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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

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Archivio Alessandro Cervellati 1906 - 1974
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con docc. dal 1861 e fino al 2008
vai al soggetto produttore: Alessandro Cervellati

fondo
fascicoli 476, cartelle 23, volumi 15, album 6, scatole 3

Il fondo è costituito da documentazione prodotta, acquisita e utilizzata da Alessandro Cervellati in relazione all'attività di illustratore e disegnatore, di storico del Circo, del teatro di figura e dello spettacolo in genere, di scrittore di note di costume e 'cose bolognesi' su periodici locali.
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Si tratta di un insieme documentario comprendente carte personali, corrispondenza, scritti e pubblicazioni (manoscritti, dattiloscritti e due volumi a stampa), grafica (schizzi e disegni, stampe e design di arredamento), ma soprattutto materiali di lavoro (riviste, ritagli di stampa, fotografie, ...) utilizzati da Cervellati a fini di autodocumentazione o come repertori e fonti di ispirazione per la produzione artistica originale, e da considerarsi parte integrante e viva del laboratorio dell'artista e dello studioso. Analogamente, le opere grafiche di Cervellati conservate nel fondo sono costituite in larga parte da elaborati preparatori, da schizzi e 'appunti grafici' che produceva in grande quantità, spesso rielaborando più volte e per gli usi più diversi materiali realizzati in altre occasioni.
Nell'articolo di Emilio Contini Cervellati 'espone' la storia del Circo, pubblicato nell'«Avanti!» del 21 dicembre 1962, lo studio del pittore era descritto come "ingombro di tavoli e scaffali coperti di carte e di disegni, letteralmente stipato di libri, manifesti, opuscoli e collezioni di giornali, intere annate rilegate, accatastati in pile alte sino al soffitto". Qualche anno prima Orio Vergani, ne «Il Corriere della Sera» del 20 marzo 1956, ricordava le "barricate di schedari di un colossale archivio". Si tratta indubbiamente di descrizioni caratterizzate da una certa enfasi giornalistica, tuttavia i materiali accumulati e usati da Cervellati dovevano effettivamente avere raggiunto una consistenza ragguardevole.
Ciò che è pervenuto alla Biblioteca dell'Archiginnasio non è che una piccola parte di questo famoso 'archivio', intendendo il termine in un'accezione ampia, comprendente anche volumi, opuscoli, manifesti, volantini e fotografie riguardanti lo spettacolo e il mondo del Circo. Tale documentazione, messa in vendita dopo la morte dell'artista dalla Libreria Matteuzzi (1995) e dalla Libreria Naturalistica (2007), non era infatti riconducibile esclusivamente alle caratteristiche proprie della 'raccolta' o 'collezione'. Si trattava piuttosto di documentazione oggetto di continuo studio e rielaborazione da parte del possessore/produttore d'archivio, come attestano le opere Storia delle maschere (1954) e Storia del Circo (1956). Confrontando infatti la Bibliografia posta a conclusione di ciascun capitolo dei due volumi con i pezzi elencati nei cataloghi Matteuzzi e Piani, si rivelano con evidenza le fonti bibliografiche e iconografiche utilizzate da Cervellati per la redazione dei testi e l'elaborazione delle immagini, 'ricreate' dalla sensibilità dell'artista sulla base di stampe, volantini e manifesti originali. È a questo particolare intreccio tra l'attività di scrittore e quella di artista che la documentazione conservata nel fondo speciale Alessandro Cervellati deve essere ricondotta per essere intesa appieno nella sua ricchezza e complessità.
Il dono Telmon del 2012 ha incrementato il fondo già presente in Archiginnasio con la documentazione a carattere più strettamente personale, tra cui numerose fotografie, carte attestanti la partecipazione a mostre ed esposizioni, carteggio familiare (comprese le lettere inviate alla fidanzata Tanina nel 1920, durante il soggiorno a Parigi) e alcune significative testimonianze relative alla produzione artistica come illustratore. Si segnala in particolare il 'repertorio' confezionato da Cervellati all'evidente scopo di conservare traccia dei lavori risalenti al periodo più fecondo e originale della propria attività artistica, dal 1920 fino al secondo conflitto mondiale, incollando sulle pagine di un grande registro ritagli di periodici illustrati, copertine, biglietti e pieghevoli a stampa. Il lavoro di confronto tra questo 'repertorio' ed esemplari a stampa di volumi e periodici conservati nelle raccolte librarie dell'Archiginnasio e di altre biblioteche bolognesi è stato di essenziale importanza per precisare la cronologia dell'attività artistica di Cervellati e per attribuire con certezza alla sua mano lavori firmati con pseudonimi. È il caso, ad esempio, delle illustrazioni di Aldo Satala per il volume di Nino Bruschini Riccardo di Roncaglia (1945), e delle vignette satiriche di Zero B per il periodico bolognese «Il Mulo» (1922 - 1923).
Il fondo presenta quindi, pur con significative lacune, contenuti e caratteristiche che permettono di considerarlo nel suo insieme un prodotto rappresentativo dell'attività di Cervellati e del suo modus operandi. Esso costituisce un insieme documentario di notevole interesse soprattutto dal punto di vista iconografico, oltre che per la presenza di esempi originali della produzione di Cervellati, anche a motivo della raccolta di riviste che documentano la grafica europea tra la fine del secolo XIX e i primi decenni del XX. Notevole è pure l'interesse storico-documentario dei materiali relativi al teatro di figura e ai burattini della tradizione bolognese.
Formatosi tra il 1919 e il 1974, anno della morte dell'artista, il fondo comprende documentazione a partire dal 1861. Sono inoltre presenti carte posteriori alla morte, fino al 2008, raccolte e conservate dai familiari (messaggi di condoglianze, necrologi e articoli pubblicati su periodici a stampa, cataloghi di mostre). In totale sono state identificate e descritte 523 unità archivistiche tra fascicoli, volumi, cartelle, album e scatole contenenti documentazione di diversa tipologia (manoscritti, dattiloscritti, materiali a stampa, disegni, fotografie).

criteri di ordinamento
La parte di documentazione pervenuta per dono di Alessandra Telmon nel 2012, analogamente a quella proveniente dall'acquisto Matteuzzi del 2004, conservava solo in un limitato numero di casi l'ordine dato alle carte dal produttore d'archivio, essendo stata evidentemente rimaneggiata e selezionata nel corso di quasi un quarantennio dalla morte di Cervellati.
Dall'elenco di consistenza redatto in base alla ricognizione del materiale effettuata presso la residenza della donatrice risultava la prevalenza di carte personali e corrispondenza, mentre pochi erano gli scritti in redazione provvisoria o definitiva, tra cui due inediti risalenti agli ultimi anni di vita di Cervellati. Le partizioni tipologiche riscontrate erano apparse tuttavia, fin da subito, sovrapponibili e sostanzialmente complementari a quelle riscontrate nello 'spezzone' acquisito nel 2004. Si è subito intuito che la ricomposizione dei due insiemi avrebbe consentito di chiarire ulteriormente legami e nessi interni tra le carte.
La prima sommaria schedatura del dono Telmon, svolta immediatamente dopo il trasloco in Archiginnasio, ha in effetti evidenziato molteplici nessi e rapporti; è stato così possibile ricomporre nuclei organici di documenti e precisarne la cronologia.
L'integrazione virtuale delle descrizioni delle unità archivistiche pervenute nel 2012 con quelle estratte dall'inventario realizzato nel 2004, mediante l'utilizzo del sistema informatizzato IBC-XDAMS messo a disposizione dall'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ha permesso di riorganizzare complessivamente la struttura del fondo e le sue partizioni, riconducendo ad unità i materiali presenti nei due diversi spezzoni d'archivio.
Il nodo da risolvere era rappresentato dalle due opzioni possibili nel prosieguo del lavoro: ricostituire anche fisicamente le unità e le partizioni individuate oppure procedere ad un riordino solamente virtuale lasciando materialmente separate le carte in base alla provenienza. Dopo una meditata analisi si è optato per la seconda ipotesi, allo scopo di rispettare la storia delle carte e le caratteristiche di un insieme documentario segnato da lacune e da vicende piuttosto travagliate, e in cui in ogni caso non sarebbe stato possibile ricostruire con certezza un ipotetico ordinamento originario. Il fatto che una parte dei documenti sia stata acquisita per tramite di una libreria antiquaria e a seguito delle selezioni operate da quest'ultima, mentre altri sono stati conservati dai familiari, non è certamente privo di conseguenze in relazione alla storia archivistica dei documenti e alla ricezione dei contenuti da essi veicolati.
Alle motivazioni di ordine generale si sono aggiunte anche considerazioni di carattere maggiormente pratico, determinate dal fatto che la parte del fondo acquisita e descritta nel 2004 era già stata consultata dagli studiosi. Un riordino fisico complessivo con conseguente modifica delle segnature apposte a lapis sui documenti avrebbe rischiato di cancellare riferimenti puntuali già acquisiti da ricerche e pubblicazioni e, oltretutto, anche di causare danni a materiale in molti casi fragile e di ridottissime dimensioni (si pensi ai piccoli schizzi e alle centinaia di ritagli censiti).
L'ordinamento virtuale, rappresentato con evidenza grazie alla struttura ad albero visualizzata nell'inventario redatto con IBC-XDAMS, e la particolare attenzione che è stata posta nell'indicare provenienze e documentazione collegata mediante l'utilizzo degli appositi elementi descrittivi ci sono sembrati garantire adeguatamente la completezza dell'informazione e la correttezza scientifica del lavoro, evitando il rischio di creare ulteriori e artificiosi 'assemblaggi' di carte, in cui sarebbe divenuto impossibile identificare chiaramente la provenienza dei singoli documenti. La porzione del fondo acquisita grazie al dono Telmon del 2012 è stata comunque fisicamente riordinata sulla base delle partizioni (serie, sottoserie) rappresentate nella struttura gerarchica, compatibilmente con l'esigenza di trattare e collocare in modo adeguato ai fini della conservazione permanente i documenti e il materiale grafico di grande formato o di tipologie particolari (come ad esempio le fotografie).
Il fondo speciale si presenta attualmente strutturato in otto serie: Carte personali, Fotografie, Corrispondenza, Scritti e pubblicazioni, Grafica, Materiali di lavoro, Materiali posteriori alla morte e Miscellanea, che corrispondono sostanzialmente alle partizioni individuate già nell'inventario del 2004. Per i criteri di ordinamento e più in generale per le scelte operate a livello delle partizioni inferiori, si vedano le introduzioni alle singole serie e relative sottoserie.

storia archivistica
Alessandro Cervellati morì a ottantadue anni il 29 dicembre 1974, lasciando, secondo quanto affermato da Massimo Alberini in un suo articolo pubblicato nel «Corriere della sera» del 15 ottobre 1983, il "grande appartamento dove viveva, solo, da molto tempo, letteralmente stipato di libri, annate di giornali, manifesti, burattini e cartelle con centinaia di disegni". Per anni questo patrimonio, passato alla figlia Laura, rimase in loco. Nel 1980 fu in parte alienato alla Libreria Matteuzzi di Bologna (il trasloco avvenne il 2 agosto).
La porzione acquisita da Matteuzzi era costituita essenzialmente da materiali a stampa e iconografici (volumi, opuscoli, periodici, manifesti, volantini, fotografie) relativi al Circo e allo spettacolo e, più in generale, da materiali di studio e di lavoro di diversa tipologia (dattiloscritti, appunti, ritagli di stampa, schizzi e disegni preparatori). Altri materiali di lavoro di carattere analogo, oltre a corrispondenza, carte personali e alle cartelle di disegni, rimasero invece in possesso di Laura Cervellati e del marito Giorgio Telmon, passando dopo la loro scomparsa (rispettivamente nel 2001 e nel 2006) alla figlia Alessandra.
Dall'articolo di Alberini si apprende inoltre che presso la Libreria Matteuzzi furono effettuati un "primo riordinamento" e una "schedatura del fondo", "dividendolo in tre cataloghi: circo, teatro e spettacoli in genere". "Giornali e riviste" furono invece ritenuti "quasi irrecuperabili" anche perché "Cervellati ritagliava disegni e articoli, incollandoli su album improvvisati". I materiali a stampa comprendevano molti pezzi rari, dal XVI al XX secolo, tra cui i Trois dialogues de l'exercice de sauter di Angelo Tuccaro nell'edizione del 1599, Il ginnasta in pratica di Giustiniano Borassatti, stampato a Venezia nel 1753, e il manuale Acrobatica e atletica di Alberto Zucca del 1902.
L'allarme sul rischio della dispersione di un patrimonio di indubbia importanza, non solo per la rarità di alcuni pezzi, ma soprattutto a motivo delle particolari caratteristiche della documentazione sotto l'aspetto della varietà tipologica e dei contenuti, era stato lanciato fin dai primi mesi successivi alla morte di Cervellati, mediante diversi articoli pubblicati su periodici da amici dello scomparso e studiosi della storia dello spettacolo e del Circo. La raccolta, il cui acquisto in blocco fu proposto a varie biblioteche pubbliche, ma senza alcun esito, fu messa in vendita dalla Libreria Matteuzzi nel 1995, corredata da un catalogo a stampa di 1.172 pezzi (Elenco di opere antiche e moderne di vario interesse disponibili presso la Libreria Matteuzzi. Spettacolo, Villanova di Castenaso, Tip. Leonelli, s.d. [1995]). Nel 1996 la Biblioteca dell'Archiginnasio acquistò da Sergio Matteuzzi 4 volumi relativi al Circo provenienti dalla biblioteca personale di A. Cervellati, in seguito confluiti nelle raccolte librarie. Buona parte della documentazione rimase tuttavia invenduta. Nel 2007 infatti furono posti in vendita in blocco dalla Libreria Naturalistica di Bologna 604 pezzi, residuo di quelli già compresi nella vendita Matteuzzi del 1995, che furono nuovamente descritti in un catalogo a stampa (Civiltà del Circo. Circus' world, a cura di Piero Piani, Bologna, Edizioni Libreria Naturalistica, 2007). Il lotto fu interamente acquistato nello stesso anno, con l'impegno di una cifra considerevole, dal Centro educativo di documentazione delle arti circensi (CEDAC) di Verona, grazie al coinvolgimento di privati, scongiurando così il rischio di ulteriori dispersioni e dell'esportazione all'estero del prezioso materiale (ora "Fondo bibliografico circense Alessandro Cervellati" del CEDAC).
Pur non avendo potuto acquisire nel 1995 la raccolta bibliografica di Alessandro Cervellati per l'eccessiva spesa che ciò avrebbe comportato, nel 2004 la Biblioteca dell'Archiginnasio riuscì però ad acquistare dalla Libreria Matteuzzi, su segnalazione di Cristina Bersani, responsabile del Gabinetto dei disegni e delle stampe, quanto restava del fondo Cervellati (materiali iconografici, manoscritti, dattiloscritti e a stampa non compresi nel catalogo di vendita del 1995). Il materiale, riordinato e corredato nello stesso anno da un inventario analitico dattiloscritto a cura di Maria Grazia Bollini, andò a costituire il fondo speciale Alessandro Cervellati.
Al momento dell'ingresso in Biblioteca la documentazione non presentava che labili tracce di un'ipotetica organizzazione originaria data dal soggetto produttore. I materiali erano condizionati in pacchi o in cartelle, di cui solo poche originali. Erano presenti e riconoscibili sommarie partizioni tipologiche del materiale (ad esempio periodici, ritagli di stampa, materiali grafici), pervenuto sostanzialmente in stato di disordine, anche in quanto residuo - per così dire - di selezioni operate con l'intento di individuare i pezzi maggiormente appetibili dal mercato antiquario. Si trattava quindi di frammenti e 'spezzoni' dell'archivio personale di Cervellati, in cui nessi e collegamenti tra le carte erano andati perduti o risultavano compromessi da gravi lacune e alterazioni.
Il riordino del 2004, a fronte delle problematiche evidenziatesi in fase preliminare di ricognizione del fondo, fu effettuato cercando di mantenere per quanto possibile la situazione della documentazione così come verificata all'ingresso in Biblioteca, allo scopo di non cancellare raggruppamenti di carte e collegamenti al momento non particolarmente significativi o evidenti, ma che a seguito di più approfonditi studi o di eventuali nuove acquisizioni di materiali avrebbero auspicabilmente assunto maggiore pregnanza. Si intervenne quindi per conferire all'insieme una struttura che ne garantisse una migliore 'leggibilità', distinguendo, mediante la costituzione di altrettante serie, la Corrispondenza, le Carte personali, gli Scritti di Cervellati, la Grafica e i Materiali di lavoro. L'inventario dattiloscritto, da considerarsi quale strumento di ricerca completo ma non definitivo, fu redatto con l'obiettivo di mettere a disposizione in tempi relativamente brevi un fondo di sicuro interesse per gli studiosi, in particolare delle tradizioni bolognesi e dello spettacolo popolare. Dal 2004 al 2012 il fondo è stato effettivamente oggetto di numerose consultazioni da parte di utenti della Biblioteca; l'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna ha utilizzato numerosi documenti iconografici presenti nel fondo per la realizzazione di un audiovisivo sui burattini e i burattinai (Micaela Guarino, Isabella Fabbri, Chi è di scena! Burattini e marionette in Emilia-Romagna, consulenza scientifica di Remo Melloni, Bologna, IBACN, 2009).
Nel 2005, in vista della progettata revisione e pubblicazione a stampa dell'inventario del fondo nel bollettino della Biblioteca «L'Archiginnasio», il direttore Pierangelo Bellettini riuscì a contattare gli eredi Cervellati, nella persona di Giorgio Telmon, residente a Roma. Il contatto fu ricercato con la finalità di individuare informazioni più precise circa un testo dattiloscritto presente nel fondo, contenente "Note" ad un'opera non identificata. Giorgio Telmon, manifestando grande entusiasmo nel constatare l'interesse della Biblioteca dell'Archiginnasio nei confronti dell'opera del suocero, fornì indicazioni utili ad identificare le "Note" come testo di corredo all'opera inedita Gli spettacoli a Bologna. Da tale occasione ebbe inizio il rapporto con la famiglia Telmon, che dopo la morte di Giorgio nel 2006 proseguì nella persona della figlia, professoressa Alessandra.
Il fondo conservato all'Archiginnasio è stato significativamente incrementato nel 2012, raddoppiando l'originaria consistenza, con il cospicuo dono di Alessandra Telmon, che ha affidato alla Biblioteca comunale carte e documenti del nonno rimasti in suo possesso. Il trasloco del materiale da Roma all'Archiginnasio è avvenuto il 30 agosto 2012. Si è reso quindi necessario integrare i due diversi nuclei di documentazione pervenuti rispettivamente nel 2004 e nel 2012, mediante un complessivo lavoro di riordino e inventariazione che ha consentito di ricostituire almeno in parte l'archivio personale di Alessandro Cervellati.

modalità di acquisizione
Acquisto da Sergio Matteuzzi, titolare della Libreria Matteuzzi (Bologna), 2004 (documenti collocati nelle unità di conservazione nn. 1-43); dono di Alessandra Telmon, nipote ed erede di A. Cervellati, 2012 (documenti collocati nelle unità di conservazione nn. 44-74); acquisto da Libreria Docet (Bologna), 2016 (pezzi nn. 46.213 e 61.12.41).

condizioni che regolano l'accesso
- Le richieste per la consultazione della documentazione conservata nel fondo speciale
dovranno essere compilate sugli appositi moduli disponibili in Sala Manoscritti, indicando per ciascuna unità archivistica che si desidera consultare il titolo, gli estremi cronologici e l'esatta segnatura (per quest'ultima, fare riferimento al campo "Segnatura attuale": corrisponde alla posizione fisica del documento all'interno delle unità di conservazione, ad esempio: busta 48, fascicolo 4).
- Limiti alla consultabilità dei documenti possono essere determinati dalla loro temporanea indisponibilità (perché sottoposti ad interventi conservativi o di restauro, in esposizioni pubbliche, in corso di riproduzione o simili) o allo scopo di garantire il rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali.

lingua della documentazione
Sono presenti documenti e pubblicazioni a stampa in lingua inglese, francese, tedesca e spagnola.

strumenti di ricerca
Fondi nel web, Guida ai fondi archivistici e documentari della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio. Fondo speciale Alessandro Cervellati
scheda descrittiva sintetica e scheda descrittiva estesa del fondo speciale Alessandro Cervellati
http://badigit.comune.bologna.it/fondi/fondi/90.htm

unità di descrizione separate
- La Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna conserva nelle proprie raccolte librarie 4 volumi provenienti dalla biblioteca personale di A. Cervellati, pervenuti nel 1996 a seguito di acquisto da Sergio Matteuzzi, titolare della Libreria Matteuzzi (Bologna). Si tratta di: Francesco Orioli, Ricerche sopra l'intendimento del cane e degli altri bruti precedute da una raccolta di fatti relativi all'intelligenza, alla sagacità, alla fedeltà, all'industria di molti cani celebri, Pesaro, presso Annesio Nobili stampatore camerale, 1823 (Collocazione: 32. F.00 00146); Rupert Croft-Cooke, W. S. Meadmore, The Sawdust Ring, London, Odhams Press, [1951?] (Collocazione: 20. X.0000 0292); Circus! A spectacularly colorful display of the wonders of the big top past and present, by the editors of Country Beautiful Magazine, Elm Grove, Country beautiful foundation, 1964 (Collocazione: 20. Y.00 01543); Il circo: iconografie, cimeli e documenti, 16 marzo-28 aprile 1968, catalogo a cura di Antonio Bossi, prefazione di Massimo Alberini, Milano, Grafica Milli, 1968 (in cop.: Museo teatrale alla Scala, Milano; Collocazione: MISC. A 0000 1106).
- Il Centro educativo di documentazione delle arti circensi (CEDAC) di Verona conserva il fondo bibliografico circense Alessandro Cervellati (con documenti dal sec. XVIII al sec. XX, per la maggior parte provenienti dalla collezione personale di A. Cervellati), che si compone di cartoline, vari numeri dei settimanali «Domenica del Corriere», «La Tribuna illustrata» e «Illustrazione del Popolo», ritagli di giornale, manifesti, una collezione di burattini e circa 600 monografie. Il fondo è pervenuto al CEDAC nel 2007, mediante acquisto dalla Libreria Naturalistica di Bologna (cfr. il catalogo di vendita: Piero Piani, Civiltà del circo, Bologna, Libreria Naturalistica, 2007).
- Il Musée national des Arts et Traditions populaires - Centre d'ethnologie française (MNATP-CEF), Parigi, conserva disegni di A. Cervellati relativi al Circo donati dagli eredi (cfr. Jours de cirque, catalogo della mostra, Monaco, Grimaldi forum, 18 luglio - 8 settembre 2002, Arles, Actes sud, 2002).
- Il Museo dei burattini di Budrio (Bologna) conserva la Collezione Cervellati - Menarini, acquisita dal Museo in due riprese (nel 2002 e nel 2004), costituita da A. Cervellati e da Alberto Menarini e comprendente burattini, scene per teatro dei burattini, guardaroba e attrezzerie di scena.
- La Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna conserva 44 disegni di A. Cervellati, con soggetti relativi allo spettacolo; le riproduzioni digitali e le schede descrittive delle opere sono consultabili nel catalogo online http://collezioni.genusbononiae.it/ (consultato il: 08 ago. 2013).


codice interno: 262 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Maria Grazia Bollini (Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna), 2013

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2014