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Il fondo diplomatico del convento francescano di Bagnacavallo analizzato, ordinato e descritto con il presente intervento archivistico, si mostra in tutta la loro rilevanza storiografica per i numerosi spunti che può offrire alla ricerca: fra le unità archivistiche si può riconoscere innanzitutto un nucleo di pergamene più antiche (composto per lo più di atti privati di varia natura come comprevendite, affitti, sentenze, istrumenti dotali) senz'altro giunte come "munimina" di beni poi entrati nell'asse patrimoniale di San Francesco per donazione pia, tra cui spiccano i cospicui territori vallivi concessi a livello dagli Estensi alla famiglia Sorboli; vi è poi secondo importante "corpus" di documenti più moderni (dal Cinquecento alla fine del Settecento) che è più propriamente pertinente all'attività spirituale compiuta dal monastero, grazie alle numerose bolle pontificie relative alla concessione di indulgenze speciali e di titoli di altari privilegiati legati al culto della Madonna di Gerusalemme, che sono uno spaccato significativo delle forme di devozione e di disciplinamento dell'età della Controriforma.
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criteri di ordinamento Le unità archivistiche recano una numerazione di corda che va da 312 a 473: le pergamene infatti sono state in passato (verosimilmente nel 1932) numerate unitariamente a quelle comunali (nn. 1-311). Nel presente intervento di riordino e regestazione si è ritenuto opportuno rispettare questa numerazione, sostanzialmente valida e oramai consolidata. Le schede riportano le seguenti informazioni: - denominazione: indicazione della tipologia diplomatica del documento (testamento, enfiteusi, livello, mandato di procura, etc.); - cronologia: data cronica e data topica, con la specificazione del dato topico quando è stato possibile individuare non solo la località ma anche i luoghi più puntualmente definiti, soprattutto nel tessuto urbano di Bagnacavallo; - formato: dimensioni del documento rese in mm - segnatura attuale - segnatura antica: numeri di corda assegnati da Balduzzi; numeri assegnati nel 1932 preceduti dalla dicitura "Altra segnatura" - contenuto: regesto analitico, con notizia dei toponimi di un certo rilievo citati e, per i contratti, dei prezzi e delle superfici ai fini della storia agraria; - note: presenza sul verso di note dorsali e loro trascrizione quando significative; presenza di sigilli, di trascrizioni o di regesti antichi; nome del notaio; stato di conservazione.
storia archivistica Per quanto riguarda le vicende dell'archivio dei Francescani bagnacavallesi, non si hanno notizie precise sui modi della sua conservazione fino al pieno XVIII secolo, epoca in cui fu redatto l'"Archivii scripture et Index", un vero e proprio inventario topografico della documentazione allora posseduta dai Minori bagnacavallesi che oggi è conservato tra le loro carte confluite presso l'Archivio di Stato di Bologna. Naturalmente il punto di svolta fu rappresentato dal trasferimento dell'archivio all'ufficio per l'amministrazione dei beni indemaniati del Dipartimento del Rubicone, in Forlì, a seguito della soppressione del convento nel 1798. In quella sede i documenti dei Francescani bagnacavallesi - come altri fondi di "Corporazioni religiose soppresse" - furono oggetto di un incongruo intervento di divisione tra le pergamene, trattenute presso la biblioteca pubblica, e le restanti "carte d'amministrazione" (fatte coincidere con la "carte" nel senso stretto della parola), lasciate all'amministrazione dei beni demaniali. Ciò ha fatto sì che questi due tronconi d'archivio - peraltro tra loro inestricabilmente legati da strettissimi vincoli, e da leggersi sempre in parallelo per la comprensione delle vicende storiche del convento - abbiano preso per sempre due strade diverse: mentre le "carte d'amministrazione" pervennero a far parte del fondo "Demaniale" dell'Archivio di Stato di Bologna in cui tuttora si trovano, le pergamene rimasero a Forlì fino agli anni Ottanta dell'Ottocento, quando l'illustre storico ed ecclesiastico bagnacavallese Luigi Balduzzi (+ 1892) semplicemente ne "chiese" - e ne ottenne - dalla Biblioteca Comunale di Forlì la consegna al Comune di Bagnacavallo. Così si venne a creare la peculiare situazione di un fondo archivistico tipicamente "demaniale" conservato però presso il locale Archivio Storico Comunale, di cui costituisce a tutti gli effetti un archivio aggregato. Il fondo ricevette dallo stesso Balduzzi il primo riordinamento e la prima descrizione, con la pubblicazione di sintetici regesti; ben presto le pergamene conventuali dovettero essere conservate unitamente all'altrettanto antico e cospicuo fondo membranaceo del Comune, venendo numerate di seguito a queste e condividendone tutte le vicende. Così anche le "membranae" dei Minori subirono quella rinumerazione complessiva, con alcuni cambiamenti nella numerazione dei documenti che non paiono oggi particolarmente perspicui, che fu accompagnata dal loro ricondizionamento in carpette di cartoncino di buona qualità - che tuttora le contengono - sormontate dallo stemma del comune di Bagnacavallo affiancato dal fascio littorio, come richiesto dalle riforme dell'araldica comunale disposte con la fascistizzazione forzata della pubblica amministrazione. Un nuovo intervento fu compiuto dall'aiutante principale in servizio della Sezione di Archivio di Stato di Faenza Mario Bolognesi (+ 1979), che ripristinò il corretto ordine cronologico turbato in precedenza e compilò un elenco dattiloscritto di raffronto delle vecchie e delle nuove segnature. Infine si è giunti al presente intervento di riordino e di inventariazione che - rispettata innanzitutto la numerazione delle pergamene conventuali di seguito a quelle comunali, oramai consolidata dall'uso e da numerose citazioni degli studiosi - ha consentito di ricondurre alcuni documenti (le pergamene nn. 309-311) alla loro sede naturale nel diplomatico comunale e di proporre i regesti di tutti i documenti, in stretto coordinamento con quanto messo a disposizione degli studiosi con il catalogo della mostra documentaria su "Le pergamene di Bagnacavallo", curata nel 2001 da Enrico Angiolini e da Francesca Bezzi.
unità di descrizione collegate Nei locali dove è conservato l'archivio storico comunale è stato rinvenuto anche il "Campione delle terre del Convento di San Francesco di Ravenna", registro di pagine 62 datato 1767 già segnalato a pagina 68 della "Guida alla documentazione francescana. Romagna (1134-1866)" a cura di Giuseppe Plessi (Bologna, Edizioni Analisi, 1989). Una nota in calce al frontespizio del registro spiega che si tratta di un "... Convento soppresso nel 1798 ... campione ... comprato e applicato alla libreria del convento di Bagnacavallo dal guardiano fra Bonaventura Giunchi ..." per cui si è ritenuto più opportuno aggregare il registro al fondo antico della Biblioteca comunale Taroni, che già annovera il fondo librario del convento francescano bagnacavallese e dal quale era forse stato sottratto per analogia alla tipologia documentaria archivistica piuttosto che bibliotecaria.
strumenti di ricerca "Le pergamene del Convento di San Francesco di Bagnacavallo. Regesti" a cura di E. ANGIOLINI, in "Le pergamene di Bagnacavallo. Poteri, territorio e devozione di una comunità in sei secoli di storia", a cura di E. ANGIOLINI e F. BEZZI, Faenza (RA) 2001, pp. 155-206.
codice interno: 358 -
informazioni redazionali
Inventario a cura di Enrico Angiolini (Cooperativa archivisti ricarcatori), 2001
realizzato per Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna [L.R. 42/1983 Piano bibliotecario 1998. Intervento diretto]
Importazione da Sesamo 3.2 Regesta.exe, 2012
Revisione a cura di Laura Cristina Niero (Cosmos), 2023
Intervento redazionale a cura di Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale. Area Biblioteche e Archivi, 2024
QuietanzaFaenza, «in domo habitationis sapientis viri domini Nicolucii domini Sibaldi iudicis de Forlivio, posita in capella Sancte Marie Ugonum»., 1338 settembre 11
Mandato di procuraFaenza, «ante stattionem notariorum appellationum curie generalis provincie Romandiole, positam in plateam communis [...] et iuxta pallatium populi civitatis Faventie, habitationis domini rectoris»., 1369 maggio 4
SupplicaBagnacavallo, «in domo ubi ius redditur et fit consilium generale, quam tenet commune Bagnacavalli ad affictum a Sororibus Sancte Clare de Bagnacavallo»., 1396 marzo 19