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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

IBC - Gli archivi in Emilia-Romagna


Conservatore

Istituto Tecnico Industriale Statale Fermo Corni di Modena
Largo Aldo Moro 25

41100 Modena (MODENA)

tel: 059400700
fax: 059243391

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Archivio dell'Istituto tecnico industriale Fermo Corni (Modena)

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            <corpname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001046">Istituto tecnico industriale statale Fermo Corni (Modena)</corpname>
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            <extent>400</extent>
            <genreform>buste</genreform>
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            <extent>300</extent>
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        <physloc>ITIS "F. Coni" di Modena</physloc>
        <unitid countrycode="IT" encodinganalog="ISAD 1 - 1 reference code">125 - 001</unitid>
        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio dell'Istituto tecnico industriale Fermo Corni (Modena)
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="19160101-19651231">1912 - 1978</unitdate>
        </unittitle>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 2 context area">
        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>L'archivio è stato prodotto dall'Istituto. Presso l'Istituto è confluita anche parte della documentazione prodotta dalle scuole dipendenti dalla sede di Modena.</p>
        </acqinfo>
        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>L'archivio è sempre stato conservato dall'Istituto, anche se non sempre con criteri archivistici. Alcuni anni or sono alcuni insegnanti, rinvennero documentazione archivistica nella biblioteca dell'Istituto F. Corni, collocata in uno spazio diverso dal resto dell'archivio posizionato nei locali a piano terra. I materiali, raccolti in cartoni, raccoglitori e carte sciolte (per un totale di 10 contenitori ca.), erano da anni incustoditi e lasciati in consultazione a chiunque si avventurasse in biblioteca. La documentazione non era organizzato in fascicoli, erano tuttavia presenti alcune "vecchie camicie&quot; vuote che hanno agevolato, in parte, il lavoro di riordino e inventariazione. Sin dalla prima occhiata gli insegnanti intuirono l'importanza di quei documenti, anche se disordinati e, incoraggiati dal preside prof. G.Malaguti, pensarono di riordinare quelle carte, non senza l'aiuto del personale dell'Archivio Storico del Comune di Modena (d'ora in poi ASCMO). Laura Facciolla, Daniela Gianaroli, Emanuela Minelli, Patrizia Pugliese, Carlo Stancari, coordinati da Franca Baldelli (archivista ASCMO), quindi, intrapresero un percorso lungo e difficile, durato circa tre anni, che si è concluso con una mostra presso la scuola e la pubblicazione di un volume che, presentandosi come il catalogo di una mostra, in realtà racconta anche alcuni momenti significativi della scuola e del suo archivio. Il lavoro di riordino e la pubblicazione furono finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Durante il riordino è risultato chiaramente che molte carte erano state estratte dalla loro sede originaria e accorpate in base ad un interesse descrittivo-narrativo. Solo alcuni faldoni, anche se manomessi, potevano essere considerati organizzati dall'Ente.
Non va dimenticato, inoltre, che in occasione della seconda Guerra Mondiale le carte subirono spostamenti e danni, quindi non si può escludere che i dieci faldoni reperiti fortunosamente siano finiti fuori posto a causa dei ripetuti traslochi e che &quot;l'ammasso&quot; di parte della carte sia il risultato della distruzione dei contenitori.
Altri pur gravi rimaneggiamenti si sono avuti negli anni Settanta del '900, quando, per ricostruire le vicende storiche della scuola, ritenute di grande interesse per la città, alcune buste di documentazione tra la più antiche furono estratte dall'archivio, in buona parte scompaginate, trasferite dall'archivio in altri locali, così che è stato impossibile recuperare il &quot;nesso" che legava le carte tra loro.
La restante documentazione, pur non organizzata per serie, non ha subito rimaneggiamenti devastanti.</p>
        </custodhist>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <appraisal encodinganalog="ISAD 3 - 2 appraisal, destruction and scheduling information">
            <p>Per quanto riguarda la parte più antica non sono stati individuati materiali passibili di selezione per lo scarto.
Per la parte più recente, in particolare si tratta di compiti in classe e prove d'esame dal 1980 ca., la scuola si riserva di decidere in merito alla loro conservazione permanente.</p>
        </appraisal>
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>La prima operazione compiuta sull'archivio storico è stata quella del riordinamento della documentazione: non esistendo un quadro di classificazione per materie o un titolario a cui fare riferimento, si è imposto il rispetto dei fondi, cioè la ricerca della struttura originaria entro la quale l'archivio è nato e si è formato. Tenendo quindi presente la storia del soggetto produttore, inquadrato nel contesto storico-istituzionale sia generale che locale, è stato possibile comprendere le condizioni in cui si è formata e sedimentata la documentazione e ciò ha permesso, fatta eccezione per alcune buste, di non imporre un ordine diverso da quello originario.
Nei casi in cui non è stato possibile ricondurre le carte a nessun "criterio di segreteria", come ad esempio è avvenuto per le buste rinvenute in biblioteca, i documenti sono stati riordinati cronologicamente e nei casi più dubbi si sono mantenuti i fascicoli o meglio gli accorpamenti esistenti che si presentavano sotto forma di fascicoli e, spesso, uniti da spilli (o in raccoglitori).
Si è cercato anzitutto, dove è stato possibile, di salvaguardare la sopravvivenza del vincolo archivistico dividendo le carte per periodi, cioè tenendo conto delle variazioni politiche, istituzionali, burocratiche, normative e gestionali del soggetto produttore o del contesto generale, che nel tempo ha cambiato profondamente l'assetto della scuola, sia per le disposizioni del Ministero, sia per le richieste dell'industria locale di mano d'opera specializzata.

L'ordinamento della documentazione conservata nell'archivio dell'Istituto, in molti casi, ha preso in considerazione anche le carte che eccedono le date fissate nel progetto di intervento iniziale e questo perchè la posizione delle carte sugli scaffali ha suggerito di non interrompere le serie, per non creare problemi di reperimento. Nella maggior parte dei casi si è ritenuto di comprendere nell'inventario anche la descrizione delle buste del carteggio che concludevano un particolare periodo della gestione della scuola.

Le buste sono state numerate all'interno di ogni ambiente di conservazione per fornire un criterio di più facile comprensione per il loro reperimento. Solo nel caso dei fascicoli del personale e degli alunni si è ricominciata la numerazione da 1 per serie, in modo da non creare confusione con la numerazione esistente. Nel caso del materiale conservato nel Laboratorio di Storia, si è reso necessario numerare da uno per ogni serie.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>L'Archivio scolastico della <em>Regia Scuola Popolare Operaia per Arti e Mestieri</em>, oggi <em>IstitutoTecnico Industriale "F.Corni"</em>, conserva documentazione relativa all'attività culturale e industriale di Modena e provincia. A partire dal 1960 numerose succursali in Italia e non solo (una fu al Cairo, ad esempio) hanno permesso alla scuola modenese di avere grande visibilità e di operare per la formazione di mano d'opera specializzata per le più importanti industrie nazionali. La tipologia documentaria presente nell'archivio scolastico è costituita da circolari (normativa e disposizioni ministeriali) e da documenti amministrativi (registri di protocollo, registri di matricola, ecc.) -documentazione solitamente conservatia con maggior cura dagli uffici di segreteria delle scuole- ma vi si trovano anche l'inventario degli arredi scolastici, il catalogo della biblioteca e dei gabinetti scientifici, i programmi dei laboratori e le scelte per corsi di aggiornamento. Vi sono, inoltre, pagelle delle scuole primarie depositate dagli alunni all'atto di iscrizione e fascicoli degli alunni e degli insegnanti, insieme a qualche produzione scolastica di studenti e docenti.
Nonostante gli archivi scolastici contengano quasi esclusivamente la documentazione amministrativa ed "ufficiale" della scuola e quasi mai la documentazione del processo dell'istruzione, si tratta ugualmente di una documentazione eccezionalmente interessante per la storia della città e del suo territorio: si pensi solo ai registri e alle "programmazioni" degli insegnanti, ai verbali delle riunioni, alle varie rilevazioni statistiche: vi troveremo variamente documentati gli esiti di strategie pedagogiche e di intenzionalità educative.</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 4 conditions of access and use area">
        <accessrestrict encodinganalog="ISAD 4 - 1 conditions governing access">
            <p>Occorre prevedere una particolare attenzione per la consultazione di alcune serie documentarie, poiché numerosi sono i documenti che riguardano fatti e persone (fascicoli personali di alunni e docenti) e che potrebbero essere sottoposti a limitazioni alla consultabilità</p>
        </accessrestrict>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 5 allied materials area">
        <bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2007</date>
                    <geogname>Modena</geogname>
                    <publisher>Mucchi</publisher>
                </imprint>
                <persname role="curatore">Franca Baldelli ... [et al.]</persname>
                <title>Dalla Regia scuola popolare operaia per arti e mestieri all'Istituto tecnico industriale statale F. Corni : catalogo della Mostra documentaria</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2003</date>
                    <geogname>Modena</geogname>
                    <publisher>ed. Corni</publisher>
                </imprint>
                <persname role="autore">Olimpia Nuzzi</persname>
                <title>Il Corni e Modena</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <edition>Strada maestra. Quaderni della Biblioteca comunale Giulio Cesare Croce di San Giovanni in Persiceto</edition>
                <imprint>
                    <date>1985</date>
                    <geogname>San Giovanni in Persiceto</geogname>
                </imprint>
                <num>19/2° semestre, pp. 75-140</num>
                <title>Ugo Pizzoli medico, psicologo e pedagogista. Cronaca biografica 1863-1934</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <edition>Rivista di Psicologia</edition>
                <imprint>
                    <date>1923</date>
                </imprint>
                <num>XIX, pp. 97-99</num>
                <title>La scuola professionale "Fermo Corni" e il laboratorio psicotecnico "Fr. Menafoglio"</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>[1922]</date>
                    <geogname>Modena</geogname>
                    <publisher>G. Ferraguti e c.</publisher>
                </imprint>
                <persname role="autore">Ugo Pizzoli</persname>
                <title>Regia Scuola Popolare Operaia per Arti e Mestieri "Fermo Corni" Modena. Relazione del Direttore Dottore Ugo Pizzoli</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <edition>Scuola e educazione in Emilia Romagna fra le due guerre</edition>
                <imprint>
                    <date>1983</date>
                    <geogname>a cura di A. Berselli e V. Telmon, Bologna</geogname>
                    <publisher>Clueb</publisher>
                </imprint>
                <num>Annale III, pp. 441-466</num>
                <persname role="autore">Fulvio G. Cammarano</persname>
                <title>L'istruzione professionale a Modena durante il fascismo : l'istituto "Fermo Corni"</title>
            </bibref>
        </bibliography>
    </descgrp>
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