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Archivio fotografico del Comune di Ferrara

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        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio fotografico del Comune di Ferrara
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="18500101-20051231">1850 - 2005</unitdate>
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        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>Il patrimonio fotografico del Comune di Ferrara si &egrave; andato costituendo e implementando principalmente per l'attivit&agrave; del Civico Gabinetto Fotografico nato nel 1970 in connessione con la Fototeca per documentare il patrimonio dei Musei d'Arte Antica e le attivit&agrave; di ricerca, tutela e valorizzazione promosse dall'Ente (collezioni, restauri, scavi archeologici, mostre).
Alcuni fondi sono pervenuti grazie a donazioni (Fondo Medri; Fondo Vecchi&amp;Graziani; Fondo De Rubeis; Fondo Venturelli); altri come deposito da Uffici municipali (Fondo Ufficio Centro Storico; Fondo Comune; Fondo Catasto).
Nei primi decenni in particolare, si &egrave; poi attivata una campagna di acquisti o scambi, presso istituzioni pubbliche e ditte specializzate, finalizzata al recupero di documentazione fotografica relativa al patrimonio culturale ferrarese</p>
        </acqinfo>
        <bioghist encodinganalog="ISAD 2 - 2 administrative - biographical history">
            <p>L'archivio fotografico del Comune di Ferrara, oggi conservato al piano terra di Palazzo Bonacossi in Via Cisterna del Follo n. 5, nasce nel 1970 con sede a Palazzo Schifanoia, come servizio interno di documentazione del patrimonio storico artistico comunale e delle attivit&agrave; di tutela e valorizzazione messi in atto dai Musei.
Il servizio viene promosso dall'allora neodirettore Ranieri Varese. Lo studioso, abituato a frequentare, nell'ambito dei propri percorsi lavorativi, le fototeche di storia dell'arte, prima fra tutte quella del Kunsthistorisches Institut di Firenze e ben consapevole dell'importanza della fotografia ai fini dello studio e della ricerca, ma anche della tutela del patrimonio, valuta come immediatamente necessario e inerente all'attivit&agrave; dei Musei, l'attivazione di un Gabinetto Fotografico e di una Fototeca.
Il riferimento culturale pi&ugrave; prossimo &egrave; quello del Laboratorio fotografico e dell'Archivio dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Universit&agrave; di Pisa fondato, alla fine degli anni Cinquanta, da Carlo Ludovico Ragghianti, con il quale Varese collaborava da tempo.
Dal 1970 al 2000 ca. l'implementazione della Fototeca si deve soprattutto all'attivit&agrave; del Civico Gabinetto Fotografico che nell'arco di trent'anni ha censito i beni culturali del terrirorio e gli eventi pubblici del Comune di Ferrara; &egrave; stata poi effettuata una politica mirata di acquisti e di scambi di documentazione fotografica relativa al patrimonio cittadino presso Enti pubblici (Soprintendenze e Musei) e ditte specializzate (Alinari). Alcuni fondi sono giunti in Fototeca per donazione.
All'inizio del secondo millennio l'interruzione dell'attivit&agrave; del Gabinetto Fotografico ha impoverito le funzionalit&agrave; della Fototeca e contribuito alla perdita di attenzione nei confronti del suo patrimonio. L'implementazione della raccolta ha comunque avuto seguito grazie soprattutto alla sensibilit&agrave; di professionisti attivi in altri servizi e attenti nel salvaguardare documentazione fotografica accumulatasi nel tempo in diversi uffici municipali.
Dal 1970 al 1985 sono stati pubblicati 22 cataloghi (fascicoli ciclostilati) realizzati internamente dagli operatori del Gabinetto Fotografico e dai collaboratori della Fototeca. I fascicoli, inviati gratuitamente a biblioteche, scuole e archivi documentano l'incremento della Fototeca in termini di negativi, stampe fotografiche e diapositive nuovamente prodotte o acquisite</p>
        </bioghist>
        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>Una prima classificazione dei negativi prodotti dal Gabinetto Fotografico fu pensata in funzione della loro maggiore o minore fruizione: negativi di frequente consultazione; negativi di scarsa consultazione; negativi di archivio. Di questi ultimi fanno parte i negativi su lastra in vetro (lastre Vecchi&amp;Graziani) che dopo aver subito un primo intervento di pulizia e restauro sono stati riportati su pellicola, sistemati in cartelle e quindi riposti all'interno di armadi in ferro verniciato a fuoco con fori per l'aerazione (Palazzo Schifanoia).
I negativi di scarsa consultazione sono quelli relativi a servizi effettuati per conto dell'Amministrazione comunale come la documentazione di incidenti stradali, competizioni sportive, ricorrenze patriottiche e l'insieme di quelli classificati come 'Servizi vari'. I negativi di pi&ugrave; frequente consultazione furono riposti in buste da negativo all'interno di cassettiere in ferro. All'esterno di ogni cassetto &egrave; indicato il range di numeri di negativo conservati all'interno.
Tra gli strumenti di corredo presenti in Fototeca si segnalano i registri su cui sono riportati: numero di negativo; autore, soggetto e collocazione dell'opera documentata; data della stampa e talvolta dello scatto.
Con il progressivo e rapido aumento del numero di negativi prodotti, per agevolare la consultazione e il recupero del materiale richiesto venne realizzato uno schedario cartaceo con una organizzazione delle schede per ordine progressivo, per autore, per soggetto e per luogo. Gran parte dei negativi sono stati stampati.
I positivi individuati dal medesimo numero di inventario dei corrispondenti negativi, sono stati perlopi&ugrave; incollati su cartoncino. Il retro di questo reca il timbro della 'Fototeca' e a seguire l'indicazione del n. di negativo, della data (di stampa e talvolta dello scatto, quando non coincidono), della localit&agrave;, autore e soggetto (dati relativi all'opera documentata) e dell'operatore fotografico. Le stampe positive furono collocate all'interno di contenitori in cartone pressato sistemati su scaffali secondo un'organizzazione topografica (per quanto riguarda le fotografie relative a opere conservate a Ferrara), per autore (dell'opera documentata), e per quanto riguarda l'archeologia per luogo e campagne di scavo.
Le diapositive, a partire dalla met&agrave; degli anni Ottanta, sono state collocate su cassetti appositi estraibili, all'interno di armadi dotati di pannelli luminosi. Come per le fotografie, anche le diapositive sono registrate sul registro d'entrata e schedate per autore, soggetto e luogo di conservazione dell'opera riprodotta.

All'inizio del secondo millennio poco dopo il trasferimento della sede dei Musei d'Arte Antica da Palazzo Schifanoia a Palazzo Bonacossi, viene meno l'attivit&agrave; del Gabinetto Fotografico. Anche la Fototeca, a sua volta trasferita negli spazi a piano terra del Palazzo in Via Cisterna del Follo, subisce una perdita di funzionalit&agrave; e attenzione. Molto materiale fotografico (giunto per donazione, deposito o nuove acquisizioni) si accumula in modo disordinato o senza documentazione fino ad uno stato di semiabbandono alla fine del secondo decennio.

Dal 2022 al 2024 la Cooperativa Le Pagine (oggi CIDAS) ha effettuato le operazioni archivistiche finalizzate a una mappatura sistematica del materiale fotografico e documentario della Fototeca dei Musei d'Arte Antica di Ferrara: ricognizione e valutazione degli strumenti di corredo; verifica della consistenza effettiva (conteggio puntuale di ogni unit&agrave;: stampe, negativi e diapositive) e del contenuto (a livello del fascicolo e quando possibile di ogni singola unit&agrave;) dei diversi fondi individuati (Medri, Topografico, Vecchi&amp;Graziani, Archeologia, Lavori Pubblici ecc..). Ogni busta e ciascun fascicolo sono stati anche fisicamente rinominati, apponendo un'etichetta all'esterno del contenitore con la nuova denominazione archivistica e talvolta riordinati. La descrizione del materiale censito (nuovo numero progressivo della busta; numero precedente; denominazione dell'unit&agrave;, estremi cronologici; stanza di posizionamento e collocazione della busta; contenuto a livello del fascicolo o di ogni singola unit&agrave;; note relative allo stato di conservazione o alla provenienza dei fondi o ai fotografi coinvolti ecc.), inizialmente compilata all'interno di un documento excel &egrave; stata immessa nella Piattaforma regionale per la descrizione archivistica della Regione Emilia-Romagna.
Nel 2023 si &egrave; proceduto alla digitalizzazione dei positivi di alcune raccolte della Fototeca (Medri, Archivio Topografico, Archeologia, Lavori Pubblici) oggi fruibili come allegati digitali delle rispettive schede descrittive</p>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>L'archivio fotografico del Comune di Ferrara conserva una documentazione fotografica relativa perlopi&ugrave; ai monumenti e alle opere d'arte ferraresi, ma nche all'evoluzione urbanistica ed edilizia della citt&agrave;.
Tra i nuclei originari della raccolta vi &egrave; il cosiddetto 'Fondo Gualtiero Medri'. La raccolta fotografica dello storico direttore dei Musei Civici Gualtiero Medri (1887-1970) donato dalla vedova Alma nel 1971, documenta la citt&agrave; nelle emergenze dei suoi palazzi, chiese e testimonianze artistiche, in scatti che vanno dagli anni Quaranta agli anni Cinquanta del Novecento. Si tratta delle fotografie raccolte e talvolta commissionate da Medri e utilizzate per corredare i testi delle sue numerose pubblicazioni dedicate alla citt&agrave; estense.
Le stampe che documentano il patrimonio storico artistico di Ferrara, in gran parte prodotte dal Gabinetto Fotografico dei Musei, ma anche acquistate o acquisite da Soprintendenze e Musei, sono organizzate per 'luogo'. Si tratta del cosiddetto 'Archivio topografico' costituito da quasi 50.000 stampe fotografiche raccolte in oltre 250 buste (intitolate <em>Vie e Corsi; Museo Schifanoia; Palazzo Bonacossi; Palazzina Marfisa; Lapidario; Museo della Cattedrale; Chiese&nbsp;</em>ecc.). Si presentano quindi testimonianze di strade, palazzi, chiese della citt&agrave; e delle sue molteplici e diversificate raccolte d'arte (di pittura, scultura, ceramica, bronzi, incisioni, arte egizia, medaglie e monete, lapidi ecc.).
Un secondo 'Archivio topografico' e uno per autore denominato 'Pittori' raccoglie fotografie relative al patrimonio artistico collocato fuori Ferrara. Ancora si segnalano nuclei di 'Cartoline' d'epoca&nbsp; sia relative a Ferrara e al territorio comunale che ad altre citt&agrave; o piccoli comuni. italiani.
Un'altra raccolta di interesse &egrave; quella dell''Archeologia' che documenta le pi&ugrave; significative campagne di scavo realizzate in citt&agrave; alla fine degli anni Settanta (Loggia dei Merciai) negli anni Ottanta (Scavi di Porta Reno; Palazzo Paradiso) e Novanta (Le Mura cittadine) del secolo scorso.
Alcune raccolte sono giunte in Fototeca per via di acquisti, donazioni o depositi: 'Fondo Vecchi&amp;Graziani' (lastre fotografiche databili tra 1920 e 1960 della ditta fotografica ferrarese attiva per diversi Enti Pubblici come Il Museo Schifanoia, la Pinacoteca Civica e l'EPT di Ferrara); 'Fondo Bondanelli' (lastre e stampe originali del fotografo attivo a Ferrara dal 1920 al 1950); 'Fondo De Rubeis' (lastre in vetro del fotografo attivo in citt&agrave; da 1862 al 1920); 'Fondo Venturelli' (negativi su vetro e su pellicola acquistate dai Musei d'Arte Antica nel 1998, attribuibili al giudice Solimani, fotografo dilettante, e databili intorno al 1915); 'Fondo Sturla' (lastre in vetro e stampe del cineoperatore, nonch&egrave; pioniere della cinematografia a Ferrara Antonio Sturla); 'Fondo Stadio' (lastre in vetro databili al 1951 ca.); 'Fondo Paolo Monti' (stampe fotografiche e diapositive del fotografo Paolo Monti presente a Ferrara con campagne fotografiche che vanno dalla met&agrave; degli anni Sessanta del Novecento fino alla sua morte nel 1982; si ricorda in particolare il censimento della citt&agrave; effettuato nel 1974 su commissione del Comune); 'Fondo Mentessi' (negativi su lastra in vetro del fotografo Emilio Sommariva che documentano le opere del pittore ferrarese Giuseppe Mentessi e la sua attivit&agrave; didattica in vari istituti milanesi); 'Fondo Ufficio centro Storico' (negativi su lastra in vetro); 'Fondo Comune di Ferrara' (negativi su lastre in vetro); 'Fondo Lavori Pubblici' (Album). Questi ultimi tre nuclei raccolgono scatti di interesse per la storia urbanistica ed edilizia di Ferrara, documentando il fermento edilizio degli anni Trenta, la ricostruzione post bellica e il sorgere di nuovi quartieri negli anni Cinquanta e Sessanta</p>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 5 allied materials area">
        <bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
            <p>cfr. C. Gulmini,&nbsp;<em>Sistemazione ed organizzazione della Civica Fototeca di Ferrara,&nbsp;</em>in 'Le fotocineteche. Problemi di conservazione e di uso pubblico', Atti del Convegno di Studio organizzato dal Comune di Macerata il 29 Settembre 1981, Roma, 1984, pp. 49-51;
M. Cavicchi,&nbsp;<em>Un giacimento di memoria civica: la fototeca dei Musei d'Arte Antica di Ferrara. Lavori in Corso</em>, in 'Museoinvita', n. 13, 2024</p>
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