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Conservatore

Centro documentazione donna
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41125 Modena (MODENA)

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responsabile: Caterina Liotti scrivi


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Centro documentazione donna

CDD

descrizione

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nota storica
  • L’Associazione culturale Centro documentazione donna di Modena (CDD) nasce il 16 settembre 1996 da un comune intento delle donne del Gruppo Archivio dell’UDI e da giovani archiviste e storiche che, per propri interessi di ricerca o per incarichi lavorativi, erano entrate in relazione con le attività promosse dal Centro Documentazione Donna dell’Unione Donne Italiane di Modena. Organi dell’Associazione sono: Assemblea delle socie, Consiglio delle Responsabili, Presidente e Vice Presidente.
    Lo statuto recita: “L’associazione culturale, senza scopo di lucro, aderisce alla Carta degli intenti approvata a Roma dall’Assemblea generale autoconvocata UDI nella seduta del 1-2 aprile 1995. Le sue finalità sono la valorizzazione dei percorsi femminili acquisendo, tutelando e diffondendo documenti e pubblicazioni per la trasmissione generazionale dei temi fondanti la soggettività femminile”.
    All’avvio delle attività l’UDI di Modena affida all'Associazione la gestione dei propri archivi (UDI Comitato provinciale di Modena, UDI Comitato comunale di Carpi, Comitati di Gestione sociale dei consultori) già riconosciuti, con decreto del 6 febbraio 1992, di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna. Il deposito viene regolato da una convenzione tra le due associazioni. Medesima decisione assumono le donne dell’UDI di Carpi. A seguito di tali convenzioni il CDD entra nel Coordinamento archivi Udi Regione Emilia-Romagna e nel 2001 è tra i soci fondatori dell’Associazione Rete regionale Archivi UDI dell’Emilia Romagna. Nel maggio del 2001 il CDD è anche tra i soggetti che costituiscono l’Associazione nazionale degli Archivi UDI, assumendone la vicepresidenza nel 2015 con Vittorina Maestroni; attualmente il CDD è nel Direttivo dell'Associazione. Negli anni il Centro ha ricevuto in deposito o in donazione numerosi altri archivi, sia collettivi (di associazioni femminili e di organizzazioni del movimento delle donne tra gruppi informali e organismi di parità), che personali. Sono presenti inoltre una significativa consistenza di materiale documentario e informativo sulle tematiche di genere, una raccolta fotografica, una raccolta di manifesti, materiali audiovisivi (video e audiocassette, cd-dvd), e una raccolta di fonti orali di oltre 250 interviste collegate a diversi progetti. L'intero patrimonio documentario conservato dal Centro è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante con provvedimento della Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna n. 1 del 14 aprile 2008. I fondi archivistici sono stati ordinati e descritti a diversi livelli: nell’ambito del progetto “Archivi@. Rete degli archivi modenesi del’900”, gli inventari sono stati resi disponibili on line nel portale dedicato www.archivimodenesi.it .
    Parimenti molte sono state le donazioni librarie che hanno implementato il primo nucleo della biblioteca specializzata. Oltre alle donazioni collegate ai fondi personali, anche quelle di associazioni. Attualmente la biblioteca ha una consistenza di circa 9000 volumi, frutto anche di una specifica politica degli acquisti. Per il trattamento dei dati descrittivi e di indicizzazione del patrimonio archivistico e biblioteconomico con criteri di genere, fin dall’inizio, il CDD aderisce alla rete Lilith dei centri di documentazione delle donne in Italia. Contemporaneamente i libri sono catalogati anche con il sistema di classificazione Dewey (adattato per alcune categorie): nel 2002 il CDD è tra i fondatori del Polo bibliotecario modenese del Servizio Bibliotecario Nazionale.
    Parallelamente si avviano ricerche di storia locale che l’Associazione decide di pubblicare in una propria collana denominata “Storie differenti” che uscirà poi con diversi editori. Il primo volume esce nel 1998: in venticinque anni la collana ha pubblicato 20 titoli.
    Ad oggi tre sono le modifiche statutarie che scandiscono anche le tappe di un'evoluzione nella identità dell’Associazione: nel 2001, 2010 e da ultimo nel 2021, con cui l’Associazione si è trasformata in ETS: “È costituito il Centro documentazione donna E.T.S., fondato quale associazione culturale dal 1996 e già operante come Centro Documentazione Donna dell'Unione Donne Italiane di Modena, sin dal 1982. L’Associazione, attraverso l’istituzione di uno spazio pubblico di ricerca e di azione, fisico e virtuale, si propone di sviluppare iniziative culturali per favorire la piena partecipazione femminile in ogni ambito della vita pubblica e il raggiungimento dell’uguaglianza sostanziale tra donne e uomini. In particolare promuove la conservazione e la valorizzazione del patrimonio documentario e librario espressione dei protagonismi femminili e dei movimenti delle donne e realizza progetti di ricerca storica e sociale e attività didattiche”.
    Tre le sedi che si sono avvicendate dal 1996: la prima sede dell’Associazione è presso l’UDI di Modena, in via del Gambero, 77, già Casa delle donne di Modena. Il 14 dicembre 2002 viene inaugurata la nuova sede in via Canaletto 88, dove il CDD rimarrà fino a giugno 2019, quando si trasferirà nella nuova Casa delle donne di Modena (strada Vaciglio Nord, 6) assegnata dall'Amministrazione comunale alle associazioni femminili.
    Fin dai suoi primi passi, il CDD - in quanto luogo in cui si intrecciano attività culturali, di ricerca e di impegno sociale - per gestire la molteplicità delle attività e delle diverse aree di intervento, si è dotato di una organizzazione per servizi: Istituto culturale di ricerca (Biblioteca, Sezione archivi, ricerca storica); Rete provinciale degli Sportelli InformaDonna; Rete regionale “Tempo permettendo” a sostegno della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; Laboratorio di ricerca sociale PerCorso Donn@; Laboratorio di formazione politica di genere Ph7. Le aree di lavoro sono identificate in: progettazione, promozione e realizzazione di iniziative culturali e di sensibilizzazione; documentazione archivistica e libraria; ricerca storica e sociale, divulgazione e progetti di Public History; didattica e formazione; comunicazione, scambi e cooperazione a livello nazionale e internazionale; costruzione di reti tra istituti/associazioni/enti/università e partecipazione a tavoli e comitati.
    Da sempre l’Associazione ha definito la propria identità culturale nel rapporto con le donne del territorio, con le associazioni femminili e con le istituzioni. La collaborazione con gli Enti locali è formalizzata da convenzioni in base alle quali il CDD, oltre a gestire i servizi e le attività al pubblico dalla propria sede di Modena, realizza iniziative nei singoli comuni convenzionati e a livello provinciale, attivando progetti propri o supportando nella progettazione e nell’organizzazione gli enti locali e gli organismi alle Pari Opportunità.
    Dal 2014 l’Istituto culturale accede alle risorse del Ministero della cultura (ex circolare 138/2002 ora circolare 5/2021) per il funzionamento e le attività della biblioteca e dal 2020 è inserito tabella annuale (art.8 della legge n.534/1996, ora circolare 3/2021) dei luoghi di particolare rilevanza per lo studio, la ricerca e la promozione culturale. L’Associazione dal 2015 è inoltre convenzionata con la Regione Emilia-Romagna ai fini dell’ampliamento dell’organizzazione bibliotecaria (L.R. 18/2000), nonché con l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e con l'Università degli studi di Bologna per l'accoglienza di tirocini formativi e collaborazioni. Inoltre dal 2020 è in atto un accordo di collaborazione con il Centro interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities (DHMORE) per la fruizione e l’implementazione della piattaforma digitale “Lodovico” per la digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio storico-documentario.

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dati aggiornati al 10/10/2023