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Carte Nino Pedretti

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    <did>
        <origination encodinganalog="ISAD 2 - 1 name of creator(s)">
            <persname authfilenumber="IT-ER-IBC-SP00001-0000853">Nino Pedretti</persname>
        </origination>
        <physdesc encodinganalog="ISAD 1 - 5 extent and medium of the unit of description">
            <extent>56</extent>
            <genreform>fascicoli</genreform>
        </physdesc>
        <unitid countrycode="IT" encodinganalog="ISAD 1 - 1 reference code">1385 - 001</unitid>
        <unittitle encodinganalog="ISAD 1 - 2 title">Carte Nino Pedretti
            <unitdate encodinganalog="ISAD 1 - 3 date(s)" normal="19360101-19951231">1936 - 1995</unitdate>
        </unittitle>
    </did>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 2 context area">
        <acqinfo encodinganalog="ISAD 2 - 4 immediate source of acquisition or transfer">
            <p>
                <date>2007</date>Il fondo &egrave; stato donato dalla vedova di Pedretti, Lina Conte, al Comune di Santarcangelo di Romagna ed &egrave; stato formalmente accettato con deliberazione della Giunta comunale n. 6 del 17 gennaio 2007.
L'acquisizione si inserisce nel progetto di costruzione del "Centro di documentazione sulla poesia romagnola" incentrato soprattutto sulla produzione santarcangiolese.
            </p>
        </acqinfo>
        <custodhist encodinganalog="ISAD 2 - 3 archival history">
            <p>Il fondo proviene da una donazione della vedova Lina Conti affinch&eacute; i materiali documentari relativi all&rsquo;opera poetica ed intellettuale del poeta Nino Pedretti fossero custoditi nella Biblioteca comunale e qui conservati e valorizzati. Non sono disponibili notizie sulla precedente collocazione delle carte.</p>
        </custodhist>
    </descgrp>
    <descgrp encodinganalog="ISAD 3 content and structure area">
        <arrangement encodinganalog="ISAD 3 - 4 system of arrangement">
            <p>Al momento della donazione il fondo risultava costituito da 7 buste d'archivio ed articolato in cartelline e fascicoli all'interno delle quali i materiali, eterogenei per forma e contenuto, presentavano un tentativo di ordinamento parziale per aree tematiche attribuibile forse alla famiglia o forse allo stesso Pedretti.
Le buste, prive di etichette, sono identificate da un numero che si trova riportato a penna sulla base.
All'interno troviamo le cartelline che presentano una numerazione progressiva che fa riferimento a ciascuna busta. Le cartelline presentano un titolo o oggetto.
Infine i materiali sono suddivisi in fascicoli, identificati da una lettera - la cui progressione anche in questo caso fa riferimento alla singola busta - e talvolta da un titolo/oggetto. Questo titolo, quando presente, si trova riportato sulle camicie con una calligrafia riferibile a volte alla donatrice, Lina Conti, a volte all'intervento della redattrice dell'elenco di consistenza allegato all'atto di donazione, Annalisa Teodorani.&nbsp;
Nonostante questa organizzazione fisica regolare, a causa del disordine in cui si trovano le carte all'interno dei fascicoli e in alcuni casi per la loro incoerenza e frammentariet&agrave;, non si pu&ograve; ricondurre questa descrizione articolata a pi&ugrave; livelli ad una struttura del fondo valida sotto un profilo tecnico archivistico.
Fa eccezione il carteggio, riordinato al momento dell'acquisizione alfabeticamente per mittente da parte della dottoressa Teodorani.
Negli anni il fondo &egrave; stato frequentemente consultato a fini di studio e di pubblicazione di inediti. Il personale della biblioteca non esclude che questo possa avere determinato rimaneggiamenti nell'ordine delle carte.</p>
        </arrangement>
        <scopecontent encodinganalog="ISAD 3 - 1 scope and content">
            <p>Il fondo documenta l'opera di Pedretti attraverso numerose copie e bozze, per lo pi&ugrave; dattiloscritte, di poesie in italiano e dialetto, delle opere prosa con i racconti brevi e le favole, e di brevi testi teatrali. Molto di questo materiale si presenta disordinato e frammentario. Due buste contengono, anche in questo caso in uno stato di grande frammentazione, appunti e bozze relativi all'attivit&agrave; accademica e agli studi di linguistica italiana e inglese.
La corrispondenza &egrave; presente dalla met&agrave; degli anni '60 ma si incentra soprattutto sugli ultimi anni di attivit&agrave; intorno al 1980-1981 quando si prepara la pubblicazione della raccolta "La ch&egrave;şa de t&eacute;mp" che avverr&agrave; postuma.&nbsp;
Anche la rassegna stampa, fatta eccezione per il fascicolo dedicato alle recensioni della prima pubblicazione "Al vousi", deve essere frutto soprattutto dell'attivit&agrave; della vedova e documenta con alcuni articoli il riconoscimento postumo dell'opera di Pedretti come poeta dialettale.</p>
        </scopecontent>
    </descgrp>
</c>