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Fondazione I Teatri
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Fondazione I Teatri

Consorzio I Teatri 1996 - 2002
Associazione I Teatri 1990 - 1996

descrizione

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nota storica
  • La Fondazione I Teatri di Reggio Emilia si costituisce formalmente il 20 giugno 2002. Tale atto costituisce l’esito di un lungo processo di trasformazione dell’assetto istituzionale iniziato nel 1957 quando, dopo 100 anni di gestione privata caratterizzata da alterne vicende, il Comune di Reggio Emilia si assumeva la gestione diretta del Teatro Municipale. La decisione di abbandonare la consuetudine di affidare a impresari privati, e all’ETI per la prosa, l’organizzazione delle stagioni teatrali, si fondava sull’idea di assegnare alla cultura in generale un compito essenzialmente "politico" e educativo, considerando l’attività teatrale come servizio pubblico per eccellenza con funzione etica e pedagogica. È in questa "visione" che si colloca, ad esempio, l’iniziativa "Musica/Realtà" (nata nel 1973 e proseguita fino al 1978) nel corso della quale alcuni dei massimi protagonisti della cultura musicale italiana (tra cui Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Luigi Nono, Giacomo Manzoni, Luigi Pestalozza, ecc.) aveva animato incontri aperti e concerti in "luoghi non teatrali" (fabbriche, quartieri, scuole, ecc.), nell’intento di realizzare un nuovo rapporto tra pubblico e musica, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza passiva degli ascoltatori in un ascolto attivo consapevole e critico nei confronti dell’esecuzione musicale.
    Alla gestione del Teatro Municipale si aggiungeva nel 1981 quella del Teatro Ariosto e nel 1984 quella del Teatro Cavallerizza (destinato allo spettacolo contemporaneo e di ricerca).
    Nei primi anni di gestione pubblica la direzione del Municipale fu affidata ad una commissione nominata dal Consiglio comunale presieduta dall’Assessore alla cultura e nel 1961 veniva nominato un Direttore, garantendo peraltro la continuità culturale attraverso la presenza di amministratori particolarmente illuminati.
    Questo modello organizzativo viene mantenuto fino al 1990, quando al Comune si affianca la Provincia di Reggio Emilia e viene costituita l’Associazione dei Teatri di Reggio Emilia, con lo scopo di "promuovere, sostenere, finanziare e realizzare iniziative culturali con riguardo al teatro e al settore dello spettacolo" (art. 3 dell’Atto costitutivo di Associazione del 2 giugno 1990). Tale cambiamento dell’assetto istituzionale si era reso necessario per le crescenti difficoltà a rendere compatibile il funzionamento dei teatri – sempre più articolato e complesso per la costante crescita della domanda da parte di fasce sempre più vaste di cittadini – con le norme che regolavano la vita degli enti pubblici (v. estratto del verbale di seduta del Consiglio comunale di Reggio Emilia del 9 marzo 1990).
    Successivamente il Comune e la Provincia di Reggio Emilia individuavano, come migliore strumento "per la gestione e il funzionamento dei Teatri di Reggio Emilia, la forma giuridica del Consorzio [in quanto], ente strumentale dotato di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale", al quale veniva affidata "la gestione del servizio culturale e teatrale relativo alla Città di Reggio Emilia" (Convenzione tra il Comune e la Provincia di Reggio Emilia per la costituzione ai sensi dell’art. 25 della legge 8 giugno 1990 n. 142 del Consorzio denominato I Teatri di Reggio Emilia del 30 luglio 1996, punti C e F). Tale Consorzio avrebbe provveduto "all’organizzazione, produzione, promozione, gestione e distribuzione delle attività culturali con riguardo al Teatro o al settore dello spettacolo", svolgendo "tutte le attività connesse, integrative e di supporto all’attività di servizio che si [rendessero] utili con il progresso del settore e per una migliore realizzazione dei fini consortili" (Convenzione..., cit, art. 2) e ad esso sarebbe stato devoluto, tra l’altro, il patrimonio aziendale della Associazione.
    Nel 2002 gli enti che avevano dato vita al Consorzio convennero sulla necessità di realizzare un nuovo assetto istituzionale che consentisse "una gestione più adeguata delle attività del settore e soprattutto la fattiva collaborazione di soggetti pubblici e privati, per realizzare finalità di interesse generale ed utilità sociale mediante la gestione di impresa teatrale da parte di una fondazione non lucrativa (..«)stipulando (...) un contratto di servizio con il Comune di Reggio Emilia per la regolamentazione delle attività e l’utilizzazione dei beni di proprietà comunale" (Verbale di assemblea straordinaria portante trasformazione del consorzio di pubblico servizio «I Teatri di Reggio Emilia» in Fondazione).
    In base al più recente statuto del 20 settembre 2017 "La fondazione — che non ha scopo di lucro — persegue l’obiettivo di contribuire allo sviluppo culturale, civile ed economico della comunità locale" (art. 2.1) e "ha finalità di promozione, produzione e diffusione della cultura, dell’arte, dello spettacolo, di tutte le espressioni teatrali (di parola, di musica, di danza, ecc.) e della cultura ambientale, nonché di conservazione e valorizzazione dei beni culturali ad essa assegnati, o comunque da essa ricevuti" (art. 2.2). In base al medesimo statuto sono "fondatori originari istituzionali" il Comune di Reggio Emilia e la Provincia di Reggio Emilia.
    L’Archivio Biblioteca Mediateca della Fondazione I Teatri nasce verso la metà degli anni Settanta, all’interno del Teatro Municipale, come centro di raccolta, conservazione e valorizzazione dei materiali che documentano l’attività spettacolare nei principali teatri reggiani – il Teatro Municipale, a cui negli anni Ottanta si aggiungeranno il Teatro Ariosto e il Teatro Cavallerizza in una gestione unitaria. La storia dell’Archivio del Teatro Municipale Valli (poi diventato Archivio della Fondazione I Teatri) racconta di una costante e non scontata attenzione alla memoria da parte di questa istituzione.
    Man mano l’Archivio si organizza come centro di documentazione aperto al pubblico e dà avvio a un programma di ricerche e studi che confluiscono in una serie di pubblicazioni, oltre che ad un’attività culturale varia che arricchisce, di stagione in stagione, i cartelloni dei teatri, con convegni, seminari, letture, mostre e attività divulgative. L’apertura al pubblico offre la spinta per costituire anche una biblioteca e una mediateca specializzate (con annessa emeroteca), proprio per offrire a studenti, studiosi appassionati anche strumenti scientifici di indagine.
    Nel tempo attraverso la raccolta della documentazione prodotta dal teatro da un lato e acquisti e donazioni private dall’altro, via via si sono costituiti tre nuclei distinti: l’Archivio propriamente detto, che raccoglie e conserva tutta la documentazione relativa ai singoli spettacoli e agli eventi che si svolgono nei tre teatri, a partire dal 1957 (manifesti, rassegne stampa, programmi di sala, fotografie, registrazioni audio e video, l’archivio amministrativo); la Biblioteca, sviluppata con acquisti effettuati sia in Italia che all’estero; la Mediateca, con un notevole e interessante patrimonio, in parte costituito con registrazioni di archivio e in parte con acquisti di video e cd, che, nel tempo, si è notevolmente arricchito anche grazie all’arrivo di importanti donazioni private.
    II patrimonio archivistico si articola in due partizioni distinte ma caratterizzate da "nessi" archivistici inscindibili, che legano la documentazione relativa alla complessa attività gestionale a quella prodotta intorno alle diverse manifestazioni e iniziative culturali e di spettacolo (video, fotografie, rassegna stampa, manifesti, etc.): l’Archivio amministrativo, che documenta l’attività gestionale dei teatri anche nel periodo precedente alla nascita della Fondazione, e il cosiddetto Archivio di spettacolo, costituito da diverse tipologie documentarie (manifesti, fotografie, registrazioni video e audio, rassegna stampa, folder ecc.), sistematicamente raccolte a partire dalla metà degli anni Settanta, che testimoniano le diverse forme di spettacolo dal vivo dei Teatri reggiani (al Municipale dal 1957, all’Ariosto dal 1981, alla Cavallerizza dal 1984): opera, concerti, danza, jazz, operetta e musical, prosa, letture, teatro ragazzi, conferenze, seminari, convegni, mostre e festival. All’interno di questa sezione è altresì conservata la documentazione relativa ai numerosi premi istituiti dall’ente nel corso del tempo, tra i quali si segnala il Premio Peri per giovani cantanti (1956-1980), il Premio Maria Melato per compagnie filodrammatiche non professioniste (1957-l 1965), il Premio G. Masini per giovani cantanti lirici (1998-2004) e il Concorso internazionale per quartetto d'archi Premio Paolo Borciani, che si svolge ancora oggi, dalla prima edizione del 1991. Il lavoro ordinario garantisce la continua raccolta dei materiali che la Fondazione produce per e accanto agli spettacoli e dunque il costante aggiornamento delle varie serie; inoltre, l’archivio si fa promotore di tutta la parte di riprese e streaming di spettacoli ed eventi che si svolgono nei tre teatri, garantendo, successivamente, la gestione, conservazione e catalogazione delle registrazioni.
    Su tutto il patrimonio archivistico della Fondazione è stata effettuata nel 2004 una ricognizione complessiva, propedeutica alla Dichiarazione interesse storico particolarmente importante ai sensi del D. Lgs 42/2004, rilasciata in data 27 ottobre 2015 dalla Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna.
    Dal punto di vista catalografico, la Biblioteca e la Mediateca sono catalogate nel Sistema Bibliotecario Nazionale, attraverso il Polo Sebina delle Biblioteche specialistiche di Reggio Emilia e provincia; per i materiali dell’Archivio si è acquisita la piattaforma Archiui, in cui il fulcro è rappresentato dalla cronologia degli spettacoli dei tre teatri, a cui vengono associate le descrizioni di tutti i materiali raccolti e conservati.
    Con i suoi 400 mq di estensione, l’Archivio Biblioteca Mediateca occupa una porzione del piano terra e dei sotterranei del Teatro Municipale, con ingresso al pubblico diretto dall’esterno. La Biblioteca è organizzata a scaffale aperto, mentre la Mediateca è consultabile con l’ausilio del personale, così come le varie parti di cui si compone l’Archivio. I materiali della Biblioteca e della Mediateca sono disponibili per il prestito, mentre i documenti di archivio sono consultabili esclusivamente in loco.
    Per ulteriori informazioni sui servizi al pubblico si rimanda al sito e ai recapiti dell’ente.

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Le informazioni sono in corso di aggiornamento. Si invitano gli utenti a rivolgersi ai recapiti del Conservatore (indicati nella colonna di sinistra) per verificare puntualmente le condizioni di accesso, le modalità di consultazione e i servizi erogati.

dati aggiornati al 13/10/2023