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Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra - Sezione di Forlì
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Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra - Sezione di Forlì

ANMIG - Sezione di Forlì -

descrizione

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nota storica
  • L’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (in sigla: ANMIG) fu istituita a Milano il 29 aprile 1917 per iniziativa degli ex combattenti che intendevano creare un’associazione con finalità di sostegno materiale e morale per coloro che avevano riportato invalidità e mutilazioni a seguito dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale; in particolare ci si proponeva di provvedere sostegno nelle pratiche per il riconoscimento dei diritti pensionistici, di intervenire presso i poteri pubblici per difendere i diritti e gli interessi degli associati e di fornire l’intermediazione per l’impiego degli aderenti.
    All’assemblea costitutiva dell’ANMIG del 29 aprile 1917 era presente Fulcieri della nobile famiglia forlivese dei Paulucci di Calboli. Medaglia d’oro, eroe invalido di guerra, Fulcieri è in stretto contatto con l’organizzazione di Forlì, la quale nel medesimo giorno si costituisce in Sezione. A fondare la sezione di Forlì sono sedici mutilati con la guida di Mario Matteucci e Mentore Ronchi. Il 28 ottobre 1917 si svolge a Ravenna il Convegno interregionale Romagnolo Marchigiano dei mutilati e invalidi di guerra. In quella sede si decide la costituzione della Federazione interregionale romagnola marchigiana con sede a Ravenna e si afferma la necessità di istituire presso ogni centro un ufficio di collocamento e di sollecitare gli enti pubblici a collocare dignitosamente gli invalidi e i mutilati di guerra. Alla costituzione della Federazione interregionale con le Marche segue l’organizzazione della Federazione forlivese, che viene discussa nel convegno tenuto in municipio a Forlì il 23 dicembre 1917. Il primo Congresso nazionale dell’ANMIG si tiene a Roma nel marzo del 1918 e sono presenti circa 30 delegazioni da ogni parte d’Italia, Forlì compresa.
    Mentre ancora lo statuto approvato dal Congresso di Firenze del luglio 1920 imponeva forme democratiche di elezione alle cariche sociali e il mantenimento fra gli invalidi di guerra di sentimenti di fratellanza, di opposizione alle guerre, di principi di inviolabilità di tutte le patrie e di assoluta apoliticità, ben presto anche l’ANMIG fu sostanzialmente fascistizzata. Eretta in Ente Morale con il Regio Decreto n. 2162 del 16 dicembre 1929, l’associazione risultava di fatto politicamente alle dipendenze del Partito Nazionale Fascista e sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, a seguito di un periodo di commissariamento, si ebbe, conseguente al ripristino delle libertà democratiche, il recupero delle forme assembleari ed elettive e con l’estensione della facoltà di essere ammesso come socio a tutti che avessero militato come partigiani o patrioti della guerra di Liberazione.
    Ad esclusione del periodo fascista l’associazione è stata retta da un Comitato Centrale composto di un numero variabile di delegati regionali e di membri nominati dai soci effettivi in occasione di ciascun Congresso Nazionale di tutti i soci ordinariamente triennale. All’interno del Comitato Centrale ogni regione doveva originariamente avere almeno un rappresentante detto “Fiduciario”. Successivamente, a partire almeno dal 1963, sarebbero stati denominati “Fiduciari” i soci nominati all’interno di ciascuna Sezione cui venivano riconosciuti compiti organizzativi, di propaganda e di raccolta delle adesioni dei soci. Di fatto il governo dell’associazione è poi stato sempre delegato dal Comitato Centrale dapprima alla Commissione esecutiva, ora alla Direzione nazionale. Dal punto di vista organizzativo l’ANMIG era ripartita in Comitati regionali, Comitati provinciali e Sezioni (istituite in ciascun capoluogo di provincia o in altri comuni laddove si raggiungesse in passato l’adesione di un abbastanza cospicuo numero di iscritti), oltre a eventuali Sottosezioni e Fiduciariati. All’epoca della sua massima attività (fino agli anni Ottanta-Novanta), l’ANMIG è giunta a contare in Emilia-Romagna un totale di 19 Sezioni aventi sede a: Bologna (e nella sua provincia a Imola e a San Giovanni in Persiceto), Ferrara (e nella sua provincia ad Argenta, Bondeno e Cento), Forlì, Cesena, Rimini, Modena (e nella sua provincia a Carpi e a Mirandola), Parma, Piacenza, Ravenna (e nella sua provincia a Faenza e a Lugo) e Reggio Emilia.
    L’Associazione ha poi conosciuto significativi mutamenti istituzionali con il Decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 1978, con cui ha continuato a sussistere come Ente Morale passando però dalla personalità giuridica di diritto pubblico a quella di diritto privato, e con la costituzione di una propria Fondazione, riconosciuta giuridicamente nel febbraio 2002, avente per finalità di non disperdere l’immenso patrimonio di ideali, di valori e di testimonianze di cui i mutilati e gli invalidi di guerra sono portatori. In tal senso, mentre l’ANMIG continua l’attività di assistenza morale e materiale dei superstiti mutilati e invalidi di guerra, di rafforzamento della coscienza civile e democratica degli Italiani e di sostegno dello Stato democratico nei suoi ordinamenti fissati dalla Costituzione repubblicana, con la riforma statutaria del 2009 è stata prevista anche l’ammissione a soci effettivi dei figli, dei nipoti e dei pronipoti discendenti in linea diretta dei soci effettivi, per cui è prevista l’istituzione di una apposita Consulta Nazionale composta da 29 membri.
    L’ANMIG di Forlì è tutt’ora attiva e dal 1933 ha sede nella Casa del Mutilato di Forlì. La Casa del mutilato di Forlì, intitolata all’eroe di guerra Fulcieri Paolucci di Calboli, venne realizzata su progetto dell'architetto Cesare Bazzani, ristrutturando radicalmente la sede della Massoneria forlivese. L'esecuzione avvenne in tempi strettissimi e con sole devoluzioni private: il 21 settembre 1931.
    All’interno del palazzo l’associazione gestisce il Museo "Danti Foschi", una ricca ed eterogenea raccolta di materiali donati da soci e loro familiari. Si tratta per la maggior parte di cimeli storici relativi alla Prima Guerra Mondiale e alle guerre coloniali, a cui si aggiungono testimonianze della Seconda Guerra Mondiale. La raccolta comprende uniformi, armi, medaglie, bandiere, onorificenze, monete, distintivi militari, ma anche nuclei omogenei come quello con gli oggetti bellici riadattati dai soldati nelle trincee e quello con i cimeli del "santo dei mutilati", Fulcieri Paulucci de' Calboli; o come la raccolta di dipinti, eseguiti con tecniche diverse, del pittore Maceo Casadei su scene e aspetti del fronte nella guerra del 1915-18, e quelle di cartoline d'epoca. Nel 1993, tutto il materiale, unitamente alla ricca biblioteca dell'Associazione, è stato donato al Comune di Forlì, che si è impegnato a conservarlo nella sede originaria.
    L’Archivio dell’ANMIG – Sezione di Forlì è stato riordinato e inventariato nell’ambito delle attività previste da successive convenzioni finalizzate all'ampliamento dell'organizzazione bibliotecaria e archivistica regionale ai sensi della L.R. 18/2000, stipulate dal Comitato regionale ANMIG Emilia-Romagna con l’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e dal 2021 con la Regione Emilia-Romagna - Settore Patrimonio culturale. La documentazione è consultabile a Forlì presso la Casa del Mutilato, previo appuntamento con il responsabile della Sezione.

condizioni di accesso

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dati aggiornati al 30/09/2023