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Archivio della Cassa di risparmio di Ferrara 05 maggio 1838 - 27 marzo 2012
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fondo

L’archivio della Cassa di Risparmio di Ferrara conserva in modo pressoché completo le principali serie documentarie prodotte nell’esercizio dell’attività bancaria. La documentazione relativa agli organi di governo è tuttavia disponibile soltanto a partire dal 1883: da quell’anno si conservano infatti i verbali delle assemblee dei soci e del Consiglio di amministrazione, grazie a una riforma amministrativa che introdusse la figura del direttore e promosse una gestione più sistematica degli uffici e della documentazione.
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Il fondo, articolato in base alle funzioni svolte dall'ente, presenta, al momento, solo le serie principali, statuti, regolamenti, verbali degli organi societari, minute dei verbali delle assemblee dei soci, resoconti di bilancio.
La ristrutturazione del monumentale palazzo, sede della Cassa di risparmio in corso Giovecca a Ferrara (Palazzo Barbantini-Koch) per la realizzazione del Polo culturale BPER, ha indirizzato anche i lavori archivistici in questa direzione, determinando la scelta delle prossime serie che verranno descritte e digitalizzate:
- il consistente nucleo di elaborati di progetto e disegni di particolari costruttivi realizzati dagli ingegneri e dai professionisti che parteciparono alla costruzione di Palazzo Barbantini-Koch dal 1883 al 1911;
- la ricca documentazione relativa alle celebrazioni del primo centenario della banca costituita, oltre che da carteggio, relazioni e trascrizioni dei discorsi pronunciati dalle autorità per la solenne occasione, anche da materiale a stampa coevo e da una corposa e interessantissima documentazione fotografica.
Si segnala inoltre, anche l'interessante documentazione – per ora soltanto individuata – riguardante la collezione di opere che nel tempo hanno arricchito il patrimonio artistico della banca: i fascicoli, ordinati in prevalenza per autore, testimoniano le acquisizioni di dipinti e sculture, ma conservano anche corrispondenza, relazioni, copie di verbali, fotografie e rassegna stampa, costituendo importanti testimonianze della storia, oltre che dell’incremento del patrimonio dell’istituto, anche delle singole opere.

criteri di ordinamento
Con autorizzazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Emilia Romagna (prot. 468 del 03/06/25), si è proceduto ad avviare la ricognizione complessiva dell’archivio storico ex CARIFE fino al 1992, anno che segna una cesura archivistica, a seguito della privatizzazione dell’istituto bancario intervenuta con Legge “Amato-Carli” n. 218 del 30/07/1990.
In continuità con la metologia applicata per gli altri archivi bancari acquisiti da BPER, anche grazie alla relativa organizzazione presentata dalle carte, si è proceduto nella individuazione delle macroaree funzionali dell'istituto di credito, selezionando per la prima tranche dei lavori, la descrizione della documentazione prodotta dagli Organi di governo: statuti, regolamenti, verbali degli organi societari, minute dei verbali delle assemblee dei soci, resoconti di bilancio.
I lavori, tuttora in corso, prevedono la descrizione inventariale, realizzata nel rispetto degli standard internazionali di descrizione archivistica ISAD (G) e ISAAR (CPF), a livello di unità di archivistica/conservazione o per serie nel caso di documentazione omogenea a carattere seriale, in particolare nel caso dei raggruppamenti della Contabilità generale e della Raccolta - Impieghi - Servizi: in questi casi la documentazione è  descritta solo a livello alto di serie, in considerazione sia dell’uniformità delle informazioni, di natura tecnica e contabile, molto omogenee e ripetitive, sia in considerazione della consistenza dei registri contabili che ammontano a diverse centinaia.
La fase ricognitiva prevede anche l’individuazione di documentazione da selezionare ai fini dello scarto, da sottoporre alla valutazione della Soprintendenza.
Oggi, all’interno di un ampio progetto che dal 2022 vede BPER Banca collaborare con DHMoRe (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), parte della documentazione dell’archivio della Cassa di Risparmio di Ferrara, è stata sottoposta ad un’attività di digitalizzazione e di pubblicazione delle immagini sul portale Lodovico Medialibrary di proprietà di UNIMoRe; inoltre, in un’ottica di valorizzazione e di circolazione delle informazioni, la Medialibrary Lodovico e il Sistema Informativo Archivi ER sono stati resi interoperabili tramite l'attivazione di un collegamento tra le due piattaforme Lodovico e Archivi ER.

storia archivistica
L’archivio della Cassa di risparmio di Ferrara è stato dichiarato di notevole interesse storico nel 1995. 
Entrato a far parte del patrimonio archivistico di BPER Banca nel 2017, l’esigenza di ricostruirne struttura, consistenza e contenuti per renderlo fruibile al pubblico degli studiosi ha portato all’elaborazione di un primo progetto di ricognizione e schedatura del fondo iniziato a febbraio 2025 e tuttora in corso. 
Conservato originariamente a Palazzo Barbantini-Koch, sede della Cassa di risparmio, in corso Giovecca a Ferrara, si trova ora nei locali di deposito del Centro direzionale BPER Banca, in via del Commercio 68 a Ferrara.
Sul piano quantitativo la documentazione storica della Cassa, con esclusione dei fondi afferenti alle banche da essa incorporate nel tempo, ha una consistenza di circa 570 metri lineari ed è costituita da scatole, faldoni e registri in buono stato di conservazione riconducibili a tutte le principali serie archivistiche di carattere amministrativo e contabile che solitamente sono attestate per gli istituti di credito, alcune risalenti fino al 1838, anno di fondazione della Cassa, altre di più recente istituzione. 
La documentazione è stata organizzata fin dall'origine dal soggetto produttore secondo un sistema di classificazione articolato in Titoli, Capitoli e Fascicoli: i Titoli corrispondono alle aree funzionali dell'ente (per esempio l'area amministrativa, il personale, ecc.); i Capitoli costituiscono il secondo livello e raggruppano i documenti in base allo stesso tipo di procedimento (per esempio i verbali delle assemblee); il terzo livello, quello dei fascicoli identifica l'ordinamento fisico dato ai documenti e corrisponde sostanzialmente a una unità di conservazione, di solito una scatola, in cui i documenti sono ordinati cronologicamente. Tale sistema è riportato con precisione in 25
schedari con indicazione dei tempi di conservazione, di cui 6 specifici per la documentazione eliminata. Gli schedari costituiscono preziosi strumenti di corredo rispetto all'esistente. Il sistema classificatorio descritto si è mantenuto nel tempo e da un confronto a campione tra le voci degli schedari e la documentazione ad oggi presente in archivio è emerso che delle 34 voci di titolario ricavabili dagli schedari, solo 11 sono ancora presenti. Si tratta quindi di un sistema utile, perchè ancora oggi visibile nell'organizzazione data alle carte, per la ricostruzione dell'ordinamento dell'archivio, ma insufficiente per la descrizione delle serie nella loro completezza e per rappresentare in modo chiaro ed esaustivo la struttura organizzativa dell'ente.
Originariamente esisteva anche un sistema di protocollazione che si è perduto nel tempo e anche i registri di protocollo non sono stati conservati. Come in generale negli archivi bancari alcune serie significative dal punto di vista amministrativo, in particolare i carteggi, non sono stati considerati a conservazione perenne e pertanto sono attestati in modo residuale.
L'anno 1883 si è rivelato determinante per la conservazione della documentazione: in quella data, con l’approvazione di un vero e proprio regolamento amministrativo, gli organi di governo della banca assecondarono la necessità di introdurre delle prassi di gestione interna adeguate alla sempre crescente importanza che l’istituto di credito stava assumendo nell’economia locale, con riflessi avvertibili anche nell’organizzazione delle carte. Fu solo da allora, infatti, che oltre all'istituzione dell'archivio, si decise di trascrivere i processi verbali delle assemblee degli azionisti e del Consiglio amministrativo in appositi libri. Per il periodo antecedente al 1883 l'attività decisionale svolta dagli organi di governo è parzialmente attestata grazie alle relazioni allegate ai resoconti di bilancio, presenti dal 1840 (resoconto dell'anno 1839) e dalle "Minute dei verbali delle assemblee dei soci", a partire dal 1859. Le uniche serie che si conservano in maniera completa dalla data di fondazione della Cassa nel 1838, sono le serie degli statuti e dei regolamenti, quella dei bilanci e quella dei libri giornali. Allo stato attuale dei lavori di ricognizione dell'archivio non si è in grado di fornire informazioni più precise sulle altre serie costitutive del fondo. 
Appartiene al patrimonio archivistico della Cassa di risparmio di Ferrara anche l'archivio del Monte di pietà di Ferrara (13 gennaio 1508 - 1929) incorporato nel 1929.
Con l'acquisizione dell'intero complesso documentario da parte dell'archivio Storico BPER nel 2017, si è ritenuto opportuno rendere disponibili agli studiosi le antiche carte del Monte di Pietà attraverso il deposito presso l’Archivio di Stato di Ferrara, avvenuto in due momenti successivi ed autorizzati dalla Direzione Generale degli archivi (DGA, n.10872 del 2/7/2021) e dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna (prot.3747 del 28/09/2022). Il fondo archivistico, che si presenta oggi parzialmente lacunoso a causa delle dispersioni subite nel tempo, è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante fin dal 1994 ed è stato riordinato e inventariato analiticamente. L'inventario, a cura di Angela Ghinato, è stato pubblicato nel volume: Etica, banca, territorio: il Monte di pietà di Ferrara, Milano, Federico Motta editore spa, 2005.
I nuclei archivistici oggetto dell'attuale intervento di inventariazione sono stati parzialmente digitalizzati per la pubblicazione sulla Digital Library Lodovico. In particolare si segnala che la serie dei verbali del Consiglio di amministrazione è stata digitalizzata, per il momento, in funzione del lavoro di ricerca svolto per la ricostruzione della storia di Palazzo Barbantini-Koch, sede della Cassa. Risultano pertanto digitalizzati solo 9 registri, relativi ai seguenti anni: 1883-1884; 1900-1914.

modalità di acquisizione
A seguito di fusione per incorporazione da parte di BPER Banca il 20 novembre 2017.

condizioni che regolano l'accesso
Nell'archivio sono presenti documenti a carattere riservato ai sensi degli artt. 122 comma 3 e 125 del DL. 22 gennaio 2004, n. 42, che diventano consultabili 70 anni dopo la loro data.

unità di descrizione collegate
ASFE, Archivio del Monte di pietà di Ferrara, 1530-1929, bb. 50
Deposito autorizzato dalla Direzione Generale degli archivi (DGA, n.10872 del 2/7/2021) e dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna (prot.3747 del 28/09/2022).
https://sias-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=603592&RicSez=fondi&RicProgetto=as%2dferrara&RicVM=indice&RicTipoScheda=ca

bibliografia
- La Cassa di risparmio di Ferrara, in «Risparmio e credito nella Regione emiliana», Bologna, 1931;
- Il primo centenario della Cassa di risparmio di Ferrara, Bologna 1938;
- I primi cento anni della Cassa di risparmio in Ferrara, Ferrara, 1938 (edizione incompleta);
- La Cassa di risparmio di Ferrara, Ferrara, 1953;
- Cassa di risparmio di Ferrara 1838-1971, Canto (FE), 1971;
- I centocinquant'anni della Cassa di risparmio di Ferrara, Milano 1988;
- D. Schiavina, Il palazzo della Cassa di risparmio di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in materie letterarie, Relatore Prof. Ranieri Varese, Anno Accademico, 1997-1998;
- Etica, banca, territorio: il Monte di pietà di Ferrara, Milano 2005;


codice interno: 1771 - 001

informazioni redazionali
Inventario parziale a cura di
Chiara Pulini (curatrice dell'Archivio Storico BPER); Angelica Barberini, Margherita Beggi, Valentino Leone (Archimedia srl), 2026

realizzato per
BPER Banca

intervento redazionale a cura 
Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale. Area biblioteche e archivi, 2026*