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Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della provincia di Modena
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            <persname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001415" id="IT-ST-AUTHIBC0001-0000000409">Alfredo Bertesi</persname>
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            <extent>2108</extent>
            <genreform>unità documentarie</genreform>
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        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio Alfredo Bertesi
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="18040101-19551231">1804 - 1955</unitdate>
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        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>Nel 1975 il fondo &egrave; stato depositato in Istituto dagli eredi di Alfredo Bertesi e nello specifico dalla signora Francesca Rossi Praudi.</p>
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            <p>Entrato a far parte del patrimonio dell'Istituto storico di Modena nel 1971, il fondo Alfredo Bertesi compare gi&agrave; nella <em>Guida agli archivi dell'Istituto storico della Resistenza di Modena e provincia</em> curata da Pietro Alberghi e Ilva Vaccari nel 1983. Nel 1990 viene riordinato ed inventariato analiticamente da Caterina Liotti, la cui descrizione viene ripresa sommariamente da Letizia Ferri Caselli nel suo <em>Inventario degli archivi dell&rsquo;Istituto storico di Modena</em> (2002).&nbsp;
Al loro ingresso in Istituto, i materiali vengono collocati dall'archivista Ilva Vaccari nella "terza sezione" dell'archivio contrassegnati dalla seguente segnatura U.I.1-11, dove la lettera maiuscola "U" sta ad indicare la "Sezione, in parte ancora da riordinare", ossia l'armadio in cui vengono riposti; il numero romano designa invece il ripiano e i numeri arabi indicano le buste (1). Con il riordino della Ferri Caselli vengono attribuite nuove segnature ai fondi archivistici dell'Istituto,&nbsp; adottando una numerazione progressiva delle unit&agrave; di conservazione senza soluzione di continuit&agrave; fra un fondo e l'altro (numero di corda): cos&igrave; l'archivio di Alfredo Bertesi risulta condizionato all'interno delle buste 28-33.
Quanto invece ai criteri di riordinamento con cui &egrave; stato trattato nel 1990, Caterina Liotti&nbsp;nella sua introduzione esplicita le condizioni del fondo e spiega le sue modalit&agrave; di lavoro: "Precedentemente a quest'ultimo riordino ripetuti rimaneggiamenti avevano tentato di dare una pi&ugrave; precisa collocazione alle carte senza per&ograve; mai essere portati a termine. Al momento in cui ha avuto inizio il presente riordino i documenti erano divisi in undici buste delle quali solo le prime sette presentavano una articolazione in fascicoli per argomento. Cos&igrave; stando le cose, si &egrave; proceduto a schedare analiticamente l'intero fondo in modo da evidenziare i legami tra le varie carte e verificare se fosse possibile un riordino secondo il metodo storico, cio&egrave; una ricostruzione dell'ordinamento originario [...] si &egrave; scelto di riordinare le carte per tipologie documentarie, e questo soprattutto in relazione ad alcuni tipi di scritture che per il loro carattere (es. la corrispondenza) affrontano contemporaneamente argomenti e questioni diverse. Nell&rsquo;impossibilit&agrave;, cio&egrave;, di ricostruire l&rsquo;ordinamento originario ci si &egrave; basati, per organizzare la mole eterogena dei dati emersi dalla schedatura, su di un dato oggettivo quale il tipo di documentazione. In tal modo non forzando le carte entro suddivisioni per argomento astrattamente escogitate, e pertanto inevitabilmente condizionate dalle mode storiografiche del momento, si &egrave; creduto di fornire, con l&rsquo;inventario che ne &egrave; risultato, una guida pratica per ogni possibile ricerca. [&hellip;] L&rsquo;inventario descrive dunque analiticamente ogni documento all&rsquo;interno delle quattro serie tipologiche individuate (<em>corrispondenza, scritti, documenti, fotografie</em>) assegnando ad ognuno un numero di corda progressivo che ne permetta l&rsquo;immediata identificazione e ne faciliti la citazione" (2).

Note:
1) Commissione archivi-biblioteca dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (a cura di), <em>Guida agli archivi della Resistenza</em>, coordinatore Gaetano Grassi, Roma, 1983, p. 629
2) Caterina Liotti (a cura di), <em>Archivio Bertesi. Inventario</em>, Carpi, 1990 (pubblicazione in occasione del Convegno: <em>Alfredo Bertesi e la societ&agrave; carpigiana del suo tempo</em>, Convegno nazionale di studi, Carpi, 25-27 gennaio 1990; in testa al frontespizio: Comune di Carpi), p. 4</p>
        </custodhist>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>Nel 1990 il fondo &egrave; stato riordinato e strutturato come di seguito:
- Serie - <em>Corrispondenza</em>, composta da 12 sottoserie;
- Serie - <em>Scritti inediti e a stampa</em>, composta da 7 sottoserie, due delle quali - <em>Pubblicazioni di Alfredo Bertesi</em> e <em>Pubblicazioni di diversi</em> - a loro volta organizzate in sotto-sottoserie (<em>Articoli, Volantini, Opuscoli, Volantini e manifesti, Libri e opuscoli</em>)
- Serie - <em>Documenti</em>, suddivisa nella sottoserie <em>Documenti relativi ad attivit&agrave; pubbliche</em>, composta da 5 sotto-sottoserie (<em>Verbali e deliberazioni, Convenzioni e contratti, Documentazioni diversa pervenuta ad Alfredo Bertesi, Elenchi elettori, Documentazione amministrativa del Comitato elettorale del Partito Socialista Riformista</em>) e nella sottoserie <em>Documenti di natura privata</em>, composta a sua volta da 9 sotto-sottoserie (<em>Citazioni, ordinanze e copie di sentenze, Contratti e scritture private, Mutui, Bilanci, Cambiali, Fatture commerciali, Ricevute, Appunti diversi di natura amministrativa, Varie</em>)
- Serie - <em>Fotografie</em>;
- Serie - <em>Miscellanea di documentazione relativa alla famiglia Bertesi post mortem di Alfredo Bertesi</em>.
Relativamente alla struttura sopra descritta, il presente intervento si discosta dall'organizzazione di alcune serie semplificandone l'articolazione ossia eliminando il livello delle "sotto-sottoserie" e riconducendo le unit&agrave; in esse descritte all'interno della sottoserie di riferimento: in questo modo l'ordinamento dei materiali per "tipologia" &egrave; stato conservato e nel contempo si &egrave; evitata un'eccessiva segmentazione dell'inventario che andava a discapito di un agevole accesso alle notizie.
Nel rispetto della storia archivistica, del contesto di conservazione ed uso del fondo, questo intervento si qualifica come revisione e informatizzazione dell'inventario del 1990, nonch&egrave; adeguamento agli standard internazionali della descrizione archivistica ISAD(G) e ISAAR(CPF), per il il Soggetto produttore.
Ogni documento (unit&agrave; documentaria) &egrave; descritto analiticamente e ad esso &egrave; assegnato un numero progressivo di identificazione, senza soluzione di continuit&agrave; all'interno del fondo (numero di corda), che &egrave; riportato in Segnatura attuale, 2a occorrenza - valore.
La serie della <em>Corrispondenza</em> &egrave; ordinata in sequenza alfabetica per nome dei corrispondenti "col qual termine sono per&ograve; da intendersi non soltanto i nomi, o meglio, cognomi di persona, ma anche denominazioni di Societ&agrave;, Associazioni, Enti, Istituzioni, Partiti o anche semplicemente cariche politiche o amministrative. Tutte le volte che sembrasse il caso, infatti, si &egrave; preferito mettere in luce le ragioni istituzionali per cui una certa persona scrisse a Bertesi, facendo in genere prevalere l'istituzione sul singolo [...]". Le schede delle unit&agrave; documentarie, oltre alla denominazione, riportano il numero di corda progressivo assegnato nel corso del riordino del 1990 a cui fanno seguito la data cronica e quella topica, il numero di carte, la notazione se si tratti di un "originale", "telegramma" o "minuta".
La serie <em>Documenti</em> &egrave; ora comprensiva di 13 unit&agrave; archivistiche (fascicoli) nelle cui schede sono descritti analiticamente i materiali che ne fanno parte riportando le sequenza dei numeri di corda che li identificano.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>L'archivio Bertesi &egrave; costituito prevalentemente dalle carte prodotte ed acquisite da Alfredo Bertesi nel corso della sua vita, con l'aggiunta di altri documenti relativi a diversi membri della sua famiglia. Nel fondo trovano testimonianza gli avvenimenti pi&ugrave; importanti della sua attivit&agrave; politica e sociale: la presidenza dell'Associazione dei Lavoratori di Carpi, l'elezione a consigliere comunale e provinciale, la costituzione del primo circolo socialista carpigiano e poi la nomina a segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, l'esperienza del carcere, l'adesione al Partito Socialista Riformista e l'ingresso in Parlamento. Ma, trattandosi di un archivio personale, le carte non interessano soltanto i suoi percorsi politici ma afferiscono anche alla sua attivit&agrave; di industriale del truciolo, al lavoro svolto come Direttore di "Luce" (Carpi, 1891) e "Il Secolo", o come Presidente dell'Unione editori giornali quotidiani dell'Alta Italia; e ancora alla fitta rete di relazioni interpersonali trasversali agli ambiti sopracitati.
Si tratta di una ricca corrispondenza, di materiali di natura politica, scritti elettorali, appelli a sostegno del Comitato di Azione Civile (1917-1918), minute di articoli, opuscoli e ritagli di giornale, ai quali si affiancano documenti privati, familiari (lettere, fotografie, etc.) e amicali.
A titolo esemplificativo, attraverso gli scambi tra Bertesi e Filippo Turati, Leonida Bissolati, Gregorio Agnini, Andrea Costa, Camillo Prampolini, Nicola Badaloni e altri esponenti del socialismo italiano &egrave; possibile esplorare il radicamento e gli sviluppi degli ideali socialisti nel modenese e le conseguenze su tale processo delle leggi eccezionali di Crispi. Contemporaneamente, le carte afferenti alla sua attivit&agrave; di segretario del Partito socialista introducono all'indagine del rovesciamento delle urne avvenuto alla Camera il 30 giugno 1899, dell'arresto di Andrea Costa e delle successive deliberazioni del Gruppo parlamentare socialista allora in carica.
Oltre alla documentazione di respiro nazionale, il fondo presenta un ricco carteggio utile alla ricostruzione di una storia pi&ugrave; propriamente locale: le carte infatti "interessano molti aspetti della Carpi di fine secolo, intenta ad assumere un ruolo di primo piano nell'industria del truciolo e attivamente partecipe allo sviluppo delle prime cooperative di lavoro e di consumo" (1), raccontano della nascita dell'Associazione dei lavoratori, della costituzione del Consorzio di Cavo Cavone e di quello della Bonifica delle terre fra Crosolo e Secchia in destra del Parmigiana Moglia, nonch&egrave; della Banca popolare e della Cassa di Risparmio di Carpi.&nbsp;

Note:
1) Caterina Liotti, <em>Il fondo Bertesi dell'Istituto storico della Resistenza e di storia contemporanea di Modena</em>, in Maurizio Degl'Innocenti, Franco Della Peruta, Angelo Varni (a cura di), <em>Alfredo Bertesi e la societ&agrave; carpigiana del suo tempo. Atti del Convegno nazionale di studi (Carpi, 25-27 gennaio 1990)</em>, Modena, Mucchi, 1993, pp. 330-339, citaz. a p. 336</p>
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            <p>Il fondo è liberamente consultabile nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali.</p>
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        <otherfindaid encodinganalog="ISAD 4 - 5 finding aids">
            <p>- Pietro Alberghi, Ilva Vaccari, <em>Guida agli archivi dell'Istituto storico della Resistenza di Modena e provincia</em>, Modena, 1983
- Caterina Liotti (a cura di), <em>Registro cronologico generale di entrata</em>, Istituto storico della Resistenza di Modena, Modena, 1990
- Caterina Liotti, <em>Alfredo Bertesi e la societ&agrave; carpigiana del suo tempo. Convegno nazionale di studi (Carpi 25-26-27 giugno 1990). Archivio Bertesi. Inventario</em>, Carpi, 1990
- Letizia Ferri Caselli, <em>Inventario degli archivi dell'Istituto storico di Modena</em>, Modena, 2002.</p>
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        <bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
            <p>- Caterina Liotti, <em>Alfredo Bertesi e la societ&agrave; carpigiana del suo tempo. Convegno nazionale di studi (Carpi 25-26-27 giugno 1990). Archivio Bertesi. Inventario</em>, Carpi, 1990
- Michele Santoro, <em>Archivi privati: esperienze a confronto, </em>in &laquo;Biblioteche oggi&raquo;, vol. 19, ottobre 2001
- Luigi Crocetti, <em>Indicizzare la libert&agrave;</em>, in &laquo;Biblioteche oggi&raquo;, gennaio-febbraio 2002 in <a href="http://www.bibliotecheoggi.it/2002/20020100801.pdf">http://www.bibliotecheoggi.it/2002/20020100801.pdf</a>
- <em>Collezioni speciali del Novecento. Le biblioteche d&rsquo;autore. Atti della Giornata di studio</em> (Firenze, Palazzo Strozzi, 21 maggio 2008), Firenze, Polistampa, stampa 2009 (&laquo;Antologia Vieusseux giornale di scienze, lettere e arti&raquo; con unito il Bollettino delle pubblicazioni italiane e straniere, N.S. A.XIV, n.41-42, maggio-dicembre 2008)
- <em>Convegno L&rsquo;archivio costruito: autobiografia e rappresentazione negli archivi di persona</em>, Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 9 novembre 2018 (https://www.youtube.com/watch?v=U6HPKDSU2oM&amp;list=PLsjEnJ6PdekzI6c_XG2sb9bSD-uHYkWxO)
- Giovanni Di Domenico e Fiammetta Sabba (a cura di), <em>Il privilegio della parola scritta. Gestione, conservazione e valorizzazione di carte e libri di persona</em>, Roma, Associazione italiana biblioteche, 2020</p>
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        <geogname>Carpi (Modena)</geogname>
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