Archivi ER

Archivi ER - Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna

Gli archivi in Emilia-Romagna


Conservatore

Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena
Via Cesare Albicini 25

47121 Forlì (FORLI'-CESENA)

tel: 054328999

scrivi
clicca qui per pec

sito web

responsabile: Domenico Guzzo scrivi

Tutte le informazioni sul Conservatore

Accedi a CAStER

 
Ti trovi in: Archivi ER > La didattica in archivio > Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena > Struttura dell'inventario

Fondo "Gastone Sozzi" 1918 - 1945
  visualizza XML
con docc. fino al 2003
collezione, raccolta
fascicoli 310

Il fondo è costituito principalmente dalla documentazione raccolta in copia e in originale dall'Istituto per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena dai primi anni Settanta fino ai primi anni Duemila, nell'ambito della costituzione di un "Archivio storico romagnolo Gastone Sozzi", incentrato inizialmente sulla figura di Gastone Sozzi - tramite l'acquisizione delle carte di Norma Balelli vedova Sozzi - e in generale sul contesto romagnolo in cui la sua vicenda politica ed umana si è consumata: il primo dopoguerra, con particolare riferimento alle espressioni politiche dei partiti di massa e alle lotte popolari; il Partito comunista d'Italia dalla nascita fino alla clandestinità; gli scontri fa partito socialista e partito repubblicano; gli scontri fra comunisti, socialisti e fascisti; le violenze fasciste; l'antifascismo fino alla vigilia della Resistenza (8 settembre 1943).
espandi chiudi


Gran parte delle serie inerenti gli scontri fra partiti, le repressioni di polizia e le violenze fasciste sono ricostruite attraverso l'acquisizione in copia dei fascicoli processuali nei tribunali di Forlì e di Ravenna.

criteri di ordinamento
L'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena ha voluto con il presente intervento informatizzare e avviare la valorizzazione di uno dei fondi archivistici la cui acquisizione ha accompagnato la nascita stessa dell'Istituto, assieme all'Archivio dell'8 Brigata Garibaldi "Romagna" e a quello di Augusto Flamigni.
Trattandosi di un fondo consultato fin dagli anni Settanta, i cui documenti sono citati un gran numero di saggi e ricerche, si è scelto di mantenere inalterato l'ordine fisico e la collocazione dei documenti all'interno del fondo. Pertanto la struttura dell'archivio è stata mantenuta anche se a volte all'interno delle serie originali si è scelto di restituire un ordine virtuale diverso, funzionale a una consultazione più omogenea delle carte: creando sottoserie logiche e raggruppando unità archivistiche omogenee provenienti da serie diverse, ove possibile. 
La collocazione della documentazione all'interno del fondo è perciò rimasta inalterata ma virtualmente ordinata.
La denominazione delle serie in alcuni casi è stata cambiata con titoli più significativi ed aderenti alle carte conservate, e contestualmente i titoli originali sono stati trascritti nella storia archivistica delle serie.
Anche se da sempre considerato un unicum, l'analisi delle carte del fondo e la ricostruzione della sua stratificazione dai primi anni Settanta ad oggi, ha permesso di dividere il fondo principalmente in due sezioni, sia per tipologia documentaria sia per la loro provenienza:
1.       Sezione "Gastone Sozzi" - Carte Norma Balelli, vedova Sozzi (buste 1-3). Si tratta dalle carte raccolte dalla vedova Sozzi Norma Balelli (fra cui il carteggio con Gastone e quello di Gastone con i famigliari) e dalla documentazione inerente la biografia e l’attività politica di Gastone Sozzi raccolta e confluita in questa sezione in tempi e modi diversi come precisato nella storia archivistica.
2.       Sezione "Archivio storico Romagnolo" (buste 4 - 42), formato, fin dalla seconda metà degli anni Settanta, nel corso di una ricerca volta a ricostruire la violenza politica nel primo dopoguerra, con particolare riferimento alle spedizioni punitive fasciste e agli antifascisti uccisi. Ad un nucleo iniziale di documentazione se ne è aggiunta progressivamente altra nell’ottica di “proseguire un’indagine storica avente come tema l’analisi dello sviluppo politico e socio-economico registratosi nella provincia di Forlì compreso nel periodo fra l’immediata vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale e la soppressione da parte del governo di Mussolini delle libertà politiche alla fine de 1926”1

La schedatura delle unità archivistiche si è parzialmente avvalsa di precedenti interventi a cura di Chiara Strocchi, Selene Gherardi e Natalia Coppolino, collaboratrici del Servizio Civile presso l'Istituto storico della Resistenza fra gli anni 2018 e 2020, che si ringraziano per il prezioso contributo al presente inventario. A queste precedenti schedature si sono aggiunte quelle del presente lavoro a cura di Fabrizio Monti e Matteo Marzocchi. 
Si tratta quindi di una schedatura a più mani e avvenuta in tempi e modi diversi che in parte influisce sull'omogeneità delle descrizioni dei contenuti delle unità, a cui si è cercato di ovviare con un’operazione di revisione generale.

1Da: “La crisi dello Stato liberale e l’avvento del fascismo nella provincia di Forlì. Note per un programma di ricerca”, Forlì, settembre 1982 Archivio dell’Istituto, Carteggio, 1982.

storia archivistica
Presso l’Istituto Storico della Resistenza di Forlì si è consolidata negli anni la consuetudine di intestare i fondi archivistici acquisiti o le proprie raccolte documentarie a "personaggi di rilievo della storia locale"1.
L'Archivio Gastone Sozzi non si discosta da questa prassi: da un primo nucleo documentario raccolto da Norma Balelli vedova Sozzi (fra cui le lettere speditele da Gastone) ed acquisito in copia dall'Istituto storico di Forlì, il fondo si è progressivamente arricchito di documentazione per la maggior parte in copia di provenienza diversa.
Si riporta pertanto qualche elemento utile alla ricostruzione della storia archivistica del Fondo Sozzi, a cominciare dall'individuazione di almeno tre soggetti produttori dell’Archivio storico romagnolo "Gastone Sozzi":



  • Norma Balelli;

  • Gastone Sozzi;

  • Istituto storico della Resistenza.



E’ necessario partire da quanto si legge sulla recente "Guida agli Archivi dell'Istituto storico della Resistenza e dell'Età contemporanea di Forlì e Cesena" riguardo al Fondo Sozzi ovvero dal fatto che “a un primo nucleo di documenti donati da Norma Balelli, vedova Sozzi, o fotocopiati presso il suo archivio tra il 1972 e il 1975, si sono successivamente aggiunti i documenti raccolti da Claudio Albonetti e Gabriele Brunelli presso gli archivi del Tribunale di Forlì e Ravenna, nel corso di una loro ricerca volta a ricostruire la violenza politica nel primo dopoguerra, con particolare riferimento alle spedizioni punitive fasciste e agli antifascisti uccisi"2.
A maggior riprova del fatto che il Fondo Sozzi veda la propria mole formarsi a più riprese come collettore del materiale documentario dell’antifascismo in Romagna leggiamo in una lettera del 31 maggio 1974 indirizzata al Sindaco di Forlì dal Presidente del Comitato direttivo dell'Istituto che si sollecita "il trasferimento presso l'Istituto dell'importante collezione di documenti denominata Archivio Storico Romagnolo Gastone Sozzi e attualmente giacente nella Biblioteca comunale [e che] sarà nostra cura inventariare e catalogare i singoli documenti allo scopo di metterli a disposizione del pubblico"3. Con Deliberazione della Giunta municipale n. 948 del 9 luglio 1975 il Comune di Forlì decreta il trasferimento dell’"Archivio Storico Romagnolo Gastone Sozzi" presso l'Istituto storico di Forlì, ma al proposito non sono stati reperiti elenchi di versamento.

Il Presidente dell’Istituto Romolo Landi nell’ottobre 1975, relaziona che l'attività di ricerca dell’Istituto “ha consentito la creazione di alcuni fondi, fra cui il principale è l'Archivio Gastone Sozzi: frutto delle ricerche svolte presso gli archivi del tribunale di Forlì e Ravenna. Questa ricerca ha permesso all'istituto di acquisire un'organica raccolta degli atti politici inerenti al Partito comunista delle due provincie nel periodo 1921 - 1927. In particolare, il carteggio completo (250 lettere) intercorso fra la Federazione forlivese e la Direzione nazionale, nonché importati documenti riguardanti gli Arditi del popolo e di Arditi Rossi. L'archivio raccoglie attualmente 5000 documenti, mentre è in corso la ricerca per il periodo 1927 - 1943"4

Una prima descrizione del Fondo Sozzi, quantificato in  34 buste di documentazione “ordinata e descritta sommariamente per soggetto e località” venne pubblicato nel volume "Guida agli archivi della Resistenza" a cura del Ministero per i beni culturali (1983), da cui si evince che "si tratta di documenti raccolti e fotocopiati presso l'archivio di Norma Balelli vedova Sozzi e presso vari archivi pubblici e privati".
Dal 1983 la consistenza del fondo è andata progressivamente ad incrementarsi senza mutare la struttura dell'archivio ma aumentando presumibilmente il numero dei fascicoli all'interno delle serie e contestualmente la documentazione all'interno delle unità già presenti fino a contare ad oggi 43 buste. 
Probabilmente l’incremento maggiore per quanto riguarda le carte di Norma Balelli avvenne in occasione delle ricerche per il volume delle lettere di Gastone Sozzi a Norma, pubblicato nel 1985 a cura dell’Istituto storico di Forlì. Mentre il restante incremento fu conseguente al progetto di “indagine storica avente come tema l’analisi dello sviluppo politico e socio-economico registratosi nella provincia di Forlì compreso nel periodo fra l’immediata vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale e la soppressione da parte del governo di Mussolini delle libertà politiche alla fine del 1926 [di cui ] la prima fase dovrebbe interessare la complessiva e sistematica opera di raccolta e schedatura delle fonti documentarie, […] e quando si parla di fonti documentarie il ventaglio deve essere il più ampio possibile [pertanto] si andrà dai documenti collocati presso gli archivi pubblici (gli archivi di Stato, quelli dei tribunali, ecc.) all’analisi delle fonti documentarie, dei periodici, degli opuscoli, dei testi conservati pressi le biblioteche locali e nazionali […] fino a giungere alla raccolta di carteggi privati dei maggiori esponenti politici dell’area locale (in questa fase si ricordano i carteggi di Gastone Sozzi, di Ubaldo Comandini)”.
Il documento proseguiva precisando che “si tratterà dapprima di rintracciare tutte le fonti documentarie aventi particolari significato in relazione allo sviluppo delle vicende storiche nella provincia di Forlì, e quindi si dovrà provvedere ad un’opera di fotocopiatura e di microfilmatura […]” (“La crisi dello Stato liberale e l’avvento del fascismo nella provincia di Forlì. Note per un programma di ricerca, Forlì settembre 1982”, Archivio dell’Istituto, Carteggio anno 1982).
Tale opera di fotocopiatura è particolarmente evidente nella notevole quantità di documentazione in copia che caratterizza il Fondo Sozzi.

D’altro canto la natura compilatoria della sedimentazione documentaria è visibile invece nel susseguirsi delle serie non sempre filologicamente impeccabile e che si è scelto di lasciare tale limitandosi ad un riaccorpamento logico, ove possibile, in fase di descrizione e di ricostruzione virtuale dell’ordine archivistico.


Note:
1Situazione dell'archivio, in "Bollettino" dell'Istituto storico provinciale della Resistenza di Forlì, Centro stampa provincia di Forlì, 1984;
2https://istorecofc.it/sites/default/images/articles/media/266/Guida%20Archivi%20Istituto%20storico%20FC.pdf;
3Archivio dell’Istituto storico di Forlì, Carteggio 1975;
4Archivio dell’Istituto storico di Forlì, Carteggio 1975.


codice interno: 1363 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di 
Fabrizio Monti e Matteo Marzocchi, 2021

realizzato per 
Istituto per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena

intervento redazionale a cura di 
Regione Emilia-Romagna - Servizio Patrimonio culturale, 2021