L'Antoniano dei frati minori è un ente che dipende direttamente dalla Provincia di Cristo Re dei frati minori dell'Emilia-Romagna. Nel 1946 fu attuata l'unione delle dette due Province nella nuova e odierna Provincia di Cristo Re dei frati minori dell'Emilia-Romagna. Nel 2016, a seguito della fusione delle Province francescane dei frati minori delle regioni dell'Italia settentrionale (Genova, Milano, Torino, Trento, Venezia), poi riconosciuta il 23 febbraio 2017 con decreto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, viene istituita la Provincia S. Antonio dei frati minori, da cui dipende lAntoniano. Le origini della sua fondazione sono da ascriversi alle vicende di un frate minore francescano che, al termine del secondo conflitto mondiale, progettò un locale presso il convento di S. Antonio di Bologna dove accogliere i bisognosi e dare loro un pasto caldo. A partire dal dicembre 1951, padre Ernesto Caroli insieme ad altri religiosi del convento e ad alcuni laici, diede vita a comitati con il compito di promuovere le cosiddette "Opere caritative antoniane". I comitati si occupano di diverse attività assistenziali: raccolta del pane, costruzione di appartamenti da assegnare gratuitamente a famiglie bisognose, svincolo dei pegni, pagamento delle bollette, consegna di spesa e medicine, distribuzione di indumenti, calzature, biancheria personale e per la casa. Sin dagli inizi, le opere caritative dell'Antoniano si accompagnarono alle iniziative culturali, inaugurate dalla "Biennale d'arte sacra contemporanea" nel 1954, seguita dall'istituzione dell'Accademia antoniana d'arte drammatica e della scuola di danza classica, dove i giovani potevano apprendere l'arte della recitazione, della tecnica cinematografica, delle altre discipline dello spettacolo e della danza. L'archivio dell'ente è stato costituito a partire dal 2011, quando furono individuati locali idonei e a norma per la conservazione e la consultazione della documentazione. Antecedentemente a tale data non esisteva un locale preposto alla conservazione della documentazione, che si trovava dislocata in diversi uffici e locali dell'ente senza un ordinamento particolare se non quello rispondente all'uso amministrativo e corrente. Nel 2012 l'Antoniano è stato censito in qualità di conservatore nell'ambito del progetto "Una città per gli archivi", che ha sostenuto il riordino e inventariazione della documentazione ivi conservata.
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