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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

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Archivio storico del Comune di Bagnara di Romagna 1603 - 1960
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con seguiti fino al 1992
vai al soggetto produttore: Comune di Bagnara di Romagna

fondo
fascicoli 2259, registri 1394, buste 76, volumi 47, mazzi 31, bollettari 4

Il fondo raccoglie la documentazione prodotta dal Comune di Bagnara di Romagna nello svolgimento delle proprie funzioni di amministratore del territorio e della popolazione residente, di fornitore e gestore di servizi e funzioni delegate dallo Stato. La documentazione è compresa in un arco cronologico che va dal 1603 fino al 1960* con seguiti fino al 1992.
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L'Archivio di Bagnara di Romagna è strutturato nelle serie che solitamente compongono un archivio comunale, perché prodotte dal funzionamento delle magistrature e degli uffici in cui l'ente è strutturato:
- delibere del Consiglio e della Giunta;
- corrispondenza (Carteggio amministrativo), con i relativi protocolli;
- documentazione patrimoniale;
- documentazione finanziaria e contabile (libri del massaro, conti consuntivi, preventivi, allegati, mastri, e altro);
- documentazione sulla funzione di esazione delle tasse e imposte;
- registri e documenti degli uffici di stato civile e anagrafe;
- documentazione sulla compilazione delle liste di leva, con cui si conservano anche dei documenti relativi alla funzione di assistenza ai familiari di soldati arruolati e/o in guerra;
- documentazione relativa al servizio elettrorale;
- documentazione relativa ad alcuni specifici uffici, ovvero ufficio tecnico, delle imposte di consumo, di polizia, del lavoro, sanitario, annonario, delle "assistenze sociali", di del personale;
- documentazione relativa a diverse deputazioni, commissioni e comitati comunali, attivi in momenti diversi e con competenze su diverse materie (commercio, imposte e tasse, agricoltura, e altro).

Note
* Il 1960 è stato scelto come estremo cronologico recente per questo intervento di inventariazione.

criteri di ordinamento
A seguito della prima ricognizione, le carte apparivano condizionate e ordinate in serie e cronologicamente. Durante la seconda e più analitica ricognizione dell'archivio principalmente in alcune serie sono state riscontrate alcune problematiche.
Parte della documentazione relativa alla leva, all'anagrafe e al servizio elettorale, pur condizionata in fascicoli e registri originali, era raccolta a scaffale senza alcun ordine preciso e senza nessuna organizzazione, ma ordinata solo in ordine cronologico: si è intervenuti cercando di ricostruire la sedimentazione originale delle carte nella loro divisione in serie e sottoserie.
In alcune buste della serie del Carteggio amministrativo la documentazione appariva sciolta e disordinata: si è intervenuti riordinando e fascicolando le carte in base al titolario di classificazione in vigore. Inoltre, il carteggio relativo all'arco cronologico 1807-1839 risultava ordinato, a seguito dell'intervento effettuato negli anni Sessanta del Novecento, in base all'applicazione retroattiva di un titolario entrato effettivamente in vigore solo dal 1840, anche nei casi in cui dai registri di protocollo risultasse evidente o l'utilizzo di una diversa classificazione o addirittura della totale assenza di classificazione.
Per quanto riguarda la fascicolazione delle carte, generalmente si è proceduto rispettando la sedimentazione e il condizionamento originali; in caso di carte sciolte o disordinate si è proceduto alla ricostituzione del fascicolo. In caso di ritrovamento all'interno di una serie di documentazione afferente ad altre serie o a fondi aggregati, questa è stata estrapolata e ricondotta alla serie o fondo di appartenenza; tale situazione si è verificata più volte durante il riordino del Carteggio amministrativo.
Tutti gli interventi di riordino effettuati, fra cui anche altri interventi di ordinamento più specifici e relativi a piccole sezioni di materiale documentario, sono stati indicati negli ambiti e contenuto di ogni serie o sottoserie a cui si riferiscono.
Ai fini del reperimento, a tutti i pezzi dell'Archivio storico comunale è stata attribuita una numerazione che riparte dal numero 1 per ogni serie e una denominazione che individua la serie o sottoserie di appartenenza.
Il contenuto delle unità archivistica non è stato indicato quando l'intitolazione, la consistenza e la datazione sono state considerate esaustive nella descrizione della documentazione.
Il riferimento allo strumento di corredo datato 1973 e corrispondente all'inventario dattiloscritto in uso prima dell'attuale intervento, è stato inserito nel campo "segnatura precedente", indicando la serie e l'eventuale numerazione attribuita in precedenza alle unità (esempio "Inventario 1973, Atti e carteggio d'ufficio, 125"), ovvero corredando la citazione del solo numero di pagina laddove le unità e le serie non erano state numerate.
Alcune serie ed alcuni fondi aggregati (per le descrizioni dei quali si rinvia agli appositi inventari) sono stati implementati con documentazione che era conservata presso la sede dell'archivio di deposito (cfr. serie Imposte e tasse, ed i fondi aggregati Giudice conciliatore ed Ente comunale di assistenza).

storia archivistica
Le numerose informazioni sulle traversie che hanno interessato l'Archivio del Comune di Bagnara di Romagna e le carte in esso conservate, così come quelle sugli interventi di riordino e inventariazione compiuti nel corso degli anni, sono state recuperate per la quasi totalità all'interno della documentazione contenuta nel faldone "Archivio comunale" (1957-2013, cat. I, cl. 2, f. 1), ora collocato nel locale dell'archivio storico, nonché dal fascicolo "Bagnara di Romagna", uno dei Fascicoli ispettivi archivi vigilati conservati presso l'archivio della Soprintendenza archivistica della Regione Emilia-Romagna, costituito dalle relazioni prodotte in seguito alle ispezioni effettuate, su mandato della stessa Soprintendenza, sul materiale archivistico conservato a Bagnara, la prima delle quali, effettuata da Augusto Torre, avvenne nel 1950.

Innanzitutto il materiale documentario ha subito nel tempo diversi traslochi. Se si eccettua il trasferimento delle carte presso l'archivio comunale di Castel Bolognese nel periodo in cui il Comune di Bagnara venne soppresso (1810-1813), da Giuseppe Plessi al termine della sua prima ispezione viene registrato come l'archivio, estratto dalla macerie della Sede municipale dopo il crollo dovuto ad un bombardamento subito nel 1945, fu trasportato in alcuni locali della Rocca Sforzesca e raccolto in mazzi miscellanei. (1)
Dopo la ricostruzione del palazzo comunale, si legge ancora nella relazione, "tutto il materiale archivistico è stato sistemato in un locale al pianterreno".
Nel dicembre del 1968, come risulta dalla visita ispettiva effettuata da Gino Badini, l'archivio storico si trovava conservato nella "Torre angolare" della Rocca Sforzesca, sede dell'Amministrazione comunale, in un locale sistemato "recentemente" (lavori murari e nuove scaffalature metalliche).
Nel 1981, nella scheda compilata per l'"Indagine sugli archivi dei Comuni dell'Emilia-Romagna", viene indicato come collocato nel locale "corrispondente alla casamatta superiore del torrione sforzesco" (primo piano della Rocca).
In una relazione ispettiva redatta da Manuela Mantani nel 1983 viene riferito che l'archivio verrà trasportato e collocato nel locale al secondo piano del mastio "non appena conclusi i lavori di inventariazione e riordino".
Nel 1993, nella relazione che segue la visita ispettiva di Gianfranco Franchi, è segnalato infatti al secondo piano del "Torrione ovest" della Rocca.
Nelle note introduttive alla scheda di ricognizione dell'Archivio comunale di Bagnara di Romagna, redatta da Dorena Caroli nel 2004 nell'ambito del censimento delle fonti del ‘900 promosso dall'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Ravenna (ricognizione non pubblicata, ma di cui è disponibile il database presso il medesimo Istituto), questo viene descritto suddiviso in tre locali: al secondo e al terzo piano della Rocca ed in un ulteriore deposito situato in via Tamburini 23.
Dal novembre 2009 il materiale storico è stato definitivamente trasferito, sotto il coordinamento di Patrizia Carroli, archivista dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, in un locale del cosiddetto "Torrioncello", piccolo bastione che presidiava l'angolo di nord-ovest della cinta muraria, situato in via Terraglio Ponente, dal 18 aprile 2009 sede della Biblioteca comunale.
In aggiunta ad esso rimane solo un nucleo di documentazione relativamente recente ancora depositata presso i locali di via Tamburini.

In due occasioni si sono verificate perdite consistenti di materiale documentario: la prima nel corso del sec. XVI, per incendio, la seconda in seguito alla completa distruzione della Residenza municipale, avvenuta il 12 aprile 1945 a causa di un bombardamento aereo. "Nel 1494 la distruzione per incendio della parte più antica. Nell'ultimo dopoguerra venne il falò di tutti i manoscritti musicali e la vendita per poche migliaia di lire, a peso di carta straccia, di una notevole quantità di altri documenti in fascicoli e sciolti …". (2)
Nella comunicazione datata 15 aprile 1957, prot. 539, e spedita dal Comune di Bagnara alla Soprintendenza archivistica per l'Emilia e la Romagna in risposta alla nota "Censimento archivi storici dei comuni", si indica che l'Archivio comunale, in seguito al crollo della Sede municipale, "ha avuto perdite gravi soprattutto per quanto riguarda il materiale sciolto (carteggi, ecc.). Della parte ‘Storica' dell'Archivio sono rimasti una raccolta di Atti consiliari, Registri di assegnazione terre in enfiteusi, Registri Catastali, ecc." (3) e che "La Sezione Storica si compone di circa 47 volumi, decorrenti dal 1603 al 1880 […] e Registri vari, nonché una pergamena sciolta datata 1612(?)". (4) La nota sottolineava anche l'assenza di repertori o indici.
In un'analoga nota del 23 settembre 1958 di precisazione alla precedente, veniva specificato che il materiale andato perduto riguardava principalmente "tutto il carteggio sciolto concernente corrispondenza con uffici vari, decorrente dal 1866".

Prendendo in considerazione gli interventi di riordino e di inventariazione eseguiti sulle carte dell'archivio di Bagnara di Romagna si segnala innanzitutto che il più antico strumento di corredo presente in archivio è rappresentato dall'"Inventario delle carte esistenti nell'archivio, anno 1874", ora collocato all'interno della serie Inventari comunali (1874-1951).
Nel giugno 1959 Giuseppe Plessi, direttore dell'Archivio di Stato di Ravenna, effettuò la prima di una lunga serie di ispezioni da lui compiute a Bagnara di Romagna. La relazione finale conteneva anche l'elencazione del materiale presente in archivio, fra cui "un atto pergamenaceo" del 1613 e, all'interno della serie "Instrumenti", venivano segnalati tre volumi, dei quali il primo con estremi 1501-1600 "comprendente anche copie di istrumenti dal 1252". Fornì poi alcune informazioni relative alla storia di Bagnara ("Cenni di storia locale") e segnalò l'esistenza di "materiale documentario conservato al di fuori dell'archivio comunale" presso l'Archivio Parrocchiale, identificando un volume "contenente una transazione della Comunità di Bagnara con la Confraternita del Pio Spedale e tre registri del Monte Frumentario, tutti del sec. XVIII". (5)
Questa ispezione indusse da un lato il Sindaco di Bagnara ad inviare richiesta all'Ufficio Centrale degli Archivi di Stato - allora appartenente alla Direzione Generale Amministrazione Civile del Ministero dell'Interno - di fornitura di nuovi scaffali metallici per la collocazione dell'archivio storico, minacciato da infestazione termitica in quanto sistemato, una volta recuperato il materiale sotto le macerie, su scaffalature di legno, comunicando anche di voler procedere al riordinamento integrale del proprio archivio; dall'altro il Soprintendente a chiedere all'Amministrazione di intervenire per dare all'archivio "un migliore condizionamento e un definitivo ordine", visto che il materiale "non è nelle più idonee condizioni di conservazione e di ordinamento".
A questa prima richiesta l'Amministrazione rispose di aver fatto eseguire da personale dipendente una prima cernita degli atti anteriori al 1871. La richiesta venne reiterata dal Soprintendente fino a quando, nel marzo del 1960, l'Amministrazione comunale comunicò al Plessi di voler affidare l'incarico di riordino dell'archivio a Domenico Pagani, invalido agli arti inferiori per trauma spinale, "persona di discreta cultura e di provata diligenza", chiedendo l'autorizzazione, in seguito concessa, allo svolgimento dell'incarico al di fuori della sede comunale, cioè presso il domicilio del Pagani.

Il Plessi effettuò un'ulteriore ispezione nel 1960, all'avvio dei lavori di riordino, descrivendo l'archivio come un "coacervo di carte eterogenee senza alcun nesso di classificazione o di cronologia". I lavori, affidati al Pagani fin da aprile (vedi delibera di liquidazione del luglio 1960), vennero interrotti nell'inverno, per riprendere nella primavera del 1961.
La Soprintendenza, nel marzo 1961, diede ulteriore mandato al Direttore dell'Archivio di Stato di Ravenna di procedere con nuova ispezione. Nel mese di giugno dello stesso anno l'Amministrazione comunale rinnovò la richiesta di fornitura di scaffalature metalliche in funzione "antitermitica" al Ministero dell'Interno e inviò a novembre comunicazione alla Soprintendenza di aver terminato le operazioni di "cernita delle carte […] nei due grandi tronconi fino al 1870 e dopo il 1870". La Soprintendenza attivò quindi nuovamente il Plessi a "prendere contatto coi funzionari addetti all'archivio comunale […] al fine di impartire loro le opportune istruzioni per il sollecito proseguimento dei lavori di riordinamento".

Nel marzo del 1962 il Soprintendente chiese nuovamente al Sindaco di Bagnara informazioni sul proseguimento dei lavori, il quale rispose il mese dopo che l'intervento è avvenuto solo "saltuariamente durante la stagione invernale", assicurando che "entro la corrente primavera sarà ultimata la distinzione degli atti anno per anno". In quell'anno venne accettata la richiesta di scaffalature metalliche, consegnate a settembre, ma installate l'anno successivo, una volta approntati i locali.
Alla fine dell'anno, dopo un nuovo sollecito della Soprintendenza, il Segretario comunale scrisse al Plessi comunicandogli la conclusione della suddivisione della documentazione anno per anno, ma di non poter "assicurare […] di poter organizzare i singoli atti ciascuno nell'ambito della serie d'archivio ad esso propria", per mancanza di personale e di competenze specifiche, chiedendo quindi che fosse il personale dell'Archivio di Stato di Ravenna ad assumersi il compito di tale riordino, portando di volta in volta a Ravenna le annate da sistemare.
Nel marzo 1963 il Sindaco comunicò alla Soprintendenza che l'ultimazione dei lavori di riordino e inventariazione, di cui era stato incaricato Domenico Pagani, era stata affidata a personale dell'Archivio di Stato di Ravenna (lo stesso Plessi) (6), presso il quale erano stati depositati tutti gli atti.
Nel dicembre dello stesso anno venne comunicato nuovamente alla Soprintendenza che l'intervento sarebbe stato ultimato entro breve tempo.

Il 1 dicembre 1965 l'Amministrazione comunale invitò il Plessi, come Direttore dell'Archivio di Stato di Ravenna, e Mario Bolognesi, primo aiutante dello stesso Archivio di Stato, a procedere "al riordinamento, alla sistemazione e all'inventariazione degli atti […] relativi al periodo post-bellico" (1945-1965). Mario Bolognesi lavorò in archivio dal 2 marzo al 23 giugno 1966, mentre il prof. Plessi dal 4 luglio al 12 ottobre dello stesso anno, come si evince dalle "parcelle di liquidazione delle indennità di missione".
Risale probabilmente a questo periodo la produzione dell'inventario, privo di data, conservato presso la Soprintendenza archivistica ("Inventario dell'Archivio del Comune di Bagnara di Romagna"), recante l'annotazione a matita: "è del prof. Plessi", che sembra essere la prima versione dello strumento poi completato nell'aprile del 1973 da Mario Bolognesi.
Nella relazione che seguì l'ispezione del dicembre 1968, effettuata da Gino Badini, troviamo la conferma di come la documentazione fosse sottoposta ad un intervento di riordino e inventariazione. Nella sua relazione il Badini invitava inoltre l'Amministrazione a procedere alla rilegatura delle Delibere del Consiglio e della Giunta.

¬Nel 1973 Mario Bolognesi consegnò al prof. Giuseppe Rabotti, Soprintendente archivistico per l'Emilia-Romagna, l'"Inventario degli atti d'archivio del Comune di Bagnara di Romagna (1252-1972)", prodotto al termine dei lavori: un dattiloscritto di 78 pagine che ha costituito per lungo tempo l'unico strumento di corredo dell'archivio. (7)
Il 1973 è la stessa data che reca la scheda relativa all'Archivio storico comunale di Bagnara, curata dal prof. Rabotti e pubblicata nel novembre 1979 nella Guida degli Archivi storici comunali dell'Emilia-Romagna. Comuni della Provincia di Ravenna, a cura dell'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna (8), poi nel 1991 in Archivi storici in Emilia-Romagna. Guida generale degli Archivi storici Comunali (9); quest'ultima forse revisionata da Lisetta Lega, ricercatrice alla quale nel 1981 venne affidato l'incarico di un'ulteriore ricognizione presso l'archivio di Bagnara, sempre nell'ambito dell'indagine promossa dall'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna.
Nello stesso anno Rabotti scrisse al Sindaco di Bagnara comunicandogli di aver ricevuto copia dell'inventario a mezzo di un funzionario della Soprintendenza, come da richiesta avanzata nell'agosto del 1980, e sollecitando l'invio di una ulteriore copia da depositare presso l'Archivio Centrale dello Stato.

Nel giugno 1982 venne affidato a Sanzio Zaparoli, ex archivista del Comune di Bagnacavallo, l'incarico di riordinare la documentazione prodotta tra il 1946 e il 1981 (il Carteggio amministrativo dal 1973) e di procedere ad uno scarto archivistico del materiale la cui funzione storico-amministrativa era conclusa, nonché di sovrintendere al trasloco della documentazione storica.
Nel dicembre del 1982 Zaparoli richiese al Sindaco di Bagnara una sospensione dei lavori fino al marzo del 1983, per motivi di salute, prevedendo di terminarli nella primavera stessa, allegando una relazione su quanto fatto sino ad allora. La comunicazione della conclusione dei lavori reca in realtà la data dell'8 novembre 1983 (10); ad essa venne allegato l'elenco del "Materiale passato all'archivio storico". Sembrano non esserci altri elenchi o strumenti prodotti dallo stesso Zaparoli al termine dell'intervento.

La prima deliberazione di Giunta contenente in allegato un "Elenco degli atti (dal 1973 al 1978) proposti per lo scarto" è del 31 dicembre 1982, inviata nel marzo del 1983 alla Soprintendenza per il nulla osta. L'autorizzazione allo scarto da parte della Soprintendenza archivistica arrivò nel luglio del 1983, dopo alcune precisazioni chieste nel maggio dello stesso anno.
Una seconda richiesta di scarto archivistico ("Elenco materiale proposto per lo scarto") venne deliberata dalla Giunta l'8 novembre 1983 ed approvata dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna nel marzo 1984.

Nel dicembre del 1983 Manuela Mantani effettuò una nuova ispezione dalla quale emerse un quadro problematico nella conservazione e nella gestione delle carte, seppur in via di definizione. Venne infatti segnalato l'inizio dei lavori di riordino e inventariazione dell'archivio, commissionati allo stesso Zaparoli, in vista di un suo trasloco nel locale al secondo piano del mastio della Rocca Sforzesca.
Nella relazione finale si lamentò l'incapacità di poter rilevare "la corrispondenza del materiale con quello elencato nell'inventario dattiloscritto del 1973, in quanto al momento della visita ispettiva l'archivio storico era posto a mucchi, in attesa di essere collocato in ordine sulle scaffalature".
Nella nota inviata al Sindaco in seguito a questa visita ispettiva venne infine nuovamente evidenziata la necessità di "far rilegare le deliberazioni del Consiglio (1950-1974) e della Giunta (1945-1974)".

Dieci anni dopo, nelle relazione che seguì l'ispezione del 1993, per la quale venne incaricato Gianfranco Franchi, troviamo inserito anche un sintetico elenco della documentazione storica conservata, in cui è di nuovo presente il riferimento ad "atti dal 1252 (in copia)", anno usato anche come estremo cronologico inferiore per la serie "Instrumenti".
Si ribadiva la necessità di rilegare le deliberazioni che si trovavano sciolte, ma veniva anche indicata la necessità di "procedere alla ricognizione del materiale documentario più antico (preunitario)", così sommariamente contenuto nell'inventario prodotto dal Bolognesi nel 1973.

Nel 1999-2000 venne effettuato un nuovo intervento da parte della Cooperativa Archeion di Ravenna, che integrò un segmento recente del Carteggio amministrativo con documentazione aggiuntiva, perlopiù costitutiva di altre serie o archivi aggregati. Questa documentazione, evidentemente trasferita in archivio storico in un momento successivo all'intervento del Zaparoli, venne semplicemente giustapposta a quella esistente, collocata in ordine cronologico e condizionata in nuove buste. Per questo intervento non è pervenuto alcuno strumento di corredo.
Nelle note introduttive alla già citata scheda di ricognizione dell'Archivio comunale di Bagnara di Romagna, redatta da Dorena Caroli nel 2004 nell'ambito del censimento delle fonti del ‘900 per la provincia di Ravenna, sono state elencate anche le unità conservate nei diversi locali in cui era dislocato l'archivio (Rocca Sforzesca e via Tamburini) (6), rendendo così testimonianza di un sommario riordino e inventariazione del materiale conservato al terzo piano della Rocca, fino a quel momento escluso dai vari interventi.
In questa scheda la Caroli indica che la Cooperativa Archeion "Durante il 1999 […] ha provveduto ad effettuare […] anche un'operazione di scarto soprattutto delle riviste di carattere amministrativo e finanziario di cui si conserva l'elenco" ed anche che "durante il 2000 ha completato il riordino e non ha lasciato traccia di eventuali scarti effettuati".

Va necessariamente ricordata infine la ricognizione effettuata da Patrizia Carroli che nel 2009, su incarico dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, avviò un progetto gestionale di sistema degli archivi storici dell'Unione stessa, nell'ambito del quale, essendosi occupata del trasloco dell'archivio nella nuova sede del "Torrioncello", ha proceduto anche ad una revisione dell'inventario del 1973, producendo un aggiornato elenco di consistenza ed un elenco topografico (11), modificato con l'attuale intervento, iniziato nel 2011 ed affidato alla "CSR - Cooperativa Studi e Ricerche di Modena" (poi fusa nella "Cooperativa Voli", divenuta "Voligroup" ed oggi "Open Group Cooperativa sociale"), che ha prodotto questo nuovo inventario utilizzando la piattaforma IBC-xDams, resa disponibile dall'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna.

Note
(1) Relazione finale redatta da Giuseppe Plessi, direttore dell'Archivio di Stato di Ravenna, in seguito all'ispezione effettuata nel 1959.
(2) M. MARTELLI, I dodici secoli di Bagnara di Romagna (Secc. IX-XX). Un aspetto di vita romagnola nella preistoria nella storia nella cronaca, Faenza, Stab. Grafico F.lli Lega, 1971, p. 10.
(3) Archivio storico comunale di Bagnara di Romagna, b. "Archivio comunale", fasc. "Corrispondenza", prot. n. 539, 15 aprile 1957.
(4) Il punto interrogativo è presente nel testo della nota. La pergamena non è stata rinvenuta fra le carte conservate in archivio, così come non è presente il volume datato 1501-1600, con documenti in copia dal 1252, menzionato dal Plessi. In merito a queste unità ora non più presenti in archivio, si rimanda alla "storia archivistica" della serie "Istrumenti".
(5) Archivio della Soprintendenza archivistica della Regione Emilia-Romagna, "Fascicoli ispettivi archivi vigilati", fasc. "Bagnara di Romagna".
(6) Archivio storico comunale di Bagnara di Romagna, b. "Archivio comunale", fasc. "Riordino archivio", fra le altre: nota del 9 aprile 1963 ("Pro memoria per il sig. Sindaco), relazione inviata il 10 agosto dal Plessi al Segretario comunale (prot. 1617) e delibera di Giunta di liquidazione compenso, n. 39 del 30 novembre 1963.
(7) Archivio storico comunale di Bagnara di Romagna, b. "Archivio comunale", fasc. "Inventari".
(8) Guida degli Archivi storici comunali dell'Emilia-Romagna. Comuni della provincia di Ravenna, Regione Emilia-Romagna. Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna; Ministero per i beni culturali e ambientali. Soprintendenza Archivistica, a cura di Giuseppe Rabotti, Bologna, 1979, dattiloscritto brossurato.
(9) Archivi storici in Emilia-Romagna. Guida generale degli Archivi storici Comunali, Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna, a cura di Giuseppe Rabotti, Bologna, Analisi, 1991.
(10) Archivio storico comunale di Bagnara di Romagna, b. "Archivio comunale", fasc. "Riordino archivio", sottofasc. "Sistemazione Archivio comunale. Incarico professionale".
(11) Archivio comunale di Bagnara di Romagna, b. "Archivio comunale", fasc. "Archivio storico comunale - Trasloco" (2007-2009).

lingua della documentazione
italiano

strumenti di ricerca
Presso l'Archivio storico comunale:
- Inventario dattiloscritto, 1973;
- "Archivio comunale", carteggio e documentazione relativi agli interventi eseguiti sull'Archivio storico del Comune di Bagnara di Romagna, b. 1 (1957-2013).

unità di descrizione separate
Presso l'ufficio dello stato civile e anagrafe, con sede nel palazzo comunale di Bagnara di Romagna, si conservano gli atti dello stato civile, ovvero i registri degli atti di nascita, matrimonio, morte e cittadinanza, con i relativi indici (cfr. serie Atti dello stato civile, Indici annuali degli atti di stato civile, Indici decennali degli atti di stato civile, 1866-1965, per un totale di 406 registri).

Nella relazione finale seguita all'ispezione condotta nel giugno 1959 dall'allora direttore dell'Archivio di Stato di Ravenna Giuseppe Plessi venne segnalata presso l'Archivio Parrocchiale l'esistenza di "materiale documentario conservato al di fuori dell'archivio comunale", costituito da un volume "contenente una transazione della Comunità di Bagnara con la Confraternita del Pio Spedale e tre registri del Monte Frumentario, tutti del sec. XVIII".


codice interno: 328 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Federica Cavina e Nicola Pezzi (Open Group), 2016

realizzato per
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna [L.R. 18/2000. Piano bibliotecario 2008-2009. Intervento diretto]

Intervento redazionale a cura di
Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Servizio biblioteche archivi musei e beni culturali, 2017