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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna

IBC - Gli archivi in Emilia-Romagna


Conservatore

Museo civico Monsignor Domenico Mambrini di Galeata
Via Pianetto Borgo
47010 Galeata (FORLI'-CESENA)

tel: 0543981854
(Museo)
0543975428
(Direttore museo Caterina Mambrini)
fax: 0543981021

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Archivio storico del Comune di Galeata 1411 - 1949 (docc. in originale dal 1514)
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fondo
filze 474, buste 84, registri 1207, volumi 3, quaderni 139, vacchetta 1, fascicoli 568, mazzi 46

L'Archivio storico del Comune di Galeata raccoglie la documentazione prodotta dall'istituzione municipale galeatese nella varie forme che essa ha assunto dalle origini medievali fino all'età contemporanea, e quindi da: la Comunità di Galeata d'età moderna (fino al 1775), la Nuova comunità di Galeata dopo le riforme amministrative leopoldine (1772-1808), la municipalità rivoluzionaria e napoleonica (Mairie di Galeata e Santa Sofia, 1808-1811, e Mairie di Galeata, 1811-1814), la Comunità di Galeata dell'epoca della restaurazione (1814-1859) e il Comune di Galeata postunitario (dal 1859-1860). Le serie principali e comuni sono perciò: partiti e deliberazioni dei rappresentanti della comunità, corrispondenza organizzata secondo diversi ordinamenti, atti fiscali, catasti, bilanci preventivi, conti consuntivi, mastri, moderni atti di Stato Civile e Leva, inventari di beni mobili e immobili.
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criteri di ordinamento
Il riordino è stato preceduto da una ricognizione materiale complessiva nel sottotetto del palazzo pretorio per l'individuazione delle serie e delle unità archivistiche. Successivamente al trasloco dell'archivio in alcune stanze del palazzo del Teatro comunale, i pezzi sono stati schedati e contemporaneamente, attraverso l'esame dei documenti e delle fonti documentarie e bibliografiche (inventari e monografie), sono state raccolte notizie storico-istituzionali e archivistiche per conoscere la struttura degli enti produttori, le vicende occorse alle carte e le modalità della loro sedimentazione.
Sono stati individuati ben 47 diversi soggetti produttori e si è articolata la documentazione in 43 diversi fondi.
Nel corso del riordino dei fondi la documentazione è stata separata sulla base del soggetto produttore; una volta riordinati i fondi si è proceduto all'articolazione delle serie documentarie. Ciascuna serie è stata riordinata cronologicamente: nel caso di unità archivistiche miste si è di solito tenuto conto dell'ultimo soggetto che ha operato (ad es. i registri delle leggi, di copialettere, delle disdette coloniche e i repertori dei processi cominciati dal Tribunale si trovano nel fondo Pretura; i registri dei saldi della tassa di macine cominciati dalla Podesteria si trovano nel fondo Nuova comunità di Galeata; la documentazione della Guardia nazionale iniziata nel periodo della Comunità di Galeata si trova nel fondo Comune di Galeata); si è derogato a tale criterio soltanto nel caso dei registri dello stato civile della Mairie di Galeata e Santa Sofia: in questo caso si è preferito tenere assieme i due registri anche se il secondo eccede cronologicamente.
Una più precisa articolazione è stata operata nell'ambito della documentazione fiscale: le serie della tassa di macine, tassa del sale e colletta universale sono state suddivise in diverse sottoserie in base alla diversa natura della documentazione.
I documenti asportati da registri, fascicoli o filze di serie diverse oppure documenti trovati in buste miscellanee sono stati reintegrati nelle unità di origine, così come si spiega nei Criteri di ordinamento delle serie o delle unità archivistiche interessate (ad es. Tribunale di Galeata, Atti civili; Comune di Galeata, Carteggio amministrativo). L'intervento di riordino della dott.ssa Nina Maria Liverani (1985-1986) aveva lasciato alcune buste miscellanee i cui documenti sono stati reintegrati nelle serie di appartenenza nel corso dell'attuale riordino.

storia archivistica
L'inventario più antico dell'archivio comunale risale al 1753 ed è "rifatto" dal cancelliere Gaetano Mazzini e "rinnovato" dal cancelliere Giacinto Carraresi "l'anno 1782 nell'occasione del trasporto dei libri dalla vecchia abitazione del medesimo nella nova".
Una lettera dei primi anni Ottanta dell'Ottocento contenuta nel carteggio ci rivela che "lo stato di conservazione di questo archivio comunale lascia senza dubbio non poco a desiderare, e ciò segnatamente per la mancanza di locale adatto e conveniente per il suo collocamento; tanto che una parte degli atti e forse i più antichi, trovansi precariamente depositati in confuso con quelli di spettanza della Pretura mandamentale"(1).
Tra il 1887 e il 1889 l'archivio giudiziario venne trasportato nel palazzo comunale in cui furono approntati dei locali idonei con scaffalature e in tale occasione ne venne redatto anche l'inventario(2).
Un grosso e lungo intervento di riordino dell'archivio comunale ad opera del segretario comunale Antonio Zauli e di un suo collaboratore terminato nel 1891 (probabilmente all'epoca risalgono i grossi numeri arabi incollati sulle filze): in particolare nella sua lettera dell'agosto 1891 lo Zauli afferma che "vennero collocati in ordine cronologico e progressivamente numerati tutti gli atti civili della Regia Pretura di Galeata dal 1542 al 1859". Il segretario Zauli aveva a disposizione un anno ("riordinamento entro un anno") e ci impiegò "otto mesi" per "impiantare piuttosto che riordinare l'Archivio": le carte vengono dallo Zauli "assegnate ai diversi titoli in n. di 20 in cui è distinto il piano di archiviazione mentre per ogni titolo venne effettuata la distinzione in posizioni […] e ogni posizione, ove occorse, venne a sua volta distinta in fascicoli" e "tale lavoro comprende il sistema d'archiviazione di due decenni dal 1865 [al 1884]; inoltre "l'archivio di tutti gli affari anteriormente al 1865" venne "diviso in soli due titoli distinti nelle diverse denominazioni degli affari" e "oltre la rubrica, vennero redatti appositi inventari […] per le pratiche […] dal 1865" per un pronto recupero degli atti necessari all'amministrazione(3).
Da una relazione del commissario prefettizio di Galeata risulta che all'inizio degli anni Venti del Novecento la gestione dell'archivio corrente e di deposito fosse a dir poco carente: "Vi parlerò anzitutto degli uffici. Non vi dirò […] come non esistessero ordinativi d'incasso e relativo registro, mastro entrate e inventari; né vi dirò come non esistesse un archivio corrente e come l'archivio degli ultimi anni decorsi fosse null'altro che un accatastamento di carte; né come i protocolli delle deliberazioni non fossero tenuti al corrente, e molte copie di essi, vistate dall'autorità tutoria, fossero andate smarrite. Non vi dirò come vari mandati di pagamento fossero stati consegnati agli intereressati, anziché al Tesoriere comunale […]"(4). É probabilmente in occasione dell'insediamento del commissario prefettizio che viene adottato il titolario Astengo e l'archiviazione del carteggio a serie chiusa annuale.
Negli anni '50 per interessamento della Soprintendenza archivistica l'archivio fu riordinato e dotato di scaffalature metalliche(5).
Da testimonianze orali risulta che negli anni Settanta del Novecento il signor Egidio Facibeni, applicato di segreteria presso il locale Comune, eseguì un intervento di riordino di cui non si conosce l'entità ma probabilmente è sua la mano delle date scritte a matita sulle coperte o sulle carte di guardia dei registri e forse anche le etichette "Busta n." incollate su precedenti etichette alfanumeriche a francobollo.
L'intero archivio venne trasferito nel 1985 su volere dell'allora sindaco Alfredo Graziani e di Ellero Leoncini, direttore del locale museo, dalla torre dell'attuale Comune al sottotetto del palazzo pretorio, allora sede del Museo civico Mambrini, per consentire il lavoro di riordino e inventariazione della dott.ssa Nina Maria Liverani avvenuto negli anni 1985-1986.
Si conservano alcune coperte vuote di registri andati perduti di cui si è data notizia nella storia archivistica dei complessi archivistici interessati.

(1) AsCG, Comune di Galeata, Carteggio amministrativo, 1875-1884, tit. 1, pos. 7, lettera del sindaco al prefetto di Firenze, 21 agosto 1882.
(2) Ibidem, 1885-1894, tit. 1. pos. 7, fasc. 2, lettera del sindaco al pretore, 29 giugno 1887; nella stessa posizione si trova anche l'inventario dell'Archivio della Pretura dal 1542 al 1865 redatto probabilmente nel 1888 e l'inventario dell'archivio storico comunale del 1891.
(3) AsCG, Comune di Galeata, Carteggio amministrativo, 1885-1894, tit. 1, pos. 7, lettera del segretario Zauli alla Giunta municipale del 12 agosto 1891 e verbale di deliberazione della Giunta municipale, 23 agosto 1891.
(4) Ibidem, 1932, cat. 10, cl. 9, relazione del commissario prefettizio in occasione dell'insediamento del Consiglio comunale, 24 novembre 1923, p. 4.
(5) G. Orlandelli, Gli archivi della valle del Bidente, in "Studi romagnoli", X, 1959, p. 119.

strumenti di ricerca
AsCG, fondo Cancelleria di Galeata, serie Inventari:

- "Inventario di libri, scritture, masserizie et altro, attenenti alla Cancelleria, Palazzo pretorio e Chiesa dell'Umiltà di Galeata, rifatto l'anno 1753", 1753-1785 con aggiunte al 1801.

- "Inventari della Cancelleria di Galeata", 1805-1814.

- Inventari diversi riguardanti le comunità di Galeata e Santa Sofia e l'Opera dell'Umiltà, 1814-1865.

bibliografia
Domenico MambriniGaleata nella storia e nell'arte, Bagno di Romagna, Vestrucci, 1935
Anna MagniSanta Sofia : la nascita di un comune : 9 maggio 1811, Santa Sofia, Premiato Stabilimento Tipografico dei Comuni, 2010
Francesco Mario Agnoli ... [et al.]Appunti di storia di Galeata, Modigliana, Fabbri, 2011


codice interno: 079 - 001

informazioni redazionali
Inventario a cura di
Massimo Rossi (Open Group), 2014

realizzato per
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna
[L.R. 18/2000. Piano bibliotecario 2009. Intervento diretto]

Intervento redazionale a cura di
IBC - Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, 2015