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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

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Musei civici di Modena
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responsabile: Cristiana Zanasi

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Archivio del Museo del Risorgimento di Modena 1866 - 25 novembre 1988
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fondo
registri 23, fascicoli 144, buste 3, cassette 13

Documentazione prodotta per la gestione amministrativa e contabile e per l'espletamento dell'attività svolta in qualità di istituto culturale preposto alla conservazione delle "memorie" risorgimentali della città.
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Sono presenti le serie delle deliberazioni, la corrispondenza protocollata, i resoconti contabili dell'ammnistrazione e la documentazione prodotta per la raccolta e valorizzazione delle raccolte museali.

criteri di ordinamento
Un primo intervento di riordino e schedatura analitica informatizzata ha interessato la documentazione costituente l'archivio, per così dire, in senso stretto, del museo, ricostituendo, sulla base delle segnature apposte sulle carte, i vincoli archivistici che le legavano in modo da ricomporne storicamente la stratificazione.
Queste operazioni hanno comportato, in buona parte, il superamento della precedente suddivisione per argomenti generici che raccoglieva gli atti all'interno delle buste, sulle quali comparivano intitolazioni che facevano riferimento alle varie direzioni o, parzialmente, ad alcune attività del museo. Tale suddivisione infatti, raccogliendo anche carte non collegate tra loro e prodotte in momenti e per scopi differenti, non consentiva un'adeguata interpretazione e "lettura" storica dei documenti.
La documentazione è stata pertanto riordinata secondo la seguente articolazione:
-1) "Verbali" delle adunanze del Comitato promotore, poi Comitato permanente ed infine della commissione municipale preposta alla gestione del museo, compilati fino all'anno 1901;
2) "Carteggio", contenente la corrispondenza del Comitato promotore, poi Comitato permanente e, dal 1896, in seguito allo scioglimento del Comitato permanente e alla creazione di una commissione municipale per la gestione del museo, denominata semplicemente "Corrispondenza" e parzialmente protocollata;
3) "Protocolli", assenti per gli anni 1897-1903.
4) "Documentazione dei direttori", che raccoglie le carte personali dei direttori (e del segretario Luigi Picaglia) che si sono succeduti nell'amministrazione del museo.
Si tratta delle serie numerate 1-4 nell'inventario che comprendono la documentazione prodotta a fini deliberativi e gestionali.
Le serie 5 e 6 comprendono poche carte, risultato dell' attività amministrativa e contabile dell'istituto. Questa documentazione è stata suddivisa in due distinte serie intitolate:
5) "Giornali di cassa";
6) "Documentazione contabile", quest'ultima costituita essenzialmente da rendiconti e fatture.
Sono poi stati inventariati i nuclei documentari risultato dell'attività di conservazione, esposizione e catalogazione delle raccolte, nonché di promozione culturale svolta dal museo (serie numerate 7-13):
7) "Rassegna di notizie storiche";
8) "Mostre";
9) "Annuari e documenti di segreteria";
10) "Elenchi dei visitatori";
11) "Inventari";
12) "Cataloghi e strumenti di corredo delle raccolte";
13) "Donazioni".
Si rimanda alle introduzioni premesse a ciascuna serie per una descrizione più dettagliata delle singole aggregazioni.
La scelta di procedere dapprima al riordino ed inventariazione del nucleo più specificatamente archivistico è stata determinata anche dalla necessità di indagare le motivazioni ed il contesto, oltre che storico - culturale, anche amministrativo ed istituzionale, che portò alla realizzazione ed apertura del museo. Dalla lettura dei verbali, delle deliberazioni municipali e della corrispondenza, nonché dalle notizie relative alla formazione delle collezioni e agli interventi di promozione culturale eseguiti nel corso del tempo, ed anche dal materiale di natura contabile, si possono infatti ripercorrere le vicende relative alla sua costituzione e al ruolo giocato nel contesto degli istituti culturali cittadini in quasi cento anni di attività.
Assieme all'archivio del museo, ed in parte frammisto ad esso, era anche conservato il materiale costituente la sezione documentaria delle raccolte museali. Nel corso del presente intervento si è provveduto a separare questa documentazione dal nucleo più propriamente archivistico, anche in considerazione della diversa tipologia e delle differenti modalità di formazione ed organizzazione del materiale.
I cosiddetti "Documenti", facenti parte della raccolta del museo costituita, come già detto, pure da stampe, disegni, oggetti, ricordi e cimeli di vario genere, si sono costituiti in seguito alle donazioni, acquisti e depositi pervenuti, nel corso del tempo, all'istituto. Questa sezione si configura infatti come una vera e propria raccolta documentaria realizzata a partire dal nucleo di documenti, oggetti e cimeli depositato da vari donatori modenesi per l'esposizione di Torino del 1884. Essa è oggi conservata all'interno di buste intitolate al nome del donatore (ad esempio "Carte Silingardi", "Raccolta Cesari", ecc.) o in riferimento alla tipologia del materiale conservato (ad esempio l'intitolazione "Musica, teatro" rimanda ad un nucleo di spartiti e libretti d'opera, "Poesie" alla raccolta di componimenti poetici manoscritti e a stampa, etc.). Si tratta di carte eterogenee di diversa provenienza e di argomento risorgimentale, raccolte per costituire il patrimonio del museo e per l'allestimento delle vetrine. Un nucleo di queste carte fu formato con materiale donato dall'archivio storico comunale. Di questa documentazione furono prodotte, nel corso del tempo, diverse schedature e catalogazioni curate dai segretari, ispettori e direttori, che successivamente assunsero la direzione del museo; in special modo sono conservate le schede realizzate da Luigi Picaglia prima e da Emilio Iacoli poi.
L'intervento di riordino ha compreso anche l'inventariazione dei numerosi schedari contenenti i cataloghi delle raccolte che in diversi momenti, e a più riprese, furono realizzati, aggiornati ed incrementati, verificandone la presenza e la successione (cfr. serie "Cataloghi e strumenti di corredo delle raccolte"). Questa operazione potrà essere infatti utile ad un successivo intervento di riordino delle raccolte, verificando le corrispondenze tra le segnature presenti sulle schedine e quelle riportate sui documenti contenuti nelle buste, utilizzando e confrontando le descrizioni dei materiali, permettendo di effettuare riscontri e di segnalare eventuali mancanze o manomissioni. Tale verifica potrà costituire un'operazione preliminare alla descrizione e catalogazione dei singoli documenti conservati che costituiscono una parte di non poca importanza delle collezioni e del patrimonio del museo.
Come già ricordato la documentazione è stata in parte ricondizionata in buste nuove e in parte ricollocata nei contenitori originali. Dove presenti sono stati mantenuti i fascicoli con le intitolazioni originali, riportate tra virgolette nella schedatura.

storia archivistica
Il complesso documentario, che si è sedimentato a partire dalla fondazione del museo, avvenuta nel 1893, era conservato in 15 buste, di cui alcune originali, altre di recupero ed alcune appositamente costituite per condizionare materiale sciolto.
La documentazione, un tempo conservata presso la sede del Museo del Risorgimento, chiuso al pubblico dal 1983, si trova ora nei depositi del Museo civico di Modena.


codice interno: 309 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Federica Collorafi, su incarico di CRC - Centro regionale per il catalogo e la documentazione srl

realizzato per
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2005
[L.R. 18/2000 Piano museale 2003]

Importazione da Sesamo 3.2
Regesta.exe, 2011

Integrazione a cura di Federica Collorafi (CSR / Voli Group), 2014

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2014