Gli archivi in Emilia-Romagna
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<language>italiano, latino, tedesco, inglese</language>
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<name authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0002062">Mirco Caffagni</name>
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<emph altrender="ml certi">ml. 3,70</emph>24
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<extent>34</extent>
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<unitid countrycode="IT" encodinganalog="ISAD 1 - 1 reference code">1739 - 001</unitid>
<unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio Mirco Caffagni
<unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="16000101-20171231">[1944]- 2017</unitdate>
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<acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
<p>
<date>2024</date>L’archivio di Mirco Caffagni è stato depositato nel 2024 presso "Grandezze e Meraviglie", via Ganaceto 40b a Modena, in base a un contratto quinquennale stipulato con la famiglia il 2 maggio dello stesso anno.
</p>
</acqinfo>
<custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
<p>L'archivio è stato costituito da Mirco Caffagni nel corso della propria attività di ricerca relativa al mondo della musica e della cultura antica e conservato presso la propria abitazione.
I primi contatti con "Grandezze e Meraviglie – Festival Musicale Estense" si sono avuti alla fine del 2022, anno in cui l'archivio fu visionato da Enrico Bellei, responsabile di "Grandezze e Meraviglie", ancora presso la casa di Caffagni.
Nel 2024 fu stipulato un contratto di durata quinquennale con la famiglia di Caffagni per un deposito presso la sede dell'associazione; non tutto l’archivio venne però ceduto, perché la famiglia si riservò di trattenere presso di sé una parte del fondo; questo fu motivato dal fatto che le figlie di Caffagni, Livia e Claudia, sono musiciste professioniste a livello internazionale nel gruppo di musica medievale e rinascimentale <em>La Reverdie</em>, perciò interessate ad avere a disposizione i documenti prodotti dagli studi paterni.
Nel 2023 sono iniziate le attività di digitalizzazione degli spartiti e documenti antichi facenti parte della collezione acquisita da Caffagni nel corso degli anni sulla base del progetto PNRR Modena Armonica TOC 2023-2025. Le digitalizzazioni realizzate sono consultabili nel portale Lodovico Digitali Library</p>
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<accruals encodinganalog="ISAD 3 - 3 accruals">
<p>Non sono previsti incrementi documentari</p>
</accruals>
<arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
<p>Il fondo si presentava privo di ordinamento. La maggior parte della documentazione era contenuta in 3 scatoloni, in 2 raccoglitori ad anelli, in alcuni album, mentre un’altra parte era in fascicoli sciolti. Il materiale all’interno degli scatoloni non presentava alcun criterio di ordinamento. Si notava però che su molti fascicoli inseriti negli scatoloni erano stati apposti dei biglietti autoadesivi, con annotazioni dovute ad un tentativo di identificazione dei pezzi operato dalla moglie o dalle figlie di Caffagni prima del deposito.
Dopo aver compreso la tipologia di tutta la documentazione si è proceduto all'ideazione di ragguppamenti seriali, che rispecchiassero gli interessi e l’attività dello studioso (musicologia, organologia, corrispondenza, rassegna stampa, locandine e depliant, fotografie).
All'interno di ciascuna serie per quanto possibile è stato applicato un criterio di ordinamento cronologico. Si segnala che su molta parte della documentazione la datazione è assente, ove possibile sono stati individuati almeno un decennio o lasso temporale definito.
Oltre al riordino fisico e logico della documentazione si è proceduto al ricondizionamento della stessa, che era posta all'interno di contenitori non idonei alla conservazione, in fascicoli e buste appositi.
Alle buste dell'intero fondo è stata applicata un'unica numerazione "di corda" poiché non sono previsti incrementi.</p>
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<scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
<p>Le carte dell’archivio di Caffagni introducono alla sua passione quale cultore di musica rinascimentale e barocca sotto forma di moltissime trascrizioni di intavolature, cioè partiture in cui sono segnati con numeri e linee i punti precisi in cui il musicista doveva premere la corda dello strumento per ottenere una determinata nota. Spesso queste trascrizioni sono corredate dalle trasposizioni in notazione chitarristica.
Sono inoltre presenti appunti accurati e puntuali predisposti per i laboratori e i seminari a cui Caffagni partecipava come docente e, spesso, come musicista.
L'archivio comprende anche la documentazione relativa alle ricerche svolte negli archivi e nelle biblioteche per approfondimenti tematici sugli strumenti a pizzico – liuto, arciliuto, tiorba, viola da braccio e da gamba, chitarra, cembalo - sulla loro costruzione e sulla prassi esecutiva verificata quotidianamente. Altri interessi che si riscontrano sulle carte sono la prassi del basso continuo e la tipologia delle corde utilizzate dagli antichi liutisti.
Il fondo si arricchisce di ritagli di stampa in cui Caffagni è citato come studioso o suonatore, locandine e depliant inerenti ai corsi suddetti ed altri temi e soggetti di suo interesse.
Infine, è presente una corrispondenza (quasi tutta in arrivo) con musicisti e studiosi italiani e stranieri (in questo caso i mittenti scrivevano in tedesco) che interpellano lo studioso per avere materiali di studio fin dagli anni '50.
Ad arricchire il materiale archivistico si segnala la presenza di una collezione manoscritta e a stampa, frutto delle ricerche di Caffagni nel mercato antiquario.</p>
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<descgrp encodinganalog="ISAD 5 allied materials area">
<bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
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<extref>https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/isbd/MOD1804935?fieldvalue%5B1%5D=Rivista+della+Societ%C3%A0+del+Liuto&fieldaccess%5B1%5D=Keywords%3A1016&fieldstruct%5B1%5D=ricerca.parole_tutte%3A4%3D6&struct%3A1001=ricerca.parole_almeno_una%3A%40or%40#</extref>
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<date>n. 16/17, maggio/novembre 2018</date>
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<title>Il liuto. Rivista della Società del liuto. In memoria di Mirco Caffagni</title>
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