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Archivio Vinicio Vecchi

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            <persname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0001523">Vinicio Vecchi</persname>
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        <unitid countrycode="IT" encodinganalog="ISAD 1 - 1 reference code">120 - 001</unitid>
        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Archivio Vinicio Vecchi
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="19460101-20061231">1946 - 2006</unitdate>
        </unittitle>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 2 context area">
        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>L'archivio professionale dell'architetto Vinicio Vecchi è stato donato dagli eredi al Comune di Modena nel 2007. Tale donazione è stata sancita con delibera della giunta comunale del 5/12/2007 e registrata al protocollo generale 2007/156783-CU. Il Comune di Modena ha affidato gli incarichi di conservazione, riordino, inventariazione e valorizzazione dell'archivio alla Biblioteca Poletti.</p>
        </acqinfo>
        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>L'archivio si forma a partire dalla metà degli anni Quaranta del XX secolo e raccoglie i documenti prodotti nel corso dell'attività professionale dell'architetto Vinicio Vecchi, attivo fino al 2007.
Prima di giungere alla Biblioteca Poletti la documentazione era conservata in due sedi differenti, entrambe situate a Modena: presso l'abitazione privata dell'architetto in viale Alessandro Tassoni e presso il suo studio in via Pietro Giardini.
Al momento della donazione dell'archivio le due parti sono state riunite e consegnate alla Biblioteca Poletti ad eccezione di due mobili portadisegni e un numero imprecisato di documenti (per lo più eliocopie e fotografie) che erano stati precedentemente estrapolati dai fascicoli originali ad opera dell'ingegner Gianfranco Bertolotti, genero dell'architetto Vecchi e collaboratore dello studio, coadiuvato dall'architetto Lucio Fontana, incaricato dal Comune di Modena di allestire una mostra, poi non realizzata, su Vinicio Vecchi. I documenti sono pervenuti alla Biblioteca Poletti in tre momenti differenti.</p>
        </custodhist>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>L'archivio, al momento della donazione, si presentava in uno stato di evidente disordine.
Gli elaborati grafici in rotolo erano, nella maggior parte dei casi, sciolti oppure riposti in contenitori privi di qualsiasi indicazione e soltanto in alcuni casi erano conservati all'interno di appositi tubi riportanti indicazioni sul progetto che, tuttavia, non sempre corrispondevano alla realtà.
Le buste relative all'attività progettuale (che costituiscono la parte preponderante dell'archivio) si presentavano in parte prive di qualsiasi indicazione, in parte recavano una titolazione, in parte riportavano sia una titolazione che una numerazione; esse, però, erano riposte sugli scaffali senza alcun ordine apparente: non seguivano la sequenza numerica riportata su alcune di esse e non erano suddivise per intervento progettuale. L'unico criterio parzialmente rispettato era quello di una suddivisione della documentazione per tipologia costruttiva, applicato solamente a parte dell'archivio.
Le buste contenenti corrispondenza e contabilità erano conservate vicine le une alle altre, si presentavano prive di qualsiasi numerazione e riportavano sul dorso informazioni relative al contenuto.
La prima fase del lavoro è consistita in un censimento della documentazione conservata in busta e relativa all'attività progettuale, non comprendente pertanto né gli elaborati grafici (sia quelli in rotolo che quelli conservati nei mobili portadisegni), né la documentazione sempre conservata in busta, ma costituita da corrispondenza e contabilità.
Terminata questa prima fase di lavoro, si è proceduto con il censimento degli elaborati grafici. Inizialmente sono stati presi in esame quelli conservati in rotolo, in un secondo momento quelli conservati nei mobili portadisegni.
Durante la successiva fase di lavoro ci si è concentrati sul riordino e sulla descrizione della documentazione afferente all'attività progettuale dell'architetto, corrispondente alla prima serie dell'albero gerarchico. In particolare, sono stati riordinati e descritti i documenti riguardanti la progettazione di sale cinematografiche, stabilimenti industriali, case del popolo, case di riposo e di cura.
Data l'ampiezza dell'archivio e i tempi necessari per concludere il lavoro, si è poi deciso di procedere ad una pubblicazione parziale dell'inventario. Di conseguenza, allo stato attuale sono consultabili le schede relative alla serie "Attività progettuale" con le sottoserie riguardanti le tipologie costruttive sopra citate. Le altre serie individuate, le cui schede saranno consultabili in futuro, sono: "Corrispondenza", "Contabilità", "Fotografie", "Campionari e opuscoli", "Biblioteca". Inoltre, saranno consultabili all'interno della serie "Attività progettuale", anche i dati relativi alle altre tipologie costruttive di cui si è occupato l'architetto Vecchi, quali l'edilizia residenziale privata, le attività commerciali e l'edilizia scolastica, solo per citare le tipologie più rappresentative.
Presso l'ente conservatore è presente il censimento della documentazione conservata in busta e relativa all'attività progettuale, tramite il quale è possibile effettuare ricerche anche sulla documentazione attualmente non riordinata e descritta.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>La documentazione si riferisce all'attività professionale dell'architetto Vinicio Vecchi ed è costituita da tre tipologie documentarie differenti: album di fotografie riguardanti edifici realizzati dall'architetto o sui quali egli è intervenuto, fascicoli cartacei ed elaborati grafici a china o a matita su carta da lucido o carta da spolvero per una consistenza complessiva di circa 900 buste e 10.000 disegni.
I fascicoli, che nella maggior parte dei casi erano conservati all'interno di buste, comprendono documenti relativi all'iter progettuale di ogni singolo intervento (da intendersi come nuova costruzione o come intervento sul costruito); essi sono costituiti da: carteggio intercorso tra lo studio, il committente, le imprese, i fornitori e i soggetti pubblici e privati coinvolti a vario titolo nella realizzazione del progetto; relazioni tecniche, illustrative e di collaudo, computi metrici estimativi, capitolati d'appalto, copie di contratti stipulati con i fornitori; eliocopie e, in alcuni casi, fotografie. In misura minore, i fascicoli contengono documenti di natura contabile necessari alla gestione dello studio e corrispondenza prevalentemente amministrativa.
Gli elaborati grafici sono costituiti da schizzi e disegni preparatori, da tavole di progetto che riportano planimetrie, piante, sezioni, prospetti, prospettive e assonometrie di interi edifici o di parti di essi e da tavole relative a particolari architettonici, realizzate a china o a matita sia su carta da lucido che su carta da spolvero e talvolta colorate a tempera, ad acquerello, con pennarelli o retini colorati.
Oltre alla documentazione archivistica propriamente detta, è giunto alla biblioteca altro materiale appartenente a tipologie documentarie differenti: libri e riviste riconducibili per lo più agli interessi professionali dell'architetto e opuscoli che presentano i campionari dei materiali delle ditte fornitrici.</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 4 conditions of access and use area">
        <accessrestrict encodinganalog="ISAD 4 - 1 conditions governing access">
            <p>Parte della documentazione non è liberamente consultabile poichè inerente l'attività dell'architetto Vecchi su edifici di proprietà privata.</p>
        </accessrestrict>
        <otherfindaid encodinganalog="ISAD 4 - 5 finding aids">
            <p>Unitamente all'archivio è pervenuta una rubrica nella quale sono riportati in ordine alfabetico i nomi dei committenti o le denominazioni degli edifici sui quali l'architetto è intervenuto; a fianco vi sono i numeri delle buste all'interno delle quali doveva essere conservata la relativa documentazione. Dal confronto dello strumento con la documentazione è emersa la parzialità dello stesso e la sua scarsa corrispondenza con l'effettivo contenuto delle buste.</p>
        </otherfindaid>
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    <descgrp encodinganalog="ISAD 5 allied materials area">
        <bibliography encodinganalog="ISAD 5 - 4 publication note">
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2012</date>
                    <geogname>Carpi</geogname>
                    <publisher>APM</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 179.</num>
                <persname role="curatore">L. Bertucelli, C. Lusuardi</persname>
                <title>Le Case del popolo della provincia di Modena</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2010</date>
                    <geogname>Parma</geogname>
                    <publisher>Edicta</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 109.</num>
                <persname role="curatore">C. Barbieri, L. Fontana</persname>
                <title>Modena: il cinema e i cinema. Le sale cinematografiche e i progetti dell'architetto Vinicio Vecchi. Una mostra e quattro conferenze: materiali di studio</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <edition>Luoghi e architetture del cinema in Italia</edition>
                <imprint>
                    <date>2010</date>
                    <geogname>Pisa</geogname>
                    <publisher>ETS</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 215-232.</num>
                <persname role="autore">L. Fontana</persname>
                <title>Vinicio Vecchi (1923-2007): progettista di 60 sale cinematografiche</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <num>pp. 470</num>
                <persname role="autore">A. Lizzi</persname>Tesi di laurea in Architettura, Dipartimento di Storia dell'architettura e della città, Università degli studi di Firenze, a.a. 2008-2009.
                <title>Architettura delle sale cinematografiche in Emilia</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2008</date>
                    <geogname>Parma</geogname>
                    <publisher>Edicta</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 68</num>
                <persname role="curatore">C. Mazzeri, L. Fontana</persname>Atti del convegno tenuto a Modena il 13 marzo 2008.
                <title>Vinicio Vecchi. Un architetto e la sua città</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <edition>L'architettura: cronache e storia</edition>
                <imprint>
                    <date>LI, nn. 600-602 (ottobre-dicembre 2005)</date>
                </imprint>
                <num>pp. 684-687.</num>
                <persname role="autore">L. Fontana</persname>
                <title>Modena: cinema moderni, the end?</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2005</date>
                    <geogname>Bologna</geogname>
                    <publisher>Clueb</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 255</num>
                <persname role="curatore">M. Casciato, P. Orlandi</persname>Alle pp. 202-208 è presente un elenco delle architetture esistenti nel territorio della Provincia di Modena e censite da un'indagine dell'Istituto per i Beni Culturali sulle opere del secondo Novecento aventi valore architettonico-urbano o storico-artistico.
                <title>Quale e quanta: architettura in Emilia-Romagna nel secondo Novecento</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>2004</date>
                    <geogname>Modena</geogname>
                    <publisher>Rfm edizioni</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 311.</num>
                <persname role="curatore">L. Montedoro</persname>
                <title>La città razionalista. Modelli e frammenti. Urbanistica e architettura a Modena 1931-1965</title>
            </bibref>
            <bibref>
                <imprint>
                    <date>1990</date>
                    <geogname>Modena</geogname>
                    <publisher>Elis Colombini</publisher>
                </imprint>
                <num>pp. 125.</num>
                <persname role="curatore">G. Roganti</persname>
                <title>Appunti per una storia del cinematografo a Modena dagli albori all'avvento del sonoro</title>
            </bibref>
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    </descgrp>
</c>