Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle donne della città di Bologna
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Bologna (BOLOGNA)
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Archivio personale di Franca Carzedda (Nuoro 1973), relativo alla sua attività di femminista dai primi anni Novanta, quando si trasferisce a Bologna per gli studi universitari ed aderisce al Collettivo femminista "Lilith Luna Nera", indicativamente al 2014 quando si conclude l'esperienza del collettivo\coordinamento "Quelle che non ci stanno". La presenza di un volume della rivista Cronache sociali che raccoglie le annualità 1947-1951 fa retrodatare il fondo. La maggior parte dei documenti fa riferimento in particolare all'esperienza di Carzedda all'interno dei collettivi "Clitoristrix" e "Quelle che non ci stanno". Di Clitoristrix, collettivo femminista e lesbico, da lei fondato nel 1997 insieme ad altre e che vivrà dentro lo spazio occupato di Atlantide fino al 2012, l'archivio conserva quasi l'interezza dei verbali, molte foto, e traccia di tutte le attività organizzate, sotto forma di volantini. Ad ogni anno di attività corrisponde un manifesto autoprodotto che porta traccia della cronologia di eventi. Il collettivo\coordinamento "Quelle che non ci stanno" (costola del precedente), alla cui nascita Carzedda contribuisce dal 2006 in seguito all'aggressione ai danni di una compagna, avrà come focus il femminicidio e la violenza contro le donne e si scioglierà nel 2014. La documentazione dà conto del percorso politico di Carzedda, accompagnandola nella fase più legata agli spazi universitari bolognesi (in cui attraversa ad esempio il 36 occupato di via Zamboni) per poi vederla approdare nell'importante occupazione dello spazio femminista di "Atlantide", nel cassero di Porta Santo Stefano, a partire dal 1998. La realtà di Atlantide risulta centrale nella militanza politica di Carzedda fino al 2014 (lo spazio sarà sgomberato ad ottobre 2015). L'archivio offre uno scorcio importante sul microcosmo dei collettivi femministi bolognesi degli anni Novanta e dei primi Duemila. Dalle carte emerge la moltiplicazione degli spazi, delle assemblee, dei nomi che parallelamente svolgono attività politica nel territorio cittadino. Le carte intersecano la storia del movimento femminista italiano e internazionale di quegli anni. In esse c'è traccia dei suoi contatti con vari spazi occupati della città, altri gruppi femministi (con la stessa associazione "Orlando") dentro e fuori Bologna. E' presente inoltre in minor consistenza materiale personale e di studio, appunti e scambi di mail non meglio inquadrabili nel percorso di militanza di Carzedda. La documentazione (26 fascicoli e 1 rotolo conservati in 6 buste) è composta da volantini, opuscoli, appunti manoscritti, verbali di assemblee, manifesti autoprodotti, fanzine, comunicati, lettere, mail, pubblicazioni, foto. E' stata depositata presso il Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle donne della città di Bologna - Archivio di storia delle donne dalla stessa Carzedda in data 25 gennaio 2023, dove è stata successivamente sottoposta ad un intervento di riordino e descrizione.