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Fondazione MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza onlus
Via Campidori 2

48018 Faenza (RAVENNA)

tel: 0546697311
0546697303
(Reference Biblioteca)
fax: 054627141

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responsabile: Claudia Casali scrivi


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Fondazione MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza onlus

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 1908 - 2010

descrizione

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nota storica
  • La Fondazione MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza - Onlus è stata costituita il 31 luglio 2001 con il concorso del Comune di Faenza, della Provincia di Ravenna, della Camera di Commercio, Industria Artigianato ed Agricoltura di Ravenna e dei Fondatori. Tra i suoi obiettivi principali rientrano la tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio ceramico a livello nazionale e internazionale. Gestisce il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza le cui collezioni sono di proprietà del Comune di Faenza, e sviluppa attività collaterali per la valorizzazione del patrimonio, tra cui iniziative divulgative, formative, ricerca, restauro e attività editoriali.
    La sede legale della Fondazione è in via Campidori 2, al civico in cui risiedeva un tempo la direzione del Museo, negli spazi oggi destinati alla Fototeca e alla Biblioteca, mentre la documentazione archivistica è per la maggior parte collocata in un'altra porzione del complesso, in via Nuova, nella sezione intitolata a Giuseppe Liverani. L’accesso principale al Museo e a tutti i servizi al pubblico è posto su viale Alfredo Baccarini 19.
    Polo culturale dedicato all’arte ceramica, il Museo ospita una delle più ricche biblioteche storiche tematiche, un laboratorio di restauro specializzato sui materiali ceramici, archivi fotografici e documentari. Pubblica dal 1913 la rivista specialistica di ceramica “Faenza”, organizza il “Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte – Premio Faenza”, concorso biennale cui partecipano artisti da tutto il mondo e conduce un’attività costante di didattica e valorizzazione rivolta ai pubblici più diversificati.
    Accreditato al Sistema museale nazionale, partecipa al Catalogo del patrimonio culturale PatER, in cui si trovano descritte oltre 9.000 opere, mentre nella piattaforma regionale Samira sono inserite oltre 44.000 schede di catalogo. L’UNESCO lo ha annoverato fra i siti promotori di culture di pace come “MIC espressione dell’arte ceramica nel Mondo”.
    Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza fu fondato nel settembre del 1908 alla conclusione della grande Esposizione Internazionale dedicata ad Evangelista Torricelli di prodotti di molte manifatture italiane ed europee, accanto ad esemplari di antiche fornaci italiane. La donazione delle opere ceramiche da parte degli espositori costituì il nucleo originario del Museo che progressivamente si arricchì di altri esemplari. Il principale promotore per la sua costituzione fu Gaetano Ballardini, che lo diresse fino al 1953.
    Eretto in ente morale dal Regio Decreto del 19 luglio 1912, l’istituto fu trasformato in ente locale con la legge regionale n. 38 del 24 agosto 1976: la gestione passò quindi al Comune di Faenza, già proprietario delle collezioni e delle strutture, affiancato dal direttore e dal consiglio residente. A metà degli anni Novanta il Comune adottò come forma gestionale l’istituzione, che rimase in attività fino al 30 giugno 2002. Dal 1 luglio 2002 il Comune ne ha affidato la gestione alla Fondazione MIC, costituita per conferire al museo una maggiore autonomia gestionale.
    Nato con uno spirito internazionale come emerge dal primo statuto, ove si sottolinea la necessità di “raccogliere e disporre sistematicamente i tipi della produzione ceramica italiana e straniera”, ha acquisito numerose donazioni fin dalla sua costituzione, che lo rendono unico al mondo per ricchezza e varietà delle collezioni (il patrimonio storico artistico ammonta nel 2025, fra opere esposte e conservate nei depositi, a quasi 60.000 pezzi). La sua crescita subì un brusco arresto nel maggio 1944, quando un bombardamento ne causò la quasi completa distruzione con gravi e insanabili perdite nelle collezioni e nel materiale archivistico. Grazie all’aiuto dei collaboratori e della comunità faentina, nonché al sostegno di una fitta rete di contatti nazionali ed internazionali, lo stesso Ballardini riorganizzò le raccolte e diede nuovo impulso alla vita del museo, che riaprì nel 1952.
    Strettamente collegata alle collezioni la Biblioteca che, fondata nel 1912 per “raccogliere pubblicazioni in modo da offrire agli studiosi un materiale bibliografico di critica, di storia, di arte, di tecnologia ceramica”, conta più di 70.000 tra volumi e opuscoli dedicati alla ceramica e all’arte, e partecipa a Scoprirete, il catalogo online del Polo SBN della Rete bibliotecaria di Romagna e San Marino.
    Conserva inoltre la Fototeca della ceramica, istituita nel 1927 da Ballardini come strumento di documentazione iconografica delle opere in ceramica conservate nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, con oltre 26.000 documenti tra fotografie, diapositive, lastre e riproduzioni.
    Parte del patrimonio bibliografico è digitalizzato e consultabile online sul sito della Fondazione: in particolare sono disponibili i numeri della Rivista “Faenza” dal 1913 al 2002 e gli indici e abstract dal 2011 al 2023, oltre ad un corpus di 55 opere - libri rari e ricettari ceramici manoscritti - conservati dalla Biblioteca.
    Per quanto riguarda il patrimonio archivistico, la Fondazione conserva presso di sé, oltre al proprio archivio che ne documenta l'attività dal 2002, l'archivio del Museo Internazionale delle Ceramiche dalla sua costituzione, di cui l'archivio della Fondazione costituisce di fatto un proseguimento; l’archivio del Concorso Premio Faenza, istituito nel 1938 e ancora attivo; il fondo personale di Gaetano Ballardini, fondatore e primo direttore del Museo; fondi di manifatture come ad esempio la fiorentina Cantagalli, che ha lasciato al Museo i disegni propedeutici alla produzione di maioliche, o la trevigiana napoletana Mosca; l’archivio fotografico, costituito in massima parte delle immagini delle opere che appartengono o sono appartenute in passato al Museo.
    Il patrimonio documentario della Fondazione è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante con provvedimento della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna n. 7 del 25 gennaio 2011.
    Nel corso del 2012 si è provveduto ad effettuare una ricognizione del cosiddetto “Archivio prebellico” (1902-1945) del Museo, che ha portato alla redazione di un inventario sommario secondo un progetto elaborato d'intesa con la Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna e grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. A partire dal 2016 è stata quindi in più tranche effettuata la ricognizione dell’archivio del Premio Faenza dagli anni Trenta al 1987 con schedatura analitica di parte della documentazione, grazie a successive convenzioni con la Direzione generale archivi nell’ambito degli annuali bandi di finanziamenti per programmi di ricerca scientifica. Per le edizioni del Premio a partire dal 1979 è inoltre consultabile online il repertorio degli artisti e delle opere, realizzato in occasione delle celebrazioni della sessantesima edizione della manifestazione (2018) e costantemente aggiornato.
    Attualmente, nell’ambito del progetto “Digital MAB” – promosso dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali all’interno del programma “Dicolab. Cultura al digitale” – la Fondazione sta lavorando per favorire la convergenza digitale tra il patrimonio del museo, dell’archivio e della biblioteca (MAB).
    La consultazione della documentazione avviene su appuntamento, previa richiesta alla Direzione.

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dati aggiornati al 19/12/2025