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Archivio del Comitato di Liberazione nazionale della montagna

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            <corpname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0002023">Comitato di liberazione nazionale della Montagna (Modena)</corpname>
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        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio del Comitato di Liberazione nazionale della montagna
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="19440101-19451231">1944 - 1945</unitdate>
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        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>Le carte del CLN della Montagna (CLNM) risultano presenti al Centro Ferrari di Modena dai primi anni Ottanta accanto a quelle della Brigata "Italia" (1): prima di tale data la documentazione &egrave; stata custodita da Tommaso Dondi, gi&agrave; vice segretario dell&rsquo;organizzazione al quale si deve la cura degli atti; successivamente, nel 1965/1966 Dondi ha consegnato le carte a Ermanno Gorrieri, ex comandante delle Brigate Italia, impegnato nelle ricerche ai fini della stesura del saggio <em>La Repubblica di Montefiorino</em> (2); infine, &egrave; probabile che esse siano state depositate proprio da Gorrieri al Centro Ferrari dove sono state unite a quelle delle Brigate Italia e dell&rsquo;Alpi andando a formare un complesso archivistico dedicato alla "partecipazione dei cattolici alla Resistenza modenese".
Il complesso &egrave; stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza per i beni archivistici dell'Emilia-Romagna in data 29 aprile 1994 e nuovamente il 6 maggio 1998 in occasione della vendita dell'Archivio del Centro culturale F. L. Ferrari alla SIAS (Societ&agrave; iniziative e attivit&agrave; sociali, poi Fondazione SIAS), che ha affidato allo stesso Centro culturale F.L. Ferrari la conservazione, la gestione e la valorizzazione dei fondi archivistici.
Le carte del CLNM sono citate nell'I<em>ndice del patrimonio documentario raccolto e parzialmente ordinato nell'archivio storico del Centro al giugno 1984</em>, e nei successivi aggiornamenti del 1993 e 1998 (3), nella sezione in cui vengono descritti i "Fondi relativi alla Resistenza modenese (1943-1945) ed all'associazione ALPI (1947-1995)": alla b. 9 risultano infatti gli "Atti del Cln della Montagna dicembre 1944 - aprile 1945" quale unit&agrave; archivistica facente parte dell'Archivio delle Brigate Italia - Divisioni Pianura e Montagna.&nbsp;
Anche nella banca dati Archivi modenesi (http://www.archivimodenesi.it) &ndash; realizzata tra il 2004 e il 2005 - si riscontra la descrizione del fondo <em>Divisioni Modena pianura e montagna. Brigate Italia, 1943 - 1945</em> nella quale si precisa: "Il fondo non &egrave; ordinato. Nell'elenco di consistenza compilato presso il Centro F. L. Ferrari i fondi delle Brigate Italia, di Germano Chiossi, di Vittorio Grisi e Sante Giovanardi, le carte raccolte da Ermanno Gorrieri per la redazione del volume <em>La Repubblica di Montefiorino</em> e il fondo dell'Associazione liberi partigiani italiani, sono affiancati in quanto tutti relativi alla resistenza modenese. In fase di riordino verranno considerati come fondi distinti [...]". Come si pu&ograve; vedere, anche in questo caso le carte del CLNM non compaiono nell'elenco dei materiali da considerarsi "fondi distinti" e sono interpretate come unit&agrave; archivistiche appartenenti al fondo delle "Brigate Italia".
L'analisi delle carte, la presenza dei registri di protocollo e la peculiare storia del Cln, organismo ben distinto per funzioni e competenze dalla "Brigata Italia", sono gli elementi che hanno supportato la presente descrizione inventariale che interpreta questa documentazione come fondo archivistico a tutti gli effetti, autonomo e specifico per natura materiale e politica, amministrativa e organizzativa.


Note:
1) Cos&igrave; risulta dall'<em>Indice del patrimonio documentario raccolto e parzialmente ordinato nell&rsquo;archivio storico del Centro al giugno 1984</em>, p. 30
2) Ermanno Gorrieri, <em>La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia</em>, Bologna, Il Mulino, 1966, p. 9
3) <em>Archivio storico "Francesco Luigi Ferrari". Indice e bibliografia</em>, Modena, 1993 e 1998</p>
        </custodhist>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>Le carte sono state riordinate all'interno di tre serie archivistiche dedicate alle diverse tipologie documentarie: si tratta dei registri di protocollo, della corrispondenza protocollata e dei materiali di natura economico-contabile.
All'interno delle partizioni le unit&agrave; archivistiche sono ordinate e descritte in sequenza cronologica, ad eccezione dei fascicoli della corrispondenza che rispettano la progressione del titolario di classificazione; in tutti i casi la rappresentazione inventariale rispecchia anche l&rsquo;ordine fisico dei materiali.
La descrizione inventariale rispetta le norme stabilite dagli standard internazionali della descrizione archivistica ISAD(G) e, per il Soggetto produttore, lo standard ISAAR(CPF).&nbsp;
Nel rispetto delle regole della descrizione multilivellare, le schede fondo e serie riportano i seguenti dati: denominazione o titolo, soggetto produttore (per il fondo), estremi cronologici, consistenza, ambiti e contenuto, criteri di ordinamento, storia archivistica (per il fondo), bibliografia. A loro volta le schede delle unit&agrave; archivistiche presentano: titolo originale o attribuito, estremi cronologici, segnatura attuale, segnatura precedente, ambiti e contenuto.
Tutte le unit&agrave; archivistiche sono state condizionate all&rsquo;interno di buste recanti sul dorso etichette con i dati identificativi del contenuto: denominazione del fondo, serie archivistica, estremi cronologici, segnatura attuale.
La documentazione &egrave; conservata complessivamente in bb. 2.
L'esame delle carte durante il lavoro di riordinamento ha messo in evidenza il loro generale buono stato di conservazione.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>Il fondo comprende la documentazione prodotta dal Cln della Montagna dalla sua costituzione - 4 dicembre 1944 - fino alla cessazione e scioglimento, avvenuto nel maggio del 1945.
Si tratta dei registri di protocollo degli atti in entrata e in uscita e della corrispondenza intercorsa fra il Clnm e gli organismi di riferimento (Cln provinciale, Cln comunali, CUMER, missioni alleate, comandi militari, etc.); sono inoltre presenti i verbali delle sedute del Clnm con le deliberazioni assunte; carteggio inerente tutte le problematiche che interessavano le popolazioni dei comuni della montagna - Montefiorino, Frassinoro, Polinago e Prignano - amministrati da questo organismo (viveri, sussidi, cure mediche, scuola, viabilit&agrave;, etc.).
Infine il fondo comprende alcuni registri dei conti e carte sciolte con ricevute di prelevamenti e distribuzione di viveri, resoconti contabili e note spesa.</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 5 allied materials area">
        <bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
            <p>- Ermanno Gorrieri, <em>La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia</em>, Bologna, Il Mulino, 2&deg; edizione, 1970
- <em>Atti e documenti del Cln clandestino di Modena</em>, &laquo;Quaderni dell'Istituto storico della Resistenza di Modena&raquo; n. 9, 1974&nbsp;
- Claudio Silingardi, <em>Una provincia partigiana. Guerra e Resistenza a Modena 1940-1945</em>, Milano, Franco Angeli, 1998
- Dana Portaleone, <em>Montefiorino dopo i rastrellamenti: la seconda fase della zona libera</em>, in &laquo;E-Review Dossier&raquo;, 3-2015 <em>&laquo;Il paradosso dello Stato nello Stato&raquo;. Realt&agrave; e rappresentazione delle zone libere partigiane in Emilia Romagna</em> a cura di Roberta Mira, Toni Rovatti, Bologna (BraDypUS)
- Maria Carf&igrave;, Giovanni Taurasi, <em>Dalla notte all'alba della democrazia. I Comitati di Liberazione Nazionale di Modena (1943- 1946)</em>, Mimesis Edizioni, Milano, 2015</p>
        </bibliography>
    </descgrp>
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