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Archivi ER - Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna

Gli archivi in Emilia-Romagna


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Biblioteca delle Arti - Sezione di Musica e Spettacolo. Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum Università di Bologna
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Archivio Milva

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            <persname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001647">Milva</persname>
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            <extent>
                <emph altrender="ml certi">10</emph>618
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            <genreform>fascicoli</genreform>
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            <extent>9</extent>
            <genreform>quaderni</genreform>
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            <extent>229</extent>
            <genreform>volumi</genreform>
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            <extent>101 manifesti</extent>
            <genreform>unità documentarie</genreform>
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            <extent>876 materiali audio</extent>
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            <extent>136 materiali video</extent>
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            <extent>96 musica scritta</extent>
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            <extent>80 premi e riconoscimenti</extent>
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        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio Milva
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        </unittitle>
    </did>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 2 context area">
        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>L'<em>Archivio Maria Ilva Biolcati</em> &egrave; stato donato alla Biblioteca delle Arti dell'Universit&agrave; di Bologna il 13 gennaio 2022 (donazione agli atti del notaio Cristina Barisone, Collegio notarile del Distretto di Bologna, rep. 7.164), accompagnato da elenco ufficiale di donazione.</p>
        </acqinfo>
        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>Le carte di Milva sono sempre state da lei custodite presso la propria abitazione; l'organizzazione e la gestione spettavano alla sua collaboratrice Edith Meier alla quale si deve la suddivisione dei materiali per tipologia documentaria. Con il loro trasferimento nei locali adibiti ad archivio della Biblioteca delle Arti dell'Universit&agrave; di Bologna (Palazzo Marescotti) l'ordinamento originale &egrave; stato rispettato e ripristinato, collocando sugli scaffali la diversa documentazione evitando quanto pi&ugrave; possibile promiscuit&agrave; e disordine. Questo <em>stato delle carte</em> ha orientato il presente intervento archivistico che si qualifica come il primo in quanto prima d'ora il fondo non era mai stato oggetto di riordino n&egrave; di descrizione.</p>
        </custodhist>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>Il fondo <em>Archivio Milva</em> &egrave; costituito da diverse tipologie di materiali mostrando quella commistione fra biblioteca e archivio che tanto caratterizza i fondi novecenteschi, e dunque richiedendo specifici trattamenti a livello di descrizione al fine di restituire quante pi&ugrave; informazioni possibili sul patrimonio, valorizzarlo e renderne agevole la ricerca e lo studio.
Materiali per l&rsquo;esecuzione e la preparazione degli spettacoli, edizioni e manoscritti musicali, rassegna stampa, programmi e libretti di sala, fotografie, manifesti e locandine, corrispondenza, dischi e audiocassette, DVD e VHS, libri e opuscoli, premi e riconoscimenti, con il presente intervento sono stati descritti analiticamente nelle banche dati di pertinenza ossia in SBN e nel Sistema informativo regionale, divenuto quest'ultimo il <em>luogo</em> virtuale in cui prende forma quella <em>mappa</em> nella quale tutti i <em>corpora disiecta</em> si raccordano (1).&nbsp;
Il fondo risulta pertanto strutturato in 12 serie, alcune delle quali a loro volta organizzate in sottoserie: all'intero di ogni partizione le unit&agrave; archivistiche sono state ordinate e descritte in sequenza cronologica.
Questa articolazione &egrave; riscontrabile sia nei materiali descritti analiticamente in questo inventario, ossia quelli tipicamente <em>archivistici</em>, sia in quelli catalogati in SBN - Catalogo del Polo Bolognese a cura della Biblioteca delle Arti, e qui descritti soltanto sommariamente (serie/sottoserie).
Nel rispetto delle norme stabilite dagli standard internazionali della descrizione archivistica ISAD(G) e ISAAR(CPF), e nello specifico delle regole della descrizione multilivellare, le schede fondo, serie e sottoserie riportano i seguenti dati:&nbsp;
- denominazione o titolo
- soggetto produttore (per il fondo)
- estremi cronologici
- consistenza
- ambiti e contenuto
- criteri di ordinamento, con link alle descrizioni inserite in SBN - Catalogo del Polo Bolognese per i materiali trattati anche dal punto di vista biblioteconomico
- storia archivistica (per il fondo)
- bibliografia.
Le schede descrittive del livello unit&agrave; archivistica e unit&agrave; documentaria (per la serie <em>Manifesti e locandine</em>) a loro volta presentano i seguenti dati:
- denominazione o titolo
- estremi cronologici
- tipologia
- informazioni sulle dimensioni e il cromatismo - solo per le unit&agrave; documentarie
- ambiti e contenuto - con la segnalazione delle fotografie riscontrate frammiste alle carte al di fuori della specifica serie dedicata
- segnatura attuale.
Le unit&agrave; archivistiche e documentarie sono state riordinate fisicamente sulla base della struttura inventariale individuata per cui vi &egrave; rispecchiamento fra inventario e disposizione a scaffale dei materiali, con qualche eccezione limitatamente soprattutto alle fotografie quale conseguenza dei differenti formati che le contraddistinguono e che hanno richiesto soluzioni conservative adeguate e dunque diversificate.
Le unit&agrave; di conservazione (buste) sono state numerate ricorrendo al <em>numero di corda</em> che le aggrega in un'unica sequenza senza soluzione di continuit&agrave; da 1 a 87 (con b. 27 bis).
Il fondo &egrave; dunque conservato all'interno di bb. 88 per complessivi 10 metri lineari, che naturalmente non includono i manifesti, collocati stesi in apposita cassettiera.&nbsp;


Note:
1) L'espressione &egrave; di L. Crocetti "Libri e carte sono da porre sullo stesso piano; ci&ograve; che dobbiamo fare &egrave; disegnare una mappa" - riportata da Ludovica Braida in <em>Gli archivi culturali del Novecento. Non &egrave; un secolo come gli altri</em>? in &laquo;Fabbrica del libro&raquo; 2011/1</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>L'Archivio Milva riunisce la documentazione relativa alla carriera artistica di Milva sia come attrice teatrale e cinematografica sia come cantante: si tratta di materiali che, per la durata di tale percorso e ancor pi&ugrave; per il suo spessore, attraversano tutta la seconda met&agrave; del Novecento protraendosi fino al primo decennio degli anni Duemila, e interessano non solo l'arte del nostro paese - nella specifica declinazione del teatro, del cinema e della musica leggera - ma anche quella europea e internazionale.
Dalle carte che attestano la preparazione dei suoi spettacoli, la scelta dei brani e le prove, alla rassegna stampa che riporta la risposta del pubblico alle sue interpretazioni, senza tralasciare i davvero numerosi materiali promozionali conservati, ai quali si affiancano i manifesti e le locandine; dalla ricca raccolta di fotografie (pose, foto di scena, di concerti e spettacoli teatrali) ai materiali musicali e alla sua biblioteca e audio-videoteca, tutto concorre alla narrazione dell'itinerario umano e artistico di "una vera attrice oltre che una grande cantante" (1).
La descrizione inventariale ha cercato di dare una visione organica del fondo facendo emergere i collegamenti strutturali tra le parti che lo compongono, e insieme il profilo umano e artistico della cantante e attrice, le collaborazioni nazionali e internazionali, le diverse fasi della sua carriera. La documentazione nel suo complesso, dove ogni serie archivistica rinvia o richiama le altre pi&ugrave; che mai, introduce non solo nella storia di un'artista ma anche in quella del teatro italiano del secondo dopoguerra, il teatro di Paolo Grassi e del Piccolo di Milano, del Gruppo Teatro e Azione diretto da Giorgio Strehler che gi&agrave; nel 1969 mette in scena la "Cantata di un mostro lusitano" (2), dell'"Opera da tre soldi" di Brecht proposta in tutta Europa proprio attraverso l'interpretazione di Strehler e quella di Milva a partire ai primi anni Settanta. Altres&igrave; le carte raccontano una televisione di intrattenimento che vede in scena Milva con Oreste Lionello e Heather Parisi, oppure al fianco di Gigi Proietti.
Scarna la corrispondenza riscontrata nel fondo, perlopi&ugrave; rinvenuta sciolta frammista alla rassegna stampa e alle fotografie: poche carte dalle quali traspare una rete di relazioni di natura professionale ma di portata internazionale; poche carte davvero preziose che raccontano la stima e l'ammirazione ricevute da collaboratori e pubblico, e infine la stima e la sincera amicizia da parte di chi ha condiviso con lei un progetto artistico.


Note:&nbsp;
1) Archivio Milva, <em>Materiali promozionali</em>, fasc. Milva canta un nuovo Brecht. Non sempre splende la luna, 1995, pieghevole dello spettacolo presentato nell'ambito del Festival Brecht di Milano.
2) "Dovevamo fare i nostri esperimenti [...] &egrave; il destino del teatro" cos&igrave; Strehler nel libretto di sala parlando del lavoro sul testo di Peter Weiss che tocca i tasti del colonialismo e del razzismo occidentale.</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
</c>