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Archivio Cesare Zavattini 1918 - 1989
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con seguiti al 2006
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fondo

Il vastissimo lascito culturale che è racchiuso nell'Archivio Cesare Zavattini, oggi conservato presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, costituisce un “caso” a sé stante nell’ambito degli archivi di persona. Consultandolo, si ripercorre idealmente l’itinerario intellettuale dell'autore e se ne può constatare la straordinaria varietà creativa che si riverbera nella vastissima congerie di lettere, stesure di libri, film, pagine di diario, poesie, ecc., che lo compongono. 
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Egli difatti non è stato solo scrittore e uomo di cinema (soggettista, sceneggiatore), attività per le quali è più conosciuto, ma anche poeta, giornalista e critico letterario, organizzatore culturale, redattore e direttore (oltre che fondatore) di giornali e riviste, commediografo, pittore e cultore d’arte (collezionista, raccoglitore di libri d’arte e d’artista) e molto altro ancora. Ma soprattutto va sottolineato come nessuna di queste svariate attività sia secondaria o nelle sue modalità profonde, anomala, rispetto alle altre.
L’Archivio Zavattini è cartaceo e, insieme, multimediale. È costituito da un "fondo principale" – il nucleo centrale dell’archivio – composto da numerose serie archivistiche, suddivise per argomenti (“titoli”) e da alcuni fondi speciali (o sub-fondi) monotematici, tre dei quali molto vasti: l’Epistolario, la Raccolta dei lavori cinematografici e la cosiddetta Raccolta degli “Echi della stampa”, un insieme di articoli di giornali e riviste di e su “Za” dagli anni Trenta ad oggi. Oltre ad una cospicua Raccolta fotografica, c’è una corposa Sezione di documenti “audio e video” che conferiscono all’archivio quel carattere di multimedialità che è una delle caratteristiche peculiari dell’opera zavattiniana. C’è una Sezione di grafica che comprende incisioni e lastre e libri d’artista. Fa idealmente parte dell’Archivio una Collezione di dipinti acquisita dal Comune di Reggio Emilia nel 1998 e depositata presso i Musei civici, che illustra compiutamente il percorso pittorico di Zavattini, mentre è complementare ad esso una Biblioteca / Centro di documentazione con tutte le opere di e sull'autore, comprese le tesi di laurea sulla sua figura e sulla sua opera artistica, gli spogli dei periodici italiani e stranieri, le raccolte delle “sue” riviste, dei fumetti che contengono storie scritte ed in alcuni casi anche da lui sceneggiate, cataloghi di mostre e altro ancora. 

L'intervento di descrizione dell'Archivio Zavattini è ancora in corso, ma si è scelto di pubblicare on line la porzione relativa ai Lavori cinematografici, giunta ad un livello di descrizione approfondito. Considerata la natura trasversale dell'archivio e del suo soggetto produttore non si esclude, anzi si conferma, la presenza di altra documentazione relativa agli interessi cinematografici di Zavattini conservata in altre porzioni dello stesso archivio

storia archivistica
In virtù dei rapporti che nel corso degli anni Cesare Zavattini aveva allacciato con intellettuali, artisti, amministratori pubblici ed uomini politici reggiani, nonché grazie alla sensibilità dei suoi eredi e, segnatamente, del figlio Arturo, nel 2012 il suo Archivio è stato definitivamente acquisito dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e per essa dalla Biblioteca Panizzi.

Una convenzione stipulata nel 1990 tra il Comune di Reggio Emilia, la Regione Emilia-Romagna e gli Eredi Zavattini ha sancito l’avvio ufficiale delle procedure di trasferimento dei materiali da Roma a Reggio. Come interlocutore privilegiato, elemento di raccordo e fulcro della convenzione, era stato indicato l’Istituto per i Beni culturali della Regione.

Le prime importanti sezioni del fondo ad essere schedate e acquisite in deposito conservativo sono state la Raccolta dei lavori cinematografici, l’Epistolario e i cosiddetti Echi della Stampa. Tuttavia, a causa della complessità della documentazione, nel corso del lavoro, che è stato realizzato movimentando la documentazione da Roma a Reggio Emilia per blocchi omogenei, sono venuti continuamente alla luce nuclei di documenti che sono andati ad integrare le serie già sistemate: la qual cosa ha inevitabilmente comportato la revisione delle medesime. Le condizioni di maggiore complessità e vastità dell’Archivio rispetto a quanto era stato ipotizzato allorché si redasse il progetto di riordino ed inventariazione delle carte, hanno per conseguenza comportato un rallentamento del lavoro dovuto alla necessità di porre maggiore attenzione agli indispensabili legami tra i documenti delle diverse sezioni. Molti di questi, reperiti all’interno di contenitori solo apparentemente omogenei, hanno richiesto ulteriori operazioni di decifrazione e di connessione con altri analoghi sparsi nelle diverse serie. Dunque il lavoro di inventariazione si è rivelato più complesso e impegnativo di quanto si immaginasse. 

Nonostante il lavoro svolto fino a quel momento nel 2003 non era stato ancora acquisito il ‘fondo principale’ dell’archivio, che Zavattini aveva organizzato in segmenti logici ed era costituito da centinaia di cartelle con migliaia di carte originali, dattiloscritte e in parte manoscritte o con sue annotazioni autografe che riguardavano i vari aspetti della sua attività poetica e del suo impegno artistico e culturale. Mancavano inoltre i materiali della sezione grafica e multimediale (fotografie, registrazioni sonore, video, i dvd della sua filmografia), manifesti, fotobuste, i libri ed altro ancora. L’intervento e il prezioso contributo della Direzione archivistica del Ministero per i Beni e le attività culturali a partire dal 2004, è stato in un certo senso risolutivo. Il trasferimento a Reggio Emilia dell’importante lascito culturale è stato pressoché completato nel 2007 e nello stesso anno si è concluso il primo “inventario descrittivo” dell’Archivio.


codice interno: 1002 - 001

informazioni redazionali
Inventario parziale a cura di
Carmelo Mario Lanzafame, Marzia Moreni, Carlo Podaliri e Nicola Raimondi

realizzato per 
Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia

Intervento redazionale a cura di
Regione Emilia-Romagna - Settore patrimonio culturale, 2022