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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

IBC - Gli archivi in Emilia-Romagna


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Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale
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Archivio storico della Coop Emilia-Veneto 1900 - 1990
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fondo
buste 142, registri 1940, fascicoli 829, mazzi 35, cartelle 7, bollettari 16, quaderni 4, opuscoli 6, pezzi 10, scatole 10

Il fondo contiene tutta la documentazione superstite appartenuta alle cooperative di consumo che, a partire dai primi anni del secolo scorso, fino al 1975, attraverso un lungo processo di incorporazioni, diedero vita alla Coop Emilia-Veneto. Le carte furono appositamente raccolte ordinate e strutturate in un archivio che venne poi denominato Archivio storico Coop Emilia-Veneto. Si tratta di cooperative che appartengono a due aree territoriali geografiche che rimasero ben distinte fin dalla nascita nell'archivio stesso:
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1. l'Area emiliana, con 67 fondi relativi principalmente a cooperative di consumo della città di Bologna e del suo territorio provinciale, ma anche ad alcune del ferrarese, che furono tutte inglobate da Coop Bologna.
2. l'Area veneta che comprende i 15 complessi archivistici delle cooperative delle province di Venezia, Rovigo e Treviso assorbite a partire dagli anni '70 da Coop Bologna e poi da Coop Emilia-Veneto. Il contenuto dei singoli fondi, a parte le lacune quasi sempre presenti e, in diversi casi, molto significative, si ripete nelle due aree con regolarità: atti costitutivi e statuto, verbali del Consiglio di amministrazione, dell'Assemblea dei soci, del Collegio dei sindaci, libri dei soci, inventari (nell'area emiliana), documentazione contabile e relativa alla gestione del personale, salvo alcune eccezioni più rare (verbali del Comitato esecutivo, del Collegio dei probiviri, corrispondenza e carte relative alla gestione dei punti vendita). Nell'area veneta è descritta anche una raccolta di fotocopie di atti d'archivio e fonti utilizzati per la pubblicazione del volume di Nicoletta Pannocchia Il movimento sindacale e cooperativo nella sinistra Piave dalle origini al primo dopoguerra.
Infine sono conservate poche carte che testimoniano l'attività propria di Coop Emilia-Veneto, svolta tra il 1975 ed il 1995: si tratta di una miscellanea di stampati vari, tra cui anche lo statuto ed il regolamento, dei verbali del Comitato Esecutivo fino al 1986, di un registro con i verbali del Collegio sindacale (che include anche le precedenti sedute del Collegio di Coop Bologna) e di due buste con bolle di accompagnamento per i trasporti vitinvinicoli.

criteri di ordinamento
La documentazione era collocata all'interno di armadi e su scaffali nella sala convegni della sede di Via Mentana 2 senza un ordine, mentre parte delle unità conservative presentavano etichette ormai illeggibili. Si è quindi proceduto alla ricognizione generale di tutta la documentazione, identificando, contestualmente, i soggetti produttori attraverso l'utilizzo del Repertorio delle cooperative della provincia di Bologna che attribuisce un codice numerico a ciascuna Cooperativa.
Su ogni pezzo è stato quindi segnalato il codice del soggetto produttore ed utilizzando delle schede mobili intestate alle singole cooperative si è fatta una mappatura topografica della situazione.
Successivamente si è tolta tutta la documentazione dagli scaffali e dagli armadi suddividendola per ente produttore e quindi si è proceduto a ricollocarla in ordine geografico, partendo da Bologna, quindi la provincia fino ad Imola, le poche cooperative del ferrarese ed infine collocando la documentazione delle cooperative venete.
Si è quindi compilata la descrizione del fondo Coop Emilia-Veneto, suddividendolo in due macro-aree geografiche: Emilia e Veneto, ciascuna delle quali annovera i singoli fondi delle cooperative del territorio.
La descrizione degli archivi delle singole cooperative è stata strutturata utilizzando serie predefinite, corrispondenti ai libri sociali ed ai documenti costitutivi, nonché alle principali attività che caratterizzano le aziende: la gestione economica e quella del personale.
Si ha pertanto il seguente schema:
- statuto ed atti costitutivi;
- verbali del Consiglio d'amministrazione;
- verbali delle Assemblee dei soci;
- verbali del Collegio sindacale;
- libri soci;
- inventari;
- contabilità;
- personale.
Lo schema è stato integrato nel caso in cui vi fossero nuclei documentali relativi alla gestione di immobili, attività sociali, documentazione corposa di epoca fascista od ogni altra particolarità rilevabile nella storia della singola cooperativa.

storia archivistica
L'archivio storico di Coop Emilia-Veneto nasce dalla lungimiranza della dirigenza dell'epoca che, dopo un lungo processo di fusioni che aveva portato alla creazione di una cooperativa di consumo competitiva, moderna e radicata in un territorio transregionale, decise di conservare la memoria delle proprie origini e della storia della cooperazione di consumo. Agli inizi degli anni Ottanta, inoltre, alcuni docenti universitari iniziarono ad interessarsi alla storia dell'economia sociale, tra questi vi fu il professor Alberto Guenzi, all'epoca docente della Facoltà di storia dell'Università degli studi di Bologna, che, nel febbraio 1982, presentò un progetto per la realizzazione di un archivio storico, con raccolta di materiali e testimonianze, oltre alla proposta di percorsi didattici sulla storia della cooperazione di consumo. Le difficoltà nell'affrontare questa impresa erano diverse: prima di tutto non era disponibile un repertorio delle cooperative della provincia, di conseguenza era difficile anche individuare i materiali oggetto di raccolta e conservazione. Si pensò pertanto di ricorrere ai materiali delle cooperative confluite in Coop Bologna prima e successivamente in Coop Emilia-Veneto, quindi a fonti archivistiche esterne (Gabinetto della Prefettura, archivi di partiti e sindacati, Case del popolo, archivi comunali etc.,ma questa fase non sembra essere stata perfezionata) e, contemporaneamente, a fonti bibliografiche, come il periodico "Coop Notizie", bollettino dell'Associazione nazionale delle cooperative di consumo, oltre agli studi di Fabio Fabbri, Walter Briganti, Renato Zangheri e Carlo Poni. Il progetto si presentava ambizioso e necessitava di una sede, possibilmente interna (come di fatto fu) o, in alternativa, presso il Museo della civiltà contadina di Bentivoglio. Oltre all'organizzazione, schedatura e descrizione dell'archivio, ci si proponeva anche di impegnarsi in un lavoro di restauro dei materiali (in parte realizzato, soprattutto per quanto riguarda i libri sociali) e di conservazione degli stessi in appositi contenitori. Ci si proponeva, infine, di raccogliere testimonianze orali e fotografiche della cooperazione sul territorio bolognese. L'archivio venne inaugurato nella sede di Coop Emilia-Veneto il 27 settembre 1986, alla presenza del sindaco Renzo Imbeni, dell'onorevole Gianni De Michelis e del professor Fabio Roversi Monaco; la cerimonia venne introdotta da Piero Rossi, presidente della Coop Emilia-Veneto e concluso da Ivano Barberini, storico cooperatore e Presidente dell'Associazione nazionale cooperative di consumatori. L'archivio venne curato e gestito, tra il 1986 ed il 1990 da Marisa Strozzi.
Nel 1995 Coop Emilia-Veneto divenne Coop Adriatica e l'anno successivo depositò il proprio archivio storico presso il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale, a Bologna, individuandolo come luogo più adatto alla conservazione dei propri fondi. Nell'archivio storico di Coop Emilia-Veneto gli archivi delle incorporate arrivarono per la maggior parte incompleti: è chiara la tendenza a conservare, anche per quanto riguarda i libri sociali, solo quelli più recenti, relativi agli ultimi decenni di gestione e comprendenti, tra le altre cose, i verbali relativi al processo di fusione, sia quelli del Consiglio di amministrazione che quelli dell'assemblea straordinaria dei soci con relativa delibera, documentazione quest'ultima per altro necessaria per procedere al rogito notarile di fusione societaria. La dispersione del materiale d'archivio in taluni casi è attestata da una gestione faziosa dell'azienda (specie in epoca fascista, quando le cooperative di consumo videro l'epurazione dei soci e la fascistizzazione coatta), in altri casi invece la dispersione può essere imputata a deterioramento della documentazione, incuria o cattiva gestione dell'archivio. In altri casi si sono verificate scelte diversificate, come, ad esempio, nel caso del Magazzino cooperativo di consumo di Imola, per il cui archivio si ha avuto uno smembramento, con una parte confluita in Coop Emilia-Veneto, una sola busta presso la Biblioteca comunale di Imola (BIM) ed il restante presso il Centro imolese di documentazione sulla Resistenza (CIDRA), depositato dalla Legacoop imolese insieme ad altri fondi nella prima metà degli anni Novanta del Novecento.
Si segnala che al momento l'archivio relativo alle attività svolte da Coop Emilia-Veneto a partire dal 1975 non è ancora stato riordinato ed inventariato e che qui è stata descritta nelle prime 4 serie solamente quella documentazione che evidentemente è stata versata insieme all'archivio storico relativo a tutte le cooperative incorporate.

modalità di acquisizione
Nel 1996 Coop Adriatica versò questo archivio storico, creato negli anni '80 da Coop Emilia-Veneto, presso il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale, a Bologna.

strumenti di ricerca
Il processo di riordino e descrizione dell'archivio della Coop Emilia-Veneto ha avuto diverse fasi documentate da strumenti di corredo, per lo più incompleti, che non sono mai stati perfezionati in un vero inventario.
Un lavoro di ricognizione venne fatto su schede compilate manualmente con intestazione "Archivio storico coop Emilia Veneto fondo archivistico carte del personale" (e forse solo su questa tipologia di documentazione). I dati registrati erano:
- numero scheda (compilato)
- numero inventario provvisorio (compilato)
- numero inventario definitivo (mai presente)
- R B F (barrando una delle lettere si indicava se la documentazione era un registro, una busta o un fascicolo)
- Ragione sociale
- Località/negozio
- Tipologia (compilato sempre con una "P", cioè "personale" come si trova scritto per esteso in pochissimi casi)
- segnatura originaria (presso l'ente produttore, se presente)
- descrizione
- Estremi cronologici
- note
Di questa tipologia di schede ne rimane appena un mazzo, rinvenuto all'interno della documentazione.
Da un brogliaccio rinvenuto tra la documentazione, si evince che questo lavoro venne svolto da Rita Palena.
Esistono inoltre 4 carte riportanti un elenco di pezzi schedati relativi al personale, da cui si evince che contestualmente alla schedatura venne effettuato anche uno scarto, seppur residuale e limitato probabilmente a carte che non avevano un valore documentale (nello specifico lo scarto è riferito a brogliacci di paghe della cooperativa di consumo di Crevalcore).
Vi è poi un "inventario vecchio", prima stesura - poi largamente integrata da correzioni relative a consistenze, datazione, segnature, consultabilità/accessibilità di certe pratiche- di uno strumento di corredo che è giunto al Centro insieme alle carte, per permettere l'accesso alla documentazione.
Le cooperative confluite in Coop Bologna vi sono elencate suddivise in "Cooperative della provincia di Bologna" e "Cooperative venete" secondo un ordine cronologico per anno di fondazione, riportando gli estremi cronologici di esistenza. Accanto al numero progressivo, è presente anche un numero "inventario vecchio".
Lo strumento di corredo venne redatto utilizzando un programma non pensato per l'archivio e si presenta come un report di stampa da database su cui sono riportate: l'intestazione con la denominazione della cooperativa di consumo, la data di costituzione ed il numero progressivo; quindi l'indicazione dell'unità di conservazione (volume, busta o fascicolo), l'oggetto e gli estremi cronologici.
La documentazione viene descritta partendo dall'atto costitutivo e le certificazioni di legge (iscrizione al registro delle imprese, registro prefettizio, camera di commercio etc.); quindi la documentazione riguardante i soci (libri o elenchi dei soci, verbali delle assemblee), il consiglio d'amministrazione, il collegio sindacale; la contabilità (tra cui i libri inventari, che non sono evidentemente considerati libri sociali) per concludere con il personale. Talora la descrizione è completata da rimandi ad altre schede, identificate con un numero di pagina, o con note a matita manoscritte. Evidentemente non si trattava ancora di uno strumento di corredo definitivo, ma una prima sistematizzazione di un lavoro di censimento e schedatura precedenti, di cui ci rimangono poche e labili tracce.
In questo strumento di corredo, la cui analisi lo fa ritenere non definitivo e in parte incompleto, i fogli dell'"inventario vecchio" vanno ad integrare l'ultima redazione, generando una difficile lettura derivata da rimandi incrociate che bene rendono l'idea della necessità di una revisione.

unità di descrizione separate
Il resto della documentazione e probabilmente l'intero archivio, risultato dell'attività di Coop Emilia-Veneto, è da ricercarsi all'interno del nucleo archivistico ancora da inventariare e versato da Coop Adriatica al Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale successivamente a questo nucleo.

bibliografia

Il programma di sviluppo del movimento di consumo, in «Cooperazione Italiana», 23 gennaio 1969, anno LXI n. 4

Archivio storico Coop Emilia-Veneto, a cura di Marisa Strozzi, Alberto Guenzi, Castel Maggiore, 1986
https://sol.unibo.it/SebinaOpac/resource/archivio-storico-coop-emiliaveneto/UBO0037709 (consultato il  7/5/2020)
Baravelli AndreaIl giusto prezzo. Storia della cooperazione di consumo in area adriatica (1861-1974), Bologna, Il Mulino, 2008
a pag. 323 parla della nascita di Coop Emilia-Veneto.
https://sol.unibo.it/SebinaOpac/resource/il-giusto-prezzo-storia-della-cooperazione-di-consumo-in-area-adriatica-18611974/UBO2564659 (consultato il  7/5/2020)
Centro di documentazione sulla storia del movimento cooperativo bologneseRepertorio delle cooperative di Bologna e provincia : (1883-1987) : alfabetico, cronologico, topografico, tipologico : elenco dei primi presidenti

Repertorio delle cooperative di Bologna e provincia : (1883-1987) : alfabetico, cronologico, topografico, tipologico : elenco dei primi presidenti, a cura di Anna Gurioli, Elena Romagnoli, Bologna, Federcoop Bologna. Federazione provinciale delle cooperative e mutue di Bologna, 1987
https://www.cooperazione.net/repertorio
https://sol.unibo.it/SebinaOpac/resource/repertorio-delle-cooperative-di-bologna-e-provincia-18831987-alfabetico-cronologico-topografico-tipo/UBO0387033 (consultato il  18/05/2020)
Elena Romagnoli, Vera ZamagniChi raccoglie, semina. Nascita e sviluppo del Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia Sociale, Bologna, Clueb, 2019
https://sol.unibo.it/SebinaOpac/resource/chi-raccoglie-semina-nascita-e-sviluppo-del-centro-italiano-di-documentazione-sulla-cooperazione-e-l/UBO5606512 (consultato il  18/05/2020)


codice interno: 985 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Gianni Borgognoni e Lorena Cerasi (Open Group), 2019

realizzato per 
Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale, Bologna

Intervento redazionale a cura di 
Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2020