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Archivio storico del Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo 29 settembre 1939 - 2018
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con antecedenti dal 1927
fondo
buste 2545, registri 165, volumi 107, fascicoli 1541, cartelle 74, mazzi 2

La documentazione conservata dall'Archivio del Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo si è venuta organizzando nel sostanziale rispecchiamento delle tre principali funzioni proprie della sua attività: quella latamente "politica" dei rapporti con lo Stato, in particolare col Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, e con i suoi organismi tecnici e finanziari competenti, come il Consiglio superiore dei lavori pubblici; quella amministrativo-contabile, della gestione dei finanziamenti per le opere fino alla loro realizzazione e del susseguente funzionamento ordinario dell'ente; quella propriamente tecnica, cioè della progettazione prima, della realizzazione poi, fino al collaudo delle opere consorziali e dei loro esercizio ordinario e manutenzione.
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Innanzitutto va rimarcato che la vita politico-amministrativa dell'ente ha conosciuto una cesura fondamentale, ben riconoscibile sulla documentazione, fra due fasi distinte: quella della gestione commissariale straordinaria, caratterizzata dalle serie istitutive e da deliberazioni sostanzialmente autocratiche (e quindi con le Deliberazioni del Commissario governativo dal 1940 al 1954, i Verbali delle riunioni della Consulta consorziale dal 1941 al 1953, le Relazioni della gestione commissariale dal 1940 al 1945), e quella della gestione ordinaria - dal 1954 - con il governo degli organi elettivi e tecnici previsti dallo statuto (Verbali e Deliberazioni della Deputazione amministrativa e del Consiglio dei delegati, Delibere del Presidente, Verbali delle riunioni del Comitato tecnico consultivo, Verbali delle sedute del Collegio dei revisori dei conti).
La funzione amministrativa e contabile si riconosce nelle serie propriamente contabili e di gestione del personale, queste invece trasversali alla cesura istituzionale del passaggio dall'amministrazione ordinaria a quella straordinaria, e quindi conservate per solito dal 1939-1940 (Giornali mastri, Bilanci di previsione, Conti consuntivi, Schede di bilancio, Libri matricola del personale) ovvero dall'inizio dell'attività di spese per la realizzazione pratica dell'opera (Schede dei lavori per lotti e per imprese, Schede dei lavori per perizie, Schede dei lavori per perizie di interventi conservativi, Conti correnti di finanziamento delle opere).
Infine la funzione tecnica ha accompagnato prima in forma esclusivamente progettuale tutta la prima fase di vita del consorzio, con il progetto di massima non realizzato (1940), quindi con il progetto generale realizzato (1946), con le pratiche di Domanda di derivazione da Po e di Domanda di derivazione da Reno e con la documentazione sia tecnica che amministrativo-contabile per la realizzazione, organizzata per lotti e stralci.
Il carteggio amministrativo è poi la sede in cui confluisce la memoria coordinata di tutte queste funzioni, organizzata secondo due distinti titolari di classificazione, il primo in uso dalle origini dell'ente fino al 1956, il secondo a seguire e fino all'introduzione delle prassi di protocollazione informativa e di archiviazione dei documenti elettronici (dal 1999-2000), che allo stato attuale non sono ancora coinvolte nell'archivio già propriamente storicizzato.

criteri di ordinamento
La sedimentazione delle carte legata all'attività dell'ente riflette coerentemente le funzioni e l'attività dell'ente in una successione di serie fondative (statuti), deliberative (verbali di assemblea e delibere degli organi direttivi), amministrativo-contabili e tecniche solitamente a serie aperta per accrescimento cronologico, e quindi ordinate cronologicamente al loro interno, fatte salve le specificità del carteggio amministrativo (strutturati al suo interno secondo i titolari di classificazione in uso) e delle serie tecniche di realizzazione dei manufatti consorziali (strutturate in serie e sottoserie che rispecchiano i lotti e gli stralci di concreta costruzione delle opere, che logicamente si sovrappongono fra loro cronologicamente nel corso del tempo).

storia archivistica
Non si hanno notizie dirette delle vicende della documentazione archivistica del Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo, a parte la logica deduzione che essa si deve essere progressivamente accumulata nel corso del tempo presso le diverse sedi amministrative del consorzio, seguendone le vicende particolarmente tormentate nei suoi primi anni di vita: quindi dalla prima sede di Roma, sostanzialmente coincidente con l'ufficio del Commissario ministeriale Mario Giandotti, a Bologna, con diversi traslochi fra uffici in affitto e un lungo periodo di condivisione della sede con il Consorzio della Bonifica renana, favorita dal fatto che Giuseppe Andalò ricopriva la presidenza di entrambi gli enti.
Va da sé che i ripetuti spostamenti di carte (a partire da quel momento "critico" che deve essere stato rappresentato dal trasporto - in condizioni economiche e di disponibilità di mezzi che si possono ben immaginare tutt'altro che agevoli - da Roma a Bologna di quanto accumulato là fino al 1945 e divenuto via via necessario sul "teatro" emiliano-romagnolo per decidere del destino dell'ente), compresi i traslochi fra le sedi provvisorie bolognesi, debbono avere concorso a suo tempo a smarrimenti e dispersioni di rilievo. Prova ne è la perdita, che a tutt'oggi pare irreparabile, dell'originale del Regio Decreto di istituzione dell'ente e di una quota parte del progetto originario del 1940 mai realizzato, e l'esiguità del carteggio amministrativo conservatosi fino all'inizio dell'attività ordinaria dell'ente (1954), ridotto a pochi faldoni di documenti che conservano memoria di un titolario di classificazione molto più articolato di quanto è giunto fino a oggi.
Soltanto con l'acquisizione, dall'inizio degli anni Sessanta, del terreno di Via Masi su cui venne intrapresa la costruzione dell'attuale sede di proprietà dell'ente, si ha sicura cognizione che gran parte dell'archivio amministrativo più antico, la contabilità in uso e tutta la documentazione tecnica, ancora tutta "corrente" per definizione mentre i manufatti del canale consorziale venivano via via progettati, finanziati e realizzati, presero a essere stabilmente conservati negli uffici e in locali dedicati di questo immobile. Contestualmente cominciò a essere progressivamente utilizzata come deposito sussidiario di atti d'archivio la casa di guardia consorziale del Palantone, a Salvatonica di Bondeno (FE), presso l'impianto idrovoro fra il fiume Po e il Cavo Napoleonico laddove il canale consorziale trae inizio: qua, sulla base di preminenti esigenze di spazio, fu poi trasferita anche parte della documentazione tecnica e amministrativa non più in uso quotidiano ma destinata a divenire propriamente storica.
Questa situazione di bipartizione dei depositi archivistici si è mantenuta fino all'anno 2008, quando il Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo ha affidato alla società cooperativa C.S.R. - Centro Studi e Ricerche di Modena (cui è poi succeduta a seguito di fusione per incorporazione la società cooperativa Open Group di Bologna) una serie di interventi mirati prima di selezione e scarto e poi di censimento della documentazione di entrambe queste sedi, serie finalizzata a una razionalizzazione dei depositi che ha consentito, entro l'anno 2013, di concentrare tutta la documentazione che poteva già essere considerata propriamente storica in un locale d'archivio appositamente attrezzato presso la sede consorziale di Via Masi a Bologna, abbandonando la non più adeguata sede del Palantone e destinando alla esclusiva funzione di archivio di deposito adeguati locali presso l'altro impianto consorziale di Sant'Agostino (FE).
Portata a termine la ricostruzione anche fisica della principale organizzazione logica dell'archivio, a partire dalla fine dell'anno 2013 è potuto cominciare l'intervento di riordino e di inventariazione analitica con la piattaforma regionale IBC-xDams dell'intero archivio storico del Consorzio di bonifica di II grado per il Canale Emiliano Romagnolo sempre da parte della società cooperativa Open Group.

unità di descrizione collegate
Nell'ambito di un progetto di storia orale a cura di Sonia Lenzi, sono state raccolte nel 2014 delle videointerviste ai primi dipendenti del Consorzio, realizzate dalla regista Enza Negroni.
I video sono consultabili previa richiesta alla responsabile della comunicazione e dell'archivio del Consorzio.

bibliografia

Archivi storici nei consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna. Guida generale, a cura di E. Fregni, Bologna, Patron, 2003
pp. 161-167
http://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/h3/h3.exe/apubblicazioni/t?ISBN=8855527347
https://sol.unibo.it/SebinaOpac/resource/archivi-storici-nei-consorzi-di-bonifica-dellemiliaromagna-guida-generale/UBO1755837 (consultato il  26/03/2018)


codice interno: 956 - 0001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Enrico Angiolini (Open Group), 2017; aggiornamento 2021

realizzato per
Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo

Intervento redazionale a cura di
Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Servizio biblioteche archivi musei e beni culturali, 2018
Regione Emilia-Romagna - Servizio Patrimonio culturale, 2021

modalità di consultazione L'archivio è consultabile presso la sede di via Ernesto Masi, 8, 40137 Bologna, tel 051 42.98.811 (centralino), http://www.consorziocer.it previa comunicazione alla responsabile della comunicazione, archivio e biblioteca: Sonia Lenzi lenzi@consorziocer.it.