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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

IBC - Gli archivi in Emilia-Romagna


Conservatore

Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna
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Archivio della Soprintendenza bibliografica per le province di Modena, Ferrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia 1920 - 1974
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con documenti fino al 1977
fondo
buste 280, registri 14, album 8

L'archivio della Soprintendenza bibliografica per le province di Modena, Ferrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia si estende cronologicamente dal 1920 al 1974 (con documenti fino al 1977).
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Sono state individuate 6 serie:
Corrispondenza (1920-1977, bb. 279)
Protocolli (1920-1966, regg. 8)
Registri delle spese eseguite su aperture di credito (1930-1965, regg. 2)
Registri dei materiali di pronto impiego e di facile consumo (1957-1969, regg. 4)
Licenze di importazione e di esportazione (1927-1940, b. 1)
Raccoglitori di fotografie, cartoline e ritagli di giornale (1953-1963, album 8).

criteri di ordinamento
Seppure organizzata secondo tre diversi titolari, la documentazione è stata ordinata cronologicamente a serie aperte. Sui piatti interni di alcune buste sono incollati gli svolgimenti delle "Posizioni" del titolario.
Riordino ed inventariazione della documentazione sono stati condotti contestualmente, grazie al buono stato di conservazione ed ordinamento in cui è pervenuto l'archivio. Fatti salvi alcuni spostamenti di fascicoli accidentalmente finiti fuori posto, e l'inserimento di un gruppo di altri trovati a parte, l'intervento di riordino si è limitato infatti al ripristino dell'ordinamento cronologico delle carte, qualora fosse stato compromesso, e alla creazione delle camicie dei fascicoli risultate mancanti (1).
Buste, registri e raccoglitori sono stati rinumerati a partire da 1 per ogni serie. Sulle buste non sono state riscontrate numerazioni precedenti (2). Sui dorsi sono generalmente riportati il numero romano e l'oggetto corrispondenti alla "Posizione" del titolario a cui afferisce il contenuto. La stessa indicazione è di norma presente su ciascun fascicolo. I fascicoli sono stati numerati consecutivamente da 1 per ogni serie.
Va annotato che all'interno della serie "Corrispondenza" sono state contate 61 camicie vuote intitolate a varie "Posizioni" dei titolari: si può ipotizzare che la documentazione ivi contenuta sia stata estratta ed inserita entro fascicoli relativi alla stessa "Posizione", ma di anni successivi. È possibile però che fosse in uso la pratica di preparare all'inizio di ogni anno le camicie dei fascicoli relative a tutte le "Posizioni" del titolario, con la conseguenza che quelle per le quali non era stata prodotta documentazione, rimanessero vuote.


(1) A parte questi casi, le camicie dei fascicoli paiono coeve alla documentazione.
(2) I numeri manoscritti a matita sui dorsi o sui piedi delle buste sono quelli introdotti in fase di ricognizione da Aurelia Casagrande.

storia archivistica
Con il R.D. n. 575 dell'11 aprile 1935, che sancì l'istituzione della Soprintendenza bibliografica per le province di Bologna, Ancona, Ascoli Piceno, Forlì, Macerata, Pesaro, Ravenna con sede a Bologna (a cui furono assegnate le competenze precedentemente esercitate per le province di Bologna, Forlì e Ravenna dall'ex Soprintendenza bibliografica per le province dell'Emilia), le carte d'archivio afferenti alle suddette province furono ad essa trasferite (1), insieme con la sezione marchigiana dell'archivio dell'ex Soprintendenza bibliografica per le Marche e per l'Umbria (2); la documentazione relativa alle rimanenti province dell'area emiliana restò a Modena.
Con l'approvazione del D.P.R. n. 3 del 14 gennaio 1972, fu sancito il trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di musei e biblioteche di enti locali e, nel contempo, si stabilì che le Soprintendenze cessassero di esercitare la loro azione di tutela e valorizzazione sul territorio di altre regioni. Così, mentre la Regione Emilia-Romagna concentrava tutta la documentazione di sua competenza a Bologna, il nucleo archivistico afferente alla Regione Marche fu ad essa ricondotto nel 1973, nella sede di Ancona (3).
Con legge regionale n. 42 del 27 dicembre 1983 fu istituita la Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, quale servizio dell'Istituto per i Beni artistici culturali e naturali per l'esercizio delle funzioni amministrative espressamente attribuite alle regioni dal D.P.R. 14 gennaio 1972 n. 3.
L'archivio della Soprintendenza bibliografica per le province di Modena, Ferrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia è perciò oggi conservato presso l'attuale sede dell'Istituto in via Galliera, 21 a Bologna.


(1) A conclusione del presente lavoro tale documentazione costituisce un archivio aggregato.
(2) Le carte afferenti all'area umbra furono acquisite dalla Soprintendenza bibliografica per il Lazio.
(3) Durante le operazioni di ricognizione e di riordino sono stati individuati residui di documentazione relativa alle province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro, isolati al fine di essere restituiti alla Regione competente per territorio.


codice interno: 319 - 01

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Francesca Delneri, 2010 sulla base dell'intervento di ricognizione di Aurelia Casagrande, 2003

realizzato per
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna
[L.R. 18/2000. Piani bibliotecari 2001 e 2005. Intervento diretto]

Importazione da Sesamo 4.1
Regesta.exe, 2010

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2011