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Archivio segreto estense. Carteggio ambasciatori 1376 - 1796, s.d.
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fondo
buste 1699

Il fondo è costituito dalla corrispondenza intercorsa tra la corte estense e gli ambasciatori presenti presso le varie sedi diplomatiche in Italia (Bologna, Firenze, Genova, Guastalla, Lucca, Mantova, Marche, Massa, Milano, Mirandola, Monferrato, Napoli, Parma, Roma, Stato della Chiesa, Romagna, Saluzzo, Torino, Trieste, Venezia) e all'estero (Francia, Germania, Inghilterra, Levante, Malta, Polonia, Spagna, Svizzera, Tunisi, Ungheria).
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Gli Estensi, infatti, diedero molta importanza alle relazioni con sovrani, principi e signorie, mostrando sempre molta abilità nell'inserirsi e mantenersi nel complesso gioco di equilibri, che permise alla loro dinastia di sopravvivere a lungo.
Gli ambasciatori al loro servizio erano definiti "oratori", se risiedevano nella sede diplomatica, mentre erano chiamati "agenti", se erano rappresentanti dei cardinali di casa d'Este, o semplici inviati per specifiche missioni e per trattare particolari affari.
Le missive per informare il duca di quanto accadeva quotidianamente presso le altre corti riportavano informazioni di vario genere: da quelle di carattere politico, diplomatico, sociale ed economico, raccolte sul posto o pervenute tramite le pubbliche relazioni degli ambasciatori, a quelle relative alla sfera privata, quali l'amministrazione della sede diplomatica, l'acquisto di generi di consumo, l'organizzazione di banchetti e di momenti conviviali.

Il presente inventario descrive un lavoro ancora in corso. Le descrizione presentate dovranno infatti confluire in una struttura più ampia che annoveri anche le altre parti dell'Archivio segreto estense, e, relativamente a questa partizione, anche le altre sedi diplomatiche.
Come primo intervento è stata scelta la descrizione delle carte relative alla sede di Venezia.

storia archivistica
Come tutta la documentazione della Cancelleria ducale, anche le carte del fondo in esame sono state sottoposte in passato a interventi archivistici finalizzati a dare loro un'organizzazione "per materia", piuttosto che un ordine secondo il "metodo storico".
In particolare l'impianto dell'organizzazione data alle serie del fondo, risale a Giovanni Ognibene, che operò tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. A questo archivista si deve la suddivisione della corrispondenza "per luoghi, per tempi e per persone" (Cfr. G. OGNIBENE, Le relazioni della casa d'Este con l'estero, «Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le province modenesi», s. V, 3 (1904), pp. 223-315, la p. 231), nonché la distinzione della stessa nelle diverse tipologie: dispacci e relazioni degli ambasciatori, lettere, istruzioni e minute della cancelleria ducale.
Tali interventi, che portarono alla fascicolazione delle carte dei singoli ambasciatori, rimasero incompiuti e da perfezionare sia per quanto riguardava l'organizzazione della documentazione afferente a ciascun ambasciatore, sia per quanto concerneva la numerazione dei fascicoli. A corredo del lavoro effettuato, Ognibene produsse un inventario sommario manoscritto.
Basandosi su questo strumento alla metà del Novecento, in occasione della microfilmatura del materiale di questa serie, si procedette a ricondizionare i fascicoli esistenti, a numerarli e a cartulare ogni singolo documento, per evitarne la dispersione.
Questo intervento novecentesco mantenne in linea di massima l'organizzazione della serie data da Ognibene, rispettando la sommaria successione cronologica delle carte, piuttosto che l'accorpamento delle stesse in base all'ambasciatore che le aveva prodotte.
La preminenza data alla successione cronologica, per quanto sommaria, determinò il fatto che dello stesso ambasciatore potessero esistere più fascicoli, anche se non necessariamente in sequenza.
I fascicoli costituiti da Ognibene e intestati a ciascun ambasciatore vennero in quell'occasione ricondizionati e numerati progressivamente con numeri arabi. Qualora di un medesimo ambasciatore fosse presente documentazione riferibile a periodi diversi, ma consecutivi, questa venne suddivisa in altrettanti sottofascicoli ? ai quali venne assegnato un numero progressivo in caratteri romani - riuniti all'interno del fascicolo intestato a quel dato ambasciatore.
Oltre a queste operazioni nel corso del suddetto intervento vennero accorpati all'interno di camicie, recanti l'intitolazione "Vari", fascicoli intestati ad ambasciatori diversi, declassando in tal modo tali fascicoli a livello di sottofascicoli.
Altro intervento condotto in quell'occasione fu la cartulazione "a tappeto" di tutta la documentazione di questa serie, cartulazione effettuata tramite l'apposizione sulle carte del numero arabo del fascicolo, seguito dall'eventuale numero romano del sottofascicolo e infine dal numero arabo del pezzo.
Relativamente alla documentazione contenuta nei fascicoli "Vari", la cartulazione venne data a tutte le carte senza soluzione di continuità tra un sottofascicolo e l'altro.
A corredo di questo intervento novecentesco venne prodotto un altro inventario sommario manoscritto.

unità di descrizione collegate
Si fa presente che le informazioni ricavabili dalle carte di questo fondo trovano integrazione nelle notizie provenienti dalla documentazione dei fondi "Carteggi con rettori, vescovi e oratori di stati e città", "Avvisi e notizie dall'estero", "Documenti di stati e città".

bibliografia
GIOVANNI OGNIBENE, Le relazioni della casa d'Este con l'estero, «Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le provincie modenesi», V, 3 (1904), pp. 223-315

FILIPPO VALENTI (a cura di), Archivio di Stato di Modena, Archivio segreto estense, Sezione Casa e Stato, inventario, Roma 1953

FILIPPO VALENTI, Note storiche sulla cancelleria degli Estensi a Ferrara dalle origini alla metà del sec. XVI, in «Bollettino dell'archivio paleografico italiano», n.s. II-III (1956-1957), parte II, pp. 357-365

FILIPPO VALENTI, Panorama dell'Archivio di Stato di Modena, Modena 1963

FILIPPO VALENTI (a cura di), Archivio di Stato di Modena, in «Guida generale degli archivi di Stato italiani», 4 voll., Roma 1981-1994, vol. II, 1983, pp. 993-1088

DANIELA FRIGO, Ambasciatori, ambasciata e immunità diplomatiche nella letteratura politica italiana (secc. XVII-XVIII), «Mélanges de l'école française de Rome», 2007, 119-1, pp. 31-50

HUBERT HOUBEN (a cura di), Lettere degli ambasciatori estensi sulla guerra di Otranto (1480-81). Trascrizioni ottocentesche conservate a Napoli, Galatina 2013, voll. 2

LAURA TURCHI, Storia della diplomazia e fonti estensi: note a margine, Quaderni Estensi, VI (2014) «http://www.quaderniestensi.beniculturali.it», pp. 368-395.


codice interno: 547 - 001

informazioni redazionali
Revisione per l'informatizzazione dell'inventario di metà Novecento, per la sola sede di Venezia, a cura di
Aurelia Casagrande e Chiara Pulini, 2018

realizzata per
Archivio di Stato di Modena, con il contributo finanziario di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Intervento redazionale a cura di
Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2019