Gli archivi in Emilia-Romagna
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<!DOCTYPE c PUBLIC "+//ISBN 1-931666-00-8//DTD ead.dtd (Encoded Archival Description (EAD) Version 2002)//EN" "ftp://ftp.loc.gov/pub/ead/ead.dtd">
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<origination encodinganalog="ISAD 2 - 1 name of creator(s)">
<corpname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0002045">Officina</corpname>
<name authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0002044">Roberto Roversi</name>
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<physdesc encodinganalog="ISAD 1 - 5 extent and medium of the unit of description" label="content">
<physfacet type="note">conservati in una busta</physfacet>
<extent>13</extent>
<genreform>fascicoli</genreform>
</physdesc>
<physloc altrender="sede">Biblioteca Universitaria di Bologna - BUB</physloc>
<unitid countrycode="IT" encodinganalog="ISAD 1 - 1 reference code">1642 - 001</unitid>
<unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Carte della rivista Officina
<unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="19550101-19591231">[1955 - 1959]</unitdate>
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<descgrp encodinganalog="ISAD 2 context area">
<acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
<p>L’acquisizione del fondo documentario è avvenuta a seguito di una Convenzione (Prot. n. 0001475 del 01/12/2023 – Contratti - Convenzioni (AOO Periferiche) 50/2023), tra la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Bologna e la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB dell’Alma Mater Studiorum di Bologna.</p>
</acqinfo>
<custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
<p>La raccolta è frutto della selezione di materiale relativo al lavoro editoriale della rivista <em>Officina</em>, ad opera di Antonio Bagnoli che, al momento della chiusura della <em>Libreria Palmaverde </em>(anno 2005), ha ereditato da Roberto Roversi le carte redazionali di cui trattiamo.
Le carte erano miste a un copioso epistolario, anche privato, che Roversi ha donato ai familiari e che, in parte, si trova oggi depositato presso il Comune di Pieve di Cento, con un vincolo imposto dall'autore stesso rispetto ai tempi di possibile consultazione e lavorazione delle carte.
La raccolta è stata in seguito acquistata dal Comune di Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, e affidata alla Biblioteca Universitaria di Bologna - BUB e si presenta all’interno di un’unica busta, organizzata internamente dallo stesso Bagnoli in fascicoli, corrispondenti ciascuno ad un autore dei contributi / bozze dattiloscritte o manoscritte. Gli autori dei testi raccolti sono: Italo Calvino (pezzi 8); Pier Paolo Pasolini (pezzi 3); Mario Luzi (pezzi 2); Carlo Emilio Gadda (pezzo 1).
In un successivo versamento si aggiungono altri 3 pezzi, opere intitolate a Roberto Roversi, Pier Paolo Pasolini e Francesco Leonetti.
Il riordino, l’inventariazione e il ricondizionamento del fondo archivistico sono avvenute grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna nell’ambito del bando «Cultura e rigenerazione 2023»</p>
</custodhist>
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<descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
<accruals encodinganalog="ISAD 3 - 3 accruals">
<p>Potrebbero essere previsti incrementi qualora si trovasse materiale inerente la rivista presso l'archivio di Roberto Roversi depositato e non ancora consultabile</p>
</accruals>
<arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
<p>Nell’intervento si è deciso di dar conto del contesto in cui i contributi sono stati prodotti: i vari numeri della rivista Officina.
I raggruppamenti coincidono con i diversi numeri della rivista in cui compare la versione edita dei testi presenti in bozza e i fascicoli corrispondono ai singoli autori dei componimenti, divisi per ciascun numero.
All'interno delle unità archivistiche i documenti sono stati ordinati in modo tale che l'ultima versione delle bozze fosse quella pù aggiornata rispetto alle correzioni presenti nel testo, e quindi più fedele alla versione definitiva edita.
Nella descrizione delle unità archivistiche si è cercato di evidenziare le caratteristiche estrinseche dei documenti e corredare le descrizioni delle singole unità documentarie di tutti quelli elementi che possano sottolineare le differenze tra le diverse versioni del testo conservate e il rapporto con la versione definitiva edita sulla rivista.
Tale struttura dovrebbe agevolare eventuali future acquisizioni e inserimenti di ulteriore materiale all'interno della raccolta.
La documentazione, eccezione fatta per un singolo documento di cui si è dato nota, non è datata. Si è scelto di attribuire alla raccolta le date dei numeri della rivista Officina cui si riferiscono le unità della raccolta, nonostante non si abbia certezza di quando siano stati effettivamente composti i componimenti da parte degli autori.
Il materiale è stato infine ricondizionato, al fine di una corretta conservazione, e cartulato nelle unità documentarie, in vista di una possibile futura digitalizzazione delle carte.</p>
</arrangement>
<scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
<p>Il fondo si compone di documenti manoscritti, dattiloscritti e bozze di stampa relative ai componimenti di diversi autori che, tra il 1955 e il 1959, hanno visto pubblicate le proprie opere nei diversi numeri della rivista <em>Officina</em>.
Si tratta, generalmente, di materiale preparatorio e bozze con correzioni manoscritte riguardanti revisioni di testo, sostituzioni di termini, indicazioni per i caratteri e gli spazi per la stampa.
Gli autori dei testi conservati sono Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Francesco Leonetti, Mario Luzi, Pier Paolo Pasolini e Roberto Roversi.
Si tratta sia di componimenti poetici che di interi romanzi pubblicati in "puntate" successive.
Il complesso di documenti è organizzato in modo tale da rispecchiare la distinzione tra i vari numeri a cui erano destinati i testi prodotti dai diversi autori, evidenziando il collegamento tra la versione definitiva dei componimenti e la documentazione preparatoria presente nei fascicoli.
Nel contenuto di livello alto si è dato conto del sommario del numero della rivista in previsione di probabili incrementi futuri</p>
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