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Archivio Lanfranco Caretti 1932 - 1995
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con documentazione fino al 2003, e con volumi a partire dal XVI secolo
vai al soggetto produttore: Lanfranco Caretti

fondo
fascicoli 1140, volumi 27, album 9, buste 22, mazzi 4, fotografie (incorniciate) 3 raccoglitori 2, rotoli 2, cartella 1, volumi oltre 20000

Il fondo Lanfranco Caretti risulta costituito da tre nuclei: la biblioteca, che raccoglie oltre 20000 volumi tra pubblicazioni, opuscoli, estratti, manoscritti antichi e edizioni rare, unitamente ai 17 faldoni in cui è raccolta la documentazione che era conservata all'interno dei volumi costituenti la raccolta libraria, la discoteca, ed il complesso documentario in senso stretto.
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Quest'ultimo raccoglie la documentazione prodotta nel corso della carriera di Lanfranco Caretti come studioso e docente. Trattasi della corrispondenza intrattenuta da Lanfranco Caretti con scrittori, giornalisti, allievi, editori e personalità della cultura, del materiale relativo ai suoi studi e alla sue pubblicazioni e al suo ruolo di docente universitario. Presenti inoltre copie di articoli, estratti e testi scritti dal nostro studioso, bozze e prove di stampa, materiale diverso raccolto per motivi di studio e ricerca, e documentazione relativa alla carriera come premi, riconoscimenti e attestati unitamente a documenti che testimoniano la sua carriera professionale (curriculum, incarichi, contratti) e la sua vita personale (documenti d'identità, abbonamenti, tessere).
Presente anche una parte del complesso documentario relativo alla sfera privata e familiare di Lanfranco Caretti che contiene corrispondenza privata, componimenti in prosa e poesia dedicati alla moglie, ed un'ampia raccolta fotografica che riguarda prevalentemente il tempo passato con la famiglia e gli affetti.
Il patrimonio documentario che compone il fondo rappresenta in modo significativo la carriera di Lanfranco Caretti e fornisce un quadro articolato delle attività, degli studi, e degli incarichi da lui ricevuti nel corso degli anni. Emerge anche la dimensione più privata e familiare dello studioso, che non risulta essere completamente separata dalla dimensione pubblica e professionale. La volontà stessa, come è stato sottolineato dagli eredi, da parte di Lanfranco Caretti, di donare all'Amministrazione comunale la raccolta fotografica, la corrispondenza privata e le composizioni in prosa e poesia che non erano mai state diffuse pubblicamente per precisa volontà dello studioso (1), è indicativa di come lo stesso Lanfranco Caretti presuntivamente volesse delineare la propria immagine di uomo di cultura profondamente legato alla famiglia e agli affetti.

1) Nel 1939 Lanfranco Caretti pubblicò una parte dei suoi componimenti in poesia in un volume.

criteri di ordinamento
Nonostante il fondo documentario non fosse organizzato ed ordinato, è stato possibile leggere tra le carte un primo abbozzo di volontà da parte dello studioso di dare una struttura alla ricca produzione documentaria in suo possesso. Molti difatti sono i fascicoli originali che riportano sulla coperta indicazioni del Caretti. La stessa corrispondenza era stata parzialmente ordinata dallo studioso, mentre alcune parti, come le lettere familiari, erano già state scrupolosamente organizzate.
In seguito alla prima schedatura analitica delle unità archivistiche si è proceduto nell'organizzazione del complesso documentario in serie archivistiche.
Oltre alla copiosa parte della corrispondenza, che già era stata individuata ed organizzata da Angela Ammirati, la restante documentazione è stata strutturata individuando i vari ambiti in cui ha operato nella sua vita Lanfranco Caretti, seguendo le indicazioni che lui stesso ci ha lasciato tra le righe.
Per questo troveremo, ad esempio, serie archivistiche come quella relativa alla docenza universitaria, quella relativa agli incarichi ottenuti presso il Gabinetto Vieusseux e l'Accademia dei Lincei, quella relativa alla produzione e pubblicazione di scritti, articoli, testi e recensioni, nonché due serie archivistiche relative agli autori che più hanno impegnato Caretti nel suo percorso di studioso e ricercatore, ossia Vittorio Alfieri e Torquato Tasso.
E' stata organizzata in un'unica serie archivistica la documentazione relativa al curriculum vitae di Lanfranco Caretti, i premi ed i riconoscimenti, gli attestati ed i documenti di natura più attinente alla sfera personale, come tessere di iscrizione ad associazioni, abbonamenti, documenti di identità, atto di matrimonio etc.
Altro materiale risulta strettamente connesso alla dimensione privata e familiare del Caretti. Tale materiale è stato raccolto in un'unica serie archivistica articolato in sottoserie che descrivono la corrispondenza privata, le poesie e componimenti in prosa dedicati alla moglie, e la raccolta fotografica quasi totalmente dedicata alla vita familiare.

storia archivistica
Nel settembre del 1994 nell'ambito di una cerimonia pubblica presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze, Lanfranco Caretti annunciò la volontà di donare la sua biblioteca personale all'Amministrazione comunale di Ferrara (1). Mentre il nostro studioso era ancora in vita, iniziarono a pervenire alla Biblioteca Ariostea le prime scatole contenenti opuscoli ed estratti, raccolti da Caretti nel corso della sua lunga e ricca carriera di studioso, docente, critico e filologo.
Il patrimonio librario fu trasferito presso la Biblioteca Ariostea in un unico trasferimento avvenuto nel 1998, momento in cui fu trasferita anche la Discoteca presso la Scuola di musica ed orchestra "Gino Neri". In quell'occasione gli eredi comunicarono all'Amministrazione che era loro intenzione, seguendo le indicazioni ricevute dal padre, di donare anche l'archivio personale dello studioso. In seguito l'archivio fu acquisito in maniera dilazionata tramite consegne successive e parziali iniziate nel 2000 e conclusesi all'inizio del 2014.
La documentazione che giungeva raccolta in 4/5 faldoni alla volta, veniva analizzata e vagliata dal figlio di Lanfranco, Stefano, prima di essere consegnata. Il primo nucleo documentario pervenuto fu inizialmente conservato presso la sede dell'Archivio storico comunale, allora situato presso Piazza del Municipio, e dato in carico all'allora Responsabile Marica Peron. Si trattava della documentazione più strettamente legata all'attività di studio e ricerca di Caretti, e del materiale relativo alla sua carriera di docente universitario.
Nel 2005 l'Archivio storico comunale si trasferì presso la nuova ed attuale sede di via Giuoco del Pallone n. 8. In quel momento il materiale fu trasferito presso la sede della Biblioteca Ariostea e collocato attiguamente al patrimonio librario. Da quel momento i successivi frammenti del complesso documentario furono presi in carico da Angela Ammirati, che si occupò di una prima analisi ed organizzazione della documentazione. Iniziarono ad essere consegnati faldoni contenenti la copiosa corrispondenza intrattenuta da Caretti durante la sua vita con studiosi, colleghi, allievi e personalità della cultura. Inoltre fu consegnato il materiale più strettamente legato alla vita privata di Caretti, ossia la corrispondenza privata con moglie e familiari, fotografie, documenti personali e oggetti (medaglie, targhe e riconoscimenti).
Nel novembre del 2014 la Coop. le pagine riceve l'incarico per il riordino e l'inventariazione del Fondo Caretti.
Si ritiene opportuno segnalare alcune lacune nella documentazione inerente ad alcuni ambiti in cui operò il Caretti che ci sarebbe aspettati di incontrare: ad esempio risulta completamente assente qualsiasi documentazione relativa alla tesi di laurea su Olimpia Morata e appare lacunosa la documentazione relativa ai corsi universitari, in particolar modo quelli tenuti durante la cattedra presso l'Università di Pavia tra il 1952 ed il 1963. Possiamo ipotizzare che il grosso del nucleo dell'archivio documentario si sia costituito nel momento del rientro a Firenze (1964) e forse parte del materiale raccolto e prodotto in precedenza sia andato smarrito durante i traslochi, oppure ancora, distrutto durante i bombardamenti che colpirono durante la seconda guerra mondiale la casa dei genitori a Ferrara e la casa di Lanfranco Caretti a Firenze, casa in cui si era trasferito nel 1940.

1) Atto della Giunta del Comune di Ferrara di accettazione del dono destinato dalla famiglia Caretti. Seduta del 20 aprile 2001. Verbale n° 33. Prot. Gen.le 13957

condizioni che regolano l'accesso
Parte della documentazione è sottoposta a limitazioni alla consultabilità in base al disposto del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali"

unità di descrizione collegate
E' noto che documentazione relativa alla docenza presso l'Università di Pavia di Lanfranco Caretti è conservata presso l'Ateneo pavese. Al momento non è stato possibile avere informazioni in merito al contenuto e alla consistenza di tale materiale, sul quale saranno effettuate, al più presto, ricerche per fornire indicazioni più dettagliate.


codice interno: 436 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Anna Casotto, Angela Ghinato (Le pagine), 2015

realizzato per
Comune di Ferrara - Biblioteca Ariostea

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2015