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Archivio Franca Carzedda

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    <did>
        <langmaterial encodinganalog="ISAD 4 - 3 language-scripts of material">
            <language>Italiano, spagnolo, francese, inglese</language>
        </langmaterial>
        <origination encodinganalog="ISAD 2 - 1 name of creator(s)">
            <name authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001943">Franca Carzedda</name>
            <persname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001943">Franca Carzedda</persname>
        </origination>
        <physdesc encodinganalog="ISAD 1 - 5 extent and medium of the unit of description">
            <physfacet type="note">conservati in 6 buste</physfacet>
            <extent>26</extent>
            <genreform>fascicoli</genreform>
        </physdesc>
        <physdesc encodinganalog="ISAD 1 - 5 extent and medium of the unit of description">
            <extent>1</extent>
            <genreform>rotolo</genreform>
        </physdesc>
        <unitid countrycode="IT" encodinganalog="ISAD 1 - 1 reference code">1624 - 001</unitid>
        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio Franca Carzedda
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="19470101-20141231">
                <emph>con antecedenti al 1947-51</emph>[1991 - 2014]
            </unitdate>
        </unittitle>
    </did>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 2 context area">
        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>
                <date>2023</date>Deposito ad opera di Franca Carzedda nei confronti dell'Archivio delle donne di Bologna, avvenuto in data 25 gennaio 2023.
            </p>
        </acqinfo>
        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>All'acquisizione il fondo risulta disordinato. Arriva, senza alcun intervento di riordino, direttamente dal domicilio del soggetto produttore, in scatoloni e sacchetti. Materiali con e senza datazione si trovano mischiati nelle scatole, senza continuit&agrave; tematica n&eacute; cronologica.</p>
        </custodhist>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <accruals encodinganalog="ISAD 3 - 3 accruals">
            <p>E' possibile che il fondo sarà soggetto ad ulteriori incrementi da parte del soggetto produttore, ad ora non prevedibili.</p>
        </accruals>
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>La documentazione &egrave; divisa in quattro serie. Si &egrave; deciso di dedicare la prima al collettivo "Clitoristrix" per dare conto dell'importanza che il gruppo ebbe nell'esperienza politica di Carzedda. E' in "Clitoristrix" che Carzedda esprime al massimo la sua militanza, &egrave; fra i membri fondatori e il suo ruolo &egrave; reso evidente dalla consistenza del materiale da lei raccolto.
Nella seconda serie "Altri gruppi e collettivi femministi bolognesi" trovano spazio materiali che dagli anni Novanta testimoniano le prime militanze di Carzedda (ad esempio nel collettivo universitario "Lilith Luna nera") e tengono traccia degli spazi occupati da lei attraversati, fino ad arrivare agli anni&nbsp;2000 con l'importante collettivo "Quelle che non ci stanno" alla cui fondazione Carzedda contribuisce largamente.
Nella terza serie si raggruppa la documentazione relativa a gruppi e collettivi femministi nazionali e internazionali, a testimonianza della partecipazione di Franca ad eventi e iniziative di carattere extra-cittadino.
L'ultima e quarta serie, raccoglie il materiale personale e di studio che non ha trovato spazio nelle precedenti, appunti e scambi di mail non meglio inquadrabili nel percorso di militanza di Carzedda.
Ciascuna serie &egrave; al suo interno riordinata cronologicamente con il criterio delle serie aperte.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>Archivio personale di Franca Carzedda, relativo alla sua attivit&agrave; di femminista, nel ventennio a cavallo del 2000. La gran parte dei documenti fa riferimento all&rsquo;esperienza di Carzedda all&rsquo;interno dei collettivi "Clitoristrix" e "Quelle che non ci stanno" (costola del primo), ma c&rsquo;&egrave; traccia dei suoi contatti con vari spazi occupati della citt&agrave;, altri gruppi femministi (con la stessa associazione "Orlando") dentro e fuori Bologna.
La documentazione d&agrave; conto del percorso politico di Carzedda, accompagnandola nella fase pi&ugrave; legata agli spazi universitari bolognesi (in cui attraversa ad esempio il 36 occupato di via Zamboni) per poi vederla approdare nell'importante occupazione dello spazio femminista di "Atlantide", nel cassero di Porta Santo Stefano, a partire dal 1999 (20 febbraio). La realt&agrave; di Atlantide risulta centrale nella militanza politica di Carzedda fino al 2014 (lo spazio sar&agrave; sgomberato ad ottobre 2015).&nbsp;
L'archivio di Franca Carzedda offre uno scorcio importante sul microcosmo dei collettivi femministi bolognesi degli anni Novanta e dei primi Duemila. Dalle carte emerge la moltiplicazione degli spazi, delle assemblee, dei nomi che parallelamente svolgono attivit&agrave; politica nel territorio cittadino. Le carte intersecano la storia del movimento femminista italiano e internazionale di quegli anni.
Lo sguardo pi&ugrave; intimo e approfondito &egrave; quello rivolto al collettivo "Clitoristrix", di cui Franca &egrave; una delle fondatrici. Del collettivo conserva quasi l'interezza dei verbali, molte foto, e traccia di tutte le attivit&agrave; organizzate, sotto forma di volantini. Ad ogni anno di attivit&agrave; corrisponde un manifesto autoprodotto che porta traccia della cronologia di eventi.&nbsp;
La documentazione &egrave; composta da volantini, opuscoli, appunti manoscritti, verbali di assemblee, manifesti &nbsp;autoprodotti, fanzine, comunicati, lettere, mail, pubblicazioni, foto.</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 4 conditions of access and use area">
        <accessrestrict encodinganalog="ISAD 4 - 1 conditions governing access">
            <p>Fondo liberamente consultabile previo appuntamento.
Esclusa, per motivi di privacy, la sottoserie "Verbali", contenente dati sensibili.</p>
        </accessrestrict>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 5 allied materials area">
        <bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
            <p>Per ricostruire la storia del collettivi femministi bolognesi, e la mappa dei luoghi da essi attraversati, ci si &egrave; basate su interviste incrociate a persone attive nel contesto di riferimento.
Non esiste, ad ora una bibliografia sul tema, n&eacute; altri archivi consultabili.&nbsp;

Per quanto riguarda la storia dell'occupazione dello spazio Atlantide, nel cassero di Porta Santo Stefano, &egrave; stato utilizzato in minima parte, esclusivamente per ricostruire i primi momenti della creazione dello spazio, il libro "Atlantide Hardcore D.I.Y. Punx Live 2001/2015" nato dalla collaborazione tra ZOOO Print and Press, SERIMAL Screenprinting Studio, HELLNATION Red Star Press e ATLANTIDE NullaOsta e pubblicato nel 2021.</p>
        </bibliography>
    </descgrp>
</c>