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Archivio Luciano Ravaglia 1940 - 2017
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vai al soggetto produttore: Luciano Ravaglia

fondo
fascicoli 519, quaderni 404, buste 374, registri 17, scatole 15, cassette 4, volume 1, pacco 1

L’archivio di Luciano Ravaglia è sostanzialmente frutto della sua attività professionale, essendo in massima parte costituito dalle carte prodotte, acquisite, utilizzate in qualità di progettista e consulente dalla seconda metà degli anni Cinquanta al 2017, anno della sua morte. Il fondo, vario e sostanzialmente integro, testimonia, inoltre, la rete di relazioni nazionali e internazionali di Luciano Ravaglia, che interessavano l’ambiente politico, imprenditoriale e istituzionale.
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 La documentazione testimonia la sua attività di ingegnere progettista sia come singolo professionista che nel contesto dello studio professionale da lui fondato nominato IA3, di consulente in programmazione urbanistica e territoriale, e infine, per quanto riguarda gli inizi della sua carriera, di consulente nel campo della progettazione di attività strategiche per lo sviluppo industriale. 
Nell’insieme troviamo documentazione relativa a circa 100 progetti architettonici e circa 50 attività di consulenza. Oltre alla variegata tipologia documentaria di supporto ai singoli progetti – relazioni, carteggio, disegni, incarichi, altro – ora posta nelle sottoserie Attività professionale - Progetti e Attività professionale – Consulenze, si conservano in archivio una serie di lucidi raccolti in rotoli, con le vere e proprie tavole di progetto. Le intestazioni attribuite alle unità che compongono le due sottoserie di cui sopra, sono servite a costruire una tavola di raffronto tra questa documentazione e le tavole di progetto, non incluse nel presente inventario.
Oltre alla documentazione collegata alla attività professionale di Luciano Ravaglia, l’archivio testimonia anche i suoi interessi personali, culturali e politici e la militanza nell’associazionismo. Nella serie Rotary club la documentazione attesta il suo ruolo di co-fondatore della società Nuovi Spazi del Servire e nella serie Fondazione Italia-Argentina Emilio Rosetti il suo ruolo di fondatore della stessa.
Oltre alle serie di cui sopra abbiamo la serie Vita privata, con documenti personali e memorie relative alla sua esperienza di partigiano, membro di associazioni partigiane e testimone attivo della storia della resistenza cattolica, legato alla figura di Costante Maltoni, arcivescovo cattolico e diplomatico italiano nato a Forlimpopoli.
In fase di riordino si è costituita inoltre la serie Archivio, in cui si è raccolta tutta la documentazione esistente a supporto delle attività di ricerca sul fondo e quanto testimonia la precisa volontà di Luciano Ravaglia di lasciare testimonianze documentali a memoria del suo lavoro, quale il carteggio volto ad ottenere il riconoscimento di interesse storico del suo archivio professionale.

criteri di ordinamento
Come detto l’Archivio Ravaglia è insieme quello di un libero professionista e di uno studio, ma anche archivio personale, in relazione soprattutto alla documentazione relativa ai ruoli e agli incarichi nella vita pubblica, oltre che alla vita privata e familiare. 
Tra le carte di Luciano Ravaglia sono emersi una serie di strumenti di corredo, tra cui alcuni elenchi parziali della documentazione, degli elaborati grafici e delle fotografie, creati nel corso degli anni o contestualmente al riconoscimento di interesse culturale dell’archivio.  Peraltro questi elenchi sono risultati incompleti e non coerenti nemmeno in relazione a sezioni circoscrivibili dell’archivio. Si è anche accertata l’esistenza di un sistema di classificazione della corrispondenza - ma anche in questo caso usato solo in maniera parziale - e un sistema di classificazione degli elaborati grafici. Il sistema di classificazione degli elaborati grafici è risultato lo strumento di ricerca più attendibile, pur essendo anche questo incompleto. 
Le lacune sopra evidenziate tanto nei sistemi classificatori che negli strumenti di ricerca redatti dal soggetto produttore hanno reso necessario un esaustivo intervento di riordino che, pur rispettando l’approccio di Ravaglia verso la propria documentazione, ha comportato la proposta di una nuova struttura archivistica e di un nuovo ordine delle unità nelle rispettive serie.
Il lavoro di schedatura dell’Archivio Ravaglia ha comportato come prima cosa l’assegnazione temporanea di un numero di corda e l’applicazione di una segnatura ad ogni singola unità di conservazione rilevata, corrispondente al numero di corda assegnato. In questo contesto sono stati rilevati e numerati anche gli scaffali, gli armadi stendino e i tavoli su cui la documentazione è collocata.
Nel campo segnatura precedente sono state registrate le segnature ritenute plausibilmente corrispondenti a un sistema di protocollo o ordinamento della documentazione. Si tratta spesso di un codice alfanumerico, che ha una corrispondenza con alcuni dei registri di protocollo censiti.
Dopo la prima fase di schedatura e redazione dell’elenco analitico delle unità di conservazione si è proceduto all'ordinamento dell’archivio, che ha rispettato la sedimentazione originaria della documentazione, partendo dall’analisi puntuale dei protocolli dello studio IA3 e degli elenchi degli elaborati grafici. Si è tenuto conto della varietà tipologica dei materiali conservati e delle finalità rispetto a cui la documentazione è stata prodotta, identificando due possibili tipologie di serie: una in base alla tipologia (documentazione fotografica, elaborati grafici, supporti magnetici), l’altra in base alle funzioni tanto della vita professionale che personale.
Nel caso del materiale fotografico, degli elaborati grafici e dei plastici, si è giunti al livello di descrizione dell’unità documentaria, attraverso una registrazione di tipo inventariale, e l’assegnazione a ogni singola unità di un numero di inventario, in prospettiva di specifiche attività di catalogazione.
Nella fase di riordino si è proceduto al ricondizionamento e a una contestuale spolveratura della documentazione; si è inoltre ordinata la piccola biblioteca aggregata.
L’archivio Ravaglia è attualmente collocato in scaffali a giorno, in armadi metallici, in armadi “stendino” per i disegni tecnici, su tavoli, in scatoloni di cartone sul pavimento; gli elaborati grafici arrotolati sono appoggiati alle superfici o raggruppati in secchi di metallo. 
Si rammenta come l’archivio di Luciano Ravaglia è composto, oltre che dal fondo documentale, da una sezione di disegni tecnici, una sezione fotografica ed una biblioteca tecnica composta da 214 periodici e 583 monografie.
Della sezione fotografica e della biblioteca sono stati prodotti, nel corso dell’intervento del 2022, elenchi dettagliati

storia archivistica
L’archivio professionale di Luciano Ravaglia, lasciato per legato testamentario dallo stesso Luciano Ravaglia alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Forlì - Cesena (con testamento olografo), è stato riconosciuto di interesse culturale ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con provvedimento del 12 agosto 2013.
L’archivio si trova presso l’ultima sede dello studio, in palazzo Serughi, sede della Camera di commercio, edificio di cui Luciano Ravaglia curò la ristrutturazione. Prima degli anni Settanta la documentazione era conservata presso la prima sede dello studio di progettazione e architettura in via Allegretti 8, sempre a Forlì.
Ravaglia stesso ha integrato la documentazione presente nel suo studio con la documentazione che si trovava presso la sua residenza, sia relativa alla sua attività professionale che alla sua vita privata.

condizioni che regolano l'accesso
L'archivio Luciano Ravaglia si trova presso la sede della Camera di Commercio della Romagna, a Forlì in Corso della Repubblica


codice interno: 1484 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di 
Elisa Giovannetti e Fabrizio Monti (Ebla), 2026

realizzato per 
Camera di commercio della Romagna

intervento redazionale a cura di 
Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale. Area Biblioteche e Archivi, 2026