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Archivi ER - Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna

Gli archivi in Emilia-Romagna


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Archivio della Democrazia cristiana - Comitato provinciale di Modena 1945 - 1994
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fondo
buste 193, fascicoli 1338, unità documentarie 799, registri 13, album 4, quaderno 1

Il fondo raccoglie documentazione prodotta e ricevuta dal Comitato Provinciale della Democrazia Cristiana di Modena, dai suoi organi interni ossia la Giunta esecutiva e la Direzione politica, dalla Segreteria politica e da quella amministrativa e dalle sue dipendenze locali (Comitati di Zona, Comitati comunali, Sezioni). Si tratta di un archivio caratterizzato da importanti lacune attribuibili alla dispersione delle carte avvenuta prima del trasferimento presso l’attuale conservatore, un depauperamento che forse tradisce la scarsa attenzione data al proprio archivio relativamente agli anni Cinquanta/Sessanta, ma che richiede altre spiegazioni - e quindi ulteriori indagini - per gli anni Ottanta, davvero poco “rappresentati” (1).
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Le carte danno accesso innanzitutto all’indagine della storia istituzionale del Comitato provinciale modenese della DC, dalle origini allo scioglimento del partito, e alla conoscenza del ruolo di questo partito quale struttura di interlocuzione fondamentale per la ricostruzione dei percorsi decisionali sfociati poi in iniziative a livello locale e in atti legislativi ed amministrativi a livello nazionale. Il ricco carteggio della Segreteria insieme a quelli degli Uffici, in particolare di quello Enti locali e sviluppo economico, offre una molteplicità di informazioni di natura economico, sociale e culturale sullo sviluppo della società modenese dal secondo dopoguerra ai primi anni ‘90 del Novecento, spaziando dalla ricostruzione postbellica e dalle leggi sulle zone depresse al boom economico degli anni Sessanta, dalla contestazione giovanile ai terrorismi; attraversando temi come il welfare, l’emancipazione femminile, l’istruzione di massa, lo sviluppo della città e delle attività produttive.
Di grande interesse la raccolta dei manifesti che comprende materiali relativi alle diverse campagne elettorali, ai congressi locali e nazionali del partito, ai convegni destinati agli iscritti, e a conferenze pubbliche o dibattiti svolti in molteplici occasioni. Dello stesso tenore la consistente raccolta fotografica, importante testimonianza dell'attività della Democrazia Cristiana modenese e insieme pregevole narrazione degli uomini che si sono impegnati all'interno del partito.
La documentazione del Movimento giovanile, di quello femminile e degli anziani, pur nell’esigua consistenza, introduce alle modalità con cui il partito, e le specifiche aggregazioni dei giovani, delle donne e dei vecchi, affrontano le questioni del loro ruolo nella Democrazia Cristiana e poi quelle della pace internazionale, dell’obiezione di coscienza, del lavoro femminile e dei giovani, della maternità e dell’aborto, della violenza sessuale, della famiglia, del bene comune, della salute e dei rapporti fra le diverse generazioni.
Infine, il carteggio del Senatore Giuseppe Medici accanto a quelli di Enrico Menziani, Dario Mengozzi, Luigi Orlandi e Franco Bortolani – raccolti nella serie della Segreteria politica - si relaziona trasversalmente a tutte le altre rivelando impegno, strategie e indirizzi politici, e illuminando profili biografici di politici locali, ma di statura nazionale, già indagati dalla storiografia ma sui quali ulteriori approfondimenti sono ancora possibili alla luce delle carte di questo archivio. 

Note:

1) Interessante la riflessione di Maurizio Gentilini nel suo Iter Italicum. Viaggio alla ricerca delle memorie democristiane in Renata Yedid Levi e Siriana Suprani (a cura di) Partiti di massa nella prima repubblica: le fonti negli archivi locali, Bologna, Patron, 2004, p. 117 (atti del convegno “Le fonti archivistiche per la storia locale dei partiti di massa nella prima repubblica” (Torino, 17-18 ottobre 2002), promosso dalla Fondazione Ist. piemontese A. Gramsci, Ist. Gramsci Emilia Romagna, Ist. Gramsci Toscano e Associazione nazionale degli istituti Gramsci, in collaborazione con ANPIA e Soprintendenza Archivistica del Piemonte, dell’Emilia Romagna e della Toscana): “Il tramonto del sistema dei partiti ed il conseguente sfaldamento dei loro apparati […], l’avvento del nuovo sistema elettorale di impostazione maggioritaria, le vicende giudiziarie, una sorta di eclissi della memoria collettiva circa il ruolo delle associazioni partitiche nella costruzione della storia nazionale, hanno sovente esposto questo patrimonio documentario ad un depauperamento in molti casi irreversibile. Un destino comune a tanti archivi: le fasi di passaggio e trasformazione, i trapassi istituzionali in genere, si traducono spesso, per ragioni oggettive (abbandono delle sedi, indagini giudiziarie, diminuzione o scomparsa del personale adibito a certe funzioni) in una più o meno sistematica – e spesso involontaria – dispersione delle fonti documentarie concernenti la storia della vita associativa delle associazioni che si trasformano o si estinguono. […] La dimensione locale dei partiti è forse quella che ha goduto in maniera minore dell’attenzione alla salvaguardia delle fonti di cui si è accennato ed ha, di conseguenza, patito in maniera maggiore questo ‘naufragio’ documentario”.

criteri di ordinamento
L’attività si è articolata in diverse fasi che hanno preso avvio con l’analisi della documentazione oggetto della ricognizione e del riordino realizzati nel 2009-2012, il conseguente riscontro ed integrazione delle informazioni presenti nell’elenco allora prodotto. Successivamente sono stati presi in considerazione i materiali mai trattati: sulla base dello studio degli statuti del Partito (1948-1984), dell’esame delle carpette originali e delle informazioni in esse riportate, della valutazione del contenuto delle carte e dell’individuazione dei responsabili della loro produzione o raccolta (responsabili degli Uffici, Segretari, etc.), si sono recuperate quelle informazioni che hanno reso possibile in modo chiaro l’individuazione di una struttura archivistica celata sotto l’apparente disordine del fondo e di conseguenza la sua rappresentazione inventariale. 
Solo allora si è proceduto con il riordinamento ossia il riconoscimento delle diverse partizioni (fondi, subfondi, serie, sottoserie), l’accorpamento delle unità archivistiche all’interno delle serie di pertinenza, il riordino fisico generale in sequenza cronologica e dove necessario anche alfabetica o secondo la scansione del titolario di classificazione degli atti.
La struttura archivistica rappresentata si compone di 19 serie, alcune delle quali a loro volta organizzate in sottoserie, 2 raccolte e di 3 subfondi: si è partiti dall'ordinamento delle carte afferenti ai congressi provinciali in quanto il congresso provinciale - organo previsto dagli statuti - rappresenta il momento fondante, a scansione biennale, di ciascun ciclo politico espresso dal Comitato provinciale da esso eletto; a seguire si sono esaminati il Comitato provinciale e i suoi organi interni, la Giunta esecutiva e la Direzione provinciale; quindi le Segreterie politica ed amministrativa, e poi gli Uffici attraverso i quali il Comitato svolgeva la sua attività e si rapportava con il territorio e in generale con la realtà esterna, ossia l’Ufficio Organizzativo, a cui competeva anche il tesseramento, e l’Ufficio Enti Locali. Si sono inoltre individuati i materiali attinenti all’organizzazione delle Feste dell’Amicizia e alle consultazioni elettorali; quindi le raccolte di manifesti e di fotografie.
La raccolta dei Manifesti è stata descritta e riordinata virtualmente in 12 sottoserie e la descrizione inventariale è scesa al livello di unità documentaria; lo stesso criterio è stato adottato per la raccolta fotografica, strutturata in 11 serie e descritta analiticamente.
Frammiste alle carte del Comitato sono state individuate, e di conseguenza separate, riordinate e descritte, quelle del Movimento Giovanile, del Movimento Femminile e del Movimento Anziani: queste tre organizzazioni sono state trattate, dal punto di vista archivistico, come subfondi in considerazione del dettato statutario della DC che afferma che "il Movimento femminile e il Movimento giovanile […] non sono organizzazioni autonome; la loro attività viene coordinata dagli organi di Partito corrispondenti territorialmente" (art. 81).
Allo stesso modo sono state rinvenute e descritte quelle dell'Ufficio modenese del Senatore Giuseppe Medici. 
Tutte le unità archivistiche sono state ricondizionate all’interno di buste nuove recanti sul dorso etichette con i dati identificativi del contenuto: denominazione del fondo, serie archivistica, estremi cronologici, segnatura attuale.
Le unità di condizionamento sono state numerate da 1 a 514, facendo ricorso al numero di corda come criterio di identificazione delle buste e legame interno al fondo, ad eccezione di quelle dei manifesti e delle fotografie che sono state numerate in sequenze distinte da 1 a enne.
La descrizione rispetta le norme stabilite dagli standard internazionali della descrizione archivistica ISAD(G) e, per il Soggetto produttore, lo standard ISAAR(CPF). Nel rispetto delle regole della descrizione multilivellare, le schede fondo, serie e raccolta riportano i seguenti dati: denominazione o titolo, soggetto produttore (per il fondo), estremi cronologici, consistenza, ambiti e contenuto, criteri di ordinamento, storia archivistica (per il fondo), bibliografia. A loro volta le schede delle unità archivistiche presentano: titolo originale o attribuito, estremi cronologici, segnatura attuale e precedente, ambiti e contenuto. All’interno delle serie, le unità archivistiche sono descritte in sequenza cronologica e tale rappresentazione rispecchia anche l’ordine fisico dei materiali.
L'esame delle carte durante il lavoro di riordinamento ha messo in evidenza il loro generale buono stato di conservazione.

storia archivistica
Il fondo della Democrazia cristiana modenese è stato donato al Centro F. L. Ferrari alcuni anni prima dello scioglimento ufficiale del partito, avvenuto nel 1994, al fine di tutelare le carte in previsione dell'abbandono definitivo della sede storica del Comitato provinciale modenese, sita a Modena in piazzale Sant'Agostino. L’archivio è pervenuto al Centro in due momenti successivi e probabilmente ha subito, da parte di volontari legati al partito, un primo intervento di riordino proprio nella fase della consegna o appena giunto al Centro: i materiali infatti erano in parte riposti in buste d’archivio e in parte in scatoloni, di qui la necessità di procedere ad una adeguata condizionatura ai fini della collocazione sugli scaffali dell’archivio del Centro Ferrari, alla numerazione di tutte le unità in un’unica sequenza progressiva (numero di corda) e alla compilazione di un elenco di deposito.
Il fondo è stato in parte schedato e ordinato nel corso degli anni 2009-2012 dalla dott.ssa Sara Verrini il cui intervento ha interessato la documentazione afferente alle serie dei Congressi, dei Verbali degli organi direttivi, delle Feste dell’Amicizia, e delle consultazioni elettorali. L’attività si è poi interrotta per mancanza di risorse per cui l’archivio è rimasto in una condizione di “cantiere aperto”, non accessibile alla consultazione; questo arresto dell’attività ha fatto sì che circa 215 buste di materiali a carattere miscellaneo non siano mai state trattate in senso archivistico (analizzate, schedate e riordinate) prima dell’attuale intervento. La documentazione conservata in tali buste era costituita perlopiù da carteggio relativo all’attività dei diversi “Uffici” e organismi direttivi nei quali era strutturato il partito, i cui fascicoli erano stati raccolti e imbustati in fase di trasloco dell’archivio. 
Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza ai beni archivistici dell’Emilia Romagna in data 29 aprile 1994 e nuovamente il 6 maggio 1998 in occasione della vendita dell’Archivio del Centro culturale F. L. Ferrari alla SIAS (Società iniziative e attività sociali), ora Fondazione SIAS (Fondazione Servizi Iniziative e Attività Sociali).
L'intervento generale di riordino e inventariazione dell'archivio, articolato in due fasi di attività dedicate rispettivamente al fondo in generale (2020) e poi alla serie dei manifesti (2022), è stato interamente finanziato dal progetto del Ministero della Cultura - Direzione Generale degli Archivi destinato agli archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori, e si è svolto di concerto e sotto la supervisione della Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna.

modalità di acquisizione
Il fondo della Democrazia cristiana modenese è stato donato dal partito al Centro F. L. Ferrari di Modena alcuni anni prima dello scioglimento ufficiale del partito, avvenuto nel 1994.  Nel 1998 è rientrato nella complessiva vendita dell’Archivio del Centro Ferrari alla SIAS (Società iniziative e attività sociali), ora Fondazione SIAS (Fondazione Servizi Iniziative e Attività Sociali) per la quale il Centro continua a svolgere l’attività di gestione e valorizzazione del patrimonio archivistico.

bibliografia

Gli archivi della politica. Atti del Convegno, Firenze, 11 aprile 2012, a cura di Monica Valentini, Firenze, Consiglio regionale della Toscana, 2016
http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/eda/pubblicazioni/pub4045.pdf (consultato il  5 novembre 2020)

Archivistica speciale, a cura di Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Padova, Cleup, 2011
In particolare il contributo di Maurizio Gentilini, "Gli archivi dei partiti politici", pp. 411-434
Maurizio GentiliniIter Italicum. Viaggio alla ricerca delle memorie democristiane, in «Partiti di massa nella prima repubblica: le fonti negli archivi locali», Bologna, Patron, 2004, 115-166
Atti del convegno "Le fonti archivistiche per la storia locale dei partiti di massa nella prima repubblica" (Torino, 17-18 ottobre 2002) a cura di Renata Yedid Levi e Siriana Suprani

Gli archivi per la storia contemporanea. Organizzazione e fruizione. Atti del Seminario di studi, Mondovì, 23-25 febbraio 1984, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 1986
(Pubblicazioni degli archivi di Stato. Saggi; 7)
http://www.archivi.beniculturali.it/dga/uploads/documents/Saggi/52fa2741e3922.pdf (consultato il  5 novembre 2020)

Gli archivi dei partiti politici. Atti dei seminari di Roma, 30 giugno 1994, e di Perugia, 25-26 ottobre 1994, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 1996
http://www.archivi.beniculturali.it/dga/uploads/documents/Saggi/Saggi_39.pdf (consultato il  5 novembre 2020)
Gli archivi storici dei partiti politici europei. Atti del convegno Roma 13-14 dicembre 1996, a cura di Linda Giuva, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 2001
http://151.12.58.123/dgagaeta/dga/uploads/documents/Quaderni/Quaderno_94.pdf (consultato il  5 novembre 2020)


codice interno: 1346 - 001

informazioni redazionali

Inventario a cura di
Laura Cristina Niero (COSMOS), 2020-2025

realizzata per
Centro culturale Francesco Luigi Ferrari
nell'ambito del progetto del MIBACT - D.D.G. n. 141 del 9 aprile 2020 "Interventi su archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori"

intervento redazionale a cura di 
Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale. Area Biblioteche e Archivi, 2025