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Archivio Gina Borellini 1938 - 2006
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fondo
buste 158

Il fondo documenta in particolare l'attività politica svolta da Gina Borellini nel Partito comunista italiano e nelle associazioni Unione donne italiane, Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra (Anmig), Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi), Confederazione italiana e Confederazione provinciale per le associazioni combattentistiche.
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Per quanto riguarda il materiale relativo al Pci si conserva documentazione inerente ai congressi e alle iniziative organizzate dal partito, sia a livello nazionale che locale, tra il 1944 e il 1990. Sono inoltre presenti appunti di Borellini, corrispondenza dal partito e numerose riviste.
In merito all'Unione donne italiane si riscontra materiale relativo all'attività congressuale nazionale e periferica dell'associazione, carteggio riguardante le iniziative, le battaglie associative e le celebrazioni dell'8 marzo.
Per quanto riguarda le altre associazioni la documentazione testimonia la loro attività congressuale, le varie iniziative promosse e sostenute e la corrispondenza intercorsa con Gina Borellini.
L'archivio comprende materiale relativo alle celebrazioni organizzate tra il 1954 e il 1991 per commemorare la Resistenza e l'anniversario della Liberazione.
Nella serie dedicata ai documenti privati possiamo reperire materiale biografico e di rappresentanza, corrispondenza e appunti personali di Borellini.
Unitamente alle carte di Gina Borellini sono giunte al Centro documentazione donna i materiali prodotti e raccolti dalla Commissione regionale "Donne e Resistenza" Regione Emilia-Romagna, presieduta dalla Borellini stessa, esiti dell’indagine svolta nel trentennale della Resistenza (1975-1978) sul ruolo della donna nella lotta antifascista e nella Resistenza emiliano-romagnola.

criteri di ordinamento
La documentazione è pervenuta presso il Centro documentazione donna in condizioni di estremo disordine, ciononostante, nell'esaminare le carte, è stato possibile individuare tracce che riconducevano alle modalità di conservazione delle medesime da parte del soggetto produttore. Dalle annotazioni e dagli appunti individuati sulle coperte dei fascicoli traspare la preoccupazione di Gina Borellini di conservare e arricchire il materiale da lei raccolto e prodotto, nonché il suo desiderio di conservarlo per consegnarlo alla memoria delle generazioni future.
Queste tracce lasciate da Borellini sulla documentazione sono state il punto di partenza per il lavoro di riordino e per l'individuazione della struttura del fondo. I fascicoli spesso riportavano titoli originali, segnati nell'inventario tra virgolette, e dettagliati elenchi della documentazione che hanno consentito la corretta ricostruzione di numerose unità archivistiche. Lo stesso accade con le fotografie sul retro delle quali soleva, nella maggior parte dei  casi, annotare, la data, la ricorrenza e i nomi dei personaggi ritratti.
Non è sempre stato semplice decidere con precisione la collocazione di alcune unità archivistiche all'interno della struttura del fondo, in quanto le chiose lasciate dalla stessa Borellini palesavano il fatto che la documentazione in esse conservata fosse stata utilizzata in differenti occasioni e per assolvere a compiti diversi in relazione alle molteplici cariche da lei ricoperte. In questi casi si è optato per collocare la documentazione nella serie che ha originato l'apertura del fascicolo, mentre per le altre si è deciso di creare collegamenti e rinvii.
Tra le carte di Gina Borellini è stata individuata la documentazione della Commissione regionale Donne e Resistenza Regione Emilia Romagna, da lei stessa promossa, fortemente voluta e coordinata. Il materiale di questa Commissione è stato raggruppato in un subfondo articolato in due serie: attività organizzativa e attività di ricerca.
Il fondo è strutturato in quattro serie principali - Attività politica, Associazioni, Celebrazioni della Resistenza e delle Liberazione, Carte personali - atte a documentare  la vita pubblica e  privata di Borellini. Le serie successive sono state create dopo il secondo deposito archivistico, e sono dedicate ai materiali audiovisivi e a stampa.

storia archivistica
Acquisito dall'Udi di Modena nel 1996 il fondo viene depositato presso il Centro documentazione donna di Modena. Alla morte di Gina Borellini, avvenuta nel 2007, la famiglia della deputata decide di depositare ulteriore documentazione archivistica e il fondo librario presso il Centro documentazione donna. Al deposito seguirà formale donazione del materiale all'Associazione Centro documentazione donna.
Nel 2007 sono iniziate le attività di riordino del fondo grazie ad un finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. L'inventario del 2007 è stato realizzato da Maria Cristina Galantini.

Il presente intervento recepisce le schede descrittive delle serie individuate nel 2007 e presenta un approfondimento descrittivo di alcune serie (Tessere associative e Fotografie) che sono state coinvolte in un processo di digitalizzazione

modalità di acquisizione
Un primo segmento dell'archivio di Gina Borellini è stato dato in deposito all'Udi di Modena nel 1996, mentre nel 2007, dopo la sua morte, gli eredi hanno donato al Centro documentazione donna di Modena l'intero fondo archivistico, integrando il primo versamento con i materiali rimasti nella sua casa.

strumenti di ricerca
- "Guida agli Archivi dell'Unione Donne Italiane", Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli archivi, Roma 2002
- Caterina Liotti e Mariagiulia Sandonà, Un paltò per l'onorevole. Gina Borellini, medaglia d'oro della Resistenza, con inventario a cura di Mariacristina Galantini, Modena, Centro documentazione donna, 2009


codice interno: 1543 - 001

informazioni redazionali
Revisione e informatizzazione parziale per il web dell'inventario redatto da Maria Cristina Galantini (2007) a cura di
Laura Cristina Niero, 2026

realizzate per
Centro documentazione donna, Modena (ente convenzionato L.R. 18/2000)

intervento redazionale a cura di 
Regione Emilia-Romagna - Servizio Patrimonio culturale. Area Biblioteche e Archivi, 2026