dell’archivio storico del Comune di Imola (1084-1900), a cura di Romeo Galli, 1933. Sull’applicazione del regolamento del 2 ottobre 1911, n. 1163 e sui suoi precedenti si veda Francesco M. Ponzetti, Notizie degli archivi d’Italia ufficialmente trasmesse e raccolte presso l’Archivio del Regno (1874-1939), in “Archivi”, serie 2, 7 (1940), fascc. 2-3, pp. 141-144.
(21) Cfr. gli strumenti di ricerca elencati.

strumenti di ricerca
- Guida agli Archivi storici comunali: con appendice relativa ai principali archivi presenti a Bologna e nel territorio provinciale, a cura di Maria Letizia Bongiovanni e Giampiero Romanzi (promossa dalla Provincia di Bologna), Bologna, 1997;
- Archivi storici in Emilia-Romagna. Guida generale degli Archivi storici comunali, a cura di Giuseppe Rabotti (promossa dalla Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna), Bologna, Analisi, 1991;
- Archivio storico. Inventario (1084-1900), a cura di Rome Galli, ds., 1933;
- Imola. Dozza. Tossignano. Fontana Elice, a cura di Romeo Galli, in Gli archivi della storia d'Italia, a cura di Giuseppe Mazzatinti, vol. I, Rocca San Casciano, 1898, pp. 155-211;
- Inventario dell'archivio comunale di Imola dall'anno 1084 a tutto il 1863, a cura di Luigi Marchi, ms., [1864];
- Francesco Bonaini, Gli archivi delle provincie dell'Emilia e le loro condizioni al finire del 1860, Firenze, 1861, pp. 78-83.
- Archivio storico comunale di Imola, Indice delle piante e disegni di edifici, [1864]
- Archivio storico comunale di Imola, Indice delle piante e disegni di strade, [1864
- Archivio storico comunale di Imola, Elenco. Piante e disegni di fabbricati, ds, [seconda metà sec. XX]
- Archivio storico comunale di Imola. Ufficio tecnico. Disegni. Ricognizione, a cura di Mirella M. Plazzi, Imola, 1996
- Archivio storico del Comune di Imola. Carteggio amministrativo 1898-1954, Inventario, a cura di Mirella M. Plazzi, 2000
- Archivio storico comunale di Imola. Stampe in cartelle. Prima ricognizione, Imola, 2001
- Archivio storico comunale di Imola. Scuole elementari comunali. Prima ricognizione, Imola, 2002
- Archivio storico comunale di Imola. Ufficio tecnico. Disegni. Descrizione analitica, a cura di Guido Pigati, Imola, 2003
- Archivio storico comunale di Imola, Periodo medievale 1084-1504, con documentazione al 1033 e al 1591, a cura di Tiziana Lazzari ,  Imola ,  2003 (revisione 2005); indici a cura di Emanuela Garimberti
- Archivio storico comunale di Imola. Finanze (1808-1978). Ricognizione, a cura di Simona Dall'Ara, Imola, 2003
- Archivio storico comunale di Imola. Agricoltura e commercio (1798-1950). Ricognizione, a cura di Simona Dall'Ara, Imola, 2003
- Archivio storico comunale di Imola. Stato civile, anagrafe e servizi demografici (1805-1958). Ricognizione, a cura di Simona Dall'Ara, Imola, 2003 con aggiornamenti al 2015
- Archivio storico comunale di Imola. Leva e affari militari (classi 1886-1950). Ricognizione, a cura di Simona Dall'Ara, Imola, 2003
- Archivio storico comunale di Imola. Personale (1871-1957). Ricognizione, a cura di Simona Dall'Ara, Imola, 2003
- Archivio storico comunale di Imola. Polizia municipale e igiene (1882-1907). Ricognizione, a cura di Simona Dall'Ara, Imola, 2003
- Archivio storico comunale di Imola. Antico regime. Documentazione relativa al Consiglio generale (1504-1797). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2006
- Archivio dell'Ufficio tecnico del Comune di Imola. Inventario, a cura di Mirella M. Plazzi, 2006
- Archivio storico comunale di Imola. Statuti, ordini e decreti (sec. XVI inizio-sec. XVIII). Inventario, a cura di Lucia Borgiani, 2007
- Archivio storico comunale di Imola. Miscellanee (1538-1813). Inventario, a cura di Lucia Borgiani, 2007
- Archivio storico comunale di Imola. Antico regime. Istrumenti e minute (1584-1796). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2007
- Archivio storico comunale di Imola. Antico Regime. Lettere e memoriali (1388-1797). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2007
- Archivio storico comunale di Imola. Antico regime. Documentazione relativa al Magistrato (1507-1797). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2007
Archivio storico comunale di Imola. Antico Regime. Congregazioni comunali (1773-1797). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2007.
- Archivio storico comunale di Imola. Antico regime. Bolle, brevi e chirografi pontifici (1194-1800). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2007.
- Archivio storico comunale di Imola. Antico regime. Capitoli, editti, ordinamenti e regolamenti (1417-1796). Inventario, a cura di Emanuela Bottoni, 2008
- Archivio storico comunale di Imola. Antico regime. Cause e affari pubblici. Inventario, a cura di Emanuela Bottoni e Federica Cavina, 2015


codice interno: 212 - 001

informazioni redazionali
Revisione e integrazione di inventari curati da Lucia Borgiani, Emanuela Bottoni, Federica Cavina, Mirella M. Plazzi (1996-2007)
a cura di
Francesca Bezzi, Simona Dall'Ara, Paola Mita, 2020

realizzato per
Archivio storico comunale di Imola 

Intervento redazionale
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2020