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Archivio storico della Partecipanza agraria di Nonantola

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            <p>L'archivio della Partecipanza agraria di Nonantola è conservato in due distinti luoghi ossia l'Archivio comunale e la sede della Partecipanza stessa, dunque presso i due enti che, con le dovute precisazioni, sono anche i soggetti produttori delle carte.
Se si pone infatti attenzione alla storia della Partecipanza, si può vedere come essa coincida per un lungo arco di tempo, dalle sue origini fin quasi alla fine del '700, con quella della comunità nonantolana; in seguito, "i cambiamenti e le circostanze dei tempi" rendono evidente come tale identità ormai non corrisponda più al vero. Il processo di "separazione" in realtà ha inizio già nel XVI secolo, quando si sente il bisogno di predisporre un elenco definitivo e chiuso degli aventi diritto a rientrare nelle Bocche Vive, per arginare le pretese di quanti giungevano a Nonantola, attirati dai terreni ormai resi fertili, e pretendevano di diventare partecipanti. I cittadini nonantolani (la Comunità) e il nucleo dei partecipanti (la Partecipanza) cominciano così ad essere due entità distinte, e di conseguenza si rende necessario giungere a separare le due amministrazioni, i cui destinatari e i cui scopi non collimano più. Ciò si realizza soltanto nel 1820 in virtù del Decreto ducale del 7 dicembre che istituisce una rappresentanza di utenti (partecipanti) con la funzione di amministrare la Partecipanza unitamente ai consiglieri comunali. Questo fatto era stato anticipato, nel 1800, dalla istituzione di una Deputazione Amministrativa dei Beni di Partecipanza da parte del Comune di Crevalcore a cui Nonantola era stata aggregata in seguito alla soppressione; tale deputazione viene mantenuta, per qualche anno, anche dal ripristinato Comune (1804), a conferma dell'avvenuto distacco fra comunità e partecipanti e insieme preavviso della nascita di un nuovo ente, che formalmente si avrà solo nel 1856 quando la Partecipanza diventa ente autonomo a tutti gli effetti. Tale autonomia acquisisce ulteriore concretezza nel momento in cui le due istituzioni arrivano ad occupare sedi diverse (1899) e a dividersi gli archivi: passaggio questo non facile, anzi piuttosto carico di tensioni che hanno una ricaduta proprio sulla storia delle carte, poiché esse vennero divise fra i due enti in modo poco rispondente alla storia appena delineata. Il Comune infatti trattenne tutta la documentazione relativa alla Partecipanza fino al 1876, malgrado le ripetute richieste di questa di poter disporre delle proprie carte.
La storia istituzionale e, di conseguenza, quella archivistica e conservativa dei documenti, in questo caso rende più che mai ragione dell'attuale situazione del fondo, e più precisamente dell'esistenza di due conservatori dell'archivio della Partecipanza di Nonantola, e delle presenze e delle assenze documentarie all'interno dei due nuclei che si sono venuti a formare nel tempo, soprattutto di quelle assenze che si rivelano in realtà "apparenti" nel momento in cui, almeno virtualmente, i due sedimenti vengono ricondotti al medesimo soggetto produttore e descritti in un inventario complessivo.

Nella sua totalità dunque l'archivio della Partecipanza, intesa come ente autonomo - di fatto, prima ancora che <em>ex lege</em> - è costituito dalle carte sedimentate presso l'archivio comunale nel "fondo della Partecipanza" e comprese fra il 1770 e il 1879 (1) e da quelle conservate nel palazzo della Partecipanza successive al 1877. Il primo nucleo è stato riordinato nel 1992 e descritto all'interno di due quaderni (2), il secondo invece è stato oggetto di diversi interventi di riordino e di inventariazione a partire dal 1896 fino al 2011 (3), ma solo con il presente intervento si è giunti alla redazione di un vero e proprio inventario.
Anche dal punto di vista della conservazione, la storia dei due nuclei è stata diversa: infatti mentre la documentazione sedimentata presso la Partecipanza è sempre stata nella sede della medesima, quella del Comune ha subito due importanti trasferimenti, ossia quello del 1899, quando il Comune si è trasferito da Via del Pozzo a Palazzo Salimbeni, e quello recentissimo causato dal terremoto del 2012, le cui conseguenze sulla sede municipale hanno imposto il trasferimento di tutto l'archivio storico che è stato provvisoriamente ospitato a Modena in Via Dalton, in un immobile dell'Amministrazione provinciale.

Note:
1) La documentazione relativa alla Partecipanza e precedente il XVIII secolo è naturalmente frammista a quella comunale.
2) Patrizia Busi, Ombretta Piccinini, <em>Inventario fondo della Partecipanza [di Nonantola]</em>, 1992; inventario manoscritto, quadd. 2
3) Nell'anno 2011 si era conclusa la revisione e informatizzazione dell'inventario del 1990 (1806-1954) e integrazione del medesimo per gli anni 1955-1991. Quell'intervento aveva portato alla pubblicazione on line nel sito IBC Archivi dell'inventario, ora integrato in questo strumento d'accesso.</p>
        </custodhist>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>Il riordino e l'inventariazione del fondo complessivo della Partecipanza di Nonantola è l'esito di più interventi che trovano la loro conclusione e sintesi nella presente descrizione.
Pur essendo composto da due nuclei conservati da due diversi enti, la Partecipanza stessa e il Comune di Nonantola, in questa rappresentazione essi convergono virtualmente in un unico strumento in considerazione della storia istituzionale e archivistica che li contraddistingue: di qui la struttura archivistica che vede un fondo "Archivio storico della Partecipanza agraria di Nonantola" composto dai due segmenti, definiti "subfondo", afferenti ai due enti presso i quali si sono sedimentate le carte.
La descrizione delle due parti di archivio è accomunata dal rispetto dell'ordinamento riscontrato al loro interno nel momento in cui sono stati avviati i lavori: i due subfondi infatti non si presentavano in disordine, anzi erano stati oggetto di precedenti riordini e inventari (analitico per le carte sedimentate presso la Partecipanza, e sommario per quelle in Comune) in tempi ravvicinati (1990 e 1992). Tale favorevole condizione ha agevolato gli interventi archivistici condotti rispettivamente nel 2011 e nel 2016: individuate le serie archivistiche, esse sono state descritte in base alla gerarchia funzionale propria dell'ente (costitutivo, deliberativo, amministrativo-contabile, operativo); la descrizione analitica scende fino al livello dell'unità archivistica (fascicolo, registro, busta, etc.) e, nel caso delle mappe e dei disegni, dell'unità documentaria; per alcune serie si sono compilate soltanto le schede di quel livello, senza dettagliare ulteriormente, riportandovi quante più informazioni possibili in modo da renderle comunque esaustive. All'interno delle serie la documentazione è stata riordinata e descritta in sequenza cronologica.
Per quel che riguarda l'integrazione dell'inventario delle carte presso la Partecipanza, realizzata nel 1990, va sottolineato che è stata condotta all'insegna della continuità con le scelte precedentemente adottate, per cui la nuova documentazione rinvenuta in archivio è stata inserita nelle serie esistenti, accanto a quella già descritta; laddove ciò non era possibile, si sono create nuove partizioni.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>Il fondo nel suo complesso conserva la documentazione relativa all'amministrazione dei beni dell'ente - il "tenimento", ossia i terreni, e gli immobili di proprietà - e al godimento di essi da parte degli aventi diritto, i "partecipanti", e tutte le serie archivistiche che compongono la struttura di questo archivio afferiscono a ciò, dalle determinazioni degli organi di gestione al ricco carteggio, dalla documentazione di natura contabile a quella inerente il censimento dei partecipanti, dalle carte riguardanti le "divisioni" e i comparti ai diversi ruoli delle imposte e tasse, dalle mappe e piante predisposte per la ripartizione dei terreni o dei lavori da effettuarsi sui terreni stessi ai contratti di locazione e alle aste per la vendita dei raccolti. Il fondo è conservato in parte presso il <a href=http://archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it/scons/036027-001>Comune di Nonantola</a> e in parte presso la <a href=http://archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it/scons/036027-002>Partecipanza agraria di Nonantola</a>.</p>
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    </descgrp>
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