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Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra - Sezione di Ravenna
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responsabile: Andrea Casadio scrivi

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  Casa del Mutilato di Ravenna: progetto e costruzione 1936 - 1990
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con seguiti al 2003
serie
fascicoli 29
sei in: Archivio dell'Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra - Sezione di Ravenna 1926 - 2017

La serie raccoglie la documentazione inerente la progettazione e la realizzazione architettonica e artistica della Casa del Mutilato di Ravenna.
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informazioni sul contesto di produzione
La ex Casa del Mutilato si affaccia su piazza Kennedy, già piazza del Mercato ricavata dalla demolizione tra il 1937 e il 1939 di un isolato di antichi casamenti, che facevano parte del quartiere ebraico di Ravenna, per creare un nuovo spazio commerciale e rappresentativo nel centro cittadino. L'edificio, commissionato dall’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra di Ravenna che e farà la propria sede, fu progettato dall'architetto Matteo Focaccia tra il 1937 e il 1938 e completato, compresi gli apparati decorativi, nel 1942.
Dopo la Liberazione di Ravenna, il 4 dicembre del 1944, la Casa del Mutilato è stata prima sede del Comando Partigiano, poi ha ospitato enti diversi, tra cui l'ANPI e l'UDI, e la sala da ballo del Club Iride nel Salone delle Riunioni. Nel 1989 la Sezione ANMIG di Ravenna cede la Casa del Mutilato e trasferisce la sua sede. Nel 2002 si è conclusa la ristrutturazione dell'intero edificio, affidata all'architetto Carlo Maria Sadich.
Al di sopra dell'ingresso principale campeggia la citazione dantesca "dall'alto scende virtù che m'aiuta"; l'attico è decorato da due bassorilievi dello scultore Umberto Pinzauti, che rappresentano una vittoria alata con gli emblemi della lotta e del martirio e la Gloria con la tromba e lo scudo, su cui sono incise le vittorie del Piave e di Vittorio Veneto. L'edificio possiede un ricco apparato decorativo interno di mosaici - come l'edificio, in linea con l'ideologia fascista - che è stato di recente recuperato.

L'edificio si compone di due ali asimmetriche, di maggiori dimensioni l'ala ovest, più stretta e allungata l'ala est, la cui difformità in pianta è dissimulata dal prospetto principale, che riconduce i due corpi di fabbrica ad una parziale simmetria, incentrata sull'asse dell'ingresso principale. L'entrata, posta al centro della facciata sulla piazza, è preceduta da un cortile d'onore quadrato, cui si accede attraverso una scalinata e un'imponente pronao con pilastri di ordine gigante, ulteriormente enfatizzato dall'attico soprelevato. Le aperture hanno una distribuzione asimmetrica che riflette le differenti suddivisioni interne: a sinistra del pronao spiccano l'arengario semicircolare e le tre grandi finestre a sviluppo verticale del salone delle riunioni del primo piano, mentre l'ala destra era caratterizzata dalla ripartizione regolare delle finestre su tre ordini. Al pianterreno le finestre originarie dell'ala destra sono state allargate, per ricavare tre vetrine che creano una corrispondenza coi tre portali dell'ala sinistra

(Fonte: IBC_ PatER – Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna -  http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=177657 )


codice interno: 1247 - 001.034