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Archivio Austro-Estense. Archivio dell'Agenzia consolare di Trieste 1814 - 1866
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fondo
fascicoli 36, registri 13

La documentazione dell'Agenzia consolare di Trieste risulta costituita dal Carteggio intercorrente tra gli agenti consolari e i rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri dal 1814 al 1866; gli atti ricevuti sono protocollati all'interno di due Repertori delle comunicazioni giunte all'Agenzia, mentre le lettere inviate dagli agenti consolari sono trascritte integralmente nei registri Copialettere. Il fondo risulta inoltre costituito dalla serie dei registri dei Passaporti in cui si annotavano le concessioni di visti e lasciapassare ai cittadini estensi per viaggiare al di fuori dello Stato estense.
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criteri di ordinamento
Analizzato il contenuto dell'archivio dell'Agenzia consolare di Trieste, composto da registri e buste, si è rilevata in prima istanza la presenza di materiale inerente ad un altro archivio, e precisamente a quello prodotto dall'Agenzia di Livorno. Inoltre anche la corrispondenza raccolta nelle buste necessitava di un riordinamento poichè alcune lettere facevano parte di un arco cronologico non corrispondente a quello riportato sulla busta in cui erano posizionate.
Una volta separati i registri dalle buste si è proceduto poi alla selezione del materiale prodotto dall'Agenzia di Livorno: sul primo registro osservato, dal titolo manoscritto esterno "Navigazione estense: 1855-1858", compariva nella fincatura interna del registro, fra le destinazioni indicate, il porto d'Avenza (o Lavenza), situato in prossimità di Massa. Questo elemento è stato determinante per individuare con certezza la documentazione afferente al fondo dell'Agenzia di Livorno e separarla fisicamente da quella del fondo dell'Agenzia di Trieste.
Successivamente si è passati all'individuazione delle serie costitutive del fondo dell'Agenzia consolare di Trieste.
In merito alla corrispondenza, in alcuni casi è stato necessario ripristinare la successione cronologica assegnata originariamente alle carte e perduta nel corso del tempo.

storia archivistica
Gli archivi delle Agenzie consolari potrebbero configurarsi come il corrispettivo del cosiddetto "Carteggio ambasciatori" di epoca estense. Avrebbero cioè potuto contenere quella documentazione riflettente l'attività di relazione con l'estero e di informazione dall'estero dalle quali neppure il piccolo stato austro - estense poteva prescindere. In realtà i piccoli archivi delle legazioni e dei consolati restituiti ai primi del '900 all'Archivio di Stato di Modena, non contengono abbastanza documentazione di tipo riservato e confidenziale da poter costituire il pendant con il Carteggio ambasciatori di Antico regime. La spiegazione più probabile di questa differenza sta forse nel fatto che gli archivi delle Agenzie dopo il 1859 furono trasferiti a Vienna e qui, dopo la morte di Francesco V nel 1875, molto materiale archivistico fu sottoposto ad accurato scarto dall'ex ministro residente austro - estense presso la corte imperiale a Vienna, il conte Teodoro Bayard De Volo¹.
Al momento del presente intervento di riordino il fondo si presentava sostanzialmente in buon ordine per quanto attiene i fascicoli della corrispondenza, mentre i registri risultavano mescolati con quelli dell'Agenzia consolare di Livorno. L'organizzazione archivistica riscontrata sulle carte rispecchia il criterio di tenuta della documentazione applicato dall'Agenzia durante la fase di esistenza dell'ente. La documentazione era completamente priva di strumenti di corredo.

1) Spaggiari, Le relazioni..., cit., pp. V-VIII, cfr. bibliografia

modalità di acquisizione
L'acquisizione da parte dell'Archivio di Stato di Modena dell'archivio dell'Agenzia consolare di Trieste (così come per quello dell'Agenzia di Livorno) è legata alle vicende dell'Archivio austro - estense di Vienna, recuperato nel 1921, dopo la Conferenza della Pace di Parigi del 1919.


codice interno: 0455 - 001

informazioni redazionali
L'inventario è stato realizzato nell'ambito del corso "Archivistica. Esercitazioni di riordino ed inventariazione" tenuto da Federica Collorafi e Chiara Pulini presso la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell'Archivio di Stato di Modena (biennio 2010/2012). Gruppo di lavoro composto dagli allievi: Roberta Amato, Maria Gabriella Barilli, Marina Esposito, Silvia Fanti, Antonella Labella Trento

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2013