L'Archivio dell'Unione donne in Italia di Reggio Emilia è in corso di inventariazione.
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Ad oggi sono disponibili soltanto le descrizioni analitiche della raccolta dei manifesti.
criteri di ordinamento I criteri di riordinamento del fondo sono stati uniformati a quelli studiati per il riordino dellArchivio Centrale dellUnione Donne Italiane di Roma, in quanto, constatato che non era possibile rispettare loriginario legame archivistico, in quanto spesso non più riconoscibile, si è ritenuto importante seguire un metodo simile e comune di ordinamento. Larchivista ha quindi iniziato il riordino della documentazione cartacea utilizzando come modello le prime schede di riordinamento elaborate dallArchivio Centrale UDI di Roma, unitamente e con la consulenza dellArchivio Centrale di Stato. Lordinamento così individuato è a carattere tematico, il primo titolo (ORG.) corrisponde allorganizzazione politico-istituzionale ed amministrativa, mentre i successivi alle principali iniziative, di intervento politico e sociale, dellUDI, con una suddivisione in una serie di buste e fascicoli in ordine cronologico e numerazione chiusa. I nuclei tematici così individuati, contraddistinti dalla corrispondente sigla, sono: 1. Organizzazione (ORG) 2. 8 Marzo (8) 3. Noi Donne e Cooperativa Libera Stampa (ND) 4. Pace e solidarietà (PS) 5. Donne e lavoro (LA) 6. Servizi Sociali (SerS) 7. Maternità (MA) 8. Contraccezione, sessualità e aborto (CoAb) 9. Famiglia Divorzio (FaDi) 10. Violenza sessuale (VS). Ogni gruppo tematico è stato quindi oggetto di un ulteriore ordinamento cronologico, operando inoltre una distinzione delle carte in fascicoli corrispondenti ad un criterio di produzione e provenienza dei documenti, se dalla sede UDI Centrale di Roma, se dal Comitato Provinciale di Reggio Emilia, se dai circoli periferici della medesima provincia, o se da enti ed istituzioni estranei allUDI, ma che con essa hanno avuto rapporti e/o corrispondenza. Accanto alle carte ordinate secondo il criterio tematico, si è scelto il solo criterio cronologico per linventariazione del materiale dellemeroteca, del materiale prodotto per e durante i Congressi Nazionali, delle agende annuali e quaderni dei verbali, nonché dei documenti di contabilità, posti in appendice al nucleo tematico dellOrganizzazione, e delle carte prodotte dal Centro Elsa Bergamaschi e dal Centro Alice, culturalmente affini ed in collaborazione stretta con lUDI, ma da essa formalmente distinti.
storia archivistica Dal suo primo concretizzarsi, nellanno 1945, larchivio dellUdi di Reggio Emilia si è formato attraverso una stratificazione cronologica e/o tematica dei documenti organizzativi e politici prodotti, senza il palesarsi di un criterio comune o stabilmente ricorrente. Solo quando nel 1982, con il ripensamento politico dellorganizzazione e lufficiale chiusura del Comitato UDI della Provincia di Reggio Emilia, sostituito da diversi gruppi di interesse, tra cui il Gruppo Archivio UDI, larchivio corrente ha naturalmente finito il suo iter di formazione, insieme allente che lo aveva prodotto. Sono appunto le donne del Gruppo Archivio UDI che hanno iniziato a pensare alla necessità di un lavoro sistematico di organizzazione scientifica ed inventariazione del materiale documentario, che di fatto diventava ora un archivio storico: da riordinarsi quindi secondo le leggi della scienza archivistica per la sua conservazione e tutela. E quindi stato contattato nel 1987 il Centro Studi e Ricerche di Modena, cooperativa di servizi culturali, per progettare insieme agli archivisti il riordino dellarchivio dellUdi di Reggio Emilia. Preliminarmente tutto il materiale documentario viene trattato da personale specializzato per eliminare ogni possibile elemento organico patogeno presente tra i vari supporti cartacei, prevenendo ogni nuova manifestazione. Si giunge ad un accordo tecnico nel 1989, con lindividuazione dellarchivista referente, Loretta Piccinini, e con linizio di unintensa attività di analisi per giungere alla scelta del sistema di riordinamento archivistico, il più coerente ed organico possibile alla specificità storica e politica dellente produttore dellarchivio. Le operazioni di riordino dellarchivio dellUdi di Reggio Emilia iniziano quindi nel marzo del 1989, per concludersi, in una prima fase, nel 1992, anno scelto come termine cronologico ante quem del materiale archivistico. In tale anno infatti larchivio lascia la sede di viale Isonzo n. 72 per spostarsi in via Medaglie dOro della Resistenza 6/B, trasferimento che coincide anche con la conclusione del periodo di transizione istituzionale posteriore al 1982 [ ]. Si è poi aperta una seconda fase di riordinamento e di revisione dellinventariazione nel 1996, al termine di un periodo di quattro anni durante i quali, sollecitate dal lavoro delle donne del Gruppo Archivio e dalla conseguente presa di coscienza dellimportanza della completezza e legame di tutto ciò che è stato prodotto e del valore storico di tale patrimonio documentario, alcune donne dellassociazione hanno donato allarchivio le carte che, per vari motivi, si trovavano non nella sede naturale, ma presso i loro domicili, o presso la sede dellIstituto di Studi Storici per la Resistenza di Reggio Emilia (1).
Note: 1) Testo dall'Introduzione all'inventario a cura di Loretta Piccinini in Archivio Unione donne italiane Reggio Emilia, Inventario. Documenti dal 1945 al 1992, riordino, inventariazione e schede metodologiche a cura di Loretta Piccinini; note introduttive tematiche a cura di Massimilla Rinaldi, Carla Vecchi, Reggio Emilia, 1999, pp. 5-6.
modalità di acquisizione L'archivio dellUdi di Reggio Emilia (documentazione cartacea, fotografica e manifesti) è stato donato nel febbraio 2021 al Centro documentazione donna di Modena dall'Associazione Gruppo archivio dell'Udi di Reggio Emilia, nata nel maggio del 2000 per proseguire le attività di conservazione e valorizzazione dell'archivio dopo la chiusura della sede dell'Udi locale.
codice interno: 1728 - 001
informazioni redazionali
Inventario parziale a cura di Laura Cristina Niero, 2025
realizzato per Centro documentazione donna, Modena
intervento redazionale a cura di Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale. Area Biblioteche e Archivi, 2025*