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Archivio Ada Defez e Vittorio Caruso     1936-2002

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consistenza
  • 27 metri lineari complessivi 
descrizione
  • Il fondo riunisce gli archivi professionali e personali dei coniugi Ada Defez (Napoli 22 febbraio 1931 - Modena 7 giugno 2002) e Vittorio Caruso (Napoli 14 dicembre 1926 - Modena 29 settembre 1983). I due architetti, formatisi alla facoltà di Architettura di Napoli nel dopoguerra, giunsero a Modena nel 1962 a seguito dell'assunzione di Vittorio Caruso quale funzionario del comune della città e vi si stabilirono per tutto il resto della loro esistenza. La loro carriera fu distinta sin dagli esordi: Ada Defez fu una libera professionista e si occupò principalmente di progettazione per l'edilizia pubblica e privata; Vittorio Caruso ricoprì il ruolo di funzionario pubblico lavorando dapprima per il Comune di Modena e in seguito presso la Regione Emilia-Romagna (in cui prese servizio tramite un comando a partire dal 1973) e si occupò in prevalenza di urbanistica e viabilità, coltivando in parallelo una passione per il design d'interni. I due professionisti collaborarono sporadicamente nel periodo giovanile (tra il 1958 e il 1962) e firmarono insieme alcuni progetti.
    Caruso partecipa alla stesura del Piano Regolatore del 1965 e, per la parte pubblica, a svariate attuazioni urbanistiche, dal Villaggio artigiano di Modena Est al Villaggio Giardino. Dal 1975 presso gli Uffici Tecnici della Regione Emilia-Romagna si occupa della pianificazione a scala provinciale e regionale e dello sviluppo dell'assetto viabilistico regionale. Tra le opere di Defez si ricordano: le “Piramidi" di via Morane, l'hotel Raffaello, la scuola d'infanzia di Savignano, le case a schiera di via Copernico e altri edifici abitativi del Villaggio Giardino. Partecipa inoltre ad alcune importanti operazioni di recupero di edifici storici ferraresi e restaura il Teatro Herberia di Rubiera. A partire dalla fine degli anni Settanta ridisegna numerosissime case ed abitazioni modenesi.
    Si è scelto di creare un unico fondo, suddiviso in due subfondi relativi all'attività professionale e alla sfera personale di Defez e Caruso, poiché tracce di una storia conservativa comune sono state individuate nella grafia, riconducibile ad Ada Defez, presente sui contenitori originari in cui era riposta la documentazione. L'architetto Defez sopravvisse di molti anni al marito, per questa ragione sono presenti in maggior misura nel fondo documenti riconducibili alla sua attività professionale e sfera personale.
    Ciascun subfondo è stato suddiviso in serie che riflettono la natura della documentazione presente all'interno dello stesso. Alcune delle serie (Progetti, Carriera, Carte Personali, Convegni ed Elenchi descrittivi dell'archivio) ricorrono in entrambi i subfondi. Nel subfondo di Caruso è presente una serie che riunisce saggi e articoli scritti da lui per differenti pubblicazioni di settore (Pubblicazioni).
    La documentazione consiste complessivamente in: 381 fascicoli, 173 rotoli contenenti 1841 elaborati grafici, 1177 fotografie, 774 negativi fotografici, 26 volumi, 21 diapositive, 2 registri, 16 quaderni, 7 cartelle, oltre a 9 oggetti (2 targhe, 3 timbri, 3 modelli in legno e compensato, 1 t-shirt gadget di congresso).
    Il fondo fu donato dagli eredi al Comune di Modena nel 2007 (vedi DG n. 247 del 08.05.2007), insieme a un piccolo fondo librario costituto da monografie e fascicoli di periodici. Nel febbraio 2025 è stata è effettuata dagli eredi un'integrazione alla donazione costituita da alcuni fascicoli e tavole di progetto.
    Tra il 2009 e il 2010 una prima ricognizione, effettuata da personale interno alla Biblioteca Poletti, portò alla redazione di un elenco di consistenza della sola documentazione in busta. Nel 2013 il fondo è stato oggetto di rilevamento nell'ambito del progetto “Censimento degli archivi femminili della provincia di Modena”, con relativa scheda SIUSA redatta da Sara Verrini (2014). Nel maggio 2022 Open Group fu incaricata di completare la ricognizione della documentazione conservata in tubo (di cui è stato redatto un elenco di consistenza) e in seguito, di procedere al riordino del fondo e alla redazione dell'inventario pubblicato nel 2026 nel Sistema informativo archivistico regionale.
conservato presso: Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti di Modena    da: 2007

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dati aggiornati al 04/03/2026

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aggiornamento a cura di
  • Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti di Modena
verifica a cura di
  • Servizio Industria, Commercio, Turismo e Cultura della Provincia di Modena
validazione a cura di
  • Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale