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Museo Civico di Modena
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Archivio del Museo del Risorgimento di Modena

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            <corpname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001201">Museo del Risorgimento di Modena</corpname>
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            <extent>23</extent>
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            <extent>144</extent>
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            <extent>3</extent>
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            <extent>13</extent>
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        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio del Museo del Risorgimento di Modena
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="17990101-19881125">1799 - 25 novembre 1988</unitdate>
        </unittitle>
    </did>
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        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>Il complesso documentario, che si &egrave; sedimentato a partire dalla fondazione del museo, avvenuta nel 1893, era conservato in 15 buste, di cui alcune originali, altre di recupero ed alcune appositamente costituite per condizionare materiale sciolto.
La documentazione, un tempo conservata presso la sede del Museo del Risorgimento, chiuso al pubblico dal 1983, si trova ora nei depositi del Museo civico di Modena.
La documentazione relativa alla gestione amministrativa del Museo &egrave; stata descritta nel 2005, su&nbsp; incarico di CRC - Centro regionale per il catalogo e la documentazione srl nell'ambito della L.R. Emilia-Romagna 18/2000 Piano museale 2003, insieme con le carte relative a:
- Archivio del Comitato delle Associazioni cittadine per la celebrazione del cinquantenario della promulgazione dello Statuto del 1848;&nbsp;
- Carte della Societ&agrave; superstiti delle patrie battaglie Nicola Fabrizi di Modena;
- Carte del Comizio generale dei veterani 1848-1849 - Sezione di Modena.
Successivamente, nell'ambito del Progetto Archiviamo, la descrizione del complesso &egrave; stata completata con l'inventariazione delle singole raccolte documentarie</p>
        </custodhist>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>Un primo intervento di riordino e schedatura analitica informatizzata ha interessato la documentazione costituente l'archivio, per cos&igrave; dire, in senso stretto, del museo, ricostituendo, sulla base delle segnature apposte sulle carte, i vincoli archivistici che le legavano in modo da ricomporne storicamente la stratificazione.
Queste operazioni hanno comportato, in buona parte, il superamento della precedente suddivisione per argomenti generici che raccoglieva gli atti all'interno delle buste, sulle quali comparivano intitolazioni che facevano riferimento alle varie direzioni o, parzialmente, ad alcune attivit&agrave; del museo. Tale suddivisione infatti, raccogliendo anche carte non collegate tra loro e prodotte in momenti e per scopi differenti, non consentiva un'adeguata interpretazione e "lettura" storica dei documenti.
La documentazione &egrave; stata pertanto riordinata secondo la seguente articolazione:
-1) "Verbali" delle adunanze del Comitato promotore, poi Comitato permanente ed infine della commissione municipale preposta alla gestione del museo, compilati fino all'anno 1901;
2) "Carteggio", contenente la corrispondenza del Comitato promotore, poi Comitato permanente e, dal 1896, in seguito allo scioglimento del Comitato permanente e alla creazione di una commissione municipale per la gestione del museo, denominata semplicemente "Corrispondenza" e parzialmente protocollata;
3) "Protocolli", assenti per gli anni 1897-1903.
4) "Documentazione dei direttori", che raccoglie le carte personali dei direttori (e del segretario Luigi Picaglia) che si sono succeduti nell'amministrazione del museo.
Si tratta delle serie numerate 1-4 nell'inventario che comprendono la documentazione prodotta a fini deliberativi e gestionali.
Le serie 5 e 6 comprendono poche carte, risultato dell' attivit&agrave; amministrativa e contabile dell'istituto. Questa documentazione &egrave; stata suddivisa in due distinte serie intitolate:
5) "Giornali di cassa";
6) "Documentazione contabile", quest'ultima costituita essenzialmente da rendiconti e fatture.
Sono poi stati inventariati i nuclei documentari risultato dell'attivit&agrave; di conservazione, esposizione e catalogazione delle raccolte, nonch&eacute; di promozione culturale svolta dal museo (serie numerate 7-13):
7) "Rassegna di notizie storiche";
8) "Mostre";
9) "Annuari e documenti di segreteria";
10) "Elenchi dei visitatori";
11) "Inventari";
12) "Cataloghi e strumenti di corredo delle raccolte";
13) "Donazioni".
Si rimanda alle introduzioni premesse a ciascuna serie per una descrizione pi&ugrave; dettagliata delle singole aggregazioni.
La scelta di procedere dapprima al riordino ed inventariazione del nucleo pi&ugrave; specificatamente archivistico &egrave; stata determinata anche dalla necessit&agrave; di indagare le motivazioni ed il contesto, oltre che storico - culturale, anche amministrativo ed istituzionale, che port&ograve; alla realizzazione ed apertura del museo. Dalla lettura dei verbali, delle deliberazioni municipali e della corrispondenza, nonch&eacute; dalle notizie relative alla formazione delle collezioni e agli interventi di promozione culturale eseguiti nel corso del tempo, ed anche dal materiale di natura contabile, si possono infatti ripercorrere le vicende relative alla sua costituzione e al ruolo giocato nel contesto degli istituti culturali cittadini in quasi cento anni di attivit&agrave;.
Assieme all'archivio del museo, ed in parte frammisto ad esso, era anche conservato il materiale costituente la sezione documentaria delle raccolte museali. Nel corso del presente intervento si &egrave; provveduto a separare questa documentazione dal nucleo pi&ugrave; propriamente archivistico, anche in considerazione della diversa tipologia e delle differenti modalit&agrave; di formazione ed organizzazione del materiale.
I cosiddetti "Documenti", facenti parte della raccolta del museo costituita, come gi&agrave; detto, pure da stampe, disegni, oggetti, ricordi e cimeli di vario genere, si sono costituiti in seguito alle donazioni, acquisti e depositi pervenuti, nel corso del tempo, all'istituto. Questa sezione si configura infatti come una vera e propria raccolta documentaria realizzata a partire dal nucleo di documenti, oggetti e cimeli depositato da vari donatori modenesi per l'esposizione di Torino del 1884. Essa &egrave; oggi conservata all'interno di buste intitolate al nome del donatore (ad esempio "Carte Silingardi", "Raccolta Cesari", ecc.) o in riferimento alla tipologia del materiale conservato (ad esempio l'intitolazione "Musica, teatro" rimanda ad un nucleo di spartiti e libretti d'opera, "Poesie" alla raccolta di componimenti poetici manoscritti e a stampa, etc.). Si tratta di carte eterogenee di diversa provenienza e di argomento risorgimentale, raccolte per costituire il patrimonio del museo e per l'allestimento delle vetrine. Un nucleo di queste carte fu formato con materiale donato dall'archivio storico comunale. Di questa documentazione furono prodotte, nel corso del tempo, diverse schedature e catalogazioni curate dai segretari, ispettori e direttori, che successivamente assunsero la direzione del museo; in special modo sono conservate le schede realizzate da Luigi Picaglia prima e da Emilio Iacoli poi.
L'intervento di riordino ha compreso anche l'inventariazione dei numerosi schedari contenenti i cataloghi delle raccolte che in diversi momenti, e a pi&ugrave; riprese, furono realizzati, aggiornati ed incrementati, verificandone la presenza e la successione (cfr. serie "Cataloghi e strumenti di corredo delle raccolte"). Questa operazione potr&agrave; essere infatti utile ad un successivo intervento di riordino delle raccolte, verificando le corrispondenze tra le segnature presenti sulle schedine e quelle riportate sui documenti contenuti nelle buste, utilizzando e confrontando le descrizioni dei materiali, permettendo di effettuare riscontri e di segnalare eventuali mancanze o manomissioni. Tale verifica potr&agrave; costituire un'operazione preliminare alla descrizione e catalogazione dei singoli documenti conservati che costituiscono una parte di non poca importanza delle collezioni e del patrimonio del museo.
Come gi&agrave; ricordato la documentazione &egrave; stata in parte ricondizionata in buste nuove e in parte ricollocata nei contenitori originali. Dove presenti sono stati mantenuti i fascicoli con le intitolazioni originali, riportate tra virgolette nella schedatura.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>Documentazione prodotta per la gestione amministrativa e contabile e per l'espletamento dell'attivit&agrave; svolta in qualit&agrave; di istituto culturale preposto alla conservazione delle "memorie" risorgimentali della citt&agrave;.
Sono presenti le serie delle deliberazioni, la corrispondenza protocollata, i resoconti contabili dell'ammnistrazione e la documentazione prodotta per la raccolta e valorizzazione delle raccolte museali.
Con la voce "Fondi archivistici e documentari raccolti nel Museo del Risorgimento di Modena" si &egrave; inteso descrivere i nuclei documentari raccolti dal museo nell'ambito del proprio compito istituzionale</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 4 conditions of access and use area">
        <phystech encodinganalog="ISAD 4 - 4 physical characteristics and technical requirements">
            <note>
                <p>La documentazione è condizionata in 19 buste e 13 cassette per un totale di 32 unità di conservazione.</p>
            </note>
        </phystech>
    </descgrp>
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