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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

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Archivio Cincinnato Baruzzi 1819-1875 con documenti dal 1768
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fondo
buste 59, registri 2

Nel complesso il fondo comprende:
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- 1594 lettere di cui 1163 ricevute da Cincinnato Baruzzi fra il 1825 e il 1868, 330 ricevute da Carolina Primodì dal 1833 al 1860 e 101 pervenute a Baruzzi fra il 1826 e il 1870;
- 161 minute, di cui 124 scritte da Cincinnato Baruzzi (1828-1868) e 37 da Carolina Primodì (1849-1853), e un registro di copialettere compilato sia da Baruzzi che dalla moglie fra il 1831 e il 1843;
- stime, contratti, lettere, atti giudiziari e pro memoria redatti fino al 1870 e risalenti al 1829 con documenti dal 1769, trovati sparsi all'interno delle buste contenenti documentazione strettamente contabile e organizzati in sottoserie all'interno della serie Amministrazione;
- rendiconti annuali con i relativi allegati dal 1819 al 1875;
- atti di riconoscimento e certificati rilasciati a Baruzzi, a Carolina Primodì e al padre Francesco (1819-1861);
- una miscellanea (1835-1869 con documenti dal 1768) in cui sono stati raccolti schizzi, bozze per iscrizioni, rassegna stampa e il testamento di Luigi Poletti, trovati frammisti a documentazione con cui non avevano alcuna relazione.

criteri di ordinamento
Prima del presente riordino, il fondo era costituito da 24 buste e due registri: 10 buste contenenti corrispondenza, le rimanenti 14 e i due registri relativi alla contabilità. In seguito ad una preliminare operazione di ricognizione, resa necessaria dall'evidente confuso stato di conservazione delle carte all'interno delle buste, è stato possibile individuare le diverse tipologie di documentazione che costituiscono il fondo, i nuclei rimasti intatti e viceversa quelli a tal punto rimaneggiati da non permettere più di riconoscere l'ordinamento originario.
Solo tre delle buste contenenti la corrispondenza erano state organizzate da Barili in fascicoli ordinati alfabeticamente per mittente e, al loro interno, cronologicamente per data di compilazione. Nelle altre buste le missive si susseguivano senza un ordine apparente né alfabetico né cronologico. Una busta conteneva le minute delle lettere spedite, in cui per lo più mancano l'indicazione del destinatario e quella della data. Frammista alla corrispondenza di Baruzzi era quella della moglie Carolina Primodì e un considerevole numero di missive inviate da diversi personaggi a destinatari, che avevano in qualche modo provveduto a farle pervenire a Baruzzi.
La contabilità sembrava invece non aver subito interventi di riordino successivi, ma solo l'incuria di mani poco rispettose e incaute. Era organizzata in plichi annuali di rendiconti settimanali, legati a loro volta in fascette semestrali e corredati dei relativi documenti d'appoggio. Le carte riguardano tanto la gestione economica di casa Baruzzi quanto quella dello studio professionale. In molti casi non è possibile distinguere a quale dei due ambiti facciano riferimento, neppure attraverso l'attenta analisi degli allegati. 2 buste e i 2 registri riguardavano in particolare la gestione dei beni che Carolina ereditò dal padre Francesco Primodì. (23)
In fase di riordino, per la corrispondenza indirizzata o comunque pervenuta a Baruzzi ed alla moglie sono stati creati fascicoli ordinati alfabeticamente per mittente, al cui interno le lettere si susseguono in ordine cronologico per data di compilazione, sulla falsariga dell'intervento realizzato dal precedente riordinatore. Le minute sono state invece raccolte in fascicoli annuali ed ordinate cronologicamente, poiché è più frequente il caso di lettere che rechino la data piuttosto che di minute dalle quali si possa desumere il destinatario.
All'interno della serie della contabilità i già costituiti fascicoli annuali di rendiconti, sono stati fatti seguire dai fascicoli contenenti gli allegati ed entrambi sono ordinati al loro interno cronologicamente.

Nel complesso il fondo ora comprende:
- 1594 lettere di cui 1163 ricevute da Cincinnato Baruzzi fra il 1825 e il 1868, 330 ricevute da Carolina Primodì dal 1833 al 1860 e 101 pervenute a Baruzzi fra il 1826 e il 1870;
- 161 minute, di cui 124 scritte da Cincinnato Baruzzi (1828-1868) e 37 da Carolina Primodì (1849-1853), e un registro di copialettere compilato sia da Baruzzi che dalla moglie fra il 1831 e il 1843;
- stime, contratti, lettere, atti giudiziari e pro memoria redatti fino al 1870 e risalenti al 1829 con documenti dal 1769, trovati sparsi all'interno delle buste contenenti documentazione strettamente contabile e organizzati in sottoserie all'interno della serie Amministrazione;
- rendiconti annuali con i relativi allegati dal 1819 al 1875;
- atti di riconoscimento e certificati rilasciati a Baruzzi, a Carolina Primodì e al padre Francesco (1819-1861);
- una miscellanea (1835-1869 con documenti dal 1768) in cui sono stati raccolti schizzi, bozze per iscrizioni, rassegna stampa e il testamento di Luigi Poletti, trovati frammisti a documentazione con cui non avevano alcuna relazione. (24)

Dopo il riordino il fondo si compone di 59 buste e 2 registri e copre un arco cronologico che va dal 1819 al 1875 con documenti dal 1768. All'interno delle buste la documentazione è suddivisa in fascicoli, la cui numerazione ricomincia daccapo per ogni busta, ed è così strutturata:

1. Serie della corrispondenza (1825- 1870): 28 buste (631 fascicoli)
· lettere ricevute da Cincinnato Baruzzi (1825- 1868): 16 buste (412 fascicoli)
· lettere ricevute da Carolina Primodì Baruzzi (1833- 1860): 6 buste (103 fascicoli)
· lettere indirizzate ad altri e pervenute a Cincinnato Baruzzi (1826-1870): 4 buste (88 fascicoli)
· minute di lettere di Cincinnato Baruzzi (1828-1868): 2 buste (25 fascicoli)
· minute di lettere di Carolina Primodì Baruzzi (1849-1853): 3 fascicoli
2. Serie dell'amministrazione (1769-1870): 5 buste (30 fascicoli), 1 registro
· Contratti (1823-1870): 1 busta (14 fascicoli)
· Imposte e ipoteche (1833-1870): 2 fascicoli
· Eredità Baruzzi (Vincenzo Luigi e Cincinnato) (1829- 1860): 6 fascicoli
· Eredità Primodì (Francesco e Carolina) (1769-1861): 8 fascicoli, 1 registro
3. Serie della contabilità (1819-1875): 24 buste (81 fascicoli, 5 registri), 1 registro
4. Serie degli attestati e certificati (1819-1861): 1 busta (7 fascicoli)
· attestati e certificati di Cincinnato Baruzzi (1829-1861): 5 fascicoli
· attestati Primodì (1819-1823): 2 fascicoli
5. Miscellanea (1768-1869): 1 busta (10 fascicoli)

Come prescritto dallo standard internazionale di descrizione archivistica ISAD (G), ognuna delle serie individuate è corredata da una breve introduzione destinata a descrivere il contenuto della serie, a rilevare le eventuali particolarità riscontrate e a motivare conseguentemente le scelte compiute in sede di inventariazione. L'introduzione generale alla serie è seguita dalla descrizione della documentazione contenuta in ogni fascicolo, unità archivistica di descrizione, di cui sono riportati il titolo (fra virgolette se originale), gli estremi cronologici e la consistenza. Poiché l'archivio è stato trovato in buono stato di conservazione, sono riportati in nota alle unità solo i casi di documenti pervenuti non integri. Non è stato possibile stabilire a quale epoca risalgano le buste in cui il fondo era conservato. Essendo comunque non più idonee a svolgere la loro funzione (piatti staccati o sfondati, presenza di macchie sui dorsi) sono state tutte sostituite. (25) La maggior parte delle camicie è stata introdotta in fase di riordino. Le camicie originali, su cui il titolo apposto aveva pertinenza con il contenuto, sono state conservate; le altre sono state raccolte in una busta collocata in coda al fondo. Trattandosi di documentazione in gran parte manoscritta, in nota alle unità è segnalata l'eventuale presenza di carte a stampa. La sequenza numerica delle note apposte sul testo non è consecutiva, perché le note ripetute sono richiamate dallo stesso numero.


Come già riferito, presso la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio è possibile reperire altri documenti appartenenti originariamente all'archivio Baruzzi nelle seguenti raccolte:

- Fondo speciale Collezione Autografi; (26)
- Fondo speciale Autografi Pallotti. (27)

I documenti sono stati rintracciati in seguito ad un attenta ricognizione sulle collezioni manoscritte della Biblioteca.

Nell'Archivio storico comunale di Bologna è conservata documentazione relativa alla vita privata e professionale di Baruzzi in:

- Testamento olografo del fu illustrissimo signor commendator professor Cincinnato Baruzzi, 1873 aprile 5, fascicolo;
- Eredità Baruzzi, 1838-1874, busta;
- 1874 Tit. XIII Opere Pubbliche Rub. 2, 3, 4, 6, busta;
- Inventario dello Stato ed Eredità del fu Comm. Professor Cincinnato Baruzzi, 1878, registro (copia);
- Casalini co. Enrico. Acquisto della Villa Baruzziana in Fraz. S. Giuseppe, 1882, fascicolo 103;
- Eredità Baruzzi 1878-1898, busta;
- Cat. H, busta, fasc. 2;
- Cat. E, busta, fasc. 1;
- Atti di Gabinetto 1947, busta;
- Atti della Giunta. IV trimestre. 1911, volume;
- 1842 Tit. 15 Sanità Rub. 2 Cimiteri, fascicolo 1, s.fasc. 11.

I seguenti documenti, che erano conservati presso l'Archivio storico comunale di Bologna nella busta Eredità Baruzzi, il 20 ottobre 2004 sono stati trasferiti nella Biblioteca comunale dell'Archiginnasio e riuniti al fondo speciale Cincinnato Baruzzi: (28)
- 15 autografi di:
 o Pasquale Pirazzoli (1 lettera del 10 gennaio 1859 e una nota dell'11 gennaio in allegato);
 o Gilli Guidelli (1 lettera del 2 aprile 1853);
 o D. Antonmaria Amadei (5 lettere del 14 luglio 1839, 9 agosto 1840, 30 ottobre 1841, 10 marzo 1842 e 15 luglio 1842);
 o Stefano Carpeggiani (5 lettere del 28 luglio 1838, 24 luglio 1839, 10 agosto 1839, 11 agosto 1840 e del 12 agosto 1841);
 o Luigi Bertuzzi (3 lettere del 14 luglio 1838, 11 agosto 1838 e s.d.);
 o Giuseppe Lazzari (1 lettera del 14 luglio 1842);
- "Matricola e lettere di premi ottenuti da Carlo Monari"; (29)
- "Resoconto dal settembre 1860 a tutto il 1868", registro;
- "Giornale delle spese 1873-1874", registro.

NOTE

(22) BCABo, Archivio, b. LX, 1912, fasc. Tit. III.
(23) Era stata valutata l'ipotesi di creare un subfondo per le serie di corrispondenza e di contabilità riguardanti Carolina Primodì Baruzzi, ma il legame con le carte del marito, direttamente coinvolto nelle pratiche della moglie, ha indotto a escludere tale netta separazione.
(24) Sono qui conservati anche i fascicoli intitolati Cenno Informativo riguardante il Professor Baruzzi e Carte diverse. Il primo è relativo alla questione della sospensione dall'insegnamento imposta a Baruzzi dal presidente dell'Accademia Carlo Bevilacqua, che rappresenta una preziosa fonte d'informazioni sulla vita e l'attività dell'artista. Il corposo fascicolo delle Carte diverse contiene carte riguardanti questioni contabili, casi legati all'insegnamento in Accademia e alla causa per la spartizione dell'eredità di Francesco Primodì. Presumibilmente il fascicolo fu creato nel momento in cui venne compilato l'inventario legale del fondo all'indomani della morte di Baruzzi.
(25) I dorsi, sui quali erano annotate informazioni di incerta origine, sono stati staccati e conservati.
(26) Vedi Appendice I.
(27) Vedi Appendice II.
(28) I documenti sono stati inseriti nel fondo ed ora ne costituiscono parte integrante. Ciò nonostante in nota a ciascuno di essi è stata indicata la provenienza.
(29) La matricola fu rilasciata nel 1852, le 3 lettere di premi sono relative agli anni 1854 - 1855.

storia archivistica
Con testamento olografo del 1873, (1) Cincinnato Baruzzi nominò il Municipio di Bologna suo erede universale, purché si impegnasse entro un quinquennio dalla morte del testatore, a vendere il patrimonio ereditato e ad investirne i proventi per l'istituzione di un premio per giovani artisti:

[Baruzzi] dispose di un Legato di unica prestazione in favore del nipote suo Sig. Corrado Baruzzi (2) e di altri due vitalizi a vantaggio del Signor Ulisse Paoletti suo agente e della sua cuciniera Veronica Lambertini la quale ultima gli è premorta [...] chiamò erede universale il Municipio di Bologna per l'effetto, che si istituisse un annuo premio onde incoraggiare i giovani artisti italiani e volle che i signori componenti la Deputazione Provinciale di detta città fossero gli esecutori testamentari e coamministratori in perpetuo delle sue sostanze ereditarie. Di conseguenza a quanto sopra vennero specialmente delegati gli onorevoli assessori dell'encomiato Municipio Signori Cavaliere Avvocato Ferdinando Berti ed Enrico Leopoldo Lambertini a rappresentare detto Municipio e l'illustrissimo Signor Cavaliere Luigi Loup a rappresentare la Deputazione Provinciale. (3)

I tre incaricati il 14 febbraio 1878 fecero il loro primo ingresso nella villa per l'apposizione dei sigilli e dichiararono, fra l'altro, di aver rinvenuto:

diverse carte tutte quasi di niun conto, che si sono classificate in sei -6- posizioni, ed un pacco di fogli di conteggi. Le suddette posizioni portano le seguenti intestazioni. 1. Liste di artisti e ricevute diverse. 2. Corrispondenze, minute e carte diverse. 3. Carte riguardanti contratto di affittanza di un predio in Baricella al Signor Giovanni Sarti. 4. Carte riguardanti convenzioni tra il Professor Baruzzi e il Signor Francesco Zambrini per rattifica di un fosso di confine in Vallescura. 5. Carte e lettere diverse, che si riferiscono alla comproprietà dell'Apolline di Canova e di una Baccante fra il Professor Baruzzi e Zaccheroni, a cui ora è succeduta la vedova. 6. Carte riguardanti convenzioni seguite dal 1841 tra il Professore Baruzzi, il Signor Carlo Angiolini ed Avvocato Domenico Casoni per allargamento e sistemazione di una cavedagna per passaggio alla proprietà Baruzzi. (4)

Ogni bene fu affidato "alla custodia del Signor Paoletti, che l'assume per ogni legale effetto". (5) In una stanza al piano terra fu rinvenuto un cassettone contenente "alcune carte e libretti, che si ritengono di niun conto; nullameno delli medesimi si è formato un pacco, che alla vista dei Signori intervenuti e testimoni è stato suggellato col timbro del Municipio, onde prenderlo ad esame in una prossima sessione, essendone fatta la consegna al Signor Paoletti". (6) Nella stanza guardaroba al primo piano era invece custodito:

l'armadio, che era chiuso a chiave, nel quale si contengono i Documenti riguardanti lo stato Baruzzi. Quindi presi tutti i detti documenti ad accurato esame si è rilevato, che in quanto a sedici -16- cartoni vecchi contengono carte riguardanti cose esaurite e di niun conto, mentre altri pochi fogli e documenti, che possono avere qualche importanza e che occorrerà di descrivere in questo Inventario si sono riuniti e formatone un pacco, viene questo sigillato e si trasporta a Bologna nella residenza Municipale, ove si terrà una prossima sessione, e in quella verranno nuovamente esaminati, classificati, e descritti [...] Si è pure rinvenuta una cassetta contenente carte di niun conto. (7)

L'eredità fu accettata con deliberazione del Consiglio Comunale del 16 marzo 1878, previa autorizzazione della Prefettura. (8) La Commissione delegata all'amministrazione del Patrimonio Baruzzi il 2 maggio 1879 deliberò di trasmettere 67 autografi "al sig. Bibliotecario [Luigi Frati] il quale giudicherà se e quali abbiano a conservarsi, e ad aggiungersi nella relativa raccolta della Biblioteca [dell'Archiginnasio]". (9) A margine si legge infatti che "Nello spoglio delle carte del defunto si sono rinvenuti parecchi autografi di persone illustri, e resta che la Commissione si pronunci sulla loro destinazione". Da una verifica sul catalogo degli autografi presente nella sala manoscritti della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio si è riscontrata la presenza della maggior parte delle lettere elencate nella distinta di consegna dei documenti. (10) Dunque il nucleo originario dell'archivio Baruzzi conservato in Biblioteca non fa parte dell'attuale fondo, ma si trova smembrato nella collezione degli autografi. (11)
In esecuzione della volontà testamentaria di Baruzzi, nel 1882 la villa Baruzziana fu venduta al conte Enrico Casalini. (12) Nell'inventario di consegna della villa e dei beni in essa contenuti, non si trovano segnalati l'armadio e il cassettone, dove furono rinvenute le carte del defunto scultore. In merito ai beni conservati nella villa e non compresi nell'atto di compravendita si pronunciò il 12 maggio 1882 la Commissione delegata all'amministrazione del Patrimonio Baruzzi, rimandando alla Giunta tutti gli atti per la relativa approvazione, deliberata il successivo 21 giugno. In particolare, circa la biblioteca di Baruzzi, la Commissione propose di consegnare tutti i libri alla Biblioteca dell'Archiginnasio, affinché ne vagliasse l'acquisto. Per gli oggetti d'arte si decise di alienarli tramite asta pubblica in base al prezzo stabilito dalla perizia e di fare la stima anche degli oggetti conservati nello studio presso l'Accademia, tra cui un Piede di donna greca e un Busto di Venturoli. Questi ultimi due pezzi furono consegnati al direttore dell'Archiginnasio Luigi Frati, che si era occupato della stima delle statuette ed di altri piccoli oggetti in bronzo e monete trovati nella villa. (13)
In occasione della stesura della Relazione intorno al riordinamento del materiale artistico proveniente dalla Eredità Baruzzi del 17 dicembre 1897, (14) l'Ufficio Economato del Comune di Bologna, per portare a termine la liquidazione dell'eredità, richiamò la pratica che conteneva tutte le deliberazioni della Commissione in merito alla destinazione degli oggetti portati via dalla Baruzziana in occasione della sua vendita, e constatò che tutte le determinazioni relative agli oggetti d'arte di scultura e di pittura, agli attrezzi da scultore e ai libri erano rimaste inevase. Con l'inventario legale alla mano furono passati in rassegna tutti gli oggetti dimenticati ormai da un ventennio in diversi magazzini del Palazzo di Giustizia di proprietà del Comune. Di alcuni non vi era più traccia, ma in compenso ne furono rinvenuti altri non contemplati nell'inventario: fra questi "1 cassettina di noce contenente carte manoscritte riflettenti l'amministrazione del patrimonio della famiglia" e "16 cartoni d'archivio ripieni di carte e diversi libri, relativi all'amministrazione suddetta [...] che credesi sarà conveniente conservarsi presso l'Archivio del Comune". In coda è una nota del Sindaco nella quale si riporta la deliberazione della Giunta del 26 dicembre 1897 in merito alle proposte dell'Economato: ogni decisione venne rimandata alla stesura di una nuova stima sul valore dei beni dell'eredità Baruzzi non ancora liquidati. In allegato è una nota del 2 aprile 1895 dell'Ufficio Economato al sindaco, con la quale si comunicò l'avvio dei lavori di sgombro del magazzino di Palazzo di Giustizia. (15)
I lavori furono piuttosto impegnativi e si protrassero per diversi anni, se ancora in una delibera di Giunta del 26 dicembre 1911 si legge che:

Per rendere liberi due locali del Palazzo di Giustizia entro i quali sono raccolti i quadri e le sculture provenienti dall'Eredità Cincinnato Baruzzi, l'Ufficio di Economato ha proposto di distribuire gli oggetti fra la Scuola Professionale per le Arti decorative e la Biblioteca comunale, avendo già interpellato in proposito i rispettivi Direttori i quali hanno aderito al desiderio dell'Ufficio stesso.
Alla Scuola Professionale per le Arti decorative verrebbero consegnati: tutti i bozzetti in creta cruda, i busti in gesso, i frammenti di statue pure in gesso ecc. ed un esemplare della statua in marmo rappresentante la Venere dormiente, più specificatamente gli oggetti descritti ai progressivi dell'elenco n. 686, 687, 688, 689, 690, 691, 697 (1 esemplare), 698, 702 e 704.
Alla Biblioteca comunale verrebbero consegnati tutti i libri, i disegni e le stampe.

Nessuna menzione è fatta della cassettina di noce e dei 16 cartoni d'archivio contenenti carte manoscritte. I libri di Baruzzi furono trasferiti alla Biblioteca il 20 gennaio 1912, ma trattandosi per lo più di duplicati o triplicati, Sorbelli ottenne di poterli in parte donare alla Biblioteca scolastico-popolare di Pavullo nel Frignano. Nella sua relazione annuale sull'"Archiginnasio" Sorbelli non registrò neppure il passaggio del fondo in Biblioteca. Il registro d'ingresso dei doni è stato confrontato con l'elenco dei libri di proprietà Baruzzi rinvenuti nella villa e contiene le stesse voci. Non è da escludere che le buste d'archivio siano arrivate in Biblioteca intorno al 1912 al seguito dei libri Baruzzi.

Benchè sia ancora avvolto da mistero il trasferimento della documentazione alla Biblioteca, un importante indizio è rappresentato dalla monografia di Giuseppe Mazzini dedicata a Baruzzi e pubblicata nel 1949. (16) In essa Mazzini scrive che Baruzzi "fu in relazione diretta e cordiale, oltre che con la sua eletta clientela, con molte personalità del suo tempo. Ce ne dà prova il vario e abbondante carteggio che di lui ci resta, conservato oggi nella Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio. In esso si trovano tante carte, tante note, tante corrispondenze, da cui risultano chiaramente i buoni rapporti ch'ei manteneva" (17) e ancora, a proposito dell'unione dello scultore con Carolina Primodì, "e la felicità traspare da ogni frase, dai motti e dagli affettuosi vezzeggiativi di cui è piena la corrispondenza che i due sposi si scambiavano". (18) Mazzini dunque consultò la documentazione che costituisce l'attuale fondo Baruzzi e non solo i 67 autografi pervenuti in Biblioteca presumibilmente nel 1879, e lo fece ai tempi di Albano Sorbelli e Lodovico Barbieri e con l'ausilio di quest'ultimo. (19) Sorbelli fu direttore della Biblioteca dall'ottobre 1904 all'aprile 1943, quando fu sostituito da Barbieri, che rimase in carica fino alla morte, avvenuta sotto i bombardamenti dell'11 ottobre 1944. Entro questa data dunque Mazzini dovette lavorare sui "cartoni" del fondo Baruzzi. A conferma della loro presenza in Biblioteca già nel 1944 è un appunto rinvenuto in una busta del fondo Baruzzi, che recita "Esaminato dal dr. Barili". Un certo dottor Guglielmo Barili fu assunto in Biblioteca nel 1928 per riordinare il fondo Pedrelli, repertorio genealogico di famiglie francesi, lavoro concluso l'anno successivo. Esaminato l'indice manoscritto redatto da Barili, si è potuta verificare la perfetta corrispondenza della sua grafia con quella del riordinatore che ha fascicolato il carteggio del fondo Baruzzi. Barili, dopo quell'esperienza, restò in Archiginnasio fino alla morte avvenuta improvvisamente nel 1944.
Il carteggio Baruzzi doveva però essere in Biblioteca ancor prima, almeno già nel 1943. Altrimenti perché il Mazzini in una nota del 20 febbraio 1947 ad Alberto Serra-Zanetti (20) avrebbe dovuto preoccuparsi della sorte dei "numerosi cartoni che lo contenevano"? Ne avrebbe avuto un valido motivo se i cartoni si fossero trovati in Biblioteca il 29 gennaio 1944, quando una bomba ne rase al suolo l'area orientale.
Nell'Inventario delle opere d'arte, stampe, libri, della collezione Baruzzi (Palazzo di Giustizia), (21) la cui modulistica prestampata è del 1905, è riportato un elenco manoscritto dei pezzi, fra cui anche "16 cartoni d'archivio" e "una cassettina di noce contenente carte manoscritte". L'arrivo in Archiginnasio della documentazione, che era conservata nei magazzini del Palazzo di Giustizia, si può perciò collocare con sicurezza fra il 1905 e il 1943. Dall'esame dei protocolli della Biblioteca sopravvissuti alla guerra e dalle carte dell'archivio, non risulta però alcun ingresso di documentazione appartenente al fondo Baruzzi.
Sui motivi del trasferimento della documentazione Baruzzi in Archiginnasio non è stata rintracciata alcuna notizia: si può pensare che fosse ritenuto il luogo di conservazione naturale del fondo, poiché già vi erano conservati i 67 autografi giunti presumibilmente nel 1879, i libri, i disegni e le stampe trasferiti nel 1912, oltre ad opere in marmo, quali il piede di donna greca e i busti di Matteo Venturoli e dei cardinali Carlo Opizzoni e Vincenzo Macchi.

NOTE

(1) ASCBo, Testamento olografo del fu illustrissimo signor commendator professor Cincinnato Baruzzi, fascicolo, 1873 aprile 5. Il testamento fu depositato nei rogiti del notaio Giacomo Pallotti il 28 gennaio 1878, due giorni dopo la morte dello scultore bolognese.
(2) Figlio del fratello Tito.
(3) ASCBo, Inventario dello Stato ed Eredità del fu Comm. Professor Cincinnato Baruzzi, registro (copia), 14 febbraio - 23 agosto 1878, p. 1, rogito del notaio bolognese Giacomo Pallotti.
(4) Ivi, p. 7.
(5) Ivi, p. 8.
(6) Ivi, p. 21.
(7) Ivi, p. 96.
(8) ASCBo, Casalini co. Enrico. Acquisto della Villa Baruzziana in Fraz. S. Giuseppe, fasc. 103.
(9) ASCBo, Eredità Baruzzi, busta.
(10) Per la loro descrizione e l'indicazione della loro attuale collocazione si rimanda all'Appendice I.
(11) Gli autografi sono senz'altro presenti in biblioteca nel 1889, poiché sono citati in Opere della bibliografia bolognese che si conservano nella biblioteca municipale di Bologna classificate e descritte a cura di Luigi Frati, Bologna, Nicola Zanichelli, 1889: "[7548]. C. Baruzzi. - Lettere 67 scritte da diversi (42) artisti, letterati, scienziati e da persone teatrali di grande rinomanza al prof. Cincinnato Baruzzi (1831-56), in ff. vv. Si è registrato anche questo carteggio, avendosi fra gli scrittori di esso alcuni bolognesi: Francesco Tognetti, Carlo Pepoli, Mezzofanti ecc.".
(12) ASCBo, Casalini cit., rogito del 14 marzo 1882 del notaio Giuseppe Verardini.
(13) Ivi.
(14) ASCBo, Eredità Baruzzi 1878-1898", busta, fasc. Tit. IV-3.
(15) Ivi.
(16) GIUSEPPE MAZZINI, Cincinnato Baruzzi: la vita, i tempi, le opere, Imola, Cooperativa Tipografica Editrice P. Galeati, 1949.
(17) Ivi, p. 18.
(18) Ivi, p. 15.
(19) BCABo, Archivio, b. CLII, 1947, fasc. Tit. V. Carteggio 20 feb.-19 giu. 1947 fra Giuseppe Mazzini e Alberto Serra Zanetti in merito alla monografia che Mazzini realizzò su Baruzzi. L'autore scrive "venivo lì, in biblioteca, al tempo degli amici Sorbelli e Barbieri" e ancora "aiutato dal povero Barbieri quando venivo a Bologna a ripassarmi tutto il carteggio Baruzzi. A proposito: non saranno mica andati distrutti i numerosi cartoni che lo contenevano?".
(20) Ibidem.
(21) ASCBo, Cat. H, busta, fasc. 2.


codice interno: 052 - 001

informazioni redazionali
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