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Archivio dell'Istituto Lodovico Ferrarini (Modena) 1871 - 1998
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fondo
fascicoli 121, registri 94, bollettari 57, opuscoli 6, quaderni 5, volume 1

I documenti presenti nell'archivio dell'istituto Lodovico Ferrarini comprendono il periodo 1871-1998, cioè un arco cronologico più ampio del periodo di attività dello stesso istituto a causa dell'aggregazione di documenti successivi attinenti alla chiusura delle attività.
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La maggior parte dei documenti sono comunque stati prodotti durante il periodo effettivo della vita dell'Istituto, ovvero gli anni 1910-1960.
L'archivio è costituito dalle serie che formano abitualmente i complessi documentari degli enti associativi. Troviamo infatti la serie degli statuti, quelle dei verbali delle assemblee dei soci e del consiglio di amministrazione, seppure non complete, le relazioni annuali sull'andamento dell'istituto e sulla situazione finanziaria, il carteggio e i registri di protocollo.
La gran massa dei documenti presenti dell'archivio è costituita dalla contabilità dell'istituto. Essa è articolata in varie serie a seconda della tipologia dei documenti. Le serie sono grosso modo quelle che si trovano abitualmente nella contabilità di enti simili, tali la serie dei mandati di pagamento, dei bilanci e dei giornali mastri delle entrate e delle uscite.
Pochi sono i documenti che danno diretta testimonianza delle diverse attività dell'istituto. Queste sono documentate nelle serie "Attività della biblioteca" e "Attività educativa".
Si rileva la presenza di un piccolo nucleo documentario con carte personali della famiglia Ferrarini. Si tratta dei documenti più antichi dell'archivio, poiché risalgono agli anni precedenti la fondazione dell'istituto Ferrarini stesso.

criteri di ordinamento
All'inizio dell'intervento, l'archivio era conservato in un deposito del Laboratorio di Poesia. Era condizionato in cinque scatole, due pacchi e quattro buste. All'interno di tale condizionamento, la documentazione era organizzata in fascicoli disposti in ordine casuale e contenuti in cartelle spesso mute o con indicazioni non rilevanti.
Insieme alle carte dell'Istituto Lodovico Ferrarini, sono stati reperiti i nuclei documentari appartenenti ad alcuni altri enti:
- una parte dell'archivio della Società d'incoraggiamento per gli artisti della Provincia di Modena;
- piccoli nuclei documentari afferenti a quattro associazioni che avevano condiviso la sede con l'istituto:
1. l'Associazione culturale Italo-Britannica;
2. l'Associazione culturale Italo-francese;
3. l'Associazione nazionale insegnanti lingue straniere (ANILS);
4. l'Associazione per la difesa della Scuola nazionale (ADNS).
Questi piccoli fondi documentari sono state oggetto di un intervento descrittivo autonomo.
Lo stato di conservazione dei documenti era nel suo complesso buono.
Dopo una prima ricognizione e un successivo studio dei documenti, il materiale è stato riordinato cercando di rispettare il più possibile la sua organizzazione originaria, in parte ricostruibile grazie a numerazioni e segnature.
Si sono ricostruite le serie archivistiche in modo da consentire un'agevole lettura e comprensione delle carte.
I fascicoli sono stati ricondizionati in nuovi contenitori.
Le cartelle originali che condizionavano i fascicoli sono state conservate solo nei casi in cui riportavano indicazioni rilevanti per l'identificazione del contenuto.
La documentazione è stata infine condizionata in 28 unità di conservazione numerate progressivamente con un numero di corda da 1 a 28 per l'intero fondo.

storia archivistica
Non è stato possibile, ricostruire attraverso le carte, la storia dei cambi di custodia dell'archivio Ferrarini dopo il passaggio dell'Istituto all'inattività (dagli anni '70 agli anni '80 del Novecento). Secondo la testimonianza di Carlo Alberto Sitta, presidente del Laboratorio di Poesia, l'archivio fu messo in scatoloni e recuperato inizialmente dal professor Goldoni, già membro dell'istituto, che lo aveva temporaneamente stoccato nei magazzini della scuola di cui era preside.
Dopo la morte del professor Goldoni, l'archivio fu recuperato da Carlo Andrea Dell'Amico, anche lui membro del Ferrarini e all'epoca presidente dell'Università per la terza età.
Dell'Amico portò gli scatoloni alla sede del Circolo Il Cenacolo che accettò di tenerli temporaneamente, senza però possedere dei locali adatti e senza procedere a nessuna azione per la conservazione delle carte. Da lì gli scatoloni sono stati recuperati da Carlo Alberto Sitta che li ha conservati nei depositi del Laboratorio di Poesia. L'atto di cessazione dell'Istituto Ferrarini, avvenuto molti anni dopo la reale chiusura, ufficializzò il passaggio di proprietà dell'archivio Ferrarini al Laboratorio di Poesia.

modalità di acquisizione
La delibera del Consiglio di amministrazione del 15 marzo 1985, che stabilì le modalità di cessazione dell'Istituto, prevedeva che il patrimonio residuo sarebbe stato trasferito all'Istituto Storico della Resistenza di Modena e al Laboratorio di Poesia di Modena. In osservanza a questa delibera, una parte del patrimonio della biblioteca Ferrarini fu depositata all'Istituto Storico della Resistenza; in particolare i volumi relativi alla storiografia del periodo fascista, della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Il resto del patrimonio della biblioteca fu depositato, insieme all'archivio, al Laboratorio di Poesia. Il Laboratorio, con delibera dell'assemblea dei soci del 23 giugno 1997, accettò il lascito e si impegnò a rispettare le condizioni poste dal liquidatore dell'Istituto in merito alla conservazione e alla messa a disposizione del pubblico del patrimonio documentario e librario.

unità di descrizione separate
L'archivio scolastico, costituito da registri di classe, schede degli alunni, registri dei professori, si trova presso l'Archivio generale di Deposito del comune di Modena, Fondo Assessorato agli affari dell'Istruzione e della Cultura, dal Dipartimento Istruzione, Cultura, Sport e Tempo libero.
Questa documentazione è probabilmente rimasta presso l'assessorato che fino al 1985 aveva sede in via Mondatora, 5 attiguo alla sede dell'istituto. Il comune di Modena era inoltre uno degli enti preposti alla tutela giuridica dell'istituto insieme al Provveditorato agli studi.

Presso l'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in Provincia di Modena è conservato il fondo librario dell'Istituto Ferrarini "[...] ricordiamo il fondo librario dell'Istituto di cultura popolare 'Lodovico Ferrarini', depositato negli anni Cinquanta, che raccoglie circa 600 volumi riguardanti soprattutto la storia del fascismo e della Repubblica sociale italiana pubblicati tra il 1920 e il 1945. [...]" (cfr. Istituto storico Modena / Biblioteca A. Ferrari: http://associazioni.monet.modena.it/iststor/page23.php?sub=6&parent=1 )


codice interno: 223 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Eliza Botsoglou, Federica Collorafi (CSR / Voli Group), 2014

Revisione a cura di
Laura Cristina Niero, 2014

realizzati per
Progetto ArchiviaMo

Intervento redazionale
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2014